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Amstetten, “Felice di essere liberi”.I disegni dei figli-nipoti del mostro

Uno dei disegni delle vittime di Josef Fritzl con la firma della figlia Eisabeth

Nella piazza della cittadina austriaca i ringraziamenti delle vittime di Fritzl
dopo una vita da reclusi in una cantina. “Amo il sole, l’aria fresca e la natura”

I medici: “Il ritorno alla realtà solo graduale e con molte precauzioni”

VIENNA – Il disegno di una mano e altri messaggi con i ringraziamenti per la “compassione e la simpatia” manifestata dal mondo intero. Per la prima volta, con messaggi affissi in una bacheca sulla piazza principale di Amstetten, i figli-nipoti di Josef Fritzl, ringraziano per essere stati liberati dalla cantina dove il mostro li aveva segregati per tutta la vita.

Il giornale austriaco Kurier racconta come le vittime di Josef Fritzl, esprimono pubblicamente la loro gioia di essere liberi, le loro speranze e le loro pene, in messaggi e disegni realizzati durante la terapia di riabilitazione a cui sono sottoposti dal giorno della loro liberazione.

“Desidero che mia figlia Kerstin si ristabilisca, desidero l’amore dei bambini, la protezione della famiglia e della gente che ha molta generosità e comprensione”, ha scritto Elisabeth Fritzl, 42 anni, sequestrata e violentata per 24 anni da suo padre in una cantina dove ha partorito sette bambini.

È stato il ricovero di una delle figlie il 19 aprile, a permettere che il dramma venisse rivelato. Kerstin, 19 anni, soffre di una malattia tipica dei figli nati da rapporti incestuosi e per tutta la vita è stata reclusa nella cantina senza finestre, assieme alla madre e a due fratelli. Ora è in coma artificiale, assistita da un respiratore. Il suo stato continua “a stabilizzarsi”, dicono i medici.

Fra gli altri messaggi resi pubblici, anche quelli del fratello diciottenne di Kerstin, che non ha mai visto la luce prima della sua liberazione il 26 aprile: “Amo il sole, l’aria fresca e la natura, sono felice della libertà e di essere con la mia famiglia”. L’altro prigioniero del padre incestuoso, un bimbo di 5 anni, sogna di andare in slitta e in automobile, di giocare con gli altri bambini e di correre su un prato.

Sono ricoverati in ospedale anche gli altri tre bambini nati dall’incesto, che avevano vissuto una vita ‘normale’ dopo essere stati adottati da Fritzl e da sua moglie. Ora sono in una unità isolata in psichiatria al riparo dai mass media, con i loro fratelli, la madre e la nonna. Si rammaricano di non vedere più i loro amici e desiderano tornare a scuola. “Il ritorno alla realtà può avvenire solo gradualmente e con molte precauzioni”, ha precisato il primario Berthold Kepplinger.

(14 maggio 2008)

AUSTRIA: VITTIME INCESTO AMSTETTEN, GRAZIE A TUTTI PER SOLIDARIETA’ RICEVUTA

Vienna, 14 mag. – (Adnkronos/Dpa) – Le vittime del caso di incesto che ha scosso l’Austria e il mondo intero, hanno scritto una lettera di ringraziamento ai concittadini di Amstetten per la solidarieta’ ricevuta. Nel messaggio scritto a mano e appeso ad una bacheca pubblica della cittadina, la 42enne Elisabeth Fritzl, insieme a cinque dei suoi figli si augurano di poter vivere “una vita normale”. “La nostra famiglia approfitta di questa occasione per ringraziare tutti della comprensione dimostrata per la nostra vicenda -recita il messaggio- La vostra compassione ci aiuta molto in questo periodo difficile e dimostra che al mondo ci sono persone buone e oneste”. “Speriamo che arrivi per tutti noi il momento di tornare a una vita normale”, continua la lettera nella quale Elisabeth si augura anche che la figlia maggiore Kerstin, ancora ricoverata in terapia intensiva, possa migliorare. Rosemarie, la madre di Elisabeth sottoposta insieme alla figlia e ai nipoti a terapie mediche nella clinica Mauer, scrive che le mancano tanto gli amici e la liberta’. Uno dei figli di Elisabeth, di 18 anni, descrive la gioia di vedere la luce del sole e sentire l’aria fresca; suo fratello di 5 anni racconta di sognare di guidare la macchina o di giocare con gli altri bambini correndo nei prati. Secondo il legale Christoph Herbst, l’idea dei ringraziamenti e del messaggio pubblico e’ nata all’interno della famiglia. Intanto il padre-mostro Josef Fritzl che ha confessato di aver segregato e violentato la figlia per 24 anni resta in carcere a St. Poelten, mentre proseguono gli accertamenti degli inquirenti nel bunker allestito sotto la casa della famiglia. (Ses/Pn/Adnkronos)

