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GARLASCO: ATTESA PER LA SENTENZA

Omicidio Garlasco, attesa per la decisione del giudice su Stasi

VIGEVANO (Reuters) – Il giudice di Vigevano, Stefano Vitelli, dovrà decidere oggi se assolvere o condannare Alberto Stasi, unico accusato per l’omicidio dell’ex fidanzata Chiara Poggi uccisa nell’agosto del 2007, in un caso che fin dalle prime battute ha attirato l’attenzione dei media e avuto un forte impatto sull’opinione pubblica.

E’ previsto per il pomeriggio infatti l’inizio della camera di consiglio durante la quale il giudice per l’udienza preliminare potrebbe decidere di condannare l’imputato, di assolverlo oppure di disporre una o più nuove perizie.

Nei confronti di Stasi, i pm di Vigevano, Rosa Muscio e Claudio Michelucci, hanno chiesto 30 anni di carcere e che non gli vengano riconosciute le attenuanti generiche. La difesa dell’ex fidanzato di Chiara invece ha chiesto che venga assolto perché certa della sua innocenza.

Stasi, come richiesto dalla sua difesa, viene giudicato con il rito abbreviato che consente di evitare il dibattimento e di arrivare a sentenza nell’udienza preliminare. Alla pena viene applicata la riduzione di un terzo e vi sono dei limiti alla possibilità di proporre appello. Continua a leggere

Garlasco, udienza rinviata al 7 marzo.In aula i Poggi ignorano Alberto Stasi

Rignano/ Verifiche su altri bimbi, salta interrogatorio indagati Difensori chiedono nuovo avviso di conclusione delle indagini postato 23 ore fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 23 feb. (Apcom) – Nuovi accertamenti entrano nell’inchiesta sui presunti abusi sessuali a Rignano Flaminio. Nei giorni scorsi ai difensori degli indagati è stato notificato, dalla Procura di Tivoli, il deposito di una consulenza svolta da una pedagoga su 9 bambini e l’accertamento medico legale su un altro piccolo, sempre tra gli otto e gli 11 anni. Secondo quanto si è appreso quasi tutti i minori sono stati ascoltati tra la fine di dicembre del 2007 e la Primavera del 2008, mentre era in svolgimento l’incidente probatorio per raccogliere le dichiarazioni di quei piccoli che sarebbero stati vittime di abusi. Nell’indagine, per cui è stato fatto prima del Natale 2008 il deposito degli atti, sono coinvolte tre maestre della scuola, Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, che era in servizio nella materna ‘Olga Rovere’ di Rignano, oltre all’autore televisivo Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio. Proprio questi ultimi, nei giorni scorsi, avevano chiesto di essere ascoltati dal pm Marco Mansi, ma alla luce della documentazione che è stata messa a disposizione solo adesso, i difensori hanno deciso di rimandare l’incontro, che era previsto per domani. La relazione della nuova consulente del pm di Tivoli riporta l’osservazione di una serie di sedute avute con i 9 bambini, che non sarebbero comunque identificati come possibili parti lese, ma come testimoni. Il dossier medico-legale, invece, fa riferimento a quel che era stato notato dalla precedente consulente dell’ufficio dell’accusa, la psicologa Marcella Battisti Fraschetti, riguardo le presunte violenze sessuali subìte da un bimbo. Secondo il nuovo accertamento sul piccolo, la lesione perianale che sarebbe stata riscontrata potrebbe esser dovuta solo a problemi di stipsi e non all’azione di un qualche ‘orco’. I difensori della Del Meglio e di Scancarello, gli avvocati Franco Coppi e Roberto Borgogno, potrebbero presentare a breve una istanza per l’emissione di un nuovo atto di conclusione delle indagini, così da avere a disposizione tutti i documenti che sono stati prodotti nel corso dell’attività coordinata dal pm Mansi. In questo senso i penalisti chiederanno anche che la Procura di Tivoli fissi un nuovo interrogatorio per la Del Meglio e Scancarello.

Garlasco, chiesta nuova perizia sul pc di Stasi

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GARLASCO (Pavia). Una nuova perizia è stata chiesta sul computer di Alberto Stasi, il giovane di 25 anni accusato dell’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa nella sua villa a Garlasco.
A chiederla è l’avvocato Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi. La famiglia vorrebbe appurare se sul pc ci siano elementi che possano spiegare un’eventuale lite tra Alberto e Chiara. Stasi, infatti, è anche accusato per materiale la detenzione di materiale pedopornografico. Il giovane aveva portato con sé il portatile a casa della fidanzata, per lavorare alla sua tesi in economia. Un particolare che potrebbe avere un peso nell’indagine. L’udienza preliminare del processo è fissata per il prossimo 24 febbraio, quando il gup Stefano Vitelli valuterà la richiesta di rinvio a giudizio di Stasi.

l Ris smonta la difesa «L’ha trascinata da solo e lei era ancora viva»

