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PEDOFILIA: CHIESA CANADA FA CAUSA A VITTIME, ‘ABUSI COLPA DEI GENITORI’

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(ASCA) – Roma, 2 giu – Se John Caruso e’ stato abusato da p.James Kneale, un sacerdote della diocesi canadese di St.

Catharines, quando era un chierichetto di 11 anni, la colpa e’ dei suoi genitori che non lo seguivano abbastanza da vicino e di suo padre che lo picchiava. Di questo, almeno, e’ convinta la Chiesa cattolica del Canada, che ha denunciato i genitori di Caruso quando quest’ultimo ha chiesto 8,6 milioni di dollari di risarcimento alla diocesi.

Il suo caso, secondo quanto scrive il quotidiano Toronto Star in un’ampia e documentata inchiesta, non e’ raro e testimonia le tecniche aggressive che la Chiesa cattolica canadese mette in atto per evitare di pagare i danni alle vittime di abusi sessuali e fisici commessi da preti e religiosi. Una ”campagna legale inflessibile”, sottolinea il quotidiano, che e’ in netto contrasto non solo con le linee guida approvate dagli stessi vescovi canadesi, che promettono di trattare le vittime di abusi con ”empatia” e assicurano loro assistenza psicologica, ma anche con le parole recenti di papa Benedetto XVI.

asp/cam/alf

CHIESA E PEDOFILIA, THE GUARDIAN: IL VATICANO IN GUERRA CONTRO IL MONDO

Pedofilia, The Guardian: Italia-Vaticano contro il resto del mondo

ROMA (27 marzo) – Sulla questione pedofilia «è guerra tra Vaticano e resto del mondo», titola un articolo del quotidiano inglese The Guardian, riprendendo una dichiarazione dell’arcivescovo di Acerra monsignor Antonio Riboldi.

Il giornale londinese dà ampio spazio ai recenti casi di abusi emersi in ambito ecclesiastico sottolineando che «c’è una forte differenza tra la visione dell’Italia e della Santa Sede e quella degli altri Paesi».

Nell’articolo si fa riferimento a un sondaggio promosso in Germania dalla rivista Stern, secondo cui, dopo lo scoppio dello scandalo pedofilia, la fiducia in Benedetto XVI «è crollata, dalla fine di gennaio, dal 62% al 39%.

Dall’altro lato, scrive The Guardian, le opinioni sono diverse con il vaticanista italiano Sandro Magister che sul suo sito sostiene come »le critiche al pontefice hanno rafforzato la sua autorità, sia rispetto ai vescovi sia rispetto ai fedeli«. Ratzinger, aggiunge Magister, sta uscendo dallo scandalo »più forte di prima, come un uomo molto deciso che è visto dalla Chiesa come colui che ha fatto più di ogni altro per combattere la piaga della pedofilia».

Secondo il Guardian, tuttavia, oltre i confini italiani le impressioni sono ben diverse. Il britannico Michael Walsh, autore e biografo cattolico, ritiene che il pontefice «è destinato a subire danni. Lo scandalo si sta pian piano avvicinando a lui». E – conclude Walsh – il caso degli abusi influenzerà anche la visita in Gran Bretagna del pontefice: «Qui non è popolare e non penso avrà una calda accoglienza».

iL mESSAGGERO 27 MARZO 2010

Esiste una rete di sacerdoti pedofili?

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(FOTO: Ilcalendario “free don”, uno dei gadget del sito nato a sostegno del sacerdote don Marco Baresi, uno dei sacerdoti rinviati a giudizio citati nell’articolo de L’Espresso)

di Wildgreta

La domanda se esista o meno una rete di preti pedofili, se la pone l’Espresso, che oggi pubblica anche un articolo su di un Istituto  per ciechi di Chievo, che per trent’anni sarebbe stato teatro di abusi sessuali. Sono 60 le persone che, pur essendo intervenuta la prescrizione, oggi hanno deciso di parlare (qui l’articolo completo)

