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DELITTO DI COGNE:”La Franzoni può ancora uccidere”

I risultati della perizia psichiatrica: rischio di recidiva e nessuna ragione d’urgenza affinchè possa vedere i figli
BOLOGNA
Rischio di recidiva e nessuna ragione d’urgenza affinchè madre e figli possano vedersi fuori dal carcere: sono i risultati della perizia psichiatrica di 71 pagine realizzata dai periti incaricati dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna di analizzare se ad Annamaria Franzoni possono essere commutati i permessi di lavoro esterni con quelli di visita da lei chiesti per potere vedere i figli fuori dal carcere. È quanto si è appreso dopo il deposito della perizia.

A realizzarla sono stati lo psichiatra Renato Ariatti, il neuropsichiatra infantile Giovanni Battista Camerini e la psicologa Laura Volpini. Le valutazioni saranno fatte dal giudice Giampiero Costa. «Non facciamo nessun tipo di commento, il magistrato deve ancora decidere sulle richieste, poi vedremo» si è limitata a commentare il difensore di Annamaria Franzoni, Paola Savio. In attesa della decisione del giudice bolognese, colpisce che per la prima volta, in occasione di una perizia, sia emerso con fermezza il rischio di recidiva. Cosa mai sottolineata in precedenza dagli altri collegi peritali che avevano analizzato la Franzoni.

TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA.No ai domiciliari per la Franzoni

Bologna: “inammissibili” le istanze di Anna Maria per permessi di lavoro esterni e detenzione domiciliare.

COGNE: FRANZONI DIFFAMO’ PROCURATORE, GRAVE PERCHE’ IN TV, CONDANNATA  A TRE MESI

ROMA, 7 OTTOBRE 2008 – Anna Maria Franzoni deve restare in carcere. E’ quanto ha stabilito il presidente del Tribunale di sorveglianza di Bologna, Francesco Maisto dichiarando inammissibili le istanze presentate dai legali della mamma del piccolo Samuele per la concessione di permessi di lavoro esterni e detenzione domiciliare.

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Cogne: chiesto trasferimento del giudice di sorveglianza della Franzoni per ingerenza

“L´iniziativa per la Franzoni è un´ingerenza del giudice”
Paola Cascella
Duro attacco al magistrato di sorveglianza da parte di tre membri del Csm. “Una forzatura per una persona sorretta da un grande consenso mediatico” Procedimento di trasferimento per incompatibilità ambientale per Riccardo Rossi, il giudice di sorveglianza di Anna Maria Franzoni. Lo chiedono tre membri del Consiglio superiore della magistratura con una lettera inviata al Comitato di presidenza dell´organo di autogoverno delle toghe, segnalando come «caso anomalo» la decisione di Rossi di sottoporre a una perizia psichiatrica la donna condannata a 16 anni per l´omicidio del figlio Samuele. Continua a leggere

Annamaria Franzoni in carcere con gli psichiatri: «Rivoglio i miei figli»

La donna ha deciso di sottoporsi a un esame clinico. Il suo obiettivo è quello di tornare presto in famiglia

BOLOGNA 11/09/2008 – È durato circa un’ora, ieri mattina, il primo incontro in carcere, alla Dozza di Bologna, tra Annamaria Franzoni, lo psichiatra Renato Ariatti e il neuropsichiatra infantile Giovanni Battista Camerini. I due medici sono stati incaricati della perizia, disposta dal giudice di sorveglianza Riccardo Rossi, propedeutica alla commutazione dei permessi di lavoro esterni con quelli di visita, sempre esterni, richiesta dalla Franzoni, che ha manifestato l’intenzione di incontrare i figli fuori dal carcere. All’incontro di ieri ha presenziato anche il neuropsichiatra Lodovico Perulli di Venezia, perito di parte nominato dalla mamma di Cogne. Continua a leggere

