Archivio | gennaio 2009

Garlasco: le perizie accusano Stasi

GIALLO GARLASCO: ORA DELLA MORTE AL CENTRO BATTAGLIA PERIZIE
PAVIA – “La morte di Chiara Poggi è da collocarsi in un intervallo di tempo compreso tra le ore 10,30 e le ore 12 del 13 agosto 2007, con maggior ‘centratura’ intorno alle ore 11-11,30”. Il supporto alla tesi della Procura di Vigevano è del dottor Marco Ballardini, il medico legale che eseguì l’autopsia sul corpo di Chiara, la giovane 26enne assassinata a Garlasco un anno e mezzo fa.

Con una controperizia depositata in Procura il 12 settembre 2008, e già nota per sommi capi, il medico legale ha confutato punto per punto la relazione della difesa di Alberto Stasi, fidanzato della vittima e unico indagato per l’omicidio, per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio, con udienza preliminare fissata al prossimo 24 febbraio. Secondo la difesa, il decesso della ragazza sarebbe invece avvenuto tra le 9 e le 10 del mattino del 13 agosto, quando Alberto può provare di avere un alibi (ricevette a casa una telefonata della madre alle 9,50).

“Il professor Francesco Avato – scrive Ballardini riferendosi al consulente della difesa – sposta indietro, anticipandola, l’epoca della morte di Poggi Chiara”. “Gli argomenti del consulente di parte – prosegue la relazione – riguardano il comportamento del raffreddamento cadaverico e quello delle ipostasi; appena sollevato, non approfondito, il comportamento del rigor mortis”. Argomenti che non trovano d’accordo Ballardini, che ha ribattuto punto per punto.

“Sul raffreddamento – rileva il medico – il professor Avato afferma che il riferimento alla temperatura ambiente (quale da noi fatto) andrebbe corretto tenendo conto delle variazioni di tale temperatura con il variare di quella dell’aria in ambiente esterno, nell’arco della mattinata e del pomeriggio. In particolare si rifà alla curva termica registrata presso l’osservatorio meteorologico ‘Associazione Irrigazione Est Sesia-Ufficio Centrale Idrometria e Catasto’ di tre paesi limitrofi di Garlasco (Gropello Cairoli, Gambolò, Mortara)”.

Ma, secondo Ballardini, “é da rimarcare che tali temperature non possono considerarsi uguali a quella di Garlasco”. “Il riferimento del prof. Avato ad una temperatura di 26 gradi – commenta il medico legale – è del tutto arbitrario ed avulso da qualsivoglia dato obiettivo: tipo la temperatura da noi realmente misurata”. Un altro punto controverso è il peso di Chiara Poggi. Essendo l’obitorio di Vigevano privo di una bascula adeguata, accusa e difesa hanno fornito due misure differenti: Ballardini stimò un peso tra i 45 e i 50 chili, la difesa intorno ai 58 chili.

“La nostra valutazione – ribatte il medico legale – è stata espressa, pur se empiricamente, quanto meno di fronte al cadavere”. Ultimo punto: l’assenza di rigor mortis, certificata dal medico del 118 che intervenne sul luogo del delitto dopo la scoperta del cavadere. “Il fatto che al momento dei rilievi (ore 14,11 del 13 agosto 2007) sia stata esclusa la presenza del rigor – è la conclusione di Ballardini – suggerisce con una certa autorevolezza la proposizione seguente: alle ore 14,11 del 13 agosto 2007 non erano trascorse, all’incirca, più di 2-4 ore (media 3 ore) dal momento della morte”.

Scuola: personale indagato per reati gravi regolarmente in servizio

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di Wildgreta

Mi sono già occupata del problema del personale della scuola indagato o in attesa del processo, e che continua a restare a contatto con i bambini. E’ di ieri la notizia dell’addetto alle pulizie di una scuola elementare di Firenze che, in attesa di essere processato per spaccio, è tornato regolarmente a scuola. Mi piacerebbe che il ministro Gelmini, fra i tanti tagli operati alla scuola negli ultimi mesi, si premurasse di “tagliare” almeno temporaneamente, il personale indagato, in attesa di processo, o condannato in primo e secondo grado. Non vorremmo che le presunte vittime di queste persone, dovessero attendere di cominciare l’università per sapere se chi era  indagato  quando frequentavano l’asilo, fosse innocente o colpevole.

