Archivio tag | Elisabeth Fritzl

Fritzl nella cantina degli orrori scortato dalla polizia

Il 73enne torna nella cella segreta
Il mostro di Amstetten, Josef Fritzl, è tornato nella cella degli orrori. Scortato dagli agenti di custodia, su richiesta del suo legale, il 73enne è stato portato nella prigione sotterranea in cui ha stuprato e rinchiuso per 24 anni la figlia Elisabeth, da cui ha avuto anche sette nipoti. Agli agenti ha mostrato la cantina segreta, esaminando le serrature, e poi è stato riportato in carcere. Continua a leggere

Amstetten: aggiornamenti sul caso Josep Fritzl

Austria/ Fritzl aveva rapporti con figlia “2-3 volte” a settimana
Rischia accuse per 3mila stupri; processo si terrà a porte chiuse
Roma, 26 ago. (Apcom) – Il padre-mostro di Amstetten, l’austriaco 74enne Joseph Fritzl, dovrà rispondere dell’accusa di “3mila stupri” al processo che lo vedrà in aula forse già a dicembre. L’uomo, che ha sequestrato la figlia Elisabeth in uno scantinato costringendola ad un rapporto incestuoso durato 24 anni, ha ammesso di avere avuto rapporti con la vittima “due o tre volte a settimana”. Lo affermano fonti giuridiche, citate dal quotidiano britannico “The Mirror”.Non ci saranno tuttavia i riflettori puntati sul processo del padre incestuoso: gli inquirenti hanno annunciato che i tre giorni di processo si terranno a porte chiuse, eccetto per le formalità d’apertura e la lettura della sentenza. Fritzl dovrebbe essere incriminato formalmente entro la fine di ottobre.

Il problema ora potrebbe essere quello di trovare una giuria. Secondo la legge austriaca, servono otto giurati e due delegati. “Siamo un paese piccolo. Non si trovano dieci persone che non abbiano già un’opinione forte su quest’uomo e su quello che ha fatto”, ha riferito una fonte legale.

La figlia Elisabeth, che oggi ha 42 anni, è stata segretata e violata per oltre vent’anni e ha partorito sette figli, uno dei quali morto poco dopo la nascita. Con tre di questi – Kerstin, 19 anni, Stefan, 18, e Felix, sei anni – è rimasta nello “scantinato degli orrori” fino ad aprile scorso. Altri tre figli – Lisa, 16 anni, Monika, 14 e Ales, 12 – che Fritzl ha portato “in superficie” quando erano piccoli, hanno vissuto con lui e la moglie-nonna, Rosemarie, 69 anni.

La famiglia si trova ora in una clinica e i tre bambini cresciuti con i “nonni” dovrebbero tornare presto a scuola. “Non è certo ancora se la vecchia scuola sia il posto giusto”, ha rivelato un amico.

 

AUSTRIA: FIGLIA DEL ‘MOSTRO’ FRITZL CACCIA DI CASA LA MADRE

NON VUOLE CHE I SUOI FIGLI LA CHIAMINO MAMMA

Vienna, 25 lug. (Adnkronos) – Elisabeth Fritzl, la 42enne austriaca violentata da quando aveva 11 anni dal padre Josef che l’ha messa incinta sette volte, ha deciso di cacciare di casa sua madre Rosemarie. A riferirlo e’ il quotidiano britannico ‘Telegraph’, spiegando che la donna non sopportava che tre dei suoi figli continuassero a chiamare ‘mamma’ quella che in realta’ e’ la loro nonna. Rinchiusa a 18 anni nel sotterraneo della casa di Amstetten dal padre ‘mostro’, Elisabeth si era vista sottrarre 3 figli dell’incesto: Josef aveva affidato i ragazzi piu’ grandi, Lisa oggi 16enne, Monica di 14 anni e Alexander di 11, alle cure di sua moglie Rosemarie. Continua a leggere

AUSTRIA/ PROLUNGATO IL FERMO PER PADRE “MOSTRO” AMSTETTEN

In attesa di incriminazione formale

Vienna, 6 giu, (Ap) – E’ stato prolungato di altri due mesi il fermo per Joseph Fritzl, il 73enne austriaco che ha segregato e violentato per 24 anni la figlia, dalla quale ha avuto sette figli.

Il procuratore di St. Poelten, Gerhard Sedlacek, ha comunicato la decisione nel corso di una sessione di routine a porte chiuse, in attesa dell’incriminazione formale dell’uomo, in isolamento dal 29 aprile scorso. Continua a leggere

