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Pedofilia, Pino La Monica: la fiaccolata, il blog e la ricostruzione del caso

“Per una relazione educativa autentica, gioiosa e pulita, tra adulti e bambini fondata sulla FIDUCIA e sul RISPETTO e non sulla paura e sul sospetto!” (dal blog insiemeperpino)

di Wildgreta

Anche per Pino La Monica, maestro di teatro di Reggio Emilia, è in arrivo una fiaccolata organizzata da chi lo ritiene innocente.I suoi amici gli hanno anche dedicato un blog, in cui sono raccolti  i messaggi dei suoi allievi. Sul tema, vi consiglio la lettura di questo articolo: PETER PAN ACCUSATI DI PEDOFILIA: PINO LA MONICA ma prima, leggete i vecchi articoli che pubblico di seguito, e la lettera autografa dal carcere, in modo da avere un quadro completo di questa triste storia, di cui non conosciamo ancora il finale, visto che il processo è in corso.

Sentite tre ragazzine, tensioni e lacrime

Difesa: «E’ suggestione collettiva» L’accusa: «Quadro brutto confermato»
di Tiziano Soresina
Quattro ore non facili, ieri, per le prime studentesse correggesi – due 12enni e una 14enne – sentite, con tutte le cautele del caso, nell’ambito dell’inchiesta su Pino La Monica, l’insegnante di recitazione accusato di pedofilia. Da una parte la tensione che ha attanagliato le tre ragazzine e l’ultima interrogata è crollata, finendo l’interrogatorio fra le lacrime. Dall’altra l’indagato che ha voluto assistere agli interrogatori protetti: è apparso, ai suoi legali, attento ma allo stesso tempo incredulo per quanto stava sentendo. Valutazioni molto distanti sull’esito dei tre interrogatori. Continua a leggere

PEDOFILIA: IN MACCHINA CON ALUNNO DODICENNE CONDANNATO DON MARCO CERULLO

 

Casal di Principe – Villa Literno: sacerdote condannato per rapporti con un 12enne

di Wildgreta

In questo articolo che ho scritto il 13 novembre c’è la ricostruzione di questa triste storia:PEDOFILIA, CASAL DI PRINCIPE: DON MARCO CERULLO IL 19 NOVEMBRE UDIENZA PRELIMINARE. Attendiamo un commento dalla diocesi di Aversa che non si è mai espressa in merito alla vicenda.

dal Corriere di Caserta e Giugliano del 20 novembre 2008:

Pedofilia, don Marco Cerullo condannato: 6 anni e 8 mesi
E’ stato condannato a 6 anni 8 mesi don Marco Cerullo, il sacerdote di Villa Literno arrestato nel dicembre del 2007 con l’accusa di aver compiuto abusi sessuali ai danni di un ragazzino di 12 anni. Una pena che è andata oltre la richiesta del Pm di condannarlo a 5 anni. Il verdetto di primo grado è stato emesso dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Chiaromonte, che ha disposto anche una provvisionale di 50mila euro, immediatamente esecutiva a carico del sacerdote. Cerullo, che ha chiesto il giudizio abbreviato, all’epoca dei fatti esercitava come vice parroco, nella chiesa del Santissimo Salvatore a Casal di Principe, e secondo fonti inquirenti fu sorpreso dai carabinieri in flagranza di reato. Un fatto grave che ha scosso le comunità di Casale e Villa Literno, ma sul quale la Diocesi di Aversa non ha mai voluto prendere posizione, chissà se lo farà adesso.

L’arresto
Il sacerdote fu arrestato in una zona di campagna tra Casal di Principe e Villa Literno, ad ammanettarlo furono i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Casal di Principe: i militari notarono un’auto ferma in una stradina isolata, si sono avvicinati è secondo le accuse, contestate dal Pm Ricci, e secondo la tesi accusatoria notarono che il parroco stava costringendo il ragazzino a subire un atto orale. Cerullo, secondo fonti legali, vistosi scoperto avrebbe tanto di scappare: mise in moto l’auto costringendo i carabinieri ad un inseguimento, lo raggiunsero quando la sua macchina rimase bloccata in un punto in cui la strada campestre è diventata impercorribile.
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Pedofilia, Brescia:Al via il processo contro don Baresi