14-MAG-08 16:12

Fritzl, ero attratto sessualmente anche da mia madre

Josef Fritzl, il 73enne austriaco che per anni ha violentato la figlia, ha dichiarato che le sue pulsioni derivano dalle idee hitleriane. Ha detto al suo avvocato: “Sono cresciuto ai tempi del nazismo, allora una disciplina severa era molto importante. Probabilmente ho ripreso qualcosa inconsciamente. E comunque non sono un mostro, come vengo presentato ora sui media”. Continua a leggere

Fritzl, fare sesso con mia figlia era una mania

Nuove rivelazioni sulla vicenda di Amstetten. A parlare ancora Josef Fritzl, l’uomo che ha segregato e stuprato la figlia per 24 anni. “E’ stato una specie di circolo vizioso, dal quale non c’era nessuna via d’uscita né per Elisabeth né per me: avere rapporti sessuali con lei era come una mania. Non ho stuprato mia figlia da quando aveva 11 anni, non sono un uomo che abusa di bambini piccoli”.
Sembra inoltre che l’uomo abbia ammesso di aver progettato la prigionia della figlia Elisabeth già da qualche anno. E’ vero, dev’essere stato il 1981 o il 1982, quando cominciai a trasformare la mia cantina in una cella, chiudendola con una pesante porta in cemento armato telecomandata. Poi ho creato l’isolamento acustico del bunker e ho installato una toilette e un lavandino, ci ho messo anche un letto, un fornello e un frigorifero.
Quello che Fritzl chiama “circolo vizioso” è il motivo, secondo lui, che lo ha portato a commettere i ripetuti abusi sulla figlia. E aggiunge: “Con ogni settimana, in cui tenevo prigioniera mia figlia, la mia situazione è diventata più folle e, veramente, ho pensato tante volte di lasciarla libera. Ho avuto paura di essere arrestato e paura che la mia famiglia e tutti gli altri sapessero del mio crimine”.
Comunque Fritzl sapeva che quello che stava facendo costituiva una violenza nei confronti della figlia che non era per nulla intenzionata ad accettare la situazione. Eppure Fritzl non riusciva a resistere all’impulso. Ha inoltre affermato di aver desiderato i figli che poi la figlia ha partorito tant’è che quando nacque il primo figlio di questi abusi, nel 1988, nella cantina-bunker c’erano già pronti asciugamani, disinfettanti, pannolini e dei libri di medicina perché la figlia potesse documentarsi. “Ero contento della nascita del bambino, perché per me è stato bello avere anche in cantina una famiglia vera, con una donna e con alcuni bambini”.
Alessio Morrone

IL Giustiziere degli angeli

Fritzl mostro grazie a Hitler.L’incontro nel 1938 ad Amstetten

Josef Fritzl, il 73enne padre-mostro, si giustifica e tira in ballo la sua rigida educazione nazista. Lo riporta il magazine austriaco News e la confessione viene ripresa anche dal sito del britannico Sun. “Avevo pulsioni incestuose nei confronti di mia madre”. Poi, a soli tre anni, l’incontro fatale con Adolf Hitler in visita nel paese austriaco che influenzò la sua infanzia e la sua doppia vita consumata nella villetta degli orrori.”Sono cresciuto ai tempi del nazismo, allora una disciplina severa era molto importante – ha spiegato Fritzl al suo avvocato, Rudolf Mayer -. Probabilmente ho ripreso qualcosa inconsciamente. E comunque non sono un mostro, come vengo presentato ora sui media”. Fritzl ha anche ammesso di aver provato in gioventù dei sentimenti incestuosi per sua madre, “la migliore donna del mondo, una donna forte, che mi ha educato alla disciplina, all’ordine e allo zelo”. Proprio la donna, che lasciò il marito quando Fritzl aveva quattro anni, lo educò secondo i valori del nazismo. Tanto che il bambino rimase folgorato dalla figura autoritaria di Adolf Hitler durante la visita del Fuehrer nel paese austriaco di Amstetten nel 1938.