AUSTRIA: INCESTO, FRITZL NEGA ABUSI SU FIGLIA DAGLI 11 ANNI


VIENNA – Josef Fritzl, il protagonista della terribile vicenda di incesto venuta alla luce di recente in Austria, nega di aver molestato sessualmente da quando lei aveva 11 anni sua figlia Elisabeth, dalla quale ha poi avuto sette figli. Lo scrive il settimanale ‘News’ citando dichiarazioni fatte da Fritzl al suo avvocato difensore, Rudolf Mayer. “Non è vero, non sono un uomo che abusa sessualmente di bambini piccoli”, ha detto Fritzl al suo avvocato. Elisabeth aveva dichiarato davanti alla polizia di essere stata molestata sessualmente da suo padre già da quando aveva 11 anni. Da quanto emerge dalla dichiarazioni di Fritzl pubblicate su ‘News’, l’uomo ammette anche di aver progettato il sequestro di sua figlia in cantina già due o tre anni anni prima: “E’ vero, dev’essere stato il 1981 o il 1982, quando cominciai a trasformare la mia cantina in una cella, chiudendola con una pesante porta in cemento armato telecomandata”. “Poi – ha aggiunto l’uomo – ho creato l’isolamento acustico del bunker e ho installato una toilette e un lavandino, ci ho messo anche un letto, un fornello e un frigorifero”, ha detto. E Fritzl racconta anche delle prime settimane dopo quel 28 agosto 1984, quando rinchiuse Elisabeth nel bunker sotterraneo. “E’ stato una specie di circolo vizioso, dal quale da un certo punto non c’era nessuna via d’uscita ne per Elisabeth ne per me: con ogni settimana, in cui tenevo prigioniera mia figlia, la mia situazione è diventata più folle, e veramente, ho pensato tante volte di lasciarla libera”, aggiungendo però di aver avuto “paura di essere arrestato e paura che mia famiglia e tutti gli altri sapessero del mio crimine”. Fritzl ha anche raccontato che il desiderio di avere rapporti sessuali con la figlia era come “una mania”, dicendo anche di essere sempre stato cosciente che Elisabeth li rifiutava e che imponendoli le faceva del male. Fritzl dichiara anche di aver voluto figli da Elisabeth. Nel 1988, prima del parto del primo dei sette bambini che Elisabeth ha avuto da sua padre, Fritzl dice di averle portato libri di medicina in cantina perché la ragazza potesse prepararsi, oltre a asciugamani, disinfettanti e pannolini. “Ero contento della nascita del bambino, perché per me è stato bello avere anche in cantina una famiglia vera, con una donna e con alcuni bambini”.

Ansa 8 maggio 2008

Fritzl, il padre-mostro: volevo liberare mia figlia

Attualita'
Il protagonista della terribile vicenda scoperta in Austria, racconta di non averlo fatto per paura di essere arrestato. Era cosciente del crimine e gli piaceva l’idea di una “famiglia vera” nella cantina prigione. “Una mania” i rapporti con la figlia.
Fritzl racconta ,attraverso il suo avvocato a un settimanale austriaco, le prime settimane successive al 28 agosto 1984, quando rinchiuse la figlia Elisabeth nel bunker sotterraneo. “È stato una specie di circolo vizioso, dal quale da un certo punto non c’era nessuna via d’uscita nè per Elisabeth nè per me: con ogni settimana, in cui tenevo prigioniera mia figlia, la mia situazione è diventata più folle e, veramente, ho pensato tante volte di lasciarla libera”. Aggiunge però di aver avuto “paura di essere arrestato e paura che mia famiglia e tutti gli altri sapessero del mio crimine”. Fritzl ha anche raccontato che il desiderio di avere rapporti sessuali con la figlia era come “una mania”, dicendo anche di essere sempre stato cosciente che Elisabeth li rifiutava e che imponendoli le faceva del male.

VOLEVA I FIGLI Fritzl dichiara anche di aver voluto figli dalla figlia. Nel 1988, prima del parto del primo dei sette bambini che Elisabeth ha avuto da sua padre, Fritzl dice di averle portato libri di medicina in cantina perchè la ragazza potesse prepararsi, oltre ad asciugamani, disinfettanti e pannolini. “Ero contento della nascita del bambino, perchè per me è stato bello avere anche in cantina una famiglia vera, con una donna e con alcuni bambini”. L’uomo nega poi di aver molestato sessualmente la figlia da quando lei aveva 11 anni. Lo scrive il settimanale ‘News’ citando dichiarazioni fatte da Fritzl al suo avvocato difensore, Rudolf Mayer. “Non è vero, non sono un uomo che abusa sessualmente di bambini piccoli”, ha detto Fritzl al suo avvocato. Elisabeth aveva dichiarato davanti alla polizia di essere stata molestata sessualmente da suo padre già da quando aveva 11 anni.

AVEVA PENSATO ALLA PRIGIONE NELL’81 Da quanto emerge dalle sue dichiarazioni, l’uomo ammette anche di aver progettato il sequestro di sua figlia in cantina già due o tre anni anni prima: “È vero, dev’essere stato il 1981 o il 1982, quando cominciai a trasformare la mia cantina in una cella, chiudendola con una pesante porta in cemento armato telecomandata”. “Poi – ha aggiunto l’uomo – ho creato l’isolamento acustico del bunker e ho installato una toilette e un lavandino, ci ho messo anche un letto, un fornello e un frigorifero”, ha detto.

