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Brescia, Don Mario Neva scrive a Mattarella per il bidello condannato

Note: è passato un anno da questo appello di don Mario Neva, e non sembra che la grazia sia stata concessa. Gli articoli sul caso degli abusi all’asilo Abba di Brescia li trovate qui e qui

L’appello alla autorità suprema del presidente della Repubblica e alla grazia di Dio come unici antidoti alla disperazione. Don Mario Neva tramite una lettera accorata scrive al Presidente Sergio Mattarella invocando la grazia per Battista Maggioni, ex bidello, recentemente condannato a 13 anni di carcere per atti di pedofilia nei confronti di una bambina alunna di una scuola dell’infanzia comunale della città.

FONTE

Complessivamente gli anni di processo, ben 9 gradi di giudizio, sono stati 13 anni, pari alla pena. Battista Maggioni però ha già trascorso tanti anni di arresti domiciliari e di carcere vero e proprio, e durante tutta la lunghissima fase processuale si è comportato in maniera irreprensibile. Da qui le motivazioni che hanno spinto Don Mario Neva a prendere carta e penna per scrivere a Mattarella: “A nome dei parenti e di tanti amici chiedo ufficialmente che sia concessa la grazia a Battista Maggioni, di cui la Cassazione ha sancito, il 17 marzo, la condanna a 13 anni di reclusione, al nono grado di giudizio. Oltre l’assoluta innocenza, Battista Maggioni, due volte incarcerato e ai domiciliari per circa 5 anni, ha offerto in questi 13 anni dal primo arresto, una testimonianza di vita integra”.

La lettera prosegue parlando della maniera con la quale Maggioni ha affrontato il caso: “appoggiato da una famiglia unita, da tanti amici, e da tanti colleghi addetti al Comune di Brescia. Battista è invalido civile e ha già dovuto impiegare e dilapidare totalmente il suo esiguo patrimonio. Ci rendiamo conto che la materia oggetto del contenzioso giuridico deve essere giustamente riprovata dal diritto e dall’opinione pubblica, ma avvertiamo anche che ci troviamo dinanzi a un vuoto giuridico, a una prassi che, se da un lato contrasta efficacemente reati veramente compiuti, allo stesso tempo incoraggia derive psicologiche e contagi dalle dimensioni paradossali”.

Infine l’appello: “Riteniamo che lei sia la persona più adatta per entrare nel merito di una sentenza che noi tutti avvertiamo come drammatica e ingiusta. Riteniamo anche che lei sia il sicuro garante della fame e sete di giustizia di tutto il popolo italiano”.

(Red.) FONTE

Pedofilia, Genova : Arrestato professore scuole Medie

Insegnante accusato di palpeggiare alunna

Genova – E’ accusato di aver approfittato di una studentessa della scuola media dove insegnava e di averla palpeggiata in più occasioni, durante la ricreazione.
Nei guai è finito un insegnante di 60 anni, docente in una scuola del ponente genovese dove sarebbero avvenuti i fatti.
La ragazzina ha trovato il coraggio di raccontare di quelle attenzioni morbose dopo aver cambiato scuola e dopo aver parlato con una psicologa.
La giovanissima ha denunciato di essere stata più volte toccata al seno ed al sedere dall’insegnante che l’avrebbe molestata ripetutamente durante le pause di ricreazione.
La polizia ha arrestato l’uomo e lo ha posto ai domiciliari in attesa dell’interrogatorio di garanzia con il magistrato che segue l’inchiesta, delicatissima.
A supportare la denuncia della ragazzina anche alcuni racconti di altri insegnanti e di dirigenti della scuola.
I genitori della vittima hanno denunciato la vicenda solo quando la piccola ha ottenuto il trasferimento in un altro istituto per garantirle il tranquillo proseguimento degli studi.
Ora l’insegnante dovrà difendersi dalla terribile ed infamante accusa che potrebbe costargli il posto di lavoro.
Le associazioni dei genitori tornano a chiedere controlli psicologici sugli insegnanti e che tutti gli adulti che, a qualunque titolo vengano a contatto con bambini, vengano sottoposti ai rigorosi controlli psicologici che possono rivelare disturbi sessuali con tendenze alla pedofilia.