Se esista o meno una “rete” è una domanda destinata a rimanere senza risposta finchè alcune inchieste non verranno completate. La magistratura, infatti, indagando su don Ruggero Conti ha scoperto un parroco  di Fiumicino e lo ha indagato per gli stessi reati (abuso su 4 minori e possesso di materiale pedopornografico). Chi legge spesso questo sito sa che la vicenda di don Ruggero Conti viene seguita sin dall’inizio, con un forum su cui si sono confrontati i sostenitori dell’innocenza di don Ruggero e coloro i quali ritengono don Ruggero colpevole. Una delle vittime ha anche scritto qui e la sua testimonianza è stata ripresa da Repubblica, così come la discussione nata spontaneamente su questo sito.(qui tutti gli articoli e relative discussioni)

L’Espresso nomina anche don Marco Baresi, ex vicerettore del seminario di Brescia, a cui i suoi sostenitori hanno dedicato un sito internet e numerosi gadget (qui tutti gli articoli) Anche loro hanno scritto qui.  E poi don Stefano Bertoni, il parroco di Brescia assolto in primo grado nel processo per pedofilia all’asilo Sorelli (l’appello si sta celebrando in questi giorni). Inizialmente, i preti indagati erano tre, poi due sono usciti dall’indagine. Uno di loro, don Armando Nolli, prosciolto, disse all’epoca:«Ne sono fuori, ma resto preoccupato e prego per i bambini violati».(qui gli articoli sul caso Sorelli)

Di don Roberto Berti, il parroco di Firenze coperto dal vescovo Antonelli, come dice l’Espresso, vi segnalo gli articli pubblicati qui e la discussione nata spontaneamente sul sito:Mammadolce dal quale copio due commenti. Vi consiglio, però, di andare a leggerli tutti per farvi un’idea.

  1. quello di cui è accusato, roberto berti,che non merita di essere considerato un parroco,è solo una piccola parte ,di ciò che di grave ha veramente commesso. la curia lo ha coperto e protetto.lui nonostante che la curia sapesse come era, ha continuato a mettere nei sacchi a pelo nudi, ragazzi di san mauro.ha messo nel camper, nel suo letto ,ragazzi a dormire.ha picchiato bambini e ragazze,ha umiliato ragazzi e ragazze facendogli subire angherie di vario tipo,niente di strano, lo strano è che sono 3 anni che mi raccomando in curia di controllarlo,risultato?protezione silenzio. ha esercitato mobbing ad alcune persone alla casa famiglia da lui gestita ,ha licenziato senza giusta causa, ha subito processo, ha perso, ma ha licenziato ugualmente .ha plagiato un ragazzo e tutta la sua famiglia,ragazzo riconosciuto non in grado di intendere e volere.ha picchiato bambini di san mauro e ha creato una setta intorno a se,plagiando i deboli.Le persone intorno alla chiesa che vantano conoscenze in curia,sapevano benissimo che elemento e cosa facesse questo prete,sfido chi ha il coraggio di dirmi che non fossero a conoscenza di quello che faceva,che era omosessuale gliel’ho detto in faccia a lui alla curia e a tutti i difensori di san mauro.non pensavo fosse pedofilo.ma non è tutto,le cose veramente gravi le ha fatte alla mia famiglia,ma queste non contano.serviranno a gastigare questo essere immondo,quando calerà il buio su questa vicenda.già da oggi non ne parla più nessuno ,a san mauro da parte dei leccaculo della chiesa è gia partita la linea difensiva.la curia tapperà la bocca ai giornali,il falso prete lo manderanno in un altro posto, e continuerà a mettere nudi i ragazzi nel sacco a pelo in montagna, e a rovinare famiglie come ha fatto a san mauro.di tutto questo, devo fare i miei complimenti al cardinale Antonelli e al suo segretario don Alessandro Lombardi,loro sanno benissimo, che se negano quello che sapevano , vanno all’inferno.Avranno il coraggio di negare? Commento di ora basta | 29 Giugno 2008 <!– @ 8:35 am –>

