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GARLASCO: NON ERA CHIARA A COLLEGARSI AI SITI PORNO

Garlasco, Accesso ai siti porno: in quelle ore Chiara era al lavoro. Il mistero della lettera anonima

Garlasco: la famiglia di Chiara chiede 10mln di euro di risarcimento

Garlasco/ Migliaia di file hard sul pc di Chiara Poggi.

di Wildgreta

Se ne occupa anche la televisione, oggi, di queste perizie del Ris sul pc di Chiara Poggi. La giornalista di Libero, che ha pubblicato la notizia, dice che sono stati visitati siti porno anche quando Stasi era a Londra. E adesso chissà quanti altri tormenti dovranno sopportare i genitori di Chiara che, oltre ad aver perso la loro unica figlia, dovranno assistere ad infinite discussioni sulla sua vita privata. La tv ha  già scomodato gli psicologi per capire come mai una ragazza fruisca di materiale pornografico, ma Vera Slepoj è stata chiarissima: le donne lo fanno insieme agli uomini, la pornografia alle donne non interessa come pratica solitaria. “Una vita sessuale libera”, hanno detto i commentatori nei riguardi della coppia dei due fidanzati . Ma ora giunge la smentita dei legali della famiglia Poggi, il computer nons arebbe stato usato da Chiara. E allora perchè la giornalista di Libero, oggi a “L’Italia sul due” ha detto che il pc di Chiara  era stato usato anche quando Alberto era a Londra? Perchè si parla se non si hanno informazioni certe?

OMICIDIO GARLASCO: LEGALE POGGI, BASTA DIFFAMAZIONI CONTRO CHIARA

Garlasco/ Secondo un quotidiano migliaia di file hard sul pc di Chiara Poggi.

Garlasco, requisitoria PM: ”tutte le bugie di Alberto Stasi”

Garlasco: Immagini sconvolgenti e storie “hard” nel pc di Stasi

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Trovati centinaia di file sconvolgenti. Chiara aveva scoperto il suo lato oscuro?
Bimbi stuprati e storie “hard” nel pc di Stasi

GARLASCO 07/02/2009 – Bambini stuprati, video “fetish”, don­ne violentate, immagini porno e racconti erotici. Ma anche cuccioli indifesi, aerei militari e fotografie di una storia d’amore che andava avanti da quattro anni.Il prossimo 24 febbraio il giallo di Garla­sco finirà sui banchi del Tribunale di Vigevano. Prove, indizi, testimonianze, per tentare di dare un nome al colpevole, ma l’elemento chiave dell’accusa rima­ne il computer di Alberto Stasi, unico indagato per l’omicidio. I carabinieri del Ris, infatti, hanno «torchiato» il compu­ter portatile, hanno passato al setaccio file e cartelle salvate o cancellate malde­stramente. E dall’archivio elettronico del “bocconiano” laureato a pieni voti sono venute a galla immagini raccapric­cianti: foto di bambini costretti ad atti sessuali e a rapporti orali con adulti, bambini di 5 anni nudi e in pose esplici­te. E costretti a sorridere, a mostrare i loro visi angelici.

L’ARCHIVIO
Interrogando il pc di Stasi emerge, tas­sello dopo tassello, cartella dopo cartel­la, foto dopo foto, personalità comples­sa, solare e cupa, dove i contrari diventa­no speculari. Alle foto di cuccioli si contrappongono immagini pedoporno e hard, schedate maniacalmente; migliaia di sequenze a luci rosse, specialmente fetish. Il laptop Compaq, sequestrato ed esaminato dal Ris, racconta molto di lui: ne esce a prima vista il ritratto di un ragazzo normale. Ci sono immagini por­nografiche. Tantissime, migliaia. E alcu­ne hanno protagonisti inquietanti: mi­nori e, in altri casi, violenze e perversio­ni.