FONTE

Molestie a scuola, «vent’anni d’omertà» sul professor Morana

27 febbraio 2016

Marco Grasso

Genova – Due ragazzine con meno di 14 anni molestate sessualmente, ragazzine fotografate e invitate a incontri extra-scolastici, un’allieva «soggetta a gravi problemi personali» che tenta il suicidio, lascia la scuola e finisce in una comunità. E ancora, sei studentesse delle medie costrette a ballare davanti al professore, «turbate» perché lui, seduto, le «fissava e ne fotografava il fondoschiena» e «spiava senza permesso i loro telefonini». Il brano, del rapper Eminem, lo aveva scelto lui e ammiccava all’organo genitale femminile: «Sapete cosa significa questa parola? È quella che avete in mezzo alle gambe». Ci sono voluti altri vent’anni per arrivare all’arresto di Sergio Morana, oggi sessantenne, accusato oggi di un’altra violenza sessuale su una nuova alunna, di 11 anni, nella stessa scuola.

Mette i brividi ciò che emerge nel fascicolo raccolto dalla magistratura, che provò a incastrarlo (senza riuscirci, l’uomo verrà in parte prescritto e in parte prosciolto per l’assenza di querela) per un paio di casi di molestie e alcune foto pedopornografiche trovate sul suo computer. Soprattutto: gli inquirenti, senza girarci troppo intorno, scrivono che le segnalazioni di genitori e professori si infransero su un muro di silenzio: il vecchio preside, a metà degli anni Novanta, risolse quel primo scandalo «invitando «a prendersi un lungo congedo dal lavoro». Quell’assenza fu motivata da certificati medici che ne attestavano una «sindrome ansiosa-depressiva». E nel fascicolo tenuto dall’ex preside, F. C., di quelle segnalazioni di abusi non venne tenuta traccia. Nonostante vari elementi «avvalorerebbero l’ipotesi che l’insegnante non abbia mai cessato di mettere in atto attenzioni particolari ad alcune studentesse».

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PEDOFILIA, ASILO VALLO DELLA LUCANIA: SUOR SOLEDAD E IL PROCESSO SEGRETO

INFORMAZIONE ASSENTE O A SENSO UNICO

DI WILDGRETA

La stampa dovrebbe avere il compito di informare il pubblico sui fatti che accadono e quando si tratta di processi importanti, sarebbe opportuno che le udienze fossero sintetizzate e raccontate in modo completo.Quello che noto nel caso del processo per abusi all’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania, invece, è che i due quotidiani che seguono le udienze, non pubblicano nulla o raccontano solo ciò che potrebbe essere utile alla difesa della suora. Dell’ultima udienza del 27 maggio, poi, mi pare parli solo La Città di Salerno, mentre il Mattino, tace. E cosa ci racconta questo quotidiano? Non delle testimonianze dei genitori ascoltati, ma solo di una coppia ritenuta dal PM reticente.Anche gli articoli passati hanno dedicato poco spazio alle testimonianze dei genitori, mentre nei titoli si strillava, “Sì, ho suggerito io i racconti a mia figlia”.Il caso di Vallo è però citato anche in altri articoli di cronaca locale,e lì si sfiora quasi il ridicolo, perchè i bambini “presunti” abusati diminuiscono improvvisamente. Dai 36 iniziali, si scende a 27, fino a toccare la quota di 10-15. Insomma, un processo grosso e importante, che pare interessi molto poco e di cui non si sa neppure il numero esatto di “presunte” vittime.

O forse, interessa troppo, e allora è bene sminuirne l’importanza nel caso vada male per la suora e le due consorelle accusate?