E poi, sempre l’Espresso cita don Lelio Cantini, di cui potrete trovare qui alcuni articoli, tra i quali spicca quello sull’appello della procura di Firenze che invita a denunciare gli abusi compiuti da don Cantini in tempi più recenti. Per concludere, ecco il breve articolo de L’Espresso, certamente molto meno esauriente di tutto ciò che vi ho appena segnalato. Ma si sa, i giornalisti “veri” hanno poco tempo, e per questo ci siamo noi in rete che forniamo gratuitamente tutte le informazioni mancanti.

da l’ESPRESSO 22 GENNAIO 2009

Silenzio in nome di Dio
Esiste una rete di sacerdoti pedofili? La Procura di Roma ritiene di aver scoperto un collegamento tra due casi di abusi sessuali ai danni di minorenni affidati ai campi estivi di due prelati.

Il primo è don Ruggero Conti, parroco romano della chiesa di Selva Candida, arrestato il 30 giugno scorso per ripetuti abusi su minorenni. Il pubblico ministero Francesco Scavo, indagando su Conti, è arrivato a iscrivere nel registro degli indagati per gli stessi reati su quattro minori e per possesso di materiale pedopornografico anche il parroco 48enne di una chiesa di Fiumicino.

Anche a Brescia i religiosi accusati di certi reati sono più di uno. Mentre si sta celebrando il processo d’appello per don Stefano Bertoni, già assolto nel 2007, un altro alto prelato è stato arrestato ed è finito alla sbarra: don Marco Baresi, vicerettore del seminario di Brescia, è stato accusato da un minorenne. Nel computer del sacerdote la polizia ha trovato materiale pedopornografico scambiato in Rete, ma don Baresi si è difeso dicendo che quel pc era accessibile a molti e i fedeli lo difendono.

Nessun parrocchiano ha invece preso le parti di don Roberto Berti, sacerdote di Lastra a Signa, denunciato da cinque presunte vittime. La vicenda è emersa solo nello scorso giugno, quando l’allora cardinale di Firenze, Ennio Antonelli, trasferì il prete, coprendo però la vicenda. Un insabbiamento che Antonelli mise in atto anche nei confronti di don Lelio Cantini, 84enne parroco fiorentino, responsabile di decine di abusi su minorenni. ‘Coperto’ finché le vittime non si sono rivolte ai giornali, denunciando il vecchio sacerdote. G.D’I.
(L’espresso

(22 gennaio 2009)

Pedofilia, Don Ruggero Conti: interrogato il vescovo Reali che non intervenne

di Wildgreta

Ecco il link all’articolo che spiega perchè, oggi, viene interrogato il vescovo Reali: Pedofilia, don Ruggero Conti su Youtube (video).Parla don Claudio:” Lo avevo visto baciare un ragazzino. L’anno scorso avevo avvertito il vescovo Reali”

Il Vescovo, stando a quanto emerso dalla stampa, avrebbe ricevuto segnalazioni sul comportamento di don Ruggero ma si sarebbe limitato a trasferirlo, invece di denunciare i fatti o sospenderlo. Di seguito l’articolo di oggi sulla deposizione del vescovo. La prassi del trasferimento è purtroppo comune alla maggior parte dei casi di pedofilia nella chiesa, ma anche nelle scuole vi si è spesso fatto ricorso. In questo modo, qualora l’indagato o l’imputato, dopo cinque o sei anni (tanto ci vuole per arrivare alla sentenza definitiva) risultasse colpevole, si sarebbero messi a rischio altri bambini ignari della persona che hanno loro di fronte. Sarebbe auspicabile un immediato allontanamento dei soggetti indagati per pedofilia, almeno dai bambini. Nella scuola, la circolare 72 del dicembre 2006 impone la sospensione cautelare degli insegnanti indagati per reati gravi, ma nella chiesa pare non siano ancora state adottate misure simili. Di seguito l’articolo di oggi:

