Archivi

Tiene la figlia segregata per 30 anni da lei ha avuto quattro figli

In Australia un altro caso simile a quello, austriaco, di Josef Fritzl
Un uomo ha violentato per decenni la ragazza minacciandola di morte

MELBOURNE – Un altro caso simile a quello di Josef Fritzl: un uomo è stato arrestato in Australia, e incriminato di una serie di reati commessi sulla figlia, tenuta segregata per trent’anni. L’uomo, che ha più di sessant’anni, dovrà comparire in tribunale a novembre e rispondere di circa ottanta capi d’imputazione, fra cui stupri e minacce di morte nei confronti della ragazza.

La notizia è stata rivelata in esclusiva dal quotidiano di Melbourne Herald Sun. L’uomo, spiega il giornale, iniziò a violentare la figlia quando questa aveva solo undici anni. La ricattava dicendole che avrebbe fatto violenza anche alla madre. Solo lo scorso febbraio la vittima ha raccontato tutto a un poliziotto, e l’uomo è stato arrestato.

I test del dna avrebbero stabilito che l’uomo è il padre dei quattro figli della donna, uno dei quali morto poco dopo il parto, tutti nati in ospedale ma senza il nome del genitore sui certificati di nascita.

Il ministro dei servizi alla comunità, Lisa Neville, ha ordinato un rapporto urgente sul caso: “Non so quale coinvolgimento abbiano avuto la polizia, il mio dipartimento o altre agenzie, negli ultimi 30 anni”, ha ammesso.

(17 settembre 2009)

Travolta lascia Scientology dopo la morte di Jett

27/7/2009 (7:50) – IL CASO

John Travolta lascia Scientology
Travolta con il figlio autistico Jett, morto lo scorso Capodanno
Dopo la morte del figlio,
l’attore depresso non
avrebbe più fede nella chiesa
LORENZO SORIA
LOS ANGELES
Per trentaquattro anni, John Travolta è stato un seguace della chiesa di Scientology e uno dei suoi volti pubblici più conosciuti. Tom Cruise, che pure nella gerarchia della chiesa sta un gradino sopra di lui, aveva sposato una donna che non ne faceva parte, Nicole Kidman, ma Travolta ha invece scelto Kelly Preston, una fedele. In onore del fondatore della chiesa, L. Ron Hubbard, che aveva scritto l’omonimo romanzo di fantascienza, Travolta ha anche accettato di produrre e d’interpretare Battlefield Earth, coprendosi d’imbarazzo e di ridicolo. Dunque, la voce che il protagonista della Febbre del sabato sera avrebbe deciso di lasciare Scientology, pubblicata dal Daily Mail e rimbalzata su Internet, va presa con le pinze. Forse ha solo dei dubbi, di quelli che può avere qualunque persona razionale di fronte alla fede. Ma le voci persistono. E, considerate le circostanze legate alla tragica morte del figlio Jett, durante le vacanze di Capodanno alle Bahamas, potrebbero rivelarsi vere.

Se i grandi dolori tendono ad avvicinarci alla fede (e certo nessun dolore può essere paragonato alla morte di un figlio), per Travolta è accaduto l’opposto, nel senso che in questi mesi la star si è spesso domandata se, senza Scientology, Jett non sarebbe ancora vivo. Peggio, i correligionari gli fanno pesare il suo dolore, come se, invece che un sentimento naturale, fosse un segno di debolezza. Jett soffriva di autismo e della malattia di Kawasaki, che causa l’infiammazione delle arterie e dei nodi linfatici. Era soggetto ad attacchi epilettici: una convulsione nella vasca da bagno, che gli ha fatto perdere l’equilibrio e gli ha fatto battere la testa, figura come causa ufficiale della morte.