Il religioso è imputato di pedofilia e detenzione di materiale pedopornografico 

Articoli su don marco Baresi:

Don Marco Baresi: i suoi amici gli dedicano un sito internet

Pedofilia:don Marco Baresi rinviato a giudizio

Pedofilia, chiesto rinvio a giudizio per vicerettore seminario Brescia. La ricostruzione del caso

di Wildgreta

Su questo sito abbiamo parlato diffusamente di don Marco Baresi, ex vicerettore del Seminario di Brescia accusato di pedofilia e detenzione di materiale pedopornografico. Un ragazzo all’epoca minorenne,  lo ha denunciato per abusi che avrebbe subito quando era in seminario. Il destino vuole che anche il predecessore di don Marco sia stato accusato di pedofilia  e che proprio il sacerdote oggi sotto processo, fosse stato chiamato a gestire una situazione particolarmente critica. Negli ultimi mesi è nato anche un sito a sostegno di don Marco Baresi e alcuni dei promotori hanno anche scritto su questo sito alcuni commenti alla vicenda. Stamattina, all’apertura del processo, davanti al tribunale si sono presentati una ventina di fedeli cattolici, tra cui alcune suore, che si sono raccolti in preghiera per sostenere il sacerdote sotto accusa. Di seguito l’articolo di Qui Bescia, sulla prima udienza del processo. Continua a leggere

Garage degli orrori a Tradate: il pedofilo trentenne aveva un complice

 

Pedofilo arrestato nel mese di giugno 2008. Le violenze sono tutte tristemente documentate dallo stesso violentatore, che aveva collezionato centinaia di riprese filmate poi riunite su tre dvd di produzione propria. Trovati anche 150 file scaricati da internet.

IArticoli correlati: l pedofilo di Tradate aveva un altro garage degli orrori

di Wildgreta

Proseguono le indagini sul pedofilo di Tradate ed il suo garage degli orrori insonorizzato dove abusava e filmava i bambini sottoposti a violenza. Oltre al garage, anche la casa della nonna era teatro di quegli orrori. Indagine semplificata dal fatto che le prove delle violenze vengono fornite dallo stesso pedofilo che aveva diligentemente conservato tutti i raccapriccianti filmati di “produzione propria”. Mi domando cosa sarebbe accaduto se, come in altri casi, le prove fossero costituite solo dalla testimonianza dei minori sottoposti a violenza. Qualcuno avrebbe sicuramente detto.”Ma figuriamoci se qualcuno userebbe un garage e la casa della nonna per compiere simili atti, se ne sarebbero accorti tutti!” Infatti, qualcuno se n’è accorto, ma dopo quanti anni? Otto. Sì, questa attività di produzione pedopornografica era cominciata nel 2000 e ci sono voluti otto anni perchè qualcuno se ne accorgesse. I genitori del trentenne incensurato sarebbero stati all’oscuro di tutto. Una famiglia religiosa, che offriva aiuto a famiglie disagiate e ai loro bambini. Bambini, che poi venivano abusati dal loro figliolo. Bambini, che non avevano mai parlato per paura e vergogna.

Di seguito, la ricostruzione del caso e l’ultimo articolo sul complice dell’uomo.

Abusava di ragazzini nella cantina insonorizzata Continua a leggere

Pedofilia Portoria: il bidello che si faceva chiamare “zio”, dichiara, “Erano solo amiche”

Guarda il filmato girato dai carabinieri.

La difesa del bidello: «Solo amiche»
11 ottobre 2008| Marco Fagandini

 «Sono mie amiche. Non riesco proprio a capire cosa ci sia di male a parlare con delle amiche». Antonio C., il bidello d’asilo accusato dai carabinieri di aver molestato una decina di ragazzine minorenni avvicinate all’uscita di due istituti superiori del centro, si era difeso così davanti ai militari della stazione Portoria. Che lo avevano intercettato mercoledì pomeriggio, per accompagnarlo nella sua abitazione di Nervi: dove si trova adesso agli arresti domiciliari.L’uomo, quarantasettenne originario di Messina, che vive con gli anziani genitori, quel giorno davanti ai carabinieri sembrava non comprendere fino in fondo quale reato gli fosse contestato: violenza sessuale continuata. Nemmeno quando gli investigatori avevano trovato sul suo cellulare un breve filmato, che lo ritraeva assieme a un’adolescente mentre simulavano, da vestiti, quello che sembrava essere un rapporto sessuale, era riuscito a trovare una giustificazione. Che non fosse quella di spiegare quei comportamenti come innocui scherzi fra amici. Niente più. Continua a leggere

Violenza su una delle sorelline di Amandola: condannati tre indiani.