La particolarità di questo processo è, tra le altre cose, che vede Francesco Bruno consulente di parte di suor Soledad, lo stesso Francesco Bruno che stando agli ultimi articoli usciti sul caso Rignano è anche consulente delle maestre rinviate a giudizio per gli abusi all’asilo Olga Rovere. Francesco Bruno è credo l’unico “esperto” al mondo (insieme a pochi altri esperti di “Falsi Abusi”), ad aver affermato che i bambini dai tre ai cinque anni non sono attendibili. Considerando che la quasi totalità della comunità scientifica mondiale ritiene i bambini piccoli più attendibili di quelli grandi, non so come si regolerà a Rignano, dove come testimoni si troverà anche 10 bambini di dieci anni, oltre ai 21 che all’epoca dei fatti ne avevano dai 3 ai 5. Cambierà versione, sostenendo che tutti i bambini non sono attendibili a prescindere dall’età?

Ma a Vallo della Lucania suor Soledad può contare anche sull’avvocato Gulotta, reduce dai successi di Brescia e dai tonfi di Milano e Roma.Gulotta sostiene come al solito la tesi del contagio e cercherà di convincere i giudici che i bambini hanno inventato tutto, ispirati dai genitori che si sono contagiati l’un l’altro.Conosciamo a memoria questa teoria balorda, che per essere resa più credibile qualcuno cerca di estendere ad altri fatti di cronaca che nulla hanno a che fare con gli abusi negli asili.Le molotov contro l’abitazione della maestra di Pistoia? “Contagio collettivo”. I genitori non mandano i figli a scuola perchè pare ci sia un bidello pedofilo? “Contagio collettivo”.La pedofilia è una piaga sociale? “Contagio collettivo, il 96% delle denunce sono false.” Ma allora tutti i filmati pedopornografici che circolano su internet? “Roba fatta all’estero, chissà da chi”…

Caso suor soledad
la Città di Salerno — 29 maggio 2010 pagina 26 sezione: NAZIONALE

• Vallo della Lucania. Nuova udienza presso il tribunale di Vallo della Lucania per il caso Suor Soledad. • Giovedì pomeriggio sono stati ascoltati altri testimoni della lunga lista del pubblico ministero. Dinanzi alle riposte vaghe e prive di particolari fornite da due genitori dei bambini coinvolti nel presunto caso di molestie sessuali, il pm ha richiesto la trasmissione dei relativi atti al suo ufficio per verificare se nei confronti dei due genitori sussista l’ipotesi di reticenza o falsa testimonianza. Pare infatti che i due genitori convocati dallo stesso pm siano stati particolarmente vaghi nel fornire la propria testimonianza in merito ai fatti che sarebbero accaduti all’interno dell’asilo religioso Santa Teresa. Le risposte dei due testimoni ascoltati in precedenza solo dai periti, non hanno soddisfatto le aspettative del pubblico ministero che ha chiesto l’acquisizione della documentazione relativa alle precedenti ricostruzione dei fatti rilasciate dai due genitori. Iniziata intorno alle 14 l’udienza si è conclusa intorno alle 18. Quattro ore ininterrotte di interrogatori per raccogliere le deposizioni di altri genitori dei piccoli alunni di Suor Soledad. (c.s.)

PEDOFILIA ASILO VALLO DELLA LUCANIA:AGGIORNAMENTO APRILE 2010

Processo per i presunti abusi alla scuola materna Paolo VI, il tribunale di Vallo ha sciolto la riserva sulle prove. Un collegio giudicante tutto al femminile, presieduto da Elisabetta Garzo e formato dai giudici a latere Carla Di Filippo e Valentina Pierri, ieri mattina ha reso nota l’ordinanza istruttoria in cui sono indicati gli elementi di prova, testimoniali e documentali, ammessi. Il processo vede imputati suor Soledad Bazan Verde, le consorelle Giuseppina De Paola e Agnese Cafasso, il muratore Aniello Labruna e il fotografo Antonio Rinaldi. Lunga la lista dei testimoni che dovranno essere ascoltati nel dibattimento.