IMMAGINI RACCAPRICCIANTI
Come la maggior parte dei ragazzi, Stasi scaricava file dal sistema pair to pair eMule. Ma tra i migliaia di file salvati sul pc ce ne sono 21 (in formato jpg) e sette video di carattere pedopornografico per i quali Stasi risulta indagato, insieme ad altre 102 persone, in seguito a un’opera- zione della polizia postale della Lombar­dia, coordinata dal vicequestore Filippo Ninni, che ha portato alla chiusura del sito R@ygold.Il volto delle piccole vitti­me è sempre visibile, mentre non si ve­dono mai completamente gli adulti. Si tratta, secondo le indagini, di documenti scaricati dopo il 22 ottobre 2006 e copiati su un hard disk esterno. Secondo l’accu­sa, questo fatto «evidenzia la volontà – e non la casualità – dell’utente di archivia­re il materiale per poterne usufruire in momenti successivi». E poi ci sono 7.064 immagini pornografiche archiviate e suddivise in 22 sottocartelle. Scaricate e poi salvate secondo criteri precisi, com­prendono anche donne violentate, per­sone anziane sofferenti, caviglie e piedi con o senza scarpe, oggetti fallici strava­ganti. Alcune immagini provengono dal­la navigazione in vari sexy shop online. Ci sono poi le foto amatoriali. E si sono anche sette racconti hard, di cui uno a sfondo omosessuale con un protagonista africano.

Il computer oltre a fornire il ritratto di Alberto Stasi dice anche cosa ha fatto durante la mattina del 13 agosto, quella del delitto. «Stavo lavorando alla tesi» si è sempre difeso, ma oggi gli esperti di­mostrano che mentiva: quella mattina infatti non ci sono tracce di modifiche sul file. L’ultimo salvataggio risulta effet­tuato dall’utente la sera del 12 agosto, giorno in cui c’è anche un trasferimento dati dal pc di Alberto a quello di Chiara, per copiare le foto della vacanza a Lon­dra. Ed è qui che l’accusa prova a insi­nuare un dubbio: Chiara potrebbe esser­si imbattuta nel lato oscuro del fidanza­to?

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DI ARIANNA GIUNTI CRONACA QUI 8 FEBBRAIO 2009

Garlasco: Difesa Stasi prepara contrattacco

I legali di Stasi affilano le armi

Tenterà il tutto per tutto la difesa di Alberto Stasi, unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Per scagionare il proprio assistito, il pool di avvocati sta preparando una risposta a tutte le consulenze del pm in vista dell’udienza preliminare fissata per il prossimo 24 febbraio davanti al gup di Vigevano (Pavia). Non sarà un’impresa facile quella che attende i legali del bocconiano: le foto mostrate dall’accusa, e tra l’alto diffuse in Tv, mostrerebbero in maniera inequivocabile come il racconto fino ad oggi fornito da Stasi in merito ai suoi spostamenti nella casa di Chiara non corrisponda a verità.

“Stiamo preparando una serie di contro-consulenze” – Lo ha dichiarato il prof. Angelo Giarda che guida il pool difensivo di Stasi – in risposta a quelle della Procura, comprese le più recenti”. Alla domanda se la difesa sia anche intenzionata a chiedere il rito abbreviato, Giarda ha risposto: “non abbiamo finora valutato questa l’ipotesi, sarà una considerazione che faremo in vista dell’udienza, una volta rivisto tutto il materiale in modo da avere un quadro preciso”. Giarda è comunque dell’avviso che difficilmente verrà scelto l’abbreviato.

La famiglia Stasi andrà via da Garlasco? – Mentre cresce l’attesa per l’udienza preliminare, che arriva a poco più di un anno e mezzo dal delitto (13 agosto 2007), una serie di voci tengono banco tra gli abitanti di Garlasco. L’ultima è che la famiglia Stasi voglia lasciare Garlasco vendendo la villa di via Carducci. Una possibilità che era balenata nei mesi immediatamente successivi al delitto, come emerso nelle intercettazioni telefoniche, ma che poi non ha avuto corso. Ora, secondo notizie di stampa, torna alla ribalta ma Nicola Stasi, padre di Alberto, tramite i difensori, ha definito la circostanza “priva di fondamento” aggiungendo di “non avere alcuna intenzione di vendere la casa”

Tiscali notizie 2 febbraio 2009

Garlasco, i misteri del pc di Stasi: un’ora e mezzo per uccidere Chiara

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Fonte: Cronaca qui 13 gennaio 2009
Quarantadue immagini nella memoria del suo pc Stasi le ha guardate un’ora prima del delitto
Giallo di Garlasco, l’hobby di Alberto: bimbi di cinque anni stuprati dai pedofili

GARLASCO 13/01/2009 – Filmati inequivocabili. Bambini di appena cinque anni obbligati a fare sesso e ad avere rapporti orali con uomini adulti. Fotografie raccapriccianti, che non lasciano dubbi sull’età dei protagonisti. Per Alberto Stasi sarà difficile ribattere all’accusa di deten­zione di materiale pedopor­nografico. A inchiodarlo sono le imma­gini che trovano spazio nella relazione di 88 pagine del Ris di Parma. Materiale ille­gale trovato nel computer portatile dell’ex studente modello e in un hard disk esterno.

