Pedofilia, Brescia: cominciato processo di Appello per l’asilo Sorelli

   scuola dell'infanzia c. abbascuola dell'infanzia c. abba

di Wildgreta

Speciale Studio Aperto Live (video) sugli abusi nelle scuole materne

Quello dei presunti abusi sugli alunni dell’asilo Sorelli di Brescia,  è il processo che ha visto il sacerdote don Mario Neva prendere le pubblicamente le difese degli indagati organizzando fiaccolate, volantinaggi, prediche dal pulpito, comitati (Liberi nella Verità). Stretto è stato anche il legame fra gli indagati e l’associazione Falsi Abusi di Vittorio Apolloni, nata  dopo un precedente processo per pedofilia in una scuola materna. Recentemente, il figlio di Vittorio Apolloni, Valerio, è stato condannato per abusi sessuali sugli alunni della scuola manterna Bovetti di La Loggia (Torino), insieme alla direttrice Wanda Ballario. Ma gli abusi nelle scuole materne per lui e per il gruppo di professionisti che collaborano alla difesa di molti degli indagati in questo tipo di processi, gli abusi nelle scuole materne sono sempre falsi e i bambini mentono, o hanno imparato a memoria i racconti che fanno perchè “qualcuno” glieli ha suggeriti. 

Se dovessi scegliere un’immagine per parlare del caso Sorelli, sarebbe sicuramente quella di don Mario Neva che, rispondendo alla domanda dell’intervistatrice di Live (Italia Uno) sul perchè da un sacerdote come lui non sia mai arrivata una sola parola di compassione per i bambini lui, sorridendo, dice:”Perchè avrei dovuto? Non gli è successo niente.”

Di seguito il video del programma LiVE DI ITALIA UNO sul caso dell’asilo Sorelli e uno stralcio della testimonianza di un bambino/a che, all’epoca dei fatti aveva quattro cinque anni.

” GIP: c’è qualche altra cosa che ti è successa in questa casa delle ragnatele, che non ti è piaciuta e che ti vergogni un po’ a dirmi?

BAMBINA: Che mi ha fatto mangiare la cacca.

GIP: Come è successo questo? Tu hai visto questa cacca da dove veniva? Chi l’aveva fatta?

BAMBINA: Da lui (…)

GIP: Hai fatto capire che non la volevi mangiare?

BAMBINA: Sì.

GIP: Lui l’ha presa e te l’ha messa sulla bocca?

BAMBINA: Sì, una volta sola. (…)

GIP: me le vuoi raccontare queste cose che ha fatto Don XXX la prima volta?

BAMBINA: Che mi ha fatto mangiare la cacca, che si è tirato giù le mutande e mi ha fatto leccare il suo sede…e basta. (…)

GIP: Invece mi stavi parlando di una chiesa?

BAMBINA: Sì.

GIP:…venivano a prendere solo te o anche altri bambini?

BAMBINA: Anche altri bambini. (…)

GIP: Questi uomini cattivi che cosa vi facevano a voi nella chiesa?

BAMBINA: Toccavano.

GIP: Dove?

BAMBINA: Qua e qua (la bambina indica i propri organi genitali).

GIP: nel sederino e davanti?

BAMBINA: Sì. (…)

“Bambina con un buon livello di comprensione e memoria: l’esame di realtà appare integro nella misura in cui XX non confonde la fantasia con la realtà (….) L’immagine di sé appare compromessa ed emerge un livello precario di autostima, anche se XXX vi oppone una fiera resistenza, mostrando comunque delle buone competenze relazionali e comunicative a sostegno di una parte di Sé più nascosta e fragile. (…)

CONCLUSIONI: Pertanto i sottoscritti periti affermano che nei minori……….sono riscontrabili segni sintomatici di pregressi atti di abuso e che le dichiarazioni rese dagli stessi minori sono compatibili con atti subiti di abuso sessuale, fisico e psicologico.

L’UDIENZA. Iniziato ieri, con schermaglie procedurali, il processo d’appello per il caso Sorelli

I presunti abusi all’asilo tornano davanti ai giudici.In aula le sei maestre, il bidello e il sacerdote che erano già stati assolti dall’accusa in primo grado

Con una raffica di eccezioni, avanzate dalla difesa, ieri mattina in Corte d’Appello è iniziato il processo d’appello per i presunti abusi subiti da alcuni bambini della scuola materna <<Sorelli>>. Il 6 Aprile 2007 il processo di primo grado si era concluso con l’assoluzione degli imputati (sei maestre, un bidello e un sacerdote), mentre i pm Paolo Guidi e Roberta Licci avevano chiesto la loro condanna per complessivi 125 anni di carcere.

Ieri tutti e otto gli imputati erano in aula per un processo che si celebra a porte chiuse (come quello di primo grado) davanti al presidente Giacomo Sartea (Carmelo Sigillo a latere, giudice relatore Enzo Rosina, che ha depositato una memoria di 79 pagine), mentre a reggere l’accusa è il procuratore generale Nicoletta Omboni.
Diciannove i genitori che si sono presentati come parte offesa.

La prima giornata (le prossime udienze sono già state fissate per il 13 e il 27 Ottobre e per il 3 Novembre, è saltata invece quella del 20 di questo mese) – si è basata sulle eccezioni avanzate dagli avvocati difensori, che hanno puntato sull’inammissibilità dell’appello del pm: richiesta respinta. Chiesta anche la rinnovazione del dibattimento: i giudici decideranno, dopo la requisitoria, se convocare o meno nuovi consulenti scientifici.

LA RICHIESTA d’appello era stata depositata dalla Procura nell’ottobre dello scorso anno. Le motivazioni erano contenute in 1.179 pagine firmate dall’allora Procuratore capo Giancarlo Tarquini, che si era opposto alle assoluzioni ritenendo concreti i racconti dei 23 bambini della <<Sorelli>>. Racconti che avevano delineato le ipotesi di reato per presunti abusi sessuali sui bambini, <<giochi>> che i piccoli avrebbero subito.

In primo grado, alla fine, prove e testimonianza non avevano retto portando alle otto assoluzioni. Adesso la parola passa ai giudici della Corte d’Appello.
Vivicentro 7 ottobre 2008

Questi alcuni video di documentazione:

Fonti: Prometeo.org-Mobilitazione Sociale di marco Marchese-

Note: La condanna in primo e secondo grado a 15 e 13 anni del bidello del’asilo Abba, Battista Maggioni,  è stata annullata dalla Cassazione

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