Preti pedofili, interrogato il vescovo
Monsignor Reali dal pm. Trasferimenti, ma niente denunce

di Marino Bisso
«Perché non ha ascoltato le testimonianze dei ragazzi che raccontavano di aver subito violenza da don Ruggero. E perché quel sacerdote venne lasciato in contatto con altri minori?». Per due ore, monsignor Gino Reali ha risposto alle domande del sostituto procuratore Francesco Scavo che coordina l´inchiesta su due sacerdoti accusati di pedofilia e che ora si accinge a chiudere le indagini e chiedere il rinvio a giudizio di don Ruggero Conti.

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Preti pedofili in diocesi Friburgo, Losanna, Ginevra

Frate cappuccino accusato di abusi su 24 bambini, ma secondo l’imputato due sono caduti in prescrizione. Le vittime sarebbero “solo 22”.

Fra i sacerdoti della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo indagati per abusi sessuali è stato smascherato un “predatore” di bimbi: il frate cappuccino di cui si era già parlato agli inizi dell’anno è sospettato di aver abusato di 24 fanciulli sull’arco di almeno 35 anni. Lo ha indicato oggi la giudice istruttrice friburghese Yvonne Gendre. Il caso di un altro prete è stato trasmesso alla magistratura neocastellana.

Un predatore di bimbi fra i sacerdoti La giudice ha reso conto stamani delle investigazioni avviate inizio estate sulla base di una “lista di sospetti” ricevuta dalle mani di un parroco attivo nel canton Vaud. Cinque indagini preliminari sono state avviate contro altrettanti sacerdoti. Due essendo deceduti, l’operato della giustizia si è concentrato sugli altri tre. Uno dei religiosi è stato scagionato e l’inchiesta che lo riguardava è stata archiviata. Continua a leggere

Pedofilia, dopo don Ruggero Conti, inchiesta sull’ex parroco di Aranova


Sacerdote indagato, lo accusano sei bambini

Le prove raccolte su don Ruggero Conti hanno portato gli inquirenti a indagare, dopo la denuncia di altri minori, sul periodo trascorso da Don Ruggero nella Chiesa della Beata Vergine Immacolata alla Giustiniana, dove – grazie ad alcune testimonianze – sono stati scoperti anche i reati di don Josè.

di Marino Bisso e Rory Cappelli
Si allarga l´indagine sui preti pedofili. Dopo Don Ruggero Conti nel mirino della procura si trova ora un altro sacerdote, lo spagnolo Josè P. V., 48 anni, che non vive più in Italia: è stato iscritto nel registro degli indagati con l´accusa di violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico. Avrebbe abusato di almeno 6 bambini di 10-12 anni quando operava nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima di Aranova (Fiumicino). Nel corso della perquisizione in un´abitazione che don Josè utilizza quando viene in Italia, sono stati sequestrati un computer e sono state ritrovate alcune lettere, da cui gli inquirenti sono risaliti ad un ragazzo di 18 anni, che all´epoca delle violenze aveva 14 anni e che avrebbe, però, negato di essere stato molestato o violentato dal prete. Continua a leggere

Ma i preti pedofili sono aumentati? La testimonianza di un anziano sacerdote

dal sito: Cronacaqui
25/07/2008 – Con Don Carlo, che è stato il mio professore di religione al liceo, siamo rimasti amici. Lui mi dà ancora dello zuccone, come faceva ai tempi in cui aveva a che fare con una banda di scatenati che si placava solo sul campo di calcio. Così di solito scherziamo sul fatto che invecchiamo entrambi (lui ha 87 anni suonati) e che il pallone lo guardiamo solo in tv.Ma ieri non abbiamoscherzato affatto. Gli ho chiesto, a bruciapelo, se anche allora, quando era un giovane prete, c’erano tanti pedofili con la tonaca addosso, che si approfittavano dei ragazzini affidati loro da famiglie ignare. Lui è rimasto zitto qualche secondo. Continua a leggere