dicembre 1, 2011

Turismo sessuale minori: agli italiani l’atroce record

Pubblicato in: turismo sessuale tagged , , , , , , , a 10:02 di wildgreta

Turismo sessuale minori: agli italiani l'atroce record

di Ilaria Cozzi

Si è conclusa l’11 novembre l’Assemblea di ECPAT International, l’organizzazione che dal 1990 combatte la prostituzione minorile.

Grazie a ECPAT si è potuto, nel corso degli anni, approfondire e comprendere meglio il fenomeno, in modo da poterlo contrastare nel miglior modo possibile.

Infatti si stima che il “fatturato” annuo del traffico di donne, uomini e bambini sia di 32 miliardi di dollari. In questo mercato i minori corrispondono al 22% delle persone messe in vendita.

Cifre confermate tragicamente dalle vittime identificate. Sono 21.400, secondo l’Ufficio delle nazioni Unite. Dal 2003 l’incidenza dei minori su questa atroce statistica è passato dal 15% al 22%.

L’età dei minori varia dai 14 ai 17. In contesti in cui vi sono forti stereotipi di genere si è riscontrato un traffico a fini di prostituzione anche di bambini tra gli 11 e 12 anni. Oltretutto, è in aumento anche il mercato di persone all’interno dei paesi stessi: in Centro e Sud America e in Africa il traffico interno sembra prevalere sul traffico internazionale.

Oggi il turismo sessuale con bambini è un problema globale. Il crescere del turismo di massa e dei voli low cost rendono alla portata di tutti viaggi verso mete esotiche e lontane dal proprio Paese. Internet facilita la conoscenza delle nuove mete e la condivisione di materiale pedopornografico. Si aggiunga, a tutto ciò, una specifica sui nostri connazionali, turisti del sesso con bambini. Negli ultimi anni hanno scalato pesantemente i primi posti di questa terribile “classifica” in Repubblica Dominicana, Colombia e Brasile. Se prima in alcuni Paesi eravamo fra le prime 4-5 nazionalità, oggi siamo i più presenti in Kenya.

Ma chi sono i turisti sessuali? I turisti sessuali a danno di minori possono essere sposati o single, maschi o femmine, stranieri o locali, ricchi o turisti con budget limitato. Possono avere un alto livello socio-economico o provenire da un ambiente svantaggiato. Anche se non ci sono particolari distinzioni nei modelli di comportamenti sociali o specifici manierismi, è possibile separare i turisti sessuali in tre distinte categorie: turisti sessuali occasionali (spesso in quel Paese per lavoro), la maggioranza; turisti abitudinari (acquistano residenze che abitano in alcuni periodi dell’anno) e, infine, pedofili. L’età del turista sessuale si è abbassata (tra i 20 e i 40 anni) e non corrisponde più esclusivamente al vecchio cliché del pedofilo classico.

I motivi che inducono un turista sessuale ad andare alla ricerca di sesso da bambini e adolescenti sono l’anonimato e l’impunità, la ricerca di nuove esperienze, classico di un “consumismo sessuale”, la discriminazione che sconfina nel razzismo, la difficoltà nello stabilire rapporti paritari con le donne e la falsa credenza che fare sesso con bambini sia a minor rischio AIDS.

Non è possibile quantificare esattamente quanti siano gli italiani turisti del sesso con bambini e adolescenti, ma secondo stime dell’Organizzazione mondiale del turismo ogni anno almeno 3 milioni di persone partono per viaggi a scopo “sessuale”. Un sesto di loro, tra quelli che arrivano in America Latina e nei Caraibi, è a caccia di bambini o adolescenti.

Per quanto riguarda gli Stati nello specifico, ECPAT ha condotto numerosi studi a riguardo delle tratte battute in ogni singola regione, per scoprire da dove provenissero le persone vittime di prostituzione. I dati che sono emersi sono i seguenti:

In Olanda, uno studio di ECPAT riscontrò che su 230 minori vittime di traffico a scopo di sfruttamento sessuale il 30% erano olandesi e un altro 30% originarie del Marocco, Turchia, Suriname.

In America la rotta più battuta è quella che va dai paesi dell’America Latina agli USA. Una stima del governo statunitense riporta che sono 14.500 -17.500 le persone trafficate ogni anno. Alcuni esperti stimano che 1/3 di quella cifra siano minori.

In America Centrale, il Paese in cui vengono trafficati più bambini è la Costa Rica, le ragazze trafficate arrivano dalla Repubblica Dominicana, Nicaragua, Panama, Colombia. Risulta essere anche un paese di transito per le ragazze che vanno verso Usa, Messico, Canada, Europa.

In India si stima che tra 5000 e 7000 minori siano trafficate dal Nepal verso l’India.