Oltre agli imputati, ci sono familiari dei bambini, persone informate dei fatti, consulenti tecnici, organi di polizia e Ris. Le escussioni il 22 aprile con tre ufficiali della polizia giudiziaria che hanno effettuato le indagini, presentati come testi dal pubblico ministero. Sono stati esclusi, invece, dalla documentazione acquisita al fascicolo gli articoli dei giornali locali che alcuni dei difensori avevano chiesto di accludere. Non ammessa la relazione clinica di una delle parti civili, in quanto ritenuta consulenza tecnica e suscettibile di acquisizione solo dopo l’ascolto in contraddittorio dello stesso consulente.

FONTE IL MATTINO 8 APRILE 2010

FALSI ABUSI E GIUSTIZIERI: L’EPILOGO


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(Foto Archivio:  Qualcuno  “scrive ai giornali”)

DI WILDGRETA

Dopo la condanna di suo figlio per pedofilia, Vittorio Apolloni, presidente dell’associazione Falsi Abusi, ha dovuto rallentare la sua attività a sostegno degli indagati  per reati a danno di minori. Così le redazioni dei quotidiani planetari dovranno per un po’ fare a meno delle sue “statistiche” sulla falsità del 90% degli abusi sui minori, delle sue relazioni sulla falsità degli abusi in tutte le scuole materne d’Italia, dei suoi trattati sulla non credibilità dei bambini di qualsiasi generazione, sull’isteria di centinaia di genitori dai 20 ai 50 anni divisi in gruppi e presenti un po’ in tutte le regioni. E soprattutto dovrà limitare il numero dei convegni, che organizzava senza risparmio da un capo all’altro della penisola.

Gli indagati per pedofilia saranno costretti a cercare in rete il famoso decalogo per evitare le false-accuse -di-genitori-isterici.E i giornalisti “amici”, sempre pronti a pubblicare gli ultimi numeri sui falsi abusi, come faranno? Con cosa nutriranno i loro avidi lettori?

Niente paura, altri porteranno avanti il prezioso lavoro di disinformazione, magari non saranno così bravi, magari non possiederanno tutte le sue conoscenze, ma sono giovani, e “si faranno”.

In molti avevano riposto grandi speranze nel sociologo Stefano Zanetti, che firmava gli articoli del blog Il Giustiziere, ma Pino La Monica gli è stato fatale: oggi si è saputo che Zanetti, già consulente di La Monica, è indagato per aver cercato di far ritrattare un testimone.Essere indagati non è  una condanna, ma certo è seccante.E sul blog  leggiamo  con tristezza questo  suo messaggio:

“il-giustiziere ha detto…Il blog chiude a tempo indeterminato.Ringrazio tutti i lettori che mi sono stati vicino in questi anni.mercoledì, novembre 04, 2009”

Ho voglia di piangere, ma cerco di farmi forza. In fondo, l’armata dei ” Falsi Abusi” ha fatto scuola, ha insegnato a molti una filastrocca travestita da ragionamento scientifico, ha inventato “esperti internazionali di chiara fama”, ha esaltato cattedratici di università misconosciute, ha trasformato anonimi libelli in pietre miliari della letteratura,  defininendo i giudici che assolvevano  “competenti”, mentre quelli che condannavano  “incapaci”. Ha denigrato psicologi, periti dell’accusa e pubblici ministeri, additandoli al pubblico ludibrio.

Oggi, due alfieri della battaglia in favore degli adulti contro i bambini che li accusano, sono stati investiti da un ciclone.In attesa che si riprendano, porgo i miei più

Cordiali Saluti

Wildgreta

6 novembre 2009-www.wildgreta.wordpress.com

Rignano Flaminio, Conferenza 22 ottobre: Parlamentari in difesa degli indagati?

di Wildgreta

A volte ritornano, si potrebbe dire.Dopo la splendida performance di luglio,  Carlo Giovanardi mantiene la promessa di tornare a Rignano con alcuni parlamentari.Ma quali siano questi parlamentari, nessuno lo sa.Saranno gli stessi che nel mese di luglio parteciparono alla visione di un filmato agli atti? Se così fosse, a Rignano arriverebbero Gabriella Carlucci e Paola Binetti.( A proposito, ma di solito i parlamentari non vanno a visitare i carcerati?) Comunque, le vedo già scendere dalle loro auto blu, convinte di arrivare ad un normale convegno, dove ognuno esprime la sua opinione in totale libertà.Invece, dovranno sorbirsi l’introduzione del professor Modesto Mendicini che ripeterà la consueta arringa difensiva: –A Rignano non è successo niente, i genitori si sono auto suggestionati, i bambini sono fantasiosi, ho capito che erano innocenti leggendo i giornali, gli indagati non si sono arricchiti e quindi sono innocenti, non sono un neuropsichiatra infantile né, tanto meno, un esperto di abusi sui minori, ecc.-

