Don Marco Baresi: i suoi amici gli dedicano un sito internet

di Wildgreta

“don Marco Baresi… semplicemente innocente”

“Semplicemente innocente”: è questo lo slogan che sembra la pubblicità di un profumo e che, invece, campeggia nella homepage del sito internet nato in difesa di don Marco Baresi, l’ex vicerettore del seminario di Brescia arrestato nel novembre 2007 per pedofilia e del quale troverete tutta la vicenda su questo sito (mi pare fossero 600 i file pedofili trovati nel suo computer). La cosa mi colpisce perchè, finora, solo il maestro di teatro Pino La Monica e il critico d’arte Alessandro Riva avevano avuto un deciso sostegno via web, attraverso appelli, raccolte firme e testimonianze di amicizia. Anche Gianfranco Scancarello, l’autore televisivo indagato per la scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio, ha avuto qualche testimonianza via internet e, ultimamente, don Ruggero Conti proprio su questo sito, ha visto  alcuni parrocchiani e conoscenti battersi in sua difesa. Altri indagati o condannati per pedofilia, hanno ricevuto testimonianze di stima su vari siti internet, ma niente di eclatante. Tra questi cito don Gelmini, don Mauro Stefanoni e don Giorgio Carli. Nessuno di loro, però, a quanto mi risulta, ha visto nascere un sito web  intitolato alla propria persona. Il sito donmarcobaresi.net è, infatti, nato da un gruppo di persone che si definisce “amici di don Marco”. Forse è la città di Brescia ad unire le persone e ad ispirare la nascita di comitati in onore dei più sfortunati. Come non ricordare il comitato “Liberi nella verità” fondato da don Mario Neva, in occasione della terribile vicenda dei presunti abusi negli asili Abba e Sorelli? Il processo di appello del Sorelli comincerà il prossimo ottobre, (anche se nessuno ne parla) mentre gli imputati dell’asilo Abba sono stati assolti. Don Neva diede il via alla consuetudine delle fiaccolate a sostegno degli indagati per pedofilia, alle raccolte firme, alle lettere ai giornali e al supporto via internet agli indagati. Peccato che a Brescia non siano state fatte fiaccolate per i bambini tuttora in cura. Vi lascio alla lettera che gli “amici di don Marco” scrivono ai visitatori del sito, facendo un’ultima considerazione: le parole che i sostenitori di don Marco usano per descriversi alla voce “chi siamo” somigliano molto a quelle di altri due siti nati per difendere alcuni indagati per pedofilia che ho dimenticato di citare all’inizio. Ma sicuramente sarà una pura casualità.

Lettera degli amici di don Marco
Gent.mo Lettore,
le chiediamo spazio affinché la nostra testimonianza possa avere voce.

Siamo amici di don Marco Baresi, il vicerettore del Seminario di Brescia arrestato per pedofilia il 26 novembre 2007 e ancora in attesa di giudizio. Siamo famiglie e persone che nella vita hanno avuto la fortuna di incontrarlo e conoscerlo. Le chiediamo spazio perché don Marco è una di quelle persone che non rimane confusa nella folla dei conoscenti. Don Marco Baresi è un uomo che, trovato al proprio fianco, lascia la traccia incancellabile della profondità, della trasparenza, della dolcezza, della saggezza, della bontà, della semplicità d’animo, dell’intelligenza e della modestia che non tutte le persone hanno il dono di possedere. Non solo: assurdamente, anche i gesti e i modi che caratterizzano la personalità di don Marco sono letteralmente ad anni luce di distanza da qualunque tipo di sospetto o di semplice pensiero che abbiano qualcosa a che fare con le accuse che gli sono state mosse contro.

Le chiediamo spazio perché, dopo la prima angosciante e buia incredulità, suscitata dalla risolutezza con cui è avvenuto il suo arresto e dalla consistenza di prove così inequivocabili, gli oggetti hanno lentamente iniziato a prendere forma, dando luce a profili più credibili. Cosicché lo smarrimento che ora ci domina è dovuto fortunatamente anche alla certezza riconfermata che lui non c’entri nulla.

Le voci volano e lasciano trasparire una collezione di prove che, mentre agli occhi di un magistrato possono sembrare schiaccianti e vergognose, a noi appaiono del tutto relative e discutibili. A noi risultano potenzialmente coerenti con la convinzione che don Marco è assolutamente e completamente innocente. Speriamo con forza che anche il lavoro dei giudici possa giungere alle stesse conclusioni.

La vicenda è calata in un silenzio spaventoso, soprattutto da parte della Diocesi di Brescia, la quale, evidentemente, non ha altra via, vista la pesantezza delle accuse.

Questo silenzio, però ha il potere perverso di far crescere su don Marco l’ombra oltraggiosa della sua colpevolezza prima che possa essere dimostrata, di lasciarlo da solo, a sopportare una quotidianità assurda e un futuro che, in ogni caso, non potrà mai più essere uguale a prima. Noi vorremmo rompere questo silenzio, cercando per lo meno di sollevare qualche consentito dubbio.

Non sta certo a noi scrivere la verità dei fatti, la nostra resta ovviamente una convinzione senza prove concrete, accompagnata dal pensiero che la responsabilità maggiore stia alla persona presunta vittima, che lo ha denunciato.

In questa vicenda a noi pare che siano in atto poteri senza nome, incontrollabili, eppure dotati di forza distruttiva: il potere del quale si sentirà in possesso chi lo accusa, avendo innescato una catena di eventi di non poco conto; il potere di una seduta di psicologia, capace di scoperchiare presunte inimmaginabili verità; il potere delle infinite facce di un computer e del suo utilizzo; e, ancora, il potere di un arresto avvenuto in compagnia dei giornalisti; il potere che certe notizie scritte su un quotidiano esercitano inevitabilmente sull’opinione pubblica.

In questo intrallazzo di poteri noi diamo forza al nostro, fatto di semplici ma innumerevoli riscontri umani.

Non le chiediamo spazio per convincere lei o altri a mettersi dalla nostra parte, ma per dare la possibilità anche a chi ha conosciuto don Marco, di dire chi sia questo prete.