Anche Natascha Kampusch, la ragazza segregata per otto anni a Vienna, aveva dichiarato che il caso di Fritzl poteva essere visto come una conseguenza del nazismo con la sua educazione autoritaria nei confronti dei bambini. Perchè il matrimonio con Rosemarie? Fritzl ha dichiarato al suo legale che ha sposato sua moglie perchè “il mio desiderio più intimo era quello di avere un giorno molti bambini e lei mi sembrava la madre adatta”. Ma si è creato una seconda vita, parallela, nella cantina di casa sua. “Sapevo continuamente, in tutti i 24 anni, che quello che facevo non era giusto, che dovevo essere matto perché facevo qualcosa del genere. Tuttavia per me è diventato sempre più ovvio condurre una seconda vita nella cantina di casa”.

Lunedì 12 maggio scade il primo periodo di custodia nel carcere austriaco di St. Poelten. La confessione choc giustifica anche la richiesta al suo legale: “Voglio soltanto una cosa: pagare”.

TG Com 9 maggio 2008

Fritzl, il padre-mostro: volevo liberare mia figlia

Attualita'
Il protagonista della terribile vicenda scoperta in Austria, racconta di non averlo fatto per paura di essere arrestato. Era cosciente del crimine e gli piaceva l’idea di una “famiglia vera” nella cantina prigione. “Una mania” i rapporti con la figlia.
Fritzl racconta ,attraverso il suo avvocato a un settimanale austriaco, le prime settimane successive al 28 agosto 1984, quando rinchiuse la figlia Elisabeth nel bunker sotterraneo. “È stato una specie di circolo vizioso, dal quale da un certo punto non c’era nessuna via d’uscita nè per Elisabeth nè per me: con ogni settimana, in cui tenevo prigioniera mia figlia, la mia situazione è diventata più folle e, veramente, ho pensato tante volte di lasciarla libera”. Aggiunge però di aver avuto “paura di essere arrestato e paura che mia famiglia e tutti gli altri sapessero del mio crimine”. Fritzl ha anche raccontato che il desiderio di avere rapporti sessuali con la figlia era come “una mania”, dicendo anche di essere sempre stato cosciente che Elisabeth li rifiutava e che imponendoli le faceva del male.

VOLEVA I FIGLI Fritzl dichiara anche di aver voluto figli dalla figlia. Nel 1988, prima del parto del primo dei sette bambini che Elisabeth ha avuto da sua padre, Fritzl dice di averle portato libri di medicina in cantina perchè la ragazza potesse prepararsi, oltre ad asciugamani, disinfettanti e pannolini. “Ero contento della nascita del bambino, perchè per me è stato bello avere anche in cantina una famiglia vera, con una donna e con alcuni bambini”. L’uomo nega poi di aver molestato sessualmente la figlia da quando lei aveva 11 anni. Lo scrive il settimanale ‘News’ citando dichiarazioni fatte da Fritzl al suo avvocato difensore, Rudolf Mayer. “Non è vero, non sono un uomo che abusa sessualmente di bambini piccoli”, ha detto Fritzl al suo avvocato. Elisabeth aveva dichiarato davanti alla polizia di essere stata molestata sessualmente da suo padre già da quando aveva 11 anni.

AVEVA PENSATO ALLA PRIGIONE NELL’81 Da quanto emerge dalle sue dichiarazioni, l’uomo ammette anche di aver progettato il sequestro di sua figlia in cantina già due o tre anni anni prima: “È vero, dev’essere stato il 1981 o il 1982, quando cominciai a trasformare la mia cantina in una cella, chiudendola con una pesante porta in cemento armato telecomandata”. “Poi – ha aggiunto l’uomo – ho creato l’isolamento acustico del bunker e ho installato una toilette e un lavandino, ci ho messo anche un letto, un fornello e un frigorifero”, ha detto.

LA FIGLIA VOLEVA SCAPPARE DI CASA Elisabeth Fritzl voleva lasciare i genitori poco prima di venire rinchiusa nello scantinato degli orrori. È quanto emerge da alcune lettere che la ragazza, che allora aveva 18 anni, scrisse a un suo amico e delle quali il tabloid ‘Oestereich’ oggi pubblica alcuni estratti. “Dopo l’esame mi trasferisco da mia sorella e il suo ragazzo, per loro l’appartamento è troppo caro, per me va bene, avrò due stanze per me e pagherò soltanto 1.200 scellini (87 euro, ndr)”, scrisse Elisabeth al suo amico E. in una lettera datata 9 maggio 1984. Poche settimane dopo, il 29 maggio, Elisabeth raccontò allo stesso amico di essere impegnata nella ricerca di un posto di lavoro. “Tieni le dita incrociate che troverò il posto giusto … non appena mi sarò trasferita ti manderò il mio nuovo indirizzo”, si legge. L’ultima lettera all’amico, nella quale la ragazza raccontava tra l’altro di essere stata in discoteca, è invece datata 3 agosto 1984, quindi 25 giorni prima che venisse rinchiusa in cantina dal padre. Josef Fritzl, in dichiarazioni al suo avvocato difensore Rudolf Mayer, spiega la motivazione per la sua azione folle: “Dall’inizio della pubertà non si atteneva più a nessuna regola, passava notti intere in locali malfamati, beveva alcol, fumava. Cercavo di tirarla fuori da questa palude”.