Poi sarà la volta di qualche collega delle maestre, che dirà:” Sono persone meravigliose, le conosco da 30anni, madri e nonne esemplari, o siamo stupide o a Rignano non è successo niente, se no ce ne saremmo accorte,quindi non è successo niente”. Poi qualche genitore di ex alunni, che farà un inno alla scuola e alle insegnanti, aggiungendo che suo figlio ha pianto ogni anno l’ultimo giorno di scuola.

L’on.Giovanardi, infine, si esibirà nel rep che ormai è diventato un cult, “Negli omicidi c’è il morto, a Rignano manca il reato, una personale visione dell’abuso sui minori e Mi auguro che ogni cittadino italiano non possa finire in carcere sulla base di un nonnulla.”, sulla “pochezza” dei capi di imputazione.

Fin qui, il copione sarà lo stesso di ogni riunione dei supporter degli indagati da due anni a questa parte.

Ma la sorpresa potrebbe venire dai nuovi parlamentari coinvolti da Giovanardi:cosa diranno? Si scaglieranno anche loro contro i bambini e i genitori? Minacceranno di cambiare le leggi, introducendo per i reati di pedofilia il parere vincolante di un sottosegretario alla famiglia? O rimarranno basiti di fronte al “pensiero unico” della conferenza stampa? E la Caramella Buona? Che ruolo avrà in questo contesto? Proverà a parlare in generale? Oserà affermare che la pedofilia esiste ed è in continua espansione? Ma certo che potrà esprimere le sue teorie: i suoi rappresentanti sono stati invitati per questo.Faranno da scudo alle accuse di aver organizzato un incontro esclusivamente dalla parte degli adulti. E si dirà, “Avete visto? Abbiamo invitato anche un’associazione per la tutela dei minori!” Già, ma l’associazione parlerà di minori e pedofilia in generale, mentre tutti gli altri invitati sosterranno l’innocenza di alcuni indagati in particolare, e così ancora una volta, i bambini di Rignano Flaminio non saranno difesi da nessuno.

Si parlerà di “altri” minori e Giovanardi sarà il sottosegretario di “altre famiglie”.

Vorrà dire che i bambini dovranno aspettare il 30 ottobre, quando inizierà l‘udienza preliminare.Tanto, le loro famiglie sono tutte abituate ad aspettare.

Note: alla Caramella Buona non è piaciuto il manifesto della conferenza del 22 ottobre e ha pubblicato il seguente comunicato sul suo sito:

La presenza de La Caramella Buona Onlus alla conferenza del 22 ottobre a Rignano Flaminio

E’ doveroso precisare il motivo che vede i rappresentanti de La Caramella Buona Onlus alla conferenza del 22 ottobre a Rignano Flaminio.

Sono sempre più numerosi gli inviti che l’Associazione riceve da ogni parte d’Italia, con richieste di organizzare e/o presenziare a conferenze, dibattiti, convegni sul tema degli abusi. Facciamo il possibile per portare la nostra voce e l’ultradecennale esperienza ovunque, considerando anche il particolare impegno che, dal 2003, vede l’Associazione attiva in procedimenti penali a carico di pedofili seriali. Crediamo fermamente in una seria e concreta opera di informazione corretta e formazione qualificata, destinate al pubblico di genitori, di educatori e di professionisti. Per questi ultimi, organizziamo da anni momenti formativi specialistici: il riconoscimento dei segni di abuso (per pediatri e operatori sanitari), la lettura dei segnali di disagio e presunto abuso (per psicologi, psicoterapeuti e operatori sociali), le tecniche di audizione del minore e l’attendibilità della testimonianza (per avvocati, operatori di polizia, investigatori ). Questo con un obiettivo certo e indiscutibile: l’accertamento della Verità nei casi di pedofilia. Verità alla quale l’Associazione può contribuire stimolando un sano e civile dibattito, una continua crescita professionale di coloro i quali sono tenuti a valutare, distinguere, decidere. Verità che viene accertata indiscutibilmente dagli organi preposti, polizia giudiziaria e magistratura, nel massimo rispetto della loro piena indipendenza operativa e di giudizio.