Abbiamo istituito un forum pubblico e aperto a tutti, nel quale ci daremo da fare per raccogliere innumerevoli testimonianze sulla vita pulita e bella di don Marco Baresi. Lì, chi vorrà, potrà trovare anche un po’ della nostra verità: http://donmarcobaresi.net

Grazie per l’attenzione,
gli Amici di don Marco

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31 thoughts on “Don Marco Baresi: i suoi amici gli dedicano un sito internet

  1. Solito cliché: si parla della buona reputazione del prete, come se i preti pedofili ce lo abbiano scritto in fronte che violentano i bambini. Anzi, il più delle volte cercano di apparire integerrimi proprio per non destare sospetti. Solo chiacchiere senza costrutto, appunto

    Ci sarebbe da chiedere agli amici di don Marco Baresi che ci facevano le decine di foto pedopornografiche nel suo p.c. Filmati che erano stati cancellati nel tentativo di evitare che fossero scoperti.

    E poi ci sarebbe da chiedere che ne pensano della condanna per pedofilia del predecessore di don Marco Baresi al seminario minore di Brescia, don Luigi Facchi.

    In attesa dell’inizio del processo il 4 novembre stiamo ancora aspettando una parola di pietà per le vittime, che sicuramente ci sono, perlomeno nelle foto pedopornografiche.

  2. Comunque anche don Mauro Stefanoni ha un “comitato di sostegno” e un sito di adulatori, per la verità scarsissimamente frequentato, tanto da far pensare che l’unico che ci entri sia lo stesso prete.

    Ma sul sito non sono riportate le intercettazioni dal linguaggio “colorito” di don Stefanoni con un ragazzino…

  3. Per Wildgreta:
    Ciao,
    sono Andrea Gelmini, colui che ha fortemente voluto il sito in oggetto.
    Uso i commenti giusto per rispondere ai quesiti che sollevi.
    Cito:
    >> (mi pare fossero 600 i file pedofili trovati nel suo computer)
    No, le cose non stanno assolutamente così.
    Su questo punto la stampa ha scritto cose in assoluta liberta’.
    Per me/noi, smontare questi punti significa mettere a repentaglio la
    strategia difensiva dell’avvocato. Facciamo che mi chiami dopo la prima
    udienza e ne riparliamo?
    Ma le ragioni di chi conosce Marco Baresi sono altre riconducibili sempre ad un
    unico punto: non sono credibili 600 foto, come non lo sarebbe una.
    Per chi ha fatto la leva è esattamente lo stesso meccanismo percui, dopo una
    settimana di vita in comune con gente mai conosciuta prima, sparito un
    portafoglio, è chiaro fin da subito chi puo’ essere stato e chi no.

    Cito:
    >> Nessuno di loro, però, a quanto mi risulta, ha visto nascere un sito web
    >> intitolato alla propria persona. Il sito donmarcobaresi.net è, infatti, nato da un
    >> gruppo di persone che si definisce ”amici di don Marco”. Forse è la città di
    >> Brescia ad unire le persone e ad ispirare la nascita di comitati in onore dei più
    >> sfortunati
    Non so se sia Brescia (in verita’ parecchi di noi, amici, non è neppure di Brescia),
    ma tutta la solidarieta’ che esprimiamo nasce dalla conoscenza della persona. Il
    rischio è che molti pensino che il sito sia nato a difesa dei pedofili/dei preti/della
    Chiesa. No. Il sito è nato in difesa di Marco Baresi. Bada: non dice che i preti
    siano puri, che non esistano i pedofili, che la Chiesa sia Santa. Dice che la
    pedofilia non fa parte, e non è assolutamente ravvisabile, in Marco Baresi. Tanto
    per essere espliciti e chiari: la Chiesa è piena di preti pedofili e, sempre la
    Chiesa, ha da sempre portato avanti politiche di insabbiamento per potersi
    “lavare i panni sporchi in casa” (vogliamo ricordare l’ultima Giornata Mondiale
    della Gioventu’ in Australia?). Se Marco Baresi fosse stato un pizzaiolo la
    situazione non sarebbe cambiata: il sito sarebbe nato ugualmente.

    Cito:
    >> le parole che i sostenitori di don Marco usano per descriversi alla voce “chi
    >> siamo” somigliano molto a quelle di altri due siti nati per difendere alcuni
    >> indagati per pedofilia che ho dimenticato di citare all’inizio. Ma
    >> sicuramente sarà una pura casualità.
    Sì, in effetti si tratta di una pura casualita’. Buffa per altro. L’anonimato non è cosa che mi appartiene. A qualsiasi attivita’, di rete e non, a cui io partecipi, uso sempre il mio nome.

    Per Mammadolce:
    Ciao,
    sono interessato alle tue critiche. Perchè trovi il nostro sito vomitevole?

    Per Pincopallino2:
    Ciao,
    non conosco nessuno dei preti che citi. Io conosco Marco Baresi, infatti il sito riguarda lui e solo lui. Puoi indicarmi i punti che ti hanno lasciato intendere una volonta’ di difesa di tutti i preti/pedofili? Te lo chiedo senza alcuna vena polemica, ma per capire dove, mediaticamente, possiamo migliorare.

    Wildgreta, grazie per esserti occupato/a di noi. Se ti puo’ essere di qualche interesse siamo disponibili ad un incontro vis a vis, dove discutere di quanto sta accadendo.
    Sempre che ti interessi possiamo anche riprendere tutto il “dibattito”, e poi renderlo fruibile online. A te dara’ visite, a noi visibilita’.

