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TERNI. PRESO IL MANIACO DELL’ASCENSORE

ascenseur

Maniaco dell’ascensore- Convalidato l’arresto del ternano

Questa mattina è stato convalidato l’arresto del ternano di 35 anni, senza occupazione, arrestato il 4 febbraio dai Carabinieri del Nucleo
Operativo e Radiomobile e della Stazione di Collescipoli poiché ritenuto responsabile di molestie sessuali. L’uomo era ricercato da vari giorni per aver commesso atti di libidine nei confronti di alcune donne; varie segnalazioni in tal senso erano pervenute alle Forze di Polizia che avevano intensificato i controlli per identificarne l’autore. La mattina del 4 febbraio l’ennesima segnalazione era pervenuta al 112 dei Carabinieri, un uomo incappucciato si era introdotto in un condominio di Via Primo maggio e dopo essersi parzialmente denudato aveva iniziato a masturbarsi davanti ad una donna che era riuscita subito a fuggire.

Mentre le Forze di Polizia svolgevano le ricerche, un’altra notizia di aggressione ad una donna in un edificio di Largo Elia Rossi Passivanti,
perveniva alla Centrale Operativa di Via Radice; due pattuglie di Carabinieri intervenivano immediatamente sul posto riuscendo a bloccare l’aggressore. In quest’occasione il molestatore, dopo aver mostrato gli organi genitali alla donna di 42 anni, l’aveva bloccata ed aggredita facendola cadere per le scale, ma nel frattempo tre donne che si trovavano lungo la scalinata, attratte dalle grida della malcapitata, hanno avvisato i Carabinieri che hanno inviato le pattuglie presenti poco distante. L’arrestato, con precedenti specifici per episodi analoghi (arrestato già tre volte per violenza su donne e con lo stesso modus operandi), era ancora in possesso del passa montagna scuro, che nel frattempo si era sfilato con l’intendo di fuggire senza farsi notare da altre persone.

Da successive indagini è emerso che negli ultimi giorni altri sei atti di molestia sessuali, nei confronti di donne dell’età compresa tra 31 e 62 anni e di cui due straniere, erano stati commessi con le stesse modalità e da un uomo con le medesime caratteristiche somatiche e quindi riconducibili alla persona fermata.

Il Gip di Terni, questa mattina, ha convalidato l’arresto, disponendo l’applicazione della Custodia in Carcere poiché persona capace di reiterare il reato.

La redazione
http://www.comunediterni.it 7 febbraio 2009

SOGNANDO UN VIAGGIO PAPALE DIVERSO

papa1.jpg(di Fausto Marinetti).

Caro Papa, se sei “padre di tutti”, non puoi non ascoltare anche lo sfogo dell’ultimo dei tuoi figli, vero?
1 – E se invece di incontrarti con 5 vittime degli abusi sessuali del clero ti fossi incontrato in uno stadio con i 5mila e più preti pedofili? Se invece di parlare di “questa terribile prova come un momento di purificazione”, avessi riconosciuto con loro le colpe istituzionali, la violazione della “Carta del fanciullo” dell’ONU che proibisce l’arruolamento e la segregazione dei minori in seminario? Se avessi ammesso che un ambiente a sesso unico e dove la sessualità è considerata peccato non può che favorire le peggiori depravazioni sessuali quali la pedofilia? Se avessi individuato nella cultura catto-pagana della corporeità la causa di tante deviazioni e ossessioni sessuofobiche? Una certa devozione mariana non contribuisce all’immaturità emozionale, trasmettendo un modello di donna asessuata, incorporea? Che cosa succederà quando il giovane prete sarà a contatto con il gregge che al 50% è femminile? Come può il celibato essere una libera scelta se il candidato non sa, di fatto, ciò a cui rinuncia ed è travolto dall’entusiasmo giovanile e dall’indottrinamento? Che ne sa della crisi di paternità, della naturale complementarietà con l’altra “metà del cielo”, della solitudine affettiva, che lo sorprenderà più avanti? Continua a leggere

Don Giorgio Carli lascia: «Via da Bolzano»

LA CONDANNA IN APPELLO – Venerdì scorso ha celebrato l’ultima messa alla chiesa di via Gutenberg. Continuerà a fare il prete in un paese del Trentino

