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Fritzl si dichiara pentito: oggi la sentenza

“Mi riconosco colpevole di tutti i capi di imputazione di cui mi accusate”, è stata “la testimonianza filmata di mia figlia… Sono colpevole e mi pento”.

Leggi articolo:Fritzl ammette gli stupri, la schiavitù e l’omicidio:oggi la sentenza

Padre-mostro: il 16 marzo al via processo Fritzl

Austria: segrego’ e violento’ figlia per 24 anni, processo al via il 16 marzo

13 feb 14:17 Esteri

VIENNA – Il 16 marzo entrera’ in aula l’ultimo “mostro” austriaco. Iniziera’ quel giorni infatti il processo a Joseph Fritzl, l’uomo di 73 anni che per 24 anni ha abusato della figlia Elisabeth tenendola prigioniera in uno scantinato ad Amstetten. Il processo si svolgera’ in gran parte a porte chiuse. Fritzl e’ accusato di omicidio, tratta di schiavi, stupro, sottrazione di liberta’, coercizione, incesto, e rischia l’ergastolo. Il caso di Fritzl e’ venuto alla luce lo scorso 27 aprile. Durante la prigionia, la vittima ha dato alla luce sette bambini, di cui uno morto tre giorni dopo il parto nel 1996 e bruciato dal padre in un forno. (Agr)

Austria,Natale insieme per i sei fratelli Fritzl

24/12/2008

Si ritroveranno i 6 figli dell’incesto
Elisabeth Fritzl, figlia del mostro di Amstetten, potrà riunire la famiglia per Natale. La vittima dell’incesto durato 24 anni festeggerà con i suoi sei figli e la madre Rosemarie. Kerstin, 19 anni, Stefan, 18, e Felix, 6, i tre figli cresciuti nello scantinato della villa di famiglia si sono detti “molto felici” in vista del loro primo Natale in famiglia da passare insieme ai fratelli Lisa, 16 anni, Monika, 14, e Alexander, 12.Un amico di famiglia ha rivelato che i tre figli cresciuti nello scantinato di Amstetten stanno “scoprendo il mondo ogni giorno, perché non lo avevano mai visto prima” e anche il Natale è “occasione di riunire la famiglia nel perdono”. Intanto un pubblico ministero che indaga sui 24 anni di segregazione di Elisabeth ha finito di esaminare il suo diario segreto nel quale racconta gli anni di prigionia in balia del padre-padrone.

“Le pagine del diario sono molto dolorose a angoscianti da leggere, ma ci hanno fornito indizi molto utili per capire come sono andate esattamente le cose in quello scantinato degli orrori”, ha riferito il pubblico ministero.

In particolare, è emerso tra l’altro che, per sequestrare la figlia all’epoca 18enne, nell’agosto del 1984 il padre-mostro la stordì con dei narcotici e la rinchiuse in uno scantinato senza luce sotto la loro casa di Amstetten. Fritzl tenne quindi Elisabeth legata per nove mesi a un palo di ferro con una catena di acciaio che le lasciava appena 50 centimetri per muoversi.

Fritzl ha chiesto 4 milioni di euro per i verbali
Non smette di destare scalpore, intanto, Josef Fritzl. L’uomo accusato di omicidio, incesto, rapimento, riduzione in stato di schiavitù e abusi sessuali ha cercato di vendere i verbali dei suoi interrogatori ad alcuni tabloid inglesi per quattro milioni di euro. Secondo quanto rivela il settimanale tedesco Stern, l’uomo, che ha 73 anni ed è attualmente sotto processo, voleva ripagare così tutti i suoi debiti, stimati in 3,5 milioni di euro, e tenere per sè il resto. Nessuno dei tabloid ai quali è stata fatta l’offerta, però, ha voluto accettare.
TG COME 25 DICEMBRE 2008

Fritzl, nuovi dettagli dall’accusa:faceva recite porno alla figlia

SERVIZIO TG LA7
Josef Fritzl, il mostro della cantina austriaco, costringeva la figlia Elisabeth, ai tempi 18enne, a guardare film pornografici e quindi a ripeterne il contenuto per lui, imitandone i ruoli. Sono i nuovi, agghiaccianti dettagli sulla vicenda che emergono dopo la formalizzazione, giovedì, dell’atto di accusa. La ragazza venne anche tenuta legata per nove mesi a un palo di ferro con una catena di acciaio.
Per sequestrarla, nell’agosto 1984, Fritzl stordì la figlia con i narcotici, e quindi la rinchiuse nello scantinato senza luce sotto la loro casa. La giovane fu quindi oggetto di continue vessazioni: calci, botte, stupri… Incredibili anche le circostanze, ricostruite nell’accusa, nelle quali Elisabeth fu costretta a partorire: un libro di ostetricia, una forbice, una coperta per avvolgere il neonato e pannolini era tutto ciò di cui disponeva la donna.

Quando, dopo la nascita di due gemelli il 28 aprile 1996, uno dei due manifestò gravi disturbi di respirazione e divenne cianotico, Fritzl si rifiutò di chiamare aiuto limitandosi a commentare: “Succederà quel che deve succedere”. Tre giorni dopo, l’1 maggio, il bimbo morì e il padre bruciò il corpo nella caldaia di casa. Per questa omissione di soccorso, Fritzl è accusato anche di omicidio, oltre che di riduzione in schiavitù, stupro,violenza aggravata, sottrazione di libertà e incesto. Stando all’accusa, Elisabeth e i figli detenuti ebbero anche gravi malattie, ma per curarsi avevano solo aspirina o sciroppo.

Il processo a Fritzl comincerà probabilmente a marzo: da aprile l’uomo è detenuto nel carcere regionale di St. Poelten. Secondo la Bild tedesca alcuni detenuti avrebbero cercato di ucciderlo, fatto che è però stato smentito dalla direzione del penitenziario.
tgcom 15 novembre 2008