    Buona giornata,
    Andrea Gelmini (andrea.gelmini@donmarcobaresi.net)

  4. per Andrea Gelmini
    Grazie per la tua testimonianza. Credo che per don Marco, però, il problema più grave sarà giustificare al processo il possesso del materiale recuperato nel suo computer e che era stato cancellato, oltre che smontare l’accusa di violenza sessuale. Nessuno qui vuole preventivamente emettere sentenze, certo è che i casi di sacerdoti nei cui computer vengono trovati file pedofili sono purtroppo all’ordine del giorno e, devi convenire con me, che è difficile credere che in tutti i casi sia stato qualcun’altro a scaricare tali materiali. Nessuno dice che non possa accadere, ma certamente, non può accadere sempre. Così come non può sempre accadere che qualcuno inventi di aver subito violenze da un sacerdote. Infine, non può sempre accadere che la magistratura commetta errori clamorosi. Questo blog nasce per informare e seguire alcuni casi di cronaca dall’inizio alla fine, quindi daremo conto degli sviluppi della vicenda di don Marco e, se vorrai, potrai aggiornarci con eventuali notizie che magari ci sono sfuggite.Riguardo a ciò che la stampa esagera o inventa, concordo sul fatto che a volte non diano notizie precise. Ultimamente, ad esempio, un giornalista ha inventato l’archiviazione del caso di pedofilia di Rignano Flaminio. Ma può accadere sempre? Qui mi fermo, per ora, ma vorrei lasciare aperta la discussione per dare modo ad altri di esprimere le proprie idee. Ti invito a leggere i commenti sul caso di don Ruggero Conti, perchè troverai diverse analogie tra le persone che lo difendono e voi che difendete don Marco. Non so se interessa a qualcuno, ma se capitasse a me di dover difendere una persona accusata di pedofilia, anche se fosse un amico o qualcuno di cui mi fido ciecamente, probabilmente gli starei vicino in silenzio e non farei nulla pubblicamente. E sai perchè? Perchè non faccio il magistrato e non riterrei compito mio assolverlo. Ma questo era solo un pensiero personale, e come molti pensieri personali, non conta molto.
    A presto e grazie ancora, Wildgreta
    Di seguito, un articolo su don Marco Baresi:

    L’inchiesta. Trovato nel computer del sacerdote il materiale cancellato

    Il legale,intanto, punta alla carta del Riesame contro la misura dei domiciliari

    Adelaide Pierucci Epolis
    Non è servita l’accortezza di cancellare tempestivamente tutti i file a fondo pornografico e pedopornografico. Un consulente incaricato dalla Procura di Brescia di scovare materiale sospetto nel computer di don Marco Baresi, il vicerettore del seminario vescovile Maria Immacolata arrestato due settimane fa per presunti abusi sessuali ai danni di un 14enne, ne ha individuati quasi seicento, e molti dei quali li ha pure recuperati.
    È questo il punto cruciale dell’inchiesta che ha fatto scattare la seconda contestazione per il sacerdote nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Milesi su richiesta del pm Marcon ed eseguita dalla Mobile il 27 novembre: la detenzione di materiale pedopornografico, che si è andata a sommare a quella di violenza sessuale aggravata e continuata.

    Don Marco Baresi, che in questa brutta avventura ha sempre ricevuta massima solidarietà dalla Curia, dai suoi allievi e dagli ex parrocchiani di San Zeno, continua a respingere ogni contestazione. Il suo avvocato, Fabio Frattini, tra i più stimati in città, ora punta alla carta del Riesame per ottenere la revoca dagli arresti domiciliari, disposti all’indomani dell’arresto subito dopo l’interrogatorio di garanzia nel carcere Canton Mombello. Con il trasferimento
    del sacerdote, 38 anni e originario di Chiari, nell’abitazione di familiari a quanto pare sarebbe caduto il presupposto dell’inquinamento delle prove.
    Sul punto, però, il difensore del sacerdote non ha voluto fornire chiarimenti:

    «A tutela dei miei clienti evito qualsiasi contatto con la stampa».

    Qualche giorno dopo l’arresto di don Marco il vescovo Luciano Monari ha scritto una lettera a tutti i sacerdoti della Diocesi:
    «L’arresto di un vicerettore del Seminario è una ferita profonda e dolorosa per la Chiesa bresciana. Nutro profonda speranza che l’accusa si risolverà in una bolla di sapone; ho ascoltato tanti che hanno conosciuto don Marco, che sono vissuti insieme a lui per anni e il giudizio è concorde: non uno che abbia avanzato dubbi o riserve. Ma la ferita non si rimarginerà presto. Noi viviamo anche dell’immagine che gli altri hanno di noi e la notizia, sparata dai giornali come una bomba, ha segnato la nostra Chiesa».

    Fonte: vivicentro.org

  5. Per Andrea Gelmini. Non ho detto che il sito intende difendere tutti i preti pedofili. Ho fatto solo un riferimento al predecessore di don Baresi, don Luigi Facchi, condannato per pedofilia, giusto per inquadrare il contesto in cui si svolge la vicenda.

    Ritengo semplicemente ridicolo (ma assolutamente legittimo) il tentativo di difendere il prete sulla base della sua reputazione. Anche don Pierino Gelmini godeva di ottima reputazione, prima che piovessero su di lui le accuse di abusi sessuali e prima che si scoprisse che era stato per 4 anni ospite delle patrie galere.

    Giocare sulla reputazione e portare a manifestare persino inconsapevoli bambini sulla sua innocenza (li si vede benissimo nella foto della manifestazione sul forum collegato al sito) è perlomeno inopportuno: http://forum.donmarcobaresi.net/download/file.php?id=23.

    Che c’entrano i bambini reclutati a difesa del don? Pure loro “testimoni” della reputazione del vicerettore del seminario?

    Una parola per le vittime (che sicuramente ci sono, essendo stato trovato materiale pedopornografico nel p.c. del prete)? A quanto pare l’unico interesse è il prete. Evidentemente i bambini violentati non meritano l’attenzione di nessuno.

    Segnalo che è in corso una offensiva della diocesi a fianco di don Baresi. Il vescovo pare in realtà più preoccupato per la crisi dei due seminari di Brescia, il maggiore e il minore, come ci segnala un articolo odierno di Brescia Oggi: http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/cronaca/Aab.htm

  6. Visto che ci troviamo di fronte a un interlocutore che può osservare da vicino la vicenda, chiedo all’amico Andrea Gelmini qualche riflessione sul reclutamento dei minori nel seminario minore.

