Archivio | dicembre 2009

Buon Anno da Wildgreta

rp-ita-byoriza-buon-anno-nuovo-81226.gif (493×393)

A tutti i lettori di questo blog e di Wildgretapolitics, auguro un anno migliore …non dovrebbe essere difficile vivere un anno migliore di quello passato, non credete?

Un pensiero particolare, però, voglio dedicarlo a tutti i bambini che hanno sofferto nel 2009: a loro dedico il mio augurio più grande e sincero: non perdete mai la speranza.

Don Gelmini a Berlusconi, ti amo

(Immagine archivio)

(ANSA) – AMELIA (TERNI), 26 DIC – ”Io ti voglio bene e vorrei dirti ti amo’: cosi’ don Pierino Gelmini si e’ rivolto a Silvio Berlusconi. ”Qualcuno ti ha definito il diavolo – le parole del sacerdote -, ma di solito si riconoscono diavoli coloro che diavoli sono. Noi ti vogliamo bene”. Il fondatore della Comunita’ Incontro ha quindi rivolto a Berlusconi un nuovo incitamento, alzando la voce: ”non avere paura, tieni botta e vai avanti. Non arrenderti, per favore”.

Liam Gabriele McCarty non è mai stato rapito dalla madre, ma solo protetto

https://i1.wp.com/www.dyoniso7outline.com/images/wanted_5.000.jpg

di Wildgreta

In questi giorni sta avvenendo qualcosa di cui non si parla abbastanza: il caso di Liam e di sua madre, Manuela Antonelli. La storia è lunga e complessa, e se ne sta occupando anche “Chi l’ha visto”.  Qui cercherò di sintetizzarla, con fatti e  opinioni personali:

Manuela Antonelli è sposata con un americano, McCarthy.I due si separano e, quando sono già separati di fatto, si incontrano occasionalmente e Manuela rimane incinta. Manuela Antonelli cresce il bambino da sola, è l’unica affidataria.McCarthy non solleva alcuna questione in merito.Ha riconosciuto il bambino e dovrebbe versare gli alimenti, ma non lo fa mai. Quando il bambino ha cinque anni, Manuela che lavora alla Rai, decide di trasferirsi in America, in modo che il bambino possa vedere il padre più spesso.Dopo le prime visite, il bambino cambia carattere di colpo, diventa aggressivo,si bagna, ha una regressione totale.La madre non sapendo cosa gli è successo lo porta da una psicologa in America. Il bambino dice di non voler più vedere il padre, ma la madre insiste perchè non ne capisce il motivo.Alla fine, per gli specialisti interpellati, il bambino ha subito un trauma da abuso sessuale, così lei decide di fare rientro in Italia con il bambino.Lo fa in modo regolare, come testimonia il console Maurizio Antonini, interpellato sulla vicenda.E’ l’unica affidataria, e può farlo. Quindi, i siti americani che parlano di “kidnapping” non dicono il vero. Continua a leggere

Pino La Monica porta in aula le sue “farfalle”: bambine allo sbaraglio

Bimba e orologio

(dal blog “insiemeper pino””) “…Tenacemente aggrappati a questo tempo presente,
per avere ancora la possibilità di sognare il futuro

di Wildgreta

C’è qualcosa che turba profondamente in tutto ciò che circonda il caso La Monica. Innanzitutto il suo comitato: tutto pieno di farfalle che devono “ricominciare a volare”, messaggi  che vengono definiti “battiti d’ali”, e poi le bambine: portate in aula come testimoni a favore del maestro. Bè,  siccome, ormai, sono troppo grande per lasciare il mio “battito d’ali” sulla leziosa bacheca del sito “insiemeperpino”, mi limiterò a scrivere qualcosa che suoni come il tonfo di una grossa cornacchia, incappata per sbaglio in una storia di presunta pedofilia, dove il presunto pedofilo, fa di tutto per apparire “accertato”. Ma come si fa a portare in aula delle bambine? Come si fa a trascinare in questa squallida storia, persone che nulla sanno di processi, aule giudiziarie, testimonianze? Le presunte vittime sono già traumatizzate abbastanza, c’era bisogno di traumatizzarne altre? E solo perchè non hanno nulla da rimproverare a Pino la Monica? Se ogni ladro portasse in aula tutte le persone a cui non ha mai rubato nulla, i processi si dovrebbero tenere tutti al Colosseo. Mi dispiace, ma sono disgustata da queste tattiche difensive. Dovremo aspettare il terzo grado di giudizio per sapere se La Monica, maestro di teatro ancora in attività,  sia innocente o colpevole, ma a quanti orrori dovremo assistere nel lasso di tempo che ci separa dalla sentenza di Cassazione?

Ecco gli articoli sull’udienza di ieri:

Pino La  Monica, udienza 9 dicembre 2009

CIP E CIOP:“Pistoia non perdona le maestre dell’asilo”

33838.jpg (320×240)

– La città di Pistoia non è ancora pronta a perdonare le due maestre dell’asilo Cip e Ciop finite in carcere perchè maltrattavano i bambini. “Il tempo lenirà questa ferita, ma adesso dobbiamo metabolizzare e capire quanto accaduto”: così risponde il sindaco Renzo Berti alla richiesta di perdono avanzata da una delle due maestre, Anna Laura Scuderi. La stessa che due giorni fa ha chiesto aiuto perchè malata.

Il rammarico dei genitori

“La città ha subito una ferita profonda dalla quale stenta a riaversi”, aggiunge il sindaco Berti. Intanto altri genitori si rammaricano di non essersi accorti prima delle violenze subite dai propri figli. Come invece ha fatto Nadia, una delle madri che per prima ha espresso i sospetti sulle maestre agli altri genitori, ma senza essere creduta. City
City 08 dicembre 2009