Il problema è che Jett aveva smesso di prendere il Depakote o gli altri farmaci anti-convulsivi, perché i fedeli di Scientology pensano che queste malattie siano solo psicosomatiche. State lontano dagli psischatri, anzi da quei criminali degli psichiatri, dicono. E venite da noi, che con terapie spirituali e fisiche sappiamo come sconfiggere ogni disturbo mentale. Anche se Cruise è intervento in difesa della chiesa, sostenendo che «quando si ammalano i scientologi usano farmaci e si affidano ai consigli e al trattamento dei medici», i Travolta avevano creduto in quelle terapie e avevano cessato di affidarsi alla medicina tradizionale. Proprio questo avrebbe scosso la fede di John negli insegnamenti di Hubbard.

Da anni Travolta vive in una «gated community» in Florida, dotata della sua pista di atterraggio: per lui che adora volare e possiede un 767, è una condizione indispensabile per salire sul suo jet e raggiungere qualunque set o, come accadde a Capodanno, una delle sue case. Ma i vicini dicono che adesso l’attore non esce più, che ogni tanto lo vedono aggirarsi di notte per la pista alla guida di una macchina elettrica, con un aspetto sconsolato e anche con un bel po’ di pancetta. A peggiorare le cose c’è poi il fatto che, mentre secondo la maggioranza degli psicologi e degli psichiatri l’accettazione del dolore è il primo passo per uscire da una tragedia, secondo gli insegnamenti di Hubbard il dolore è invece un sintomo di debolezza che un buon fedele deve saper respingere. Secondo Hubbard il dolore, come del resto l’empatia, sono sentimenti di cui «bisogna disporre tranquillamente e senza pentimenti».

Ora, la chiesa di Scientology non solo avrebbe portato via indirettamente a Travolta il figlio, ma non gli permetterebbe neanche di piangerlo. È per questo che John starebbe meditando la rottura. Ma è un passo tutt’altro che facile. Per Scientology, l’affiliazione di Travolta, Cruise e altre «celebrities» rappresenta un grande colpo pubblicitario. Se uno di loro dovesse andarsene sarebbe imbarazzante, tanto che per prevenirlo la chiesa non esiterebbe a usare le armi della minaccia e del ricatto. La macchina del gossip è anzi già entrata in azione con la voce che il babysitter di Jett fosse in realtà l’amante gay del papà. E in un’intervista a Time, Richard Aznaran, ex responsabile della sicurezza per Scientology, ha detto che il suo leader, David Miscavige, avrebbe fatto spesso riferimento al «comportamento promiscuo e omosessuale» di Travolta.

la stampa 27 luglio 2009

Russia: 2000 bimbi uccisi nel 2008


bambini-che-giocano-in-riva-al-mare1

Lo ha annunciato il capo dell’ ufficio investigativo

(ANSA) – MOSCA, 27 GEN – Quasi 2000 bambini sono stati uccisi nel 2008 in Russia: lo ha reso noto il capo dell’ufficio investigativo presso la procura generale. Nel 2008 ha subito violenze un totale di 126 mila bambini, di cui 1914 sono morti. Altri 2330 bambini hanno riportato pesanti danni fisici.L’investigatore ha riferito anche di 784 casi di abusi sessuali su minori tra gennaio e settembre 2008 e di 12.500 bambini scomparsi lo scorso anno.

27 Gen 19:58

Amstetten: aggiornamenti sul caso Josep Fritzl

Austria/ Fritzl aveva rapporti con figlia “2-3 volte” a settimana
Rischia accuse per 3mila stupri; processo si terrà a porte chiuse
Roma, 26 ago. (Apcom) – Il padre-mostro di Amstetten, l’austriaco 74enne Joseph Fritzl, dovrà rispondere dell’accusa di “3mila stupri” al processo che lo vedrà in aula forse già a dicembre. L’uomo, che ha sequestrato la figlia Elisabeth in uno scantinato costringendola ad un rapporto incestuoso durato 24 anni, ha ammesso di avere avuto rapporti con la vittima “due o tre volte a settimana”. Lo affermano fonti giuridiche, citate dal quotidiano britannico “The Mirror”.Non ci saranno tuttavia i riflettori puntati sul processo del padre incestuoso: gli inquirenti hanno annunciato che i tre giorni di processo si terranno a porte chiuse, eccetto per le formalità d’apertura e la lettura della sentenza. Fritzl dovrebbe essere incriminato formalmente entro la fine di ottobre.