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MILANO – L’ha trascinata sul pavimento, lei era ancora viva. Ha reagito, ha stretto i pugni, mentre l’assassino la portava verso le scale. Così, in un dossier consegnato alla Procura pochi giorni fa, i carabinieri del Ris di Parma ricostruiscono il delitto di Chiara Poggi. Con una certezza: l’assassino era solo, contro di lui ci sono prove sufficienti per mandarlo davanti alla Corte d’assise: dalle scarpe, alle tracce di sangue sui muri, sulle porte, sulla bici.In dodici pagine, il colonnello Luciano Garofano smonta la difesa di Stasi e conferma i «gravi indizi» raccolti in quattordici mesi di indagini dal pubblico ministero di Vigevano Rosa Muscio. Non solo. La relazione del Ris attacca i consulenti tecnici di Stasi, primo fra tutti il professor Francesco Maria Avato: «La ricostruzione dei consulenti può disorientare la serena valutazione del pm prima e del giudice poi». Continua a leggere

Garlasco, 10.000 foto pedopornografiche nel Pc di Stasi

Centinaia di intercettazioni telefoniche, pedinamenti, più di 300 interrogatori, accertamenti tecnici, perizie e controperizie: sono chiusi in 18 faldoni, i 422 giorni che la Procura di Vigevano (Pavia) ha impiegato per concludere l’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, la giovane assassinata il 13 agosto 2007 nella sua villetta di Garlasco.

Orrore nel computer di Alberto Stasi

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Omicidio Poggi/ Procuratore: nessuna data per chiusura indagine

Avvocato accusa: termini mai perentori

Milano, 30 set. (Apcom) – “Non so dove abbiano preso le loro informazioni, a me non risulta niente, ufficialmente non esiste nulla”. E’ quanto afferma laconicamente ad Apcom il procuratore capo di Vigevano Alfonso Lauro in merito alle indiscrezioni di stampa sul possibile deposito nelle prossime ore della notifica di chiusura dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Per il provvedimento Lauro non vuole indicare date precise.Anche l’avvocato Giuseppe Colli, che con il collega Angelo Giarda difende Alberto Stasi, ex fidanzato della Poggi e unico indagato, spiega di non essere al corrente su una prossima chiusura dell’indagine. “Non mi risulta nulla, certo siamo fiduciosi che al più tardi entro ottobre la Procura ci consegni la notifica” afferma ad Apcom Colli, augurandosi che “la Procura opti per l’archiviazione diretta di Stasi, facendo proprio la memoria che abbiamo recentemente depositato”.

“Teoricamente la chiusura delle indagine poteva avvenire il 15 settembre scorso, ma calcolando un mese di chiusura estiva della Procura, si arriva a metà ottobre” spiega ad Apcom Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, sottolineando che però “i termini non sono mai perentori”. “Aspetto con fiducia le prossime evoluzioni senza però continuare a domandarmi e a domandare alla Procura della Repubblica, per altro sempre precisa e puntuale, quando comunicherà questo provvedimento”.

Le indagini sull’omicidio avvenuto nella villetta della famiglia Poggi in via Pascoli a Garlasco (Pavia) sono coordinate dal pm Rosa Muscio. Secondo diversi commentatori è probabile che la Procura si appresti, dopo la chiusura indagine, a chiedere il rinvio a giudizio per Alberto Stasi.

Giallo di Garlasco: Alberto Stasi spiega perchè è innocente!!

IlCorriereDellaSera

Il delitto: un anno fa la morte di Chiara. Lui ora assunto come esperto di diritto tributario
Garlasco, la mossa di Stasi: «Ecco perché sono innocente»
Un dossier dei legali per chiedere di archiviare le accuse. La sua nuova vita tra week end in Liguria e amici
MILANO – L’avvocato lo guarda dritto negli occhi e attacca: «Alberto ti rendi conto, vero, che quando presenteremo questo documento succederà un putiferio… Ricostruiamo uno scenario diverso da quello dei magistrati, chiediamo l’archiviazione, arrivati a questo punto non si può sbagliare… ». Non ha nemmeno il tempo di finire, il professor Angelo Giarda. Alberto sa benissimo dove vuole arrivare: «Avvocato, ancora con questa domanda?» si spazientisce. «Ogni volta a chiedermi se sono proprio sicuro di quello che ho raccontato… Sono sicuro sì. Ma come glielo devo dire che io non c’entro niente? Sono innocente, non mi stancherò mai di dirlo».
Alberto Stasi (Ansa/Emmevi)
Tutto questo sabato mattina, nello studio di Giarda. È passato un anno. 357 giorni fa (il 13 agosto) Chiara Poggi fu uccisa nella sua casa di Garlasco, massacrata con una tale quantità di colpi in testa e con una tale ferocia da far dire agli investigatori che la mano dell’assassino non poteva che essere guidata da un grandissimo odio. Aveva 26 anni, Chiara. Laureata in Economia, assunta da poco, energia da investire nei sogni e nelle ambizioni di una ragazza che voleva smarcarsi dalla provincia. Alberto Stasi, due anni meno di lei, era il suo fidanzato, era il ragazzo modello che ogni genitore sogna per la propria figlia, il bocconiano di famiglia bene, già pronto ad affrontare il mondo e la vita nonostante la giovane età. Era ed è sempre stato l’unico indagato di questo giallo, Alberto. La Procura di Vigevano lo ha mandato in carcere il 24 settembre dell’anno scorso con un fermo, il gip lo ha scarcerato pochi giorni dopo.

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