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Amandola, sorelline abusate: dopo 11 condanne a processo anche la madre

Sarà processata con rito abbreviato con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile. La vicenda che venne a galla nel gennaio 2007, ha già portato a 11 condanne a carico dei violentatori

Ascoli Piceno, 21 ottobre 2010 – Il caso del giro di pedofilia scoppiò nel gennaio di tre anni fa, quando i carabinieri di Amandola e Ascoli portarono alla luce il calvario di tre sorelline, all’epoca dei fatti minorenni. Le due piu’ grandi, in periodi diversi, erano state sottoposte ad abusi sessuali sessuali ripetuti da parte di uno zio paterno, di un paio di uomini di Amandola e Comunanza, di un anziano e di due gruppi distinti di giovani indiani, fra cui il fidanzato della più grande delle tre minori. Violenze durate anni. Quando la vicenda venne a galla, la giustizia minorile allontanò le tre vittime da padre e madre, così come un fratello, nato proprio nei mesi dell’inchiesta.

 

Pare che la loro madre fosse al corrente di tutto. Pronta a intascare parte dei regali in denaro che le ragazzine ricevevano. Sara’ processata in abbreviato con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile.
Una vicenda terribile, che ha già portato a 11 condanne a carico dei violentatori. Al gup di Ascoli Rita De Angelis i difensori della donna hanno chiesto il rito abbreviato, condizionato all’interrogatorio dell’imputata, che il giudice ha fissato per il prossimo 24 novembre. Per la sentenza però bisognerà attendere gennaio 2011.

 

Secondo il pm Umberto Monti la donna sapeva benissimo che le figlie avevano incontri sessuali con diverse persone in cambio di regali o denaro, che talvolta le ragazzine consegnavano a lei. Le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile poggiano sull’omesso controllo delle figlie.

il resto del carlino 21 ottobre 2010

Don Ruggero Conti: chiesto il rinvio a giudizio. Dieci anni di sevizie

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di Wildgreta

E dopo alcuni mesi, siamo arrivati alla richiesta di rinvio a giudizio. Mi aspetto qualche commento dalle persone che qualche mese fa hanno discusso, difeso e accusato don Ruggero. Ora don Ruggero rischia anche di tornare in carcere per effetto del decreto sicurezza. L’accusa è pesantissima. Ecco l’articolo.

Abusi su ragazzi in parrocchia, chiesto il rinvio per don Ruggero
Il sacerdote accusato di dieci anni di sevizie

ROMA – Prostituzione minorile e atti sessuali su minori. Per questi reati la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di don Ruggero Conti, il sacerdote finito in carcere il 30 giugno scorso, nell’ambito di una inchiesta su una serie di episodi di abuso, avvenuti tra il 1998 e il 2008, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida, alla periferia della Capitale. Il pm Francesco Scavo ha ricostruito, nell’atto d’accusa, una serie di vicende che coinvolgono sette ragazzi.

A don Ruggero, ex garante delle politiche per le periferie e per la famiglia del sindaco di Roma Gianni Alemanno è contestato il fatto di aver approfittato di una «persona a lui affidata per ragioni di educazione culturale e religiosa, di istruzione nonchè di vigilanza e custodia, con l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso dei poteri e/o comunque in violazione dei doveri derivanti dalla qualità da lui rivestita di ministro di culto». Nel settembre scorso, dopo che il riesame aveva rigettato una istanza della difesa, il gip Andrea Vardaro ha concesso a don Ruggero gli arresti domiciliari. In seguito alla nuova legge varata dal governo sugli stupri il pm, che si era opposto alla attenuazione della misura cautelare, potrebbe presto fare richiesta al gip per una nuova ordinanza.

Secondo il capo d’imputazione don Ruggero approfittò dei minori in occasione di alcuni campi scuola, durante le vacanze estive e quelle di Pasqua e di Natale. La dinamica descritta è quasi sempre la stessa. Il giovane che frequentava i locali della parrocchia viene attirato in altre stanze e qui costretto a soggiacere ai desideri del sacerdote. In cambio alcuni potevano avere piccole somme, dai 10 ai 30 euro, o altro, come capi d’abbigliamento. In un caso, era stata proprio la madre della giovane vittima a rivolgersi a Don Ruggero «affinchè si prendesse cura del figlio e lo aiutasse a superare i problemi dovuti alla perdita del padre», in un momento di «difficoltà economiche anche in conseguenza del decesso» del familiare. . In base alla ricostruzione dell’accusa, il ragazzino, «in ripetute occasioni (quantificabili in circa trenta/quaranta volte) e in cambio di denaro (dai 10 ai 30 euro in media per ogni singola prestazione) o altra utilità (in genere capi di abbigliamento)», avrebbe compiuto atti sessuali. Da qui la contestazione di prostituzione minorile. Gli altri abusi che, per il pm, configurano quest’ultimo reato, riguardano anche un altro ragazzo che spesso il sacerdote invitava nella propria abitazione «a fermarsi per la notte». Per quanto riguarda gli altri minori (le vittime sono tutte maschi e anche di età inferiore ai 14 anni), don Ruggero approfittava dei momenti più disparati per abusare di loro, come durante una medicazione dopo che un ragazzino aveva riportato delle lesioni durante un litigio o nel corso dei campi estivi organizzati a Santa Caterina Valfurva.
Corriere della Sera

INCHIESTA SHOCK:NAPOLI COSI´ I BAMBINI SI VENDONO

Sul Corriere del Mezzogiorno di oggi una inchiesta choc per la Campania. Napoli non solo capitale della delinquenza e dei rifiuti, ma anche della pedofilia in Europa. Bambini e bambine che si prostituiscono sulla strada. Un reportage di Vincenzo Esposito e Stefano Piedimonte che è come un pugno nello stomaco Continua a leggere