    I seminari minori (di cui don Marco Baresi e don Luigi Facchi erano vicerettori) ospitano “candidati al sacerdozio” bambini e ragazzini dalla prima media alla fine delle superiori, ossia bambini e ragazzini dai 10 ai 18 anni.

    Anche chi accusa don Marco era “ospite” del seminario minore.

    Che senso ha “candidare al sacerdozio” bambini e ragazzini dai 10 ai 18 anni? Che consapevolezza hanno della vita sacerdotale, delle privazioni che impone (non ultime la assoluta astinenza da ogni vita affettiva e sessuale)?

    E’ opportuno mettere a contatto coi bambini degli uomini adulti, come i preti, che si impongono una innaturale condotta di vita, reprimendo i principali istinti umani, ossia la ricerca dell’affettività e della sessualità?

    Non crede il nostro amico che ci sia una relazione tra repressione affettiva e sessuale e crimini pedofili?

    Parte di queste riflessioni devono essere presenti anche nella mente del vescovo di Brescia, visto che, come si legge su Brescia Oggi, si lamenta del calo dei seminaristi minori (da 35 a 31) e di “resistenze attorno al progetto di Iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi”.

    Che bella parola… iniziazione… per parlare del reclutamento al sacerdozio dei bambini. Come nelle sette massoniche.

  7. bhè…devo riconoscere che è uno dei siti più belli di tutti quelli che ho visitato…il forum poi, è ricco di belle facce e famiglie sorridenti…proprio quello che un “presunto” colpevole, vittima di un sistema che non funziona, possa desiderare…l’amore, la fede, la felicità, l’umiltà ma sopratutto la riconoscenza e la solidarietà verso il don.
    …peccato che la “presunte” vittime non avranno mai il piacere di vederlo!!!…vederli sorridere mentre loro soffrono!!!!…sono sicuro che, come dice il sig. gelmini, subito dopo la prima udienza ne sapremo di più sulle foto!!!…quanto alla strategia legale….vuoi vedere che quelle foto erano oggetto di studio!!!…o forse qualcuno le ha scaricate mentre il don dormiva!!!…o magari avrà scaricato l’ave maria versione hip hop da e-mule e nel file vi erano le foto!!!…accidenti…ma dove ho sentito già queste storielle?!?!….

  8. Eh si, nel caso don Mauro Stefanoni la difesa diceva cose del genere, spunz.

    Nelle motivizioni della condanna si legge perché queste giustificazioni sono state ritenute inattendibili.

    Per amor di verità nel caso don Stefanoni erano semplici filmati porno, non pedofili.

  9. Bene Sig.Andrea Gelmini. Rispondo volentieri, come gli altri, a ciò che chiede. E’ vomitevole scrivere – “Non sta certo a noi scrivere la verità dei fatti, la nostra resta ovviamente una convinzione senza prove concrete…”- e titolare il sito con “semplicemente innocente”. dando così per scontato che voi state scrivendo la verità dei fatti. Poi scrivete anche che nella vicenda vi “pare che siano in atto poteri senza nome, incontrollabili..” lanciando voi accuse manco tanto velate contro istituzioni o associazioni di delinquenti “dotati di forza distruttiva”. Magari avete dei sospetti e/o delle certezze che vorrete condividere con noi quanto prima per renderci edotti su quali sono questi potenti che hanno così a cuore la distruzione di un povero prete. E poi ancora: il potere del quale si sentirà in possesso chi lo accusa, avendo innescato una catena di eventi di non poco conto; il potere di una seduta di psicologia, capace di scoperchiare presunte inimmaginabili verità; il potere delle infinite facce di un computer e del suo utilizzo; e, ancora, il potere di un arresto avvenuto in compagnia dei giornalisti; il potere che certe notizie scritte su un quotidiano esercitano inevitabilmente sull’opinione pubblica. Solo fermandosi alla prima riga dove scentemente VOI state infangando chi accusa Don Marco viene già un’altra ondata di voltastomaco perchè, se la verità di chi lo accusa sarà la verità accertata dalla giustizia, pensando che ha subito violenza anche da chi non ha creduto sarà, almeno per chi ha coscienza, una brutta cosa da digerire. Poi (ma tranquilli che lo fanno pure quelli degli altri siti in difesa di altri “semplicemente innocenti”) le vostre accuse ricadono su carabinieri, psicologi, giudici, giornalisti e su un pubblico che le opinioni se le fà su ciò che legge (mica perchè ragiona con la sua testa!). Ecco perchè per me quel vostro sito, con le vostre foto (abbiate la coscienza di togliere almeno quelle dove ci sono bambini), con le foglie d’autunno ed il resto… lo trovo veramente indigesto. Se Dio vorrà avere pazienza e mi darà tempo magari apro anche io un sito dove lascerò parlare le vittime dei pedofili preti, maestri, genitori, parenti o sconosciuti. Magari capirete anche voi la differenza del dolore ricevuto. Un prete porge l’altra guancia e perdona anche quando è accusato ingiustamente, almeno questo mi hanno insegnato ma ultimamente anche la categoria pensa subito “e a me chi mi risarcisce?”. Un saluto.

    PS In ultimissimo: Wildgreta ha già dato risposta puntuale e gentile al vostro commento e non ha smentito neanche questa volta la sua signorilità. Ma a me la sua frase, sig.Gelmini, ” A te dara’ visite, a noi visibilità” mi peggiora l’ulcera. Capisco che il vostro sito langue (anche di iscritti) ma a noi, da queste parti, ci interessa solo che chi viene a leggere sia costantemente informato su tutti i casi che coinvolgono donne e bambini vittime di persone senza anima. La gente deve sapere che quando si parla di pedofilia non si parla del caso isolato avvenuto nelle campagne sperdute di un paesino senza nome. La visibilità non è qui contemplata come un premio personale e non trattiamo “un caso” per salvaguardare un solo individuo.

    Wildgreta scusa ma “quanno ce vò ce vò!!”

