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Catania, Università: Sesso in cambio del 30, professore indagato

L’accusa di Dominique: “Voleva fare sesso” nessun commento mercoledì 28 ottobre 2009 18:24 testo Aumenta testo Riduci testo Tag Catania, elio rossitto, esami, scienze politiche, sesso, studentessa, università “A me ha chiesto rapporti sessuali completi. Poi è sceso a proposte a sfondo sessuale in cambio del 30 e per spianarmi la carriera verso la laurea”: lo ha detto, in un’intervista rilasciata all’emittente televisiva regionale Telecolor, Dominique, 20 anni, la studentessa universitaria della facoltà di Scienze politiche che accusa il professore Elio Rossitto. “Il professore – ha affermato la ragazza – si è avvicinato durante una lezione, mi ha detto che mi aveva visto seguire il suo corso l’anno scorso, che avevo perso un anno e che era un peccato. Dunque mi ha invitato a seguirlo nell’aula di ricevimento, dove mi ha parlato di poter dare la sua materia con il massimo dei voti senza sostenere alcun esame”. “Al che ho capito – ha aggiunto la studentessa – cosa aveva in mente il professore, perché giravano voci di corridoio”. Commentando la reazione di Rossitto, la ragazza ha detto: “A rispondere ci sono dei fatti documentati da ‘Le iene’, inoltre molte altre ragazze si stanno mobilitando per dare testimonianze. E’ una prassi del professore. Alle ‘Iene’ parleranno altre tre ragazze che hanno avuto richieste a cui sono seguite bocciature o voti minimi”. Alla domanda su cosa Rossitto avrebbe chiesto alle altre ragazze, la studentessa ha risposto: “Comportamenti a sfondo erotico.

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CERVIA: AI DOMICILIARI PER PEDOFILIA OTTIENE NOMINA SCUOLA MEDIA, LA CITTA’ INSORGE

michele ciccone

Cervia: arrestato per violenze e dirigente scolastico, la città insorge

GUARDA IL VIDEO DELL’INTERVISTA AL SINDACO di CERVIA E A UN GENITORE

E’ polemica a Cervia per la nomina a dirigente scolastico della scuola media di un preside ai domiciliari per abusi sui minori. Sindaco e Consiglio di Istituto scrivono al Ministro Gelmini e al Presidente Napolitano

Dal 14 maggio si trova agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Bertinoro, in provincia di Forlì, con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di quattro bambini di età compresa fra i tre e i sei anni che frequentavano di una scuola materna di cui era responsabile, ed è in attesa di una sentenza.

Ma con l’inizio del nuovo anno scolastico diventerà formalmente il dirigente della scuola media Ressi-Gervasi di Cervia, anche se materialmente sarà un reggente ad esercitare l’incarico al suo posto.

Una nomina contro cui il Sindaco Roberto Zoffoli e il Presidente del Consiglio di Istituto Mauro Conficoni si sono immediatamente mobilitati, scrivendo rispettivamente al Ministro per la Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Da parte sua l’Ufficio Scolastico Regionale conferma momentaneamente la nomina, dicendo di non preoccuparsi perché il preside non sarà mai presente. Una risposta che indigna i genitori.

