VERONA/ABUSI ALL’ASILO, I NOSTRI FIGLI NON MENTONO.

Le famiglie riportano i maestri alla sbarra. 
VERONA. All’Asilo San Gaetano di Ponton “i bambini che hanno dichiarato in vario modo di essere stati sottoposti o di avere assistito ad abusi sessuali sono almeno una decina, rappresentando dunque circa un terzo di quelli potenzialmente coinvolti”. E’ una delle pregnanti argomentazioni sulla cui base, in una corposa memoria di 36 pagine, le 4 parti civili rappresentate dal professor Lorenzo Ricotti nel processo sui presunti abusi sessuali subiti da sei bimbi della scuola materna, hanno presentato ricorso alla Corte d’appello contro l’assoluzione in primo grado dei 3 educatori sotto accusa. Anche las procura e le altre parti civili, in questi giorni, hanno impugnato davanti ai giudici di secondo grado un verdetto le cui “spiegazioni alternative” – scrive l’avvocato Ricotti nella propria impugnazione – “non solo sono sfornite di credibilità razionale su evidenze probatorie…ma sono anche in palese contraddizione fra loro”. Ancora: “Quelle rese da … (la prima bimba che denunciò le presunte violenze di cui omettiamo anche solo le iniziali per tutelarne la privacy)… sono dichiarazioni spontanee di una bimba di 4 anni, delle quali non è ragionevolmente dubitabile l’autenticità…”. Di più: “Il tribunale considera che le dichiarazioni di 5 bambini siano insufficienti, ma non vanno rapportate, come fa il Tribunale, al numero complessivo dei bambini dell’asilo (57 o 58), perché i fatti riguardano soprattutto i “piccoli” frequentanti la psicomotricità il lunedì…”. E “durante  le lezioni in aula della psicomotricità e, più in generale, nell’orario scolastico – sostiene il memoriale redatto dall’avvocato Ricotti – “ i 3 imputati potevano agire indisturbati…”. E poi “ci sono le numerose espressioni grafiche rilevanti gli abusi”, ovvero “i numerosi disegni” con cui i piccoli, secondo le parti civili, avrebbero evidenziato  di essere bersaglio all’asilo di attenzioni “anomale” da parte dei 3 educatori. Una memoria analitica, che si articola in 11 dettagliati paragrafi, quella con cui le parti civili tutelate dall’avvocato Ricotti chiedono ai giudici veneziani di “riformulare integralmente la sentenza di primo grado, accertando la penale responsabilità di tutti gli imputati per i reati loro ascritti”.Per aver violato, secondo l’accusa, sei piccoli alunni nella loro innocenza. Nella loro età più bella. La più incolpevole.Fonte: Corsera 20 luglio 2007

FONTE: vivcentro- Ma le scuole sono sicure?

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