IMMAGINI ORRIBILI
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Garlasco: PC di Stasi spento all’ora del delitto. Sparisce l’alibi

IL DELITTO DI GARLASCO
«Computer spento all’ora del delitto»
Anna Mangiarotti
La perizia dei Ris toglie l’alibi ad Alberto
La difesa: «Il Pc toccato da troppe mani»

GARLASCO. Delitto Poggi: filtrano nuovi elementi dalle analisi dei Ris. Primo: la sera prima della morte di Chiara Poggi, nessuna foto porno è stata aperta sul computer del fidanzato Alberto Stasi, accusato del delitto. Quindi, non è per questo che i due ragazzi hanno litigato. E la mattina dopo – il 13 agosto 2007 – non c’è attività fra le 10.37 e le 11.57 sul pc che Alberto sostiene invece di aver usato fino a mezzogiorno, a casa sua, per completare la tesi.
«Il tempo per uccidere». Quindi: se Chiara come sostiene l’accusa è morta fra le 11 e le 11.30, cade il perno per l’alibi di Alberto. La prima e più corposa (88 pagine) relazione dei Ris analizza il contenuto dell’hard disk del pc di Stasi, indagato anche per possesso e diffusione di immagini pedopornografiche. Premessa: per il movente del delitto, si era ipotizzata (mai ufficialmente) anche la scoperta da parte di Chiara di un segreto di Alberto che lei avrebbe minacciato di rivelare. E come causa scatenante di un’ultima lite, la visione delle foto hard la sera prima del delitto, trascorsa insieme nella casa dei Poggi in via Pascoli, dove poi Chiara è stata uccisa. Secondo i Ris è certo che quella sera le foto e i filmati pedoporno non sono stati aperti. «Anche perché erano arrivati per caso sul pc di Alberto – dice il suo avvocato Giuseppe Colli – che le aveva cancellate già mesi prima». Ribadisce poi che «sul contenuto originale del pc per almeno 20 giorni dopo il delitto c’è stata un’attività non ufficiale dei carabinieri, e questo ha falsato il materiale». Su questo punto ci sarà battaglia all’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio per Stasi che inizierà il 24 febbraio.
Orari sul pc da verificare. Secondo i Ris, il pc di Alberto la mattina del 13 agosto è stato acceso alle 9.36. Dalle 23.34 del 12 agosto alla mattina del 13 alle 9.36 non c’è attività sul computer. Alle 9.57 è stato aperto un programma per modifiche delle immagini. Subito dopo Alberto avrebbe guardato un’anteprima su un filmato porno. E ancora alle 10.05 Stasi – che archiviava immagini hard con diciture fittizie tipo “cose militari” – ha guardato un video porno, con immagini di adulti. Ma ci sarebbe una discrepanza, pare di un’ora, fra l’orario registrato dal computer e quello reale. Anche su questo lavoreranno i consulenti informatici della difesa e quello della parte lesa, rappresentata dall’avvocato Gianluigi Tizzoni. Ancora: per i i Ris alle 10,17 «viene registrata su Internet Explorer l’apertura o chiusura del file della tesi. Poi non ci sono poi tracce di un utente che interagisce con il pc». E in mattinata «non esistono file temporanei che identificano la digitazione di nuove parti di testo con salvataggio».
«Foto pedoporno salvate». Si ribadisce che «sono stati individuati file e foto pedoporno condivisi su Internet», questo successivamente al 22 ottobre 2006, data di installazione di E-mule. E ancora: «Le copie sull’hard disk evidenziano la volontà di usufruirne successivamente».
(La PROVINCIA PAVESE 13 gennaio 2009)