  10. Per Mammadolce:
    Avevo trascurato la frase in oggetto, comunque confermo: su questa piattaforma è vietata la pubblicità, quindi il problema delle visite non esiste. Questo blog riceve molte visite perchè informa. Dietro non c’è nient’altro. A presto, Wildgreta

  11. rispondo a Lei mammadolce ma anche agli altri che intervengono in questo forum.Scusate il linguaggio sgrammaticato e telegrafico.Potremmo stare ore ed ore a discutere, Lei cara mammadolce si terra’ la sua “ragione” ed io la mia.
    Partiamo dalla sua considerazione, cito: “voi state scrivendo la verita’ dei fatti”.
    No cara mammadolce, quella la stabilira’ la Magistratura della quale abbiamo piena fiducia.Noi tentiamo di scrivere la nostra verita’, la verita’ del cuore, tutta umana se vuole ma anche obiettiva e ponderata.
    Pure io so’ che che esistono preti, insegnanti, persone comuni e no, ecc,che abusano o hanno abusato di minori.Pensa che li approvi, che li difenda? assolutamente no li condanno fermamente ed e’ giusto che vengano denunciati e condannati.
    Concordera’ con me, pero’ che esistono anche casi dove le persone sono state accusate ingiustamente e la verita’, anche quella istituzionale a volte alla fine ha fatto cilecca e gli ha dato ragione.
    E chi gli restituira’ la dignita’ allora? dico di piu’ chi gli restituira’ il nome infangato?E chi restituira’ il sollievo di tanta sofferenza inutile alle famiglie, ai genitori, agli amici?Le chiedo di mettersi un attimo nei panni di queste persone.Infatti c’e’ anche il rovescio della medaglia….
    Qui mi fermo.
    Noi Wildgreta (adesso mi rivolgo a lei) ci definiamo amici di Don Marco, anzi siamo suoi amici, si amici non conoscenti, c’e’ tanta differenza.
    E’ appunto da questa amicizia che nasce la volonta’ di costruire un sito, anzi un forum aperto a tutti, anche a voi e ne saremo lieti di avervi ospiti.Non siamo sprovveduti, la nostra verita’ l’abbiamo costruita nel tempo ed e’ frutto di una amicizia profonda con Don Marco.
    Siamo pochi? non importa, aumenteremo e ciascuno portera’ un pezzo di conoscenza e di vita accanto a Don marco.Questo ci interessa, dire a tutti chi e’ questo prete “pulito”. null’altro. Si pulito in tutti i sensi in tutto cio’ che questa parola racchiude.
    E su questa parola (pulito) vi invito a riflettere.
    A Pincopallino2: solo chiacchere? Forse, sta di fatto che bisogna anche capire di quale verita’ ci si accontenta…un giudizio a priori? un giudizio mediatico? Il giudizio di quelli che fanno di tutta l’erba un fascio?
    Il giudizio della magistratura? Personalmente sono propenso alla verita con la V maiuscola, quale essa sia.
    Come dice l’amico Andrea vogliamo testimoniare ” la vita pulita e bella di Don Marco”. Pulita e bella.
    Nella sua mitezza Don Marco ha gia’ mostrato l’altra guancia, una guancia che gia’ troppo e’ stata schiaffeggiata.Ma lui ha fiducia In Dio e..naturalmente nella giustizia.
    Un caro saluto.angelo

  12. Dell’accusa di violenza sessuale si risponde davanti ai tribunali. Dio, che esista o meno, non c’entra.

    Vorrei ancora una spiegazione su quegli innocenti bambini portati a manifestare inconsapevolmente a difesa di don Marco. Cosa c’entrano?

    La verità sui fatti non la conosce nessuno, se non don Marco e chi lo accusa.

    Compito di accertarla è della magistratura (per quanto la magistratura non è portatrice di una verità assoluta ma di una verità giudiziale).Quindi eliminiamo i paroloni.

    Prima di gridare al complotto seguiamo gli esiti giudiziali della vicenda: non risulta nessun elemento che possa far pensare a complotti.

    Esiste invece, per certo, materiale pedopornografico sequestrato nel p.c. del prete.

    Quanto agli attestati di stima per il prete, si sprecano in ogni caso di accuse di pedofilia ecclesiastica e di abusi sessuali. Nessun pedofilo ce l’ha scritto in fronte che ha violentato un bambino ed è normale che cerchi di farsi apprezzare in altri campi, appunto per non destare sospetti. E’ una ovvietà che sfugge agli adulatori di don Marco.

    La solidarietà scatenatasi intorno a don Pierino Gelmini dovrebbe insegnare qualcosa. Una solidarietà che non si arresta nemmeno di fronte al suo passato di 4 anni di carcere scontati per vari crimini e di cui gli apologeti del prete omettevano accuratamente di parlare.

    Usare dei bambini per difendere un prete rinviato a giudizio per pedofilia è veramente scandaloso.

  13. Grazie Angelo di averci scritto. Ognuno di noi è libero di intraprendere le azioni che ritiene giuste per aiutare le persone a cui si vuole bene. Il problema che, però, si ripresenta ogni volta che parlo di un nuovo caso di pedofilia, è che scrivono persone pronte a giurare sull’innocenza dell’indagato e che avvertono che si tratta senz’altro di un errore giudiziario. Posto che esistano anche gli errori giudiziari, secondo voi è possibile che lo siano tutti? Se dovessimo credere a quanto scrivono le persone che sostengono i vari indagati per pedofilia, i magistrati sarebbero sempre in errore e questo, anche per un semplice calcolo delle probabilità, è impossibile. Se, però, come dici è la magistratura a dover scrivere la sentenza definitiva sul caso di don Marco, come mai sul vostro blog campeggia la scritta: “Semplicemente innocente?” Chi è preposto a giudicare, gli amici o i giudici?
    I migliori auguri al vostro sito,
    Wildgreta

  14. Carissimo Wildgreta, scusa io sono puntiglioso, o mi sono espresso male o non hai letto bene cio’ che ho scritto, io ho detto che anche la magistratura a volte ha preso degli abbagli e ribadisco non faccio di tutta un’erba un fascio.
    Il nostro sito vuole testimoniare cio’ che Don marco e’ per noi…e per noi…non per il resto del mondo…per noi e’ innocente.
    Ho anche scritto che non siamo degli sprovveduti…quindi la magistratura decidera’…e’ suo compito…..
    Tu interpreti quel titolo “semplicemente innocente” come se noi volessimo dare un giudizio…ripeto e’ solo la nostra convinzione e la sosteniamo con forza…altri hanno scelto altre strade come fiaccolate ecc. noi preferiamo avere un forum di discussione affinche’ si possano affrontare questi temi cosi’ scottanti con tutta serenita’ e liberta’ di espressione.
    Qualcuno segue la via del silenzio….io non ci credo molto…preferisco se ne parli, se ne parli continuamente.
    Grazie per avermi ospitato in questo sito.