In Africa la più grande rotta per lo sfruttamento sessuale dei bambini è quella che viene dall’Est e dal Sud e va verso il Sud Africa. In Africa ovest e centro, è quella che va dal Ghana al Togo e la Costa d’Avorio; dal Benin alla Nigeria e vice versa.

In Asia le donne e bambine del Sud est asiatico vengono trafficate in Cina per farle sposare o per sfruttarle sessualmente.

I ragazzi e le ragazze che arrivano in Thailandia solitamente provengono dalla Cambogia, dalla Cina, dal Laos, dal Mymar e dal Vietnam.

In Italia sono 54.559 le vittime della tratta, che hanno ricevuto assistenza e protezione fra il 2000 e il 2007. Di queste, un numero sottostimato, 938 sono minori.

I minori potenzialmente vittime di sfruttamento in Italia sono tra i 10-12 mila (proiezione Parsec). I maschi potrebbero essere reclutati da terze persone per essere sfruttati per accattonaggio, lavoro forzato e attività illegali. Le femmine, per la maggior parte, sono immesse nel giro della prostituzione.

In Kenya, da 10.000 a 15.000 bambine che vivono nelle aree costiere di Malindi, Mombasa, Kalifi e Diani sono coinvolte nella prostituzione occasionale – fino al 30% di tutte le bambine fra i 12 e i 18 anni che vivono in quelle zone. Fra 2000 o 3000 bambine e bambini sono inoltre coinvolti nel mercato del sesso a tempo pieno. In Kenya, un rapporto UNICEF, rileva che il 38% dei clienti dei minori fatti prostituire sono locali, seguiti dagli occidentali: italiani 18%; tedeschi 14%; 12% svizzeri; 8% francesi.

Per quanto riguarda la Repubblica Dominicana, si stima che ci siano almeno 25.000 bambini sessualmente sfruttati all’interno di essa. La maggior parte dei clienti è locale. La percentuale di turisti e stranieri si aggira attorno al 15%. I paesi di origine più presenti sono Canada, Stati Uniti, Italia, Germania, Francia ed alcuni paesi dell’Est Europa come Russia ed Ucraina.

In Brasile, secondo una stima dell’Unicef, sarebbero 500 mila le vittime della prostituzione minorile. Gli italiani sono sul podio insieme a portoghesi e tedeschi nelle città a nord-est, come Recife, Natal, Fortaleza.

In Colombia, i bambini sessualmente sfruttati erano 12 mila nel 2007, per poi passare rispettivamente a 23 mila e 35 mila negli anni 2008 e 2009. Il turismo sessuale, in forte crescita negli ultimi anni, ha contribuito in modo consistente ad alimentare il fenomeno dello sfruttamento sessuale coinvolgente minori.

Nelle Filippine, secondo le autorità locali, il 10%-15% dei crimini sessuali commessi nel paese contro i bambini sono perpetrati da stranieri.

La polizia ha dichiarato ufficialmente, in più occasioni, che la maggior parte dei turisti sessuali che si recano nelle Filippine sono giapponesi, sudcoreani, statunitensi, australiani, inglesi, tedeschi e di altri Paesi europei. Anche Hong Kong e Taiwan sono nell’elenco.

ECPAT definisce il 60% dei turisti sessuali con bambini occasionale, il 35% abituale e solo il 5% pedofilo.

Solo il 10% dei Paesi in esame ha speciali unità di polizia con formazione adeguata per investigare i casi di traffico di minori.

In 1 Paese su 3 non si hanno line telefoniche d’aiuto o strutture di recupero che provvedano all’assistenza dei bambini a rischio o delle vittime di traffico a fini sessuali.

Al momento, ECPAT è impegnata principalmente in Cambogia, che è uno dei Paesi chiave per la battaglia contro lo sfruttamento sessuale dei bambini. Le mafie che organizzano il mercato della prostituzione sono forti e la miseria è molto radicata. ECPAT opera dal 2006 in uno dei centri nevralgici, la capitale, Phnom Penh.

Il progetto è quello di sostenere a distanza un bambino in condizione di bisogno, oltre ad essere un gesto di solidarietà a lungo termine, vuol dire contribuire alla sua scolarizzazione e garantirgli risposte ai bisogni essenziali (nutrimento, protezione, controlli e cure mediche, prevenzione) ed un aiuto concreto per la famiglia. L’aiuto del sostenitore gli permetterà di vivere come un bambino e diventare un adulto autonomo e responsabile.

La speranza è quella di diffondere in modo sempre maggiore la causa, poichè ci si renda conto che la prosituzione minorile è un fenomeno molto diffuso, spesso anche in territorio Europeo, ed è importante conoscere gli strumenti e gli enti che possano operare in modo da ridurre sempre di più tali atrocità, per restituire a bambini e adolescenti lo stile di vita che davvero si meritano.

http://www.nuovasocieta.it/inchieste/item/30467-turismo-sessuale-minori-agli-italiani-latroce-record.html

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