LA FIGLIA VOLEVA SCAPPARE DI CASA Elisabeth Fritzl voleva lasciare i genitori poco prima di venire rinchiusa nello scantinato degli orrori. È quanto emerge da alcune lettere che la ragazza, che allora aveva 18 anni, scrisse a un suo amico e delle quali il tabloid ‘Oestereich’ oggi pubblica alcuni estratti. “Dopo l’esame mi trasferisco da mia sorella e il suo ragazzo, per loro l’appartamento è troppo caro, per me va bene, avrò due stanze per me e pagherò soltanto 1.200 scellini (87 euro, ndr)”, scrisse Elisabeth al suo amico E. in una lettera datata 9 maggio 1984. Poche settimane dopo, il 29 maggio, Elisabeth raccontò allo stesso amico di essere impegnata nella ricerca di un posto di lavoro. “Tieni le dita incrociate che troverò il posto giusto … non appena mi sarò trasferita ti manderò il mio nuovo indirizzo”, si legge. L’ultima lettera all’amico, nella quale la ragazza raccontava tra l’altro di essere stata in discoteca, è invece datata 3 agosto 1984, quindi 25 giorni prima che venisse rinchiusa in cantina dal padre. Josef Fritzl, in dichiarazioni al suo avvocato difensore Rudolf Mayer, spiega la motivazione per la sua azione folle: “Dall’inizio della pubertà non si atteneva più a nessuna regola, passava notti intere in locali malfamati, beveva alcol, fumava. Cercavo di tirarla fuori da questa palude”.

Unione Sarda 8 maggio 2008

PADRE-MOSTRO:AVREI POTUTO UCCIDERLI SENZA LASCIAR TRACCE

Joseph Fritzl -l’elettrotecnico di Amstetten che ha tenuto segregata per quasi un quarto di secolo la figlia, con cui ha avuto 7 figli- ha detto di non essere “un mostro” perche’ avrebbe potuto ammazzare le sue vittime senza essere scoperto e non lo ha fatto. Per la prima volta da quando e’ venuta alla luce la raccapricciante vicenda, parla il padre-mostro di Amstetten e tentata di minimizzare le atrocita’ di cui e’ accusato. “Non sono un mostro”, ha detto Fritzl al suo avvocato, Rudolf Mayer, lamentandosi del trattamento ricevuto dalla stampa. Le dichiarazioni sono filtrate sul tabloid austriaco “Oesterreich”: “Potrei averli uccisi tutti. E non ne sarebbe rimasta traccia, nessuno mi avrebbe scoperto”. Le sconcertanti dichiarazioni arrivano mentre la procura dello Stato federato della Bassa Austria ha cominciato l’interrogatorio del 73enne ‘carceriere di Amstetten”. Secondo il portavoce della procura, Gerhard Sedlacek, il primo interrogatorio, durato un’ora e mezza circa, si e’ concentrato sulla vita personale e professionale e l’accusato, in carcere dallo scorso 26 aprile, avrebbe dichiarato la sua “disponibilita’ a collaborare” con la giustizia. Intanto, secondo quanto riferito dal tabloid austriaco, per difendersi Fritzl ha ricordato di esser stato lui stesso a portare in ospedale la nipote 19enne Kerstin (la maggiore dei suoi figli-nipoti) per tentare di salvarle la vita: “Se non fosse per me, oggi Kerstin non sarebbe viva”. La giovane rimane ricoverata nell’ospedale di Amstetten: le sue condizioni permangono gravissime. (AGI)

(07 maggio 2008 ore 16.08)

Joseph Fritzl -l’elettrotecnico di Amstetten che ha tenuto segregata per quasi un quarto di secolo la figlia, con cui ha avuto 7 figli- ha detto di non essere “un mostro” perche’ avrebbe potuto ammazzare le sue vittime senza essere scoperto e non lo ha fatto. Per la prima volta da quando e’ venuta alla luce la raccapricciante vicenda, parla il padre-mostro di Amstetten e tentata di minimizzare le atrocita’ di cui e’ accusato. “Non sono un mostro”, ha detto Fritzl al suo avvocato, Rudolf Mayer, lamentandosi del trattamento ricevuto dalla stampa. Le dichiarazioni sono filtrate sul tabloid austriaco “Oesterreich”: “Potrei averli uccisi tutti. E non ne sarebbe rimasta traccia, nessuno mi avrebbe scoperto”. Le sconcertanti dichiarazioni arrivano mentre la procura dello Stato federato della Bassa Austria ha cominciato l’interrogatorio del 73enne ‘carceriere di Amstetten”. Secondo il portavoce della procura, Gerhard Sedlacek, il primo interrogatorio, durato un’ora e mezza circa, si e’ concentrato sulla vita personale e professionale e l’accusato, in carcere dallo scorso 26 aprile, avrebbe dichiarato la sua “disponibilita’ a collaborare” con la giustizia. Intanto, secondo quanto riferito dal tabloid austriaco, per difendersi Fritzl ha ricordato di esser stato lui stesso a portare in ospedale la nipote 19enne Kerstin (la maggiore dei suoi figli-nipoti) per tentare di salvarle la vita: “Se non fosse per me, oggi Kerstin non sarebbe viva”. La giovane rimane ricoverata nell’ospedale di Amstetten: le sue condizioni permangono gravissime. (AGI)
(07 maggio 2008 ore 16.08)