  15. mi ero scardato di rispondere a pincopallino……evito la polemica perche’ questa ossessiva difesa per gli abusati ( e mi ripeto condanno anch’io chi abusa ci mancherebbe).
    E’ evidente che lei ce l’ha con i preti perche’ mi sembra di leggere tanta rabbia contro di loro.
    Io provo orrore invece nei confronti di tutti coloro che abusano di minori.
    Preti o non preti.
    Mi lasci dire pero’ che noi sosteniamo una persona e cioe’ Don Marco.
    Ma scusi lei abbandonerebbe un suo amico accusato e del quale fosse
    personalmente convinto della sua innocenza.
    Guardi io sono una persona di mezza eta’ e ne ho viste di tutti i colori.
    Ho visto anche accusatori che si sono inventati tutto…..
    Purtroppo questa e’ la vita e ci riserva sempre sorprese.A tutti indistintamente.Nel bene o nel male.E concludo, la solidarieta’ scatenata intorno a Don Gelmini e’ stata per molti versi la solidarieta’ verso un personaggio conosciuto da tanti.
    La solidarieta’ che noi abbiamo scatenato nei confronti di Don Marco e’ verso un amico, non conosciuto all’opinione pubblica, vicerettore di un seminario , il che significa tanto e niente.E non intendiamo lasciarlo solo come non lasceremmmo solo alcun amico. Sono certo lo farebbe pure lei.Per le fotografie chieda privatamente al mio amico Gelmini Andrea che le spieghera’ tante cose a livello tecnico. E’ molto interessante mi creda.Saluti.

  16. Ciao a tutti voi cittadini d’Italia e d’Europa!

    – Costituzione della Repubblica Italiana
    art. 27 secondo comma
    “l’imputato NON E’ CONSIDERATO COLPEVOLE sino alla condanna definitiva”

    – Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali
    art. 6 secondo comma
    “Ogni persona accusata di un reato SI PRESUME INNOCENTE sino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata”

    La legge parla di presunto innocente…e noi di semplicemente innocente!!
    buona serata
    rac

  17. La presunzione di innocenza non significa che tizio non ha commesso quel reato.

    Significa che fino a sentenza definitiva tizio non può essere considerato penalmente responsabile.

    Per Angelopagani. Io se un mio amico viene accusato di gravi reati non dico che è “semplicemente innocente” perché è mio amico.

    Io non ho convizioni “da amico” ma guardo i fatti. E se un prete o un mio amico è arrestato e rinviato a giudizio con l’accusa di aver violentato un bimbo e di detenere materiale pedopornografico io non posso sapere se c’è una calunnia e quindi non direi mai che il mio amico è “semplicemente innocente”.

    Io aspetto il giudizio della magistratura per dire che è colpevole o innocente e non mi metto certo a fare comitati di sostegno che si fondano solo sull’amicizia per il prete e sul disinteresse per la sorte della (possibile) vittima che lo ha denunciato e per le (sicure) vittime riprese nel materiale pedopornografico nel p.c. del prete.

    Io ho rispetto per le vittime.

  18. E c’è una sola parola per dimostrare l’indignazione di aver portato dei bambini inconsapevoli a manifestare per un “seplicemente innocente” arrestato per pedofilia: Vergogna!

  19. Caro pinco allora tu dai giudizi senza leggere attentamente cio’ che ho scritto…..
    1) foto p.c. te l’ho detto dovresti farti spiegare da Andrea Gelmini che lavora in questo settore.
    2) foto dei bimbi, non sono binbi qualunque, sono i nostri figli che conoscono Marco. Io non ho paura di affidarglieli…questo sta a significare.
    3) La” povera vittima”…….io la conosco…tu no…ma non mi posso esprimere. l’ho promesso.E’ in corso una indagine.
    4) Ancora una volta ti invito ad essere piu’ lucido e a non generalizzare.
    Su tutto il resto concordo con te……Vergona, si vergogna quando uno e’ condannato con sentenza definitiva.
    Vergogna e orrore per le povere vittime, sono padre anch’io, non credere.
    Vergogna per quanto succede celatamente ed e’ coperto dall’omerta’.
    E purtroppo devo dire che tu hai un concetto di amicizia tutto tuo…io se credo in un amico faccio di tutto, di tutto per aiutarlo anche a costo di rotolare con lui, per poi affondare o riemergere con lui. Questa e’ la vera amicizia, ma e’ come la vivo io non come la vivi tu.
    Credo di aver esaurito i miei interventi. quindi ringrazio tutti e continuero’ con la mia/nostra battaglia.Un caloroso saluto. Angelo
    grazie di avermi ospitato.

  20. Io ho un concetto di amicizia non cieca, che non difende a spada tratta una persona se accusata di gravi reati. Prima di difenderlo guardo i fatti e qui fatti a difesa di don Marco voi non ne portate. Non dico che il mio amico è “semplicemnte innocente”, senza uno straccio di argomento, solo perché è un mio amico.

    Se il mio amico è un criminale il mio modo per essergli amico è aiutarlo a riparare il male che ha fatto e a cambiare strada.

    Vergogna, ancora una volta vergogna a chi ha messo le foto di bambini in internet per difendere un prete accusato di aver violentato un bambino e nel cui p.c. c’era materiale pedopornografico.

