Bolzano: pedopornografia, indagato parroco

08 ott 14:40 CronacheBOLZANO – Indagato per detenzione di materiale pedopornografico il parroco di Castelbello in val Venosta, in provincia di Bolzano. Sul computer e nell’appartamento del sacerdote, il cinquantaseienne Peter Gschnitzer, sono state trovate numerose foto raffiguranti minorenni in pose erotiche. Il caso e’ stato scoperto da un tecnico informatico. A fine settembre, il prete aveva portato il suo pc in laboratorio per farlo riparare. Sul disco fisso il tecnico avrebbe trovato vari file con immagini pedopornografiche e ha subito informato le forze dell’ordine. In una successiva perquisizione nell’appartamento del parroco sarebbero stati trovati una decina di album fotografici sempre con lo stesso tipo di immagini. L’inchiesta dovra’ ora stabilire se queste foto sono state oggetto di scambi. (Agr)

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2 thoughts on “Bolzano: pedopornografia, indagato parroco

  1. Storia simile a quella dell’insegnante di teologia di Merano don Hansjoerg Rigger da Bressanone, condannato a 1 anni e 6 mesi per pedopornografia. Il vescovo Egger lo ha difeso fino alla morte nonostante il prete non si sia nemmeno difeso in tribunale.

    Un terzo prete della diocesi di Bolzano, don Giorgio Carli, è stato condannato in appello per fattti ben più gravi a 7 anni e 6 mesi, per violenze continuate per anni su una bambina dai 9 ai 14 anni.

  2. Sul giornale Alto Adige di oggi, pag. 17, si può leggere una stupefacente dichiarazione di don Karl Golser, uno dei possibili successori del defunto vescovo Egger alla guida della diocesi di Bolzano.

    Il prete lamenta la violazione del segreto istruttorio e fa ricostruzioni fantasiose, che non tengono conto dei 10 album con immagini pedopornografiche trovate a casa del prete: “mettiamo che il computer della parrocchia fosse stato accessibile anche ad altre persone… E in ogni caso a volte il segreto istruttorio andrebbe mantenuto. È chiaro che la notizia di questa indagine avrà ampio rilievo e quindi in ogni caso resterà un’immagine che non è conciliabile con la figura del sacerdote”.

    Commenta il giornale: la Procura, insomma, secondo Golser avrebbe fatto meglio a non rendere note le generalità dell’indagato,

    Poi don Golser attacca la magistratura sul caso don Carli: “accusa tutta COSTRUITA sui ricordi di una ragazza”

    Il giornale ricorda che nel processo che ha visto la condanna della Corte di Appelo per don Giorgio Carli il procuratore capo Cuno Tarfusser era arrivato a parlare di «ambienti omertosi» riferendosi proprio alla Curia.

    Potete leggere i 3 articoli che l’Alto Adige dedica oggi al caso qui: http://laici.forumcommunity.net/?t=20509098

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