COGNE: LEGALE FRANZONI, NON LASCEREMO NULLA DI INTENTATO

“Non lasceremo nulla di intentato per fare si’ che la verita’ storica prevalga sulla verita’ processuale”. Cosi’ Paolo Chicco, legale torinese di Anna Maria Franzoni nel giorno del deposito delle motivazioni della sentenza della Cassazione. “Una sentenza della Corte di legittimita’ – dice all’Agi l’avvocato Chicco – evidentemente non riesamina la situazione e valuta esclusivamente la sentenza che era stata impugnata. Non c’era, quindi, da aspettarsi nulla dalle motivazioni della Corte di Cassazione, che confermano una verita’ processuale nella quale noi non crediamo”. “Noi – dice ancora l’avvocato Chicco, che domani andra’ a trovare Annamaria Franzoni in carcere – ci impegneremo sotto due profili: perche’ la verita’ storica prevalga su quella processuale e perche’ i piccoli Davide e Gioele, che sono le due vittime di questo processo, possano riabbracciare quanto prima la loro mamma”.

Cogne, Cassazione: la Franzoni ha ucciso con efferatezza e lucidità,nessuno sconto di pena

L’efferatezza del delitto non comporta uno sconto della pena per la cassazione. Lo sviluppo di Samuele ritenuto dalla madre non regolare può essere una chiave di lettura per l’omicidio. Per la Cassazione il “trattamento sanzionatorio” comminato alla Franzoni e la determinazione della misura della pena non meritano alcuna “censura”. Rileva infatti la Suprema Corte – nelle motivazioni depositate oggi relative al verdetto di condanna definitiva della Franzoni dello scorso 21 maggio – che bisogna tenere presente non solo “la natura del reato” ma anche “le modalità particolarmente efferate del gesto criminoso (numero e violenza dei colpi, almeno 17, reiterati nonostante il tentativo di difesa compiuto dalla vittima, testimoniato dalle lesioni riscontrate sulla sua mano sinistra) nonchè le circostanze di tempo e di luogo dell’azione e l’elevata intensità del dolo, pur ritenuto d’impeto (anche tale specie di dolo consentendo graduazioni della sua intensità)”.

LO SVILUPPO DI SAMUELE. Anna Maria Franzoni “nutriva preoccupazioni (in gran parte ingiustificate) per la normalità ed il regolare sviluppo di Samuele, con particolare e sintomatico riguardo alla conformazione ed alle peculiarità del caso, tanto da avere manifestato il presagio di una sua possibile morte prematura”. Lo sottolinea la Cassazione. Ad avviso di Piazza Cavour “le ragioni del delitto, verosimilmente propiziato da una circostanza occasionale, possono, dunque, anche inquadrarsi per trovare una chiave di lettura in tale contesto, senza che, per altro, le ineliminabili incertezze sul punto possano inficiare l’affermazione di responsabilità formulata dai giudici di merito.

La Franzoni diventa sarta in carcere per il progetto Alta moda

Bologna . E’ stata condannata a 16 anni per l’omicidio del figlio Samuele
Confeziona biancheria di lusso nel laboratorio della Dozza

MILANO – Confeziona asciugamani e lenzuola di lusso. Dal carcere della Dozza di Bologna adesso Annamaria Franzoni lavora per l’«Alta moda». O almeno fa le prove generali, in vista della selezione per chi potrà partecipare al progetto «Ape Malandra» ideato da Valeria Ferlini, partito a San Vittore, esportato a Opera e ora in arrivo a Bologna. Annamaria, condannata a 16 anni (ora 13 per l’indulto) per l’omicidio del figlio Samuele, sta tentando di ritrovare una sua «normalità».

Lo fa lavorando a macchina, la sua prima attività da quando, dal 21 maggio scorso la sua condanna è diventata definitiva. Finora aveva passato il tempo leggendo libri, riposandosi e guardando la tv, in attesa delle visite puntuali del marito Stefano e dei figli Davide e Gioele. Adesso ha deciso di reagire. Non più apatia, ma la voglia di costruirsi un piccolo mondo. Niente cucina, che pure era una delle cose che più la interessava da donna libera. Continua a leggere