Il problema ora potrebbe essere quello di trovare una giuria. Secondo la legge austriaca, servono otto giurati e due delegati. “Siamo un paese piccolo. Non si trovano dieci persone che non abbiano già un’opinione forte su quest’uomo e su quello che ha fatto”, ha riferito una fonte legale.

La figlia Elisabeth, che oggi ha 42 anni, è stata segretata e violata per oltre vent’anni e ha partorito sette figli, uno dei quali morto poco dopo la nascita. Con tre di questi – Kerstin, 19 anni, Stefan, 18, e Felix, sei anni – è rimasta nello “scantinato degli orrori” fino ad aprile scorso. Altri tre figli – Lisa, 16 anni, Monika, 14 e Ales, 12 – che Fritzl ha portato “in superficie” quando erano piccoli, hanno vissuto con lui e la moglie-nonna, Rosemarie, 69 anni.

La famiglia si trova ora in una clinica e i tre bambini cresciuti con i “nonni” dovrebbero tornare presto a scuola. “Non è certo ancora se la vecchia scuola sia il posto giusto”, ha rivelato un amico.

 

Texas, asilo degli orrori: bambini “drogati” e costretti al porno-show

23/6/2008 (9:34)Il terzo imputato nell caso asilo degli orrori in Texas a Mineola

I piccoli si esibivano in una minuscola cittadina vicino a Dallas
NEW YORK
L’asilo degli orrori non aveva finestre e operava in incognito in una minuscola cittadina del Texas, a un’oretta di macchina da Dallas. A Mineola, comunità ultraconservatrice di 5.100 anime e 30 chiese, sapevano che là dentro succedeva qualcosa di losco, ma credevano fosse un club per scambi di coppie. Nessuno avrebbe mai immaginato che bambini, alcuni di appena cinque anni, erano costretti a esibirsi in spettacoli porno di fronte a una platea di adulti. Avevano come unico alleato, per sopportare gli abusi, dei potenti analgesici a base di codeina, le chiamavano «le pillole che fanno diventare scemi».

Già due persone sono state condannate in relazione alla vicenda. Alla giuria popolare, che ha deliberato all’inizio dell’anno, sono bastati cinque minuti in camera di consiglio per decidere: ergastolo, il massimo della pena. Domani inizia il processo per una terza persona, con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di minori aggravato, per avere cercato di interferire nelle indagini e per concorso in attività criminosa. Sono in tutto sei le persone nel mirino, uno di loro è il genitore dei tre fratellini coinvolti, che ora hanno 12, 10 e 7 anni. Con loro c’era anche la sorella di uno degli organizzatori, che oggi ha dieci anni.

Erano costretti a esibirsi di fronte a 50-100 persone una volta alla settimana. L’orrore è finito nel 2004, quando il proprietario dell’edificio ha sfrattato gli organizzatori. Già perché prima di essere un teatro di orribili abusi, quello era un asilo vero. L’indagine è iniziata l’anno dopo. Tutto avveniva a pochi passi dalla redazione del quotidiano locale, il Mineola Monitor. Le voci sul sex club giravano in città, ammette il direttore che poteva vedere l’edificio dalla finestra del suo ufficio, ma nessuno aveva mai parlato di bambini.

Nella foto, Patrick Kelly,  il terzo arrestato appartenente alla rete di pedofili che agiva nella piccola scuola materna di Mineola.

Tra gli arrestati anche John Cantrell, già condannato 18 anni fa per abusi su una minore ma ancora oggi strenuamente difeso dalla moglie che lo considera “innocente”.

Fonte La Stampa, Crime Blog 23 giugno 2008