Archivio | ottobre 2010

CLINICA DEGLI ORRORI: 15 ANNI A BREGA MASSONE

Clinica degli orrori, 15 anni e 6 mesi all'ex primario di Chirurgia toracica

L’ex primario Pier Paolo Brega Massone

Clinica degli orrori, 15 anni e 6 mesi all’ex primario di Chirurgia toracica

La richiesta del pm per Brega Massone, il principale imputato della Santa Rita, era stata di 21 anni


La vicenda era cominciata nel giugno del 2008 con l’arresto di 14 persone fra medici e amministratori

E’ stato condannato a 15 anni e mezzo di carcere l’ex primario di Chirurgia toracica della Santa Rita, la cosiddetta “clinica degli orrori” di Milano, Pier Paolo Brega Massone. Nella requisitoria, lo scorso aprile, i pm Tiziana Siciliano e Grazia Pradella aveva chiesto 21 anni di reclusione. Ai suoi vice, Marco Pansera e Pietro Fabio Presicci, sono stati inflitti rispettivamente sei anni anni e nove mesi e dieci anni anni di carcere. I tre medici – interdetti per cinque anni dalla professione – erano accusati a vario titolo di 83 casi di lesioni ai danni di altrettanti pazienti, ma sono stati assolti da quattro imputazioni e parzialmente da una quinta imputazione. La sentenza è stata accolta con apparente indifferenza dal principale imputato. La moglie, invece, è scoppiata a piangere. Continua a leggere

SARAH, AUDIO DEPOSIZIONI MICHELE MISSERI, SABRINA E MARIANGELA

LA CONFESSIONE DI ZIO MICHELE
La confessione di zio Michele

Sarah, confessione Michele Misseri: audio interrogatorio

Le parole di Mariangela

SARAH,PARLA MARIANGELA.AUDIO INTEGRALE DEPOSIZIONE

 

Le parole di Mariangela e Sabrina

INTERROGATORIO SABRINA MISSERI

DON RUGGERO CONTI: SFILANO I TESTIMONI A FAVORE

Messaggero Cronaca di Roma di mercoledì 20 ottobre 2010, pagina 35
Sfilano i testimoni in favore di don Ruggero

di De Santis Giulio

Il vescovo: «Sono contento di avergli dato i voti» Sfilano i testimoni in favore di don Ruggero Il parroco accusato di pedofilia difeso anche da persone amiche dei presunti molestati di GIUIJO DE SAN IS «Don Ruggero Conti è un padre di cui fidarmi e un amico con cui confidarmi. Mi manca».

Ieri i suoi ragazzi hanno descritto così il parroco di Selva Candida, accusato di aver violentato sette minorenni tra il 1998 e il 2008. Ventisette testimoni della difesa hanno sfilato per otto ore davanti ai giudici della sesta sezione collegiale. Tutti pronti a mettere le mani sul fuoco sulla integrità morale del sacerdote, Imito in carcere nel 2008 dopo le denuncie delle sette presunte vittime di abusi sessuali. Violenze che, secondo il pubblico ministero Francesco Scavo, il parroco avrebbe compiuto mentre guidava la chiesa della Natività di Maria Santissima. CONTINUA A LEGGERE

 

SARAH SCAZZI: NOTIZIE 23 OTTOBRE 2010


Sarah Scazzi/ Legale Sabrina: in carcere piange e pensa a cugina

Sarah Scazzi/ Legale Sabrina: in carcere piange e pensa a cugina Si informa della mamma, della sorella e di zia Concetta

Taranto , 23 ott. (Apcom) – E’ appena uscito dal carcere di Taranto, Vito Russo, l’avvocato di Sabrina Misseri. Ha parlato con la ragazza ed è preoccupato per lo stato di prostrazione in cui è caduta. “Sabrina pensa a Sarah e piange – spiega Russo – non riesce a trattenere le lacrime quando ricorda la cugina”. La figlia di Michele Misseri, accusata insieme al padre dell’omicidio della quindicenne, ha chiesto al suo legale notizie della mamma Cosima, della sorella Valentina e della zia Concetta. Solo del padre, Sabrina non vuole sapere niente. E’ come se volesse cancellarlo dalla sua mente. “Non riesce a credere a quanto Michele Misseri è stato capace di compiere – riferisce Russo – e soprattutto non si capacita del motivo per cui anche lei è rinchiusa in carcere”. L’avvocato Russo racconta del libro che Sabrina sta leggendo nella sua cella, ‘Cado dalle nubi’ del comico Checco Zelone. “Gliel’ho consigliato io – spiega il legale – per aiutarla a pensare in positivo e a stare un pò più serena. Ha bisogno di essere tranquilla e lucida per ricordare con precisione quanto ha vissuto il giorno della scomparsa di Sarah e potersi difendere”. Sabrina è demoralizzata, si trova in isolamento giudiziario, non può guardare la televisione, legge i giornali e si sente sola. Per questo Vito Russo e la moglie Emilia Velletri, entrambi difensori della ragazza, si recano ogni giorno in carcere a trovarla.