Ecco l’articolo che spiega i termini del problema:

Firenze: Bidello in attesa di essere processato per spaccio torna a scuola e non è il solo

GIORNALISTI: NASCE IL PREMIO GIROLIMONI.I MIEI CANDIDATI IDEALI

GIORNALISTI: PREMIO GIROLIMONI,PER UN’INFORMAZIONE RESPONSABILE

“Ispirato a Gino Girolimoni, ingiustamente accusato di omicidio e pedofilia, scagionato dalla magistratura e mai dalla stampa che lo additò come un mostro, nasce il premio dedicato all’informazione responsabile”

DI WILDGRETA

Non c’è che dire, si sentiva il bisogno di un premio come questo. Infatti, se Girolimoni è stato uno, le vittime dei pedofili ogni anno sono migliaia. La gogna mediatica è consentita per i bambini e le loro famiglie accusate di mentire, ma non può essere attuata dal “giornalismo responsabile” per gli indagati. Non era meglio evitarla per tutti, questa “gogna mediatica”?In pratica, seguendo l’assunto del premio, si dovrebbe parlare dei pedofili dopo 6/7 anni dai fatti, a sentenza definitiva. Ma nel frattempo i giornali, cosa dovrebbero fare? Accanirsi contro chi li accusa? Non dare notizia dell’accaduto? Celare il nome della persona sotto processo? Non dire che c’è un processo? Cos’è un giornalismo responsabile? Un giornalismo che manda in onda l’incidente probatorio dei bambini di Rignano? E quali sarebbero i “Girolimoni” di oggi, secondo gli ideatori del premio?  Purtroppo non mi viene in mente nessuno. Mi vengono però in mente quali potrebbero essere gli ideali candidati della prima edizione di questo premio invocato un po’ da tutti e finalmente istituito da alcune persone illuminate. Naturalmente, siccome verranno premiati anche i blog, comunico findora che non intendo candidarmi. Ho troppo da fare. Ecco i nomi dei miei candidati ideali:

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Meredith: supporter Amanda diffamano il pm su un blog

Meredith, amici di Amanda criticano pm: chiesto sequestro del sito

PERUGIA (29 gennaio) – Lo hanno definito «inadeguato» e «mentalmente instabile» e lui ha presentato una denuncia per diffamazione. Il pm di Perugia Giualiano Mignini, titolare dell’inchiesta sull’omicidio di Meredith Kercher , dopo un articolo del West Seattle Herald sulla vicenda che coinvolge Amanda Knox ha chiesto il sequestro delle pagine web. La denuncia è stata depositata dal pm Mignini, attraverso l’avvocato Marco Rocchi, alla polizia giudiziaria perugina.

Sarà comunque trasmessa per competenza alla procura di Firenze. Nell’articolo – secondo quanto si è appreso – viene riportata la posizione di un gruppo di supporto alla Knox che critica l’indagine sull’omicidio Kercher.

Delitto per il quale vengono processati la stessa studentessa di Seattle e Raffaele Sollecito (mentre Rudy Guede è stato già condannato a 30 anni di reclusione). In particolare per confutare il quadro indiziario nei confronti della Knox. In questo contesto vengono rivolte al pm Mignini – in base alla denuncia – le critiche di carattere personale.

Il Mattino 30 gennaio 2009

Bari, a giudizio adepti psicosetta

BARI – La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per undici persone coinvolte nell’inchiesta sul ‘metodo Arkeon’. Si tratta – secondo gli investigatori – di una sorta di ‘psico-setta’ che, utilizzando tecniche vagamente ispirate alle filosofie orientali del Reiki, in dieci anni sarebbe riuscita a raccogliere 10.000 adepti in tutta Italia e a truffare molte persone, obbligandole a partecipare a costosi seminari dicendo loro che sarebbero guarite da tumori, aids o infertilità, oppure da problemi spirituali.

Nell’indagine della procura di Bari vengono contestati i reati di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza. I fatti si riferiscono al periodo compreso tra il 1999 e il 2008. Per partecipare ai seminari di Arkeon, il costo minimo si aggirava sui 260 euro e arrivava, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale ha detto alla polizia di avere pagato 100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato.

Secondo l’accusa, a capo dell’associazione criminale c’era Vito Carlo Moccia, di 57 anni, di Noicattaro (Bari) residente a Milano, che diceva di essere psicologo ma non ne aveva i titoli.

Gazzetta del Mezzogiorno 29/1/2009

Russia: 2000 bimbi uccisi nel 2008


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Lo ha annunciato il capo dell’ ufficio investigativo

(ANSA) – MOSCA, 27 GEN – Quasi 2000 bambini sono stati uccisi nel 2008 in Russia: lo ha reso noto il capo dell’ufficio investigativo presso la procura generale. Nel 2008 ha subito violenze un totale di 126 mila bambini, di cui 1914 sono morti. Altri 2330 bambini hanno riportato pesanti danni fisici.L’investigatore ha riferito anche di 784 casi di abusi sessuali su minori tra gennaio e settembre 2008 e di 12.500 bambini scomparsi lo scorso anno.

27 Gen 19:58