Tre dei sette indiani accusati di aver abusato sessualmente e ripetutamente di una delle tre sorelline residenti ad Amandola e di induzione alla prostituzione, sono stati condannati dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Ascoli, Alessandra Panichi

di Wildgreta

Quella dei tre indiani è la seconda condanna in questo terribile caso in cui tre sorelline di 8, 12 e 16 anni erano finite al centro di un giro di pedofilia.  Lo zio  è già stato condannato  a 8 anni e 8 mesi. Oggi sono stati condannti 3 dei sette uomini di nazionalità indiana accusati di violenza sessuale di gruppo. Il terzo troncone del processo (se sono solo tre), è quello che vede imputati Antonio Ruggiu, 69 anni, e Zyber Kuljxhu, albanese di 44 anni il cui legale, il 3 ottobre scorso, ha presentato una perizia di parte del professor Luisella De Cataldo Neuburger in cui le tre sorelline venivano giudicate testimoni “inattendibili”, (leggi articolo) perchè avrebbero potuto inventare la storia, oppure a causa del “disastroso contesto familiare” aver confuso la realtà con la fantasia. Invece, appare chiaro, come afferma anche il legale di due dei condannati di ieri, “è stata valutata l’attendibilità della bambina con altri elementi che hanno permesso di ricostruire i fatti”. Speriamo che finiscano al più presto tutti i tronconi del processo e che queste tre bambine possano avere giustizia e un po’ di pace.

Violenza su una delle sorelline di Amandola: condannati tre indiani. Continua a leggere

Pedofilia, Brescia: cominciato processo di Appello per l’asilo Sorelli

   scuola dell'infanzia c. abbascuola dell'infanzia c. abba

di Wildgreta

Speciale Studio Aperto Live (video) sugli abusi nelle scuole materne

Quello dei presunti abusi sugli alunni dell’asilo Sorelli di Brescia,  è il processo che ha visto il sacerdote don Mario Neva prendere le pubblicamente le difese degli indagati organizzando fiaccolate, volantinaggi, prediche dal pulpito, comitati (Liberi nella Verità). Stretto è stato anche il legame fra gli indagati e l’associazione Falsi Abusi di Vittorio Apolloni, nata  dopo un precedente processo per pedofilia in una scuola materna. Recentemente, il figlio di Vittorio Apolloni, Valerio, è stato condannato per abusi sessuali sugli alunni della scuola manterna Bovetti di La Loggia (Torino), insieme alla direttrice Wanda Ballario. Ma gli abusi nelle scuole materne per lui e per il gruppo di professionisti che collaborano alla difesa di molti degli indagati in questo tipo di processi, gli abusi nelle scuole materne sono sempre falsi e i bambini mentono, o hanno imparato a memoria i racconti che fanno perchè “qualcuno” glieli ha suggeriti. 

Se dovessi scegliere un’immagine per parlare del caso Sorelli, sarebbe sicuramente quella di don Mario Neva che, rispondendo alla domanda dell’intervistatrice di Live (Italia Uno) sul perchè da un sacerdote come lui non sia mai arrivata una sola parola di compassione per i bambini lui, sorridendo, dice:”Perchè avrei dovuto? Non gli è successo niente.”

Di seguito il video del programma LiVE DI ITALIA UNO sul caso dell’asilo Sorelli e uno stralcio della testimonianza di un bambino/a che, all’epoca dei fatti aveva quattro cinque anni.

” GIP: c’è qualche altra cosa che ti è successa in questa casa delle ragnatele, che non ti è piaciuta e che ti vergogni un po’ a dirmi? Continua a leggere