    Vergogna per chi ritiene che i propri figli siano proprietà privata, di cui poter disporre a proprio piacimento.

    Vergongna a chi ritiene che dei bambini possano esprimere solidarietà a chi è accusato di gravi crimini contro i bambini.

    Vergogna per aver rubato la buona fede dei bambini, che non hanno alcuna consapevolezza di cosa siano le gravi accuse contro cui vengono fatti a manifestare.

  21. ma lei sig. pincopallino che urla vergogna a tutto campo non si e’ mai
    fermato a riflettere un attimo su quello che uno scrive? credo proprio di no, mi scusi. Continui ad urlare vergogna , pure io la grido contro chi effettivamente e’ appurato abbia commesso tali crimini, ma lei sta accusando fino a prova contraria un innocente e se non parliamo di prove e’ perche’ non possiamo in questa fase, ma le assicuro la verita’ verra’ a galla.
    Continui a fare il buon samaritano ed aiutare i suoi amici convincendoli a riparare quanto hanno fatto, e se i suoi amici le dicono : “in nome della nostra amicizia mi credi che non ho fatto niente” lei continui a persuaderli che se qualcuno li accusa significa che qualcosa hanno commesso. Vede la verita’ viaggia su una linea sottilissima.
    E la tegolata sulla testa potrebbe arrivare a me/noi alla fine di tutta questa storia, ma potrebbe cadere anche sulla sua testa.
    Se cadesse in testa a noi, stia tranquillo sapremo riconoscere i nostri errori se ne abbiamo commessi.
    Se arrivasse in testa a lei pero’, spero che da questa vicenda possa trarne una conclusione. Non si puo’, in uno stato di diritto condannare a priori una persona. Lei caro signore lo sta facendo sulla base di indizi e non di prove e sta urlando continuamente che se e’ accusato e’ colpevole (almeno e’ quanto ci pare di capire) e se ci sono foto di bambini nel pc, ce le ha messe lui.
    Lei stesso dice ..cito ” un prete accusato…….” non condannato.
    E noi in buona fede e in nome della profonda amicizia che abbiamo lotteremo con lui. Se dovremo “aiutarlo a riparare il male” lo faremo a inchiesta conclusa.
    Intanto proseguiamo serenamente e a denti stretti perche’ glielo ripeto
    Don marco ” e’ semplicemente innocente”.

    Ah una nota, questa si me la permetta, i miei figli non sono una proprieta’ privata dei quali disporre a proprio piacemento.
    Questo non glielo permetto, anzi non glielo permettiamo.
    Non li tiri piu’ in ballo perche’ anch’io so’ difendermi e le vie della giustizia e dello stato di diritto le conosco.
    saluti.

  22. Buongiorno!

    Pinco scrive “la sorte della (possibile) vittima che lo ha denunciato e per le (sicure) vittime riprese nel materiale pedopornografico nel p.c. del prete.”
    SCUSA PINCO, MA ALLORA TU SEI UN GIUDICE, HAI SENTITO LE PROVE CHE TI HA PRESENTATO IL PM E LE HAI RITENUTE FONDANTI UN GIUDIZIO DI REITA’ AL DI FUORI DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO??!! a me sembrava che non ci fosse ancora stata la prima udienza…

    art. 2697 cc “chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”
    ovvero deve convincere il giudice sull’esistenza di un fatto storico. nel processo penale colui che accusa ha l’onere di provare la reità dell’imputato in modo da ELIMINARE IL DUBBIO. ove residui un dubbio l’imputato deve essere assolto.
    art. 530 c.p.p. “quando è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussiste, che l’imputato lo ha commesso, che il fatto costituisce reato” il giudice deve pronunciare sentenza di assoluzione
    La PROVA DI REITA’ SE E’ INSUFFICIENTE O CONTRADDITTORIA EQUIVALE AD UNA MANCATA PROVA.
    cmq io non ho letto gli atti, non so nulla delle prove in questione e del loro valore ma in generale sono allergica ai forcaioli!!

    buona giornata piovosa a tutti!
    rac

  23. Scusate ma un minore ripreso in foto pedopornografiche (come quelle sequestrate nel p.c. del prete) è o non è una vittima? Che c’entra il 2697 c.c. e il 530 c.p.p.?

    La vittima è tale a prescindere dalla sua identità, dall’azione civile o penale, dall’esistenza o meno di una denuncia.

    Non c’è bisogno di una condanna penale (e quindi di individuare i responsabili del reato) per affermare che quei bambini sono delle vittime di una doppia violenza, quella sessuale vera e propria e della diffusione e detenzione di materiale pedopornografico. Anche quando non ricevono giustizia gli offesi da un reato sono delle vittime.

    E lo scandalo non è la solidarietà fondata solo sulle chiacchere (mai contestato il diritto) ma portare degli inconsapevoli bambini a manifestare l’innocenza di un prete accusato di pedofilia e pedopornografia.

    Lo scandalo è che i bambini, che non hanno alcuna consapevolezza della vicenda, siano ritratti in quelle foto.

    Il buon senso dovrebbe portarci a rispettare i nostri bambini e a non reclutarli nelle cause (giuste o sbagliate che siano) dei loro padri.

    E un pò di buon senso ci vorrebbe anche considerando che il prete è accusato propria di violenze contro un altro bambino e di detenzione di materiale pedopornografico (ossia di materiale pornografico in cui sono vittime proprio degli altri bambini).

    Questo per intenderci con chi evidentemente travisa il significato proprio delle parole.

  24. il sito e’ la nostra storia con Don Marco, e soprattutto gran parte delle foto sono di attuali maggiorenni che hanno pubblicato essi stessi le foto di quando erano bambini.Quindi nessun uso di bambini indiscriminato.
    tanto per chiarezza. saluti ora non interverro’ piu’ su questo sito in merito a questo argomento.saluti e grazie.