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Amandola, sorelline abusate: dopo 11 condanne a processo anche la madre

Sarà processata con rito abbreviato con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile. La vicenda che venne a galla nel gennaio 2007, ha già portato a 11 condanne a carico dei violentatori

Ascoli Piceno, 21 ottobre 2010 – Il caso del giro di pedofilia scoppiò nel gennaio di tre anni fa, quando i carabinieri di Amandola e Ascoli portarono alla luce il calvario di tre sorelline, all’epoca dei fatti minorenni. Le due piu’ grandi, in periodi diversi, erano state sottoposte ad abusi sessuali sessuali ripetuti da parte di uno zio paterno, di un paio di uomini di Amandola e Comunanza, di un anziano e di due gruppi distinti di giovani indiani, fra cui il fidanzato della più grande delle tre minori. Violenze durate anni. Quando la vicenda venne a galla, la giustizia minorile allontanò le tre vittime da padre e madre, così come un fratello, nato proprio nei mesi dell’inchiesta.

 

Pare che la loro madre fosse al corrente di tutto. Pronta a intascare parte dei regali in denaro che le ragazzine ricevevano. Sara’ processata in abbreviato con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile.
Una vicenda terribile, che ha già portato a 11 condanne a carico dei violentatori. Al gup di Ascoli Rita De Angelis i difensori della donna hanno chiesto il rito abbreviato, condizionato all’interrogatorio dell’imputata, che il giudice ha fissato per il prossimo 24 novembre. Per la sentenza però bisognerà attendere gennaio 2011.

 

Secondo il pm Umberto Monti la donna sapeva benissimo che le figlie avevano incontri sessuali con diverse persone in cambio di regali o denaro, che talvolta le ragazzine consegnavano a lei. Le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile poggiano sull’omesso controllo delle figlie.

il resto del carlino 21 ottobre 2010

OMICIDIO SARAH SCAZZI, ZIO MICHELE SULLA VIA DELLA “REDENZIONE”

Di Wildgreta

Da ieri sera i colpi di scena nel giallo del delitto della piccola Sarah si susseguono senza sosta.Tra indiscrezioni, anticipazioni e deduzioni, abbiamo capito che:

1)Misseri potrebbe aver mentito ed essersi immolato per salvare un “guaio” combinato da qualcun’altro (Sabrina? Sua moglie Cosima? Qualcun’altro?)

2) Misseri forse all’ora del delitto dormiva.Infatti amici di Misseri testimoniano  che alle 14.00 Misseri faceva sempre un riposino pomeridianoe l’ipotesi sarebbe confermata anche da alcune intercettazioni. Ma, secondo ipotesi non confermate,  potrebbe essere stato svegliato da moglie e figlia subito dopo l’omicidio per accordarsi sulla strategia.La sua presenza davanti al garage, intento a sistemare qualcosa nel bagagliaio dell’auto, all’arrivo dall’amica di Sabrina, Mariangela, confermerebbe questa ipotesi.

3) Il Gip attende le intercettazioni, previsto per oggi, per confermare o meno l’arresto di Sabrina

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wildgreta, 20 ottobre 2010

SANTONA DI LUMEZZANE:CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO PER LA PRESUNTA SETTA

L’inchiesta

Chiesto il rinvio giudizio per la presunta setta

È stata fissata per il 14 dicembre l’udienza preliminare davanti al Gup per Fiorella Tersilla Tanghetti, l’animatrice di una comunità di recupero di ispirazione religiosa. continua a leggere

Qui sotto, invece, un articolo di giugno 2010 tratto da Brescia Oggi

«Un incubo durato anni ora vogliamo giustizia»

04/06/2010

Ci hanno messo la faccia, per chiedere «giustizia e arresti»: fuori dal Palagiustizia di via Gambara, le presunte vittime della «setta» fondata dalla «santona» Fiorella Tanghetti, sono rimaste in presidio per ore.«Per i bambini mai registrati all’anagrafe, maltrattati, costretti ad atti abominevoli, per i morti senza cure»: parole scritte nero su bianco sui cartelli che stringono tra le mani. «Anch’io ero uno schiavo, nel corpo e nella mente», si legge in un altro cartello.

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