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Sen. Carlo Giovanardi ha chiesto a Roberto Mirabile, presidente de La Caramella Buona Onlus e alla Dott.sa Roberta Bruzzone, direttore scientifico della stessa e presidente dell’Accademia Internazionale di Scienze Forensi, di partecipare alla conferenza in oggetto come esperti obiettivi e portatori di una vasta casistica processuale e investigativa, trattando l’argomento in generale, come sempre dalla parte delle vittime ma senza esprimersi sul caso di Rignano Flaminio, fornendo altresì utili informazioni sulla lotta alla pedofilia e sulle possibilità di prevenzione adottabili da esporre a quanti vorranno partecipare.

Non è (cattiva) abitudine dell’Associazione prendere parte a dispute su “falsi” o su “veri” abusi : l’accertamento spetta a chi di dovere, come prima specificato, soprattutto quando è in corso un procedimento giudiziario.

Dobbiamo altresì precisare che obiettiamo del manifesto stampato apparso a Rignano Flaminio, del cui contenuto veniamo a conoscenza solo oggi, lunedì 19 ottobre: così presentato, non è in effetti chiaro quale sia l’apporto richiesto all’Associazione.

Roberto Mirabile

Presidente

ABUSI ALL’ASILO: CONDANNA VALERIO APOLLONI E VANDA BALLARIO CONFERMATA IN CASSAZIONE

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(Un dvd del sito “Falsi Abusi” sul caso degli abusi all’asilo Bovetti presentato come falso nella trasmissione di Maurizio Belpietro, “L’antipatico”)

La Cassazione conferma la condanna in appello: all’asilo Bovetti di la Loggia (To), gli abusi sui bambini erano veri.

DI WILDGRETA

Una giornata particolare deve essere stata quella di ieri, per chi come il padre di Valerio Apolloni,ha fatto della teoria sui “Falsi Abusi” una missione.Sono anni, infatti, che l’Associazione Falsi Abusi ed il suo presidente Vittorio Apolloni, diffondono teorie e statistiche fantasiose sui casi di abuso sui minori in Italia.Gli ultimi numeri sono stati diffusi qualche mese fa ad un convegno, e qualcuno le ha definite “Le statistiche del delirio”.Infatti per Apolloni, e gli altri esperti che affiancano l’associazione, i falsi abusi sarebbero il 90%.E allora, c’è da dire che è stata davvero una circostanza disgraziata che in quel misero 10% di abusi veri, sia incappato propio suo figlio Valerio.Ma, naturalmente, entrambi i condannati si dichiarano innocenti, come fa il 90% delle persone accusate di pedofilia.In questo caso, le proporzioni si rovesciano e i due dirigenti dell’asilo Bovetti, entrano a far parte della maggioranza. Di seguito i link a un articolo sulla sentenza e a quelli precedenti, in modo da ricostruire la storia di questo caso giudiziario.

Pedofilia asilo Bovetti, Cassazione: Apolloni e Ballario condannati in via definitiva

ARTICOLI PRECEDENTI:

Pedofilia:Le statistiche del delirio

Torino:Pedofili all’asilo, ribaltata la sentenza

FALSI ABUSI SUI MINORI, LETTERA DI VITTORIO APOLLONI

PEDOFILIA RIGNANO FLAMINIO: LA SCUOLA OLGA ROVERE E L’ASSOCIAZIONE “FALSI ABUSI”

FALSI ABUSI E ADIANTUM