  25. eccomi!
    certo pinco il bambino oggetto di foto pedoporno è una vittima sono assolutamente d’accodo!!
    ma non è ancora stato provato davanti ad un giudice, almeno di primo grado, con prove non contraddittorie e sufficienti che il fatto sussiste e che lo ha commesso l’imputato…il nostro don! ecco perchè è pertinente sia il codice penale che quello civile!

    tutto quello che sappiamo io e te…non è ancora stato provato davanti ad un giudice di primo grado. ho citato la tua frase perchè mi sembrava di leggere una tua condanna!

    buona giornata un pò meno piovosa!
    rac

  26. Mi chiamo Alberto e ringrazio angelopagani x avermi “prestato” la sua password x lasciare questo post (non sono riuscito ad iscrivermi al blog nonostante abbia provato + volte).

    Sono un amico di Don Marco Baresi. Ho letto i vari commenti di wildgreta, pincopallino2, mammadolce e spuntz in merito al nostro sito ed alla lettera al giornale.
    Fino a non molto tempo fa li avrei sottoscritti tutti, facendoli miei senza esitare…….quando in televisione mi capitava di vedere fiaccolate o manifestazioni a favore di persone accusate di pedofilia, mi si rizzavano i capelli in testa. Mi dicevo: “ma perché non lasciano lavorare i magistrati ed aspettano che siano loro a scoprire la verità, standosene zitti e tranquilli?”……….
    Poi….SBAM! E’ capitato a me. Mi sono ritrovato dall’altra parte della barricata.
    Un mio amico, una persona a me molto cara (ed anche mio ex curato) è stata arrestata con accuse pesantissime.
    Dopo lo shock iniziale, ho cominciato a ragionare ed a contorcermi sulla vicenda, cominciando anche a comprendere le motivazione di chi, a torto o ragione, scende in piazza per sostenere questo o quell’accusato.
    Non si fa perché (nel mio caso) l’accusato è un prete, né per difendere una reputazione o la chiesa o il clero; io l’ho fatto perché la conoscenza personale che ho di Don Marco e l’esperienza che ho di lui come persona e come prete (esperienza fatta anche assieme alla mia famiglia, ad altri amici) mi fa gridare con tutto me stesso che le accuse che gli sono state mosse sono totalmente ed assolutamente estranee alla sua natura. Questo sentimento lo trovo in tutte le persone con cui ho parlato e che hanno conosciuto Don Marco: lo trovo in ragazzi che l’hanno avuto da adolescenti come curato, in adulti che a vario titolo hanno collaborato con lui.
    Non ho prove, è vero, che le accuse siano infondate ma ho questa assoluta certezza, che viene dal cuore.
    Sbaglio? Me lo sono chiesto tante volte e continuo a chiedermelo; poi penso a Don Marco, al suo carattere………i dubbi a questo punto spariscono. Io sono sicuro e mi sento in dovere di gridare a tutti che deve esserci uno sbaglio!
    Le foto che trovate sul sito, in gran parte sono scattate ad un incontro del nostro gruppo. Io purtroppo ero in ferie ma, se avessi potuto, avrei partecipato all’incontro con la mia famiglia, facendomi fotografare anche con i miei figli, non per propaganda pubblicitaria ma per un abbraccio ed un sostegno ad un amico che ritengo vittima di un’ingiustizia e che, da quando è stato arrestato (ormai parecchi mesi), non ho più avuto modo di sentire o vedere perché posto in isolamento da tutto e da tutti.
    Chi compie reati legati in qualche modo alla pedofilia deve pagare, pagare duramente. Ricordiamoci sempre però, quando sentiamo dai media di questi casi, che un indagato è ancora un presunto innocente e che le persone che pubblicamente scelgono di sostenerlo, non sono per forza pedofili a loro volta o a favore dei pedofili.
    Alberto Amadini.

  27. Nessuno ha mai detto, nè pensato che chi difende una persona accusata di pedofilia sia a sua volta un pedofilo. Nessuno pensa che le persone che difendono un indagato siano tutte in malafede. Raccontano la loro esperienza con quella persona ed esprimono il loro giudizio. Poi ce ne sono altre che affermano il contrario, anche se parlano della stessa persona. Per loro, aver conosciuto quella stessa persona è stata un’esperienza negativa.E allora? Si deve attendere la giustizia. Il problema è che molti dei casi che ho seguito hanno visto mobilitarsi schiere di persone a difesa degli indagati e nessuno per le vittime. Le vittime non esistono fino al terzo grado di giudizio e anche dopo, i cosiddetti “innocentisti” parlano di solito di “clamoroso errore giudiziario”. Certo che, il caso del seminario di Brescia è abbastanza particolare. Ho letto che anche il predecessore di don Marco era stato accusato di pedofilia ed era stato allontanato. Don Marco era stato chiamato a rimettere ordine dopo l’uragano. Continuerò a seguire la vicenda e ti ringrazio per avermi scritto. Riguardo la registrazione sul blog, non capisco come mai non ti sia riuscita. Forse è il sistema WordPress che a volte si impalla e bisogna riprovare. Se capitasse ancora, scrivimi via mail e provo a risolvere io il problema. A presto

  28. ogni commento e’ superfluo, ognuno sta sulle proprie posizioni.
    Non potrebbe essere diversamente.
    Io ribadisco la nascita di un sito a nome di Don Marco dovrebbe far riflettere.Perche’ ci impegnamo a far conoscere la figura di questo prete?
    Perche’ noi stessi lo conosciamo molto bene e il nostro non vuol essere un sostegno estemporaneo ma un sostegno che durera’ nel tempo.
    In quanto alle vittime mi associo a te Wildgreta, anche loro hanno bisogno di voce, guai se cosi’ non fosse.
    Per fortuna ci sono associazioni e siti che danno loro voce noi abbiamo fatto questa scelta e non per questo non condanniamo la pedofilia.
    La pedofilia va condannata in ogni sua forma.
    La storia di Don Marco e’ molto diversa.con stima, Angelo.

  29. Pingback: Pedofilia, Brescia:Al via il processo contro don Baresi « Wildgreta, il blog

  30. Pingback: “don Marco Baresi… semplicemente innocente” | Rete nazionale L'ABUSO

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