venerdì, 31 luglio 2009, 16:35Cronaca, Primo Piano24 viewsCommenta

Pedofilia, arrestato direttore del plesso scolastico di Bertinoro
Sesto Potere) – Bertinoro  – 15 maggio 2009 – Agli arresti domiciliari, Michele Ciccone, un 60 enne napoletano, dirigente scolastico delle scuole medie del plesso scolastico materna-elementari – medie di Bertinoro-Fratta. L’uomo prediligeva importunare e molestare sessualmente bimbi dai 3 ai 5 anni. Adesso è recluso nella sua casa di Fratta Terme. L’uomo – bloccato ieri mattina dalle forze dell’ordine – è sposato e con figli , ma la sua famiglia risiede in Campania.  E’ accusato di vilolenza sessuale ed è stato subito sospeso dal provveditore agli Studi. L’indagine – che aveva preso avvio tre mesi fa in seguito alle denunce delle maestre che si erano insospettite del suo comportanmento ambiguo – è stata svolta dagli agenti della Polizia della sezione reati sessuali della Squadra  Mobile di forlì. Per giorni e giorni i comportamenti del napoletano sono stati registrati e monitorati con telecamere nell’arco delle 24 ore. Raccolte prove compromettenti a suo danno, soprattutto per le sue molestie andate in scena nell’asilo di Fratta Terme . Nella sua abitazione è stato sequestrato materiale video (decine di dvd) a carattere pornografico.

(15/5/2009 11:55) |

MADDIE, NUOVA PISTA PEDOFILA

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Maddie: nuova pista porta a pedofilo britannico

LONDRA – Ci potrebbe essere un pedofilo britannico dietro il rapimento della piccola Madeleine McCann, avvenuto nel 2007 in Portogallo. Lo racconta il Daily Mirror, sulla base delle recenti rivelazioni di una coppia di turisti britannici in vacanza in Portogallo nel periodo della scomparsa della bimba.

Il sospetto è Raymond Hewlett, britannico di 64 anni, che ha a suo carico tre condanne per rapimento, molestia e tentata violenza sessuale su bambine. Secondo queste nuove dichiarazioni, egli era in Algarve, la zona dove svanì nel nulla Madeleine, proprio nello stesso periodo.

Sono stati i turisti Alan e Cindy Thompson, che avevano conosciuto Helwett pochi giorni prima della scomparsa della piccola, a far pensare a questa nuova ipotesi investigativa. I due hanno raccontato che Hewlett avrebbe detto loro di aver ricevuto un’offerta da alcuni zingari che volevano “comprare” sua figlia, una bimba bionda con gli occhi chiari come Maddie, offerta che l’uomo disse di aver rifiutato. I Thompson hanno anche ricordato che Hewlett parlò di un suo viaggio in Marocco – dove ci sono poi state diverse segnalazioni su Maddie – dove doveva concludere una “vendita”.

Hewlett, attualmente ricoverato in un ospedale tedesco per un cancro, ha negato il suo coinvolgimento nel caso. Gli investigatori, hanno fatto sapere i McCann, stanno attualmente indagando sull’uomo.

SWISS INFO 22 MAGGIO 2009

Il processo al “mostro di Amstetten”

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Joseph Fritzl, l’uomo che ha sconvolto l’Austria

Il padre-mostro che ha sconvolto l’Austria sul banco degli imputati. Abusò della figlia per oltre vent’anni. Rischia l’ergastolo
ST.POELTEN
Si apre oggi sotto le telecamere della stampa internazionale il processo al padre incestuoso Joseph Fritzl. Difficilmente Amstetten, città di poco più di 23mila abitanti nel Land centro-settentrionale della Bassa Austria, si scrollerà di dosso l’onta dell’orribile caso di cronaca, che vede l’ingegnere austriaco 73enne sul banco degli imputati accusato di «omicidio, privazione di libertà, abusi e riduzione in schiavitù» per aver rinchiuso la figlia Elisabeth in un sotterraneo per 24 lunghi anni di abusi.

Con lei sono emersi dalle tenebre tre dei sette figli nati dal rapporto con il padre-mostro. Uno, Michael, è morto subito dopo la nascita e Fritzl ha provveduto a bruciare il corpicino nella stufa. Altri tre bimbi erano stati «adottati» dai nonni. Il circo mediatico è dispiegato anche a St.Poelten, capitale della Bassa Sassonia, 80 chilometri a ovest di Vienna, dove si svolge il processo, che durerà almeno 5 giorni. Il processo si svolgerà a porte chiuse e il verdetto è atteso per il 20 marzo. Continua a leggere