Unione Sarda 8 maggio 2008

PADRE-MOSTRO:AVREI POTUTO UCCIDERLI SENZA LASCIAR TRACCE

Joseph Fritzl -l’elettrotecnico di Amstetten che ha tenuto segregata per quasi un quarto di secolo la figlia, con cui ha avuto 7 figli- ha detto di non essere “un mostro” perche’ avrebbe potuto ammazzare le sue vittime senza essere scoperto e non lo ha fatto. Per la prima volta da quando e’ venuta alla luce la raccapricciante vicenda, parla il padre-mostro di Amstetten e tentata di minimizzare le atrocita’ di cui e’ accusato. “Non sono un mostro”, ha detto Fritzl al suo avvocato, Rudolf Mayer, lamentandosi del trattamento ricevuto dalla stampa. Le dichiarazioni sono filtrate sul tabloid austriaco “Oesterreich”: “Potrei averli uccisi tutti. E non ne sarebbe rimasta traccia, nessuno mi avrebbe scoperto”. Le sconcertanti dichiarazioni arrivano mentre la procura dello Stato federato della Bassa Austria ha cominciato l’interrogatorio del 73enne ‘carceriere di Amstetten”. Secondo il portavoce della procura, Gerhard Sedlacek, il primo interrogatorio, durato un’ora e mezza circa, si e’ concentrato sulla vita personale e professionale e l’accusato, in carcere dallo scorso 26 aprile, avrebbe dichiarato la sua “disponibilita’ a collaborare” con la giustizia. Intanto, secondo quanto riferito dal tabloid austriaco, per difendersi Fritzl ha ricordato di esser stato lui stesso a portare in ospedale la nipote 19enne Kerstin (la maggiore dei suoi figli-nipoti) per tentare di salvarle la vita: “Se non fosse per me, oggi Kerstin non sarebbe viva”. La giovane rimane ricoverata nell’ospedale di Amstetten: le sue condizioni permangono gravissime. (AGI)

(07 maggio 2008 ore 16.08)

Joseph Fritzl -l’elettrotecnico di Amstetten che ha tenuto segregata per quasi un quarto di secolo la figlia, con cui ha avuto 7 figli- ha detto di non essere “un mostro” perche’ avrebbe potuto ammazzare le sue vittime senza essere scoperto e non lo ha fatto. Per la prima volta da quando e’ venuta alla luce la raccapricciante vicenda, parla il padre-mostro di Amstetten e tentata di minimizzare le atrocita’ di cui e’ accusato. “Non sono un mostro”, ha detto Fritzl al suo avvocato, Rudolf Mayer, lamentandosi del trattamento ricevuto dalla stampa. Le dichiarazioni sono filtrate sul tabloid austriaco “Oesterreich”: “Potrei averli uccisi tutti. E non ne sarebbe rimasta traccia, nessuno mi avrebbe scoperto”. Le sconcertanti dichiarazioni arrivano mentre la procura dello Stato federato della Bassa Austria ha cominciato l’interrogatorio del 73enne ‘carceriere di Amstetten”. Secondo il portavoce della procura, Gerhard Sedlacek, il primo interrogatorio, durato un’ora e mezza circa, si e’ concentrato sulla vita personale e professionale e l’accusato, in carcere dallo scorso 26 aprile, avrebbe dichiarato la sua “disponibilita’ a collaborare” con la giustizia. Intanto, secondo quanto riferito dal tabloid austriaco, per difendersi Fritzl ha ricordato di esser stato lui stesso a portare in ospedale la nipote 19enne Kerstin (la maggiore dei suoi figli-nipoti) per tentare di salvarle la vita: “Se non fosse per me, oggi Kerstin non sarebbe viva”. La giovane rimane ricoverata nell’ospedale di Amstetten: le sue condizioni permangono gravissime. (AGI)
(07 maggio 2008 ore 16.08)