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Omicidio Perugia, la testimonianza di Amanda, “Oh, no Meredith”

   

 

 

 

 

 

 

 PERUGIA (21 giugno) – «…ricordo solamente che F. (una delle coinquiline italiane – ndr) diceva un piede! un piede!. Siamo stati spinti fuori. C’erano i poliziotti all’esterno e io mi sono seduta per terra e non riuscivo… ero sotto shock e non capivo cosa fosse successo…».

Amanda Knox ricostruisce così i momenti in cui il corpo di Meredith Kercher venne trovato nel casolare di via della Pergola. Lo fa in un lungo interrogatorio davanti al pm Giuliano Mignini il 17 dicembre scorso. Alla studentessa di Seattle, al suo ex fidanzato Raffaele Sollecito e all’ivoriano Rudy Guede la procura perugina ha inviato l’avviso di conclusione indagini che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio. Continua a leggere

MEREDITH: IN CASA ORRORI VALIGIA COLTELLI ANCORA INCARTATI

(AGI) – Perugia, 24 apr. – E’ sicuramente insolito quanto gli inquirenti hanno riscontrato ieri nella casa degli orrori in Via Sant’Antonio a Perugia, dove nella notte tra l’uno ed il 2 novembre 2007 venne uccisa Meredith Kercher. Durante il blitz a sorpresa, effettuato anche nell’abitazione di Raffaele Sollecito, sembrerebbe essere spuntata una valigia piena di coltelli, la maggior parte con la confezione ancora intatta, altri anche scartati. Altri coltelli, ben 14, sarebbero stati rinvenuti nel lavello in cucina. Gli investigatori li hanno lasciati nell’abitazione, sequestrando soltanto calzature ed altro materiale ritenuto utile alle indagini che sara’ inviato alla Polizia Scientifica di Roma per analisi e comparazioni. Continua a leggere

Omicidio Meredith, stop del Garante a trasmissione del filmato della scientifica

Roma. “Immagini raccapriccianti non essenziali all’informazione e lesive della dignità della ragazza inglese uccisa”. Con un provvedimento adottato oggi il Garante per la Privacy ha vietato l’ulteriore diffusione e messa in circolazione delle immagini relative a

Meredith Kercher, riprese sul luogo del delitto e trasmesse dall’emittente Telenorba il 31 marzo. Il filmato, che lede diritti fondamentali riconosciuti dal Codice in materia di protezione dei dati personali e dal codice deontologico dei giornalisti, non dovrà più essere trasmesso. Continua a leggere

Sopralluogo in casa di Meredith.Sequestrate scarpe e documenti

IL GIALLO DI PERUGIA

La polizia ha prelevato dalla villetta di via della Pergola numerosi oggetti, pare tutti appartenenti alla studentessa uccisa. Fra questi il passaporto e due lampade. Perquisizione anche in casa di Sollecito

Perugia, 23 aprile 2008 – Ci sono numerose paia di scarpe e documenti sembra appartenenti a Meredith Kercher tra gli oggetti sequestrati oggi pomeriggio dalla polizia nel corso del nuovo sopralluogo effettuato nel casolare di via della Pergola dove la sera tra il 1 e 2 novembre scorso è stata uccisa Meredith Kercher. Il sopralluogo è durato una quarantina di minuti al termine dei quali la polizia ha prelevato numerosi reperti contenuti in una ventina di buste di plastica. In particolare, tra gli oggetti sequestrati ci sarebbero delle scarpe, dei documenti della vittima, tra cui il passaporto, e due lampade. Al sopralluogo hanno preso parte anche i legali dei vari indagati.Dopo il casolare di via della Pergola, anche a casa di Raffaele Sollecito è in corso un nuovo sopralluogo della polizia. Nell’appartamento di via del Canerino dello studente pugliese, in carcere per l’omicidio di Meredith Kercher, si trovano attualmente gli agenti della Squadra mobile perugina, il pubblico ministero Giuliano Minnini e i legali dei vari indagati.

Quotidiano.net 24 aprile 2008

Raffaele e i parenti di Meredith per la prima volta faccia a faccia

Udienza in tribunale davanti al gip per esaminare la perizia medico legale. Uno dei consulenti: “Molte lacune nella rilevazione dell’ora della morte. Non è certo che abbia avuto un rapporto sessuale”

Quotidiano.net 19 aprile 2008

Perugia, 19 aprile 2008 –  Anche lo studente pugliese Raffaele Sollecito, dopo i parenti di Meredith,  è arrivato a Palazzo di Giustizia, a Perugia, dove questa mattina è in programma l’udienza davanti al gip Claudia Matteini per esaminare la perizia medico legale disposta dallo stesso giudice. Lo studente pugliese, recluso nel carcere di Terni, è arrivato a bordo di un cellulare della polizia penitenziaria.
Ammanettato, una felpa bianca con un cappuccio e un paio di jeans, il ragazzo scortato dagli agenti ha fatto il suo ingresso in Tribunale al cui interno sono già presenti i famigliari di Meredith.
Poco prima, infatti, erano arrivati era stata la madre, Arline, la sorella Stephanie e il fratello Lyle, accompagnati dal console britannico a Firenze Moira Mc-Farlane. È probabile, che per la prima volta dal giorno dell’omicidio della ragazza, oggi i famigliari della vittima si troveranno faccia a faccia con Raffaele Sollecito, una delle tre persone, insieme ad Amanda Knox e Rudy Hermann Guede, accusate del delitto.

 

I CONSULENTI

“Abbiamo detto quel poco che potevamo”, commenta il professor Giancarlo Umani Ronchi, uno dei consulenti nominati dal gip per l’incidente probatorio volto a chiarire l’ora, i tempi e le modalità che hanno portato alla morte della ragazza inglese. 

Riguardo all’ora della morte, l’esperto ha detto: “Sono presenti molte lacune nella sua rilevazione. Il dato dell’alcolimetria -ha aggiunto l’esperto- è il risultato di una serie di situazioni di cui non vi si può dare certezza.

 
Il perito ha anche detto che “non si può dire se c’è stato o meno un rapporto sessuale perchè, in seguito all’autopsia non sono state rilevate tracce di sperma o di violenza fisica. C’è comunque una traccia del cromosoma Y che lascia ipotizzare un contatto fisico”.

 

“Parlare di strangolamento è una parola troppo grossa – ha continuato il perito – Abbiamo scritto e ribadito che il soffocamento è stato determinato anche dall’emorragia provocata dalla ferita al collo. Per quanto riguarda lo strangolamento siamo molto più cauti: ci sono segnali, ferite riscontrate che vanno in questa direzione. Non ci sono delle certezze inconfutabili”.

 
Una delle teorie, emersa una volta presentata la relazione, si basava sulla duplice azione del killer: prima il coltello che buca la gola e poi lo strangolamento con due mani.

Teste contro Amanda, Raffaele e Rudy:”I tre spiavano la villa la sera prima”

IL GIALLO DI PERUGIA

Un albanese ha raccontato di aver visto i tre indagati la sera precedente il delitto, smentendo così la tesi che Sollecito e Guede si conoscessero. La Knox avrebbe anche estratto un coltello

 Perugia, 24 gennaio 2008 –

Spunta un supertestimone nell’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia nella notte tra l’1 e il 2 novembre. Secondo quanto riporta il quotidiano ‘La Stampa’, un albanese, in regola con il permesso di soggiorno e ritenuto “affidabile”, avrebbe visto insieme Amanda, Raffaele e Rudy la sera prima del delitto. “Erano loro, li ho riconosciuti. Stavano spiando la villa”, ha raccontato al pm Giuliano Mignini.
“Mi rendo conto che due mesi e passa dopo, la mia testimonianza possa apparire poco credibile – ha spiegato l’uomo al magistrato – Mi creda, ho avuto paura in queste settimane e per questo non sono venuto da lei prima. Ma adesso ho deciso di raccontare tutto quello che ho visto”.
L’albanese ha raccontato di aver “strusciato con la macchina dei sacchetti di spazzatura, i due cassonetti che si trovavano proprio nei pressi del cancello della villa di via Pergola 7″, quindi di essersi fermato per constatare i danni.

A questo punto – prosegue il racconto – sono spuntati un ragazzo e una ragazza (Raffaele Sollecito e Amanda Knox) che avevano voglia di litigare. La giovane, in particolare, avrebbe estratto un coltello e lo avrebbe branditoin modo aggressivo. Alla coppia, poi, si sarebbe unito un altro ragazzo di colore (Rudy Guede). “No, non li conoscevo prima, – ha detto l’uomo – li ho riconosciuti dopo quando le loro fotografie sono apparse su tutti i giornali”.
La testimonianza viene ritenuta molto importante dalla procura di Perugia perché smentisce la tesi di Rudy e Raffaele che hanno semre affermato di non conoscersi e soprattutto quella che Amanda non girasse con un coltello in borsa.
Immediata la replica del difensore dell’ivoriano, che ha ribadito che il suo assistito ”era a cena con i suoi amici spagnoli, come ha lui stesso riferito agli inquirenti”.

Intanto il pub di Patrick Lumumba Diya, uno dei quattro indagati per l’omicidio di Meredith Kercher, riaprirà. Quando non è stato ancora deciso, ma la procura della Repubblica di Perugia ha disposto il dissequestro del locale nel centro storico del capoluogo umbro. Con il pub la procura ha deciso anche il dissequestro del registratore di cassa in precedenza prelevato dalla polizia per esaminare gli orari degli scontrini battuti la notte del delitto.

Quotidiano.net 24 gennaio 2008

Processo strage di Erba, aggiornamenti su:www.wildgreta.blogspot.com

Il giallo di Perugia: Meredith, la verità dai pc

No all’incidente probatorio per sentire quattro amiche di Meredith Kercher, sì a quello per esaminare i computer della stessa vittima, di Raffaele Sollecito e Amanda Knox.

E’ quanto ha deciso il gip di Perugia Claudia Matteini nell’ambito dell’indagine sull’omicidio della studentessa inglese avvenuto nel capoluogo umbro la notte tra il 1 e il 2 novembre scorso.
Il giudice ha fissato per il 21 gennaio l’udienza nella quale sarà conferito l’incarico ai periti che dovranno esaminare i tre pc. L’esame dei computer sarà svolto in contraddittorio tra le parti e i risultati assumeranno valore di prova in un eventuale processo. A chiederlo è stato il pubblico ministero Giuliano Mignini.

Il Tempo 10/01/2008

Strage di Erba, Azouz Marzouk negati domiciliari , su www.wildgreta.blogspot.com