Il passo indietro deciso dallo stesso religioso in attesa della definizione della sentenza
«Da cittadino italiano riconosco la sentenza come una pagina che entra nella mia vita Mi metto in un angolo ma sempre in servizio»
«Ribadisco la mia innocenza ma credo sia bene mettermi da parte lontano dai riflettori» BOLZANO. Don Giorgio Carli ha lasciato Bolzano. Il sacerdote condannato in appello a sette anni e mezzo di reclusione dopo l’assoluzione ottenuta in primo grado, ha deciso di farsi momentaneamente da parte nella sua città. «E’ insopportabile leggere anche in uno solo dei miei parrocchiani il dubbio sulla verità riguardante la vicenda giudiziaria che mi ha travolto» aveva confidato l’altro giorno ai suoi avvocati di fiducia. E così ha deciso di voltare pagina.
Pur ribadendo la sua totale estraneità ai fatti che gli vengono contestati, don Giorgio ha deciso di proseguire il suo impegno religioso lontano da Bolzano e dalla sua parrocchia. Non andrà in convento come era stato fantasiosamente ipotizzato qualche giorno fa ma proseguirà la sua missione di fede tra la gente e per la gente, in una località del Trentino che la Curia non ha voluto indicare.
La decisione di lasciare momentanemente la parrocchia del Corpus Domini di via Gutenberg è stata presa dallo stesso don Giorgio nonostante la solidarietà giunta da tutto il mondo parrocchiale e dai vertici della Chiesa locale. Non c’è stato, dunque, alcun provvedimento «punitivo» assunto da monsignor Egger il quale, al contrario, avrebbe cercato di indurre il sacerdote ad attendere per lo meno il deposito delle motivazioni della sentenza se non il pronunciamento della Cassazione.
In effetti a tutt’oggi la sentenza di condanna a carico di don Giorgio non è definitiva. Il verdetto potrebbe essere annullato dalla Corte di Cassazione cui sicuramente gli avvocati del sacerdote faranno ricorso. Don Giorgio, però, ha preferito fare un passo indietro anche per evitare possibili imbarazzi. Venerdì scorso ha celebrato la sua ultima Messa nella parrocchia del Corpus Domini retta da don Piergiorgio Zocchio. La celebrazione delle 18 ha visto la partecipazione di molti fedeli che hanno voluto dimostrargli assoluta fiducia e stima. Soprattutto tra i più giovani è anche spuntata qualche lacrima. «Chiedo alle tante persone che mi sono sempre vicine – ha detto don Giorgio – un po’ di tempo da vivere in pazienza, silenzio e umiltà, senza clamori o rumori sull’esempio di Gesù che ha amato il silenzio e la preghiera». Non si tratta di un’autosospensione in attesa della definizione della vicenda giudiziaria. Don Giorgio continuerà infatti a fare il sacerdote, a promuovere le attività parrocchiali (soprattutto tra i giovani) ma lo farà in Trentino. «E’ una sua decisione assolutamente libera ed autonoma – puntualizza l’avvocato difensore Alberto Valenti – nessuno ha indotto don Giorgio ad allontanarsi da Bolzano».
Sotto il profilo puramente processuale l’attesa per il pronunciamento della Corte di Cassazione si preannuncia piuttosto lunga. Le motivazioni della sentenza di condanna dovranno essere depositate entro metà luglio (90 giorni dal pronunciamento in aula). Complice il periodo estivo i termini per il deposito del ricorso per Cassazione dovrebbero scadere in ottobre. E’ molto probabile che l’udienza a Roma non venga fissata prima di un anno, dunque entro la fine del 2009.(22 aprile 2008)Torna indietro

Pedofilia: Bolzano, condanna in appello per don Giorgio Carli

16 Aprile 2008, 23:36
BOLZANO – Due anni fa era stato assolto in primo grado, ma oggi la Corte d’Appello di Bolzano ha ribaltato la sentenza, arrivata dopo otto ore di Camera di Consiglio. Don Giorgio Carli, un sacerdote di 44 anni, è stato condannato a sette anni e sei mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una sua ex parrocchiana, oggi 28enne, ma minorenne all’epoca dei presunti stupri. La giovane aveva rimosso le violenze, che sarebbero successivamente riemerse durante una lunga serie di sedute psicanalitiche, che le hanno causato diverse sofferenze fisiche e psicologiche. (Agr)

Padre Fedele alla sbarra per lo stupro di una suora

 

Padre Fedele
Padre Fedele

Cosenza, 9 aprile 2008
E’ iniziata intorno alle ore 9,30, a porte chiuse, l’udienza del processo a Padre Fedele Bisceglia e al suo segretario Antonio Gaudio, accusati di violenza sessuale nei confronti di una monaca, suor Tania. Entrambi gli imputati sono presenti in aula. Oggi saranno sentiti due funzionari di Polizia, tra cui Stefano Dodaro, Capo della Squadra Mobile cosentina al momento dell’arresto dei due imputati. Saranno ascoltate anche due delle suore presenti nell’Oasi Francescana, un dormitorio per poveri fondato da Padre Fedele, al momento in cui sarebbero stati commessi gli abusi.
Suor Tania non è invece presente nel tribunale cosentino.
Le indagini sono partite in seguito alla denuncia presentata dalla suora che avrebbe subito le violenze sessuali avvenute all’interno dell’Oasi Francescana, dove la religiosa ha lavorato.
Gli elementi d’accusa sono basati anche sul contenuto di alcune intercettazioni telefoniche e su alcuni video. L’ex frate cappuccino, arrestato due anni fa, è stato sospeso dall’ordine religioso, il suo nome è circolato sui giornali anche per alcune sue iniziative che hanno suscitato scalpore, come la partecipazione nel 1995 all’Erotica Tour, la fiera itinerante dell’erotismo, accanto alla pornostar Luana Borgia che in seguito ha “convertito” per raccogliere fondi a favore del Ruanda.

Rai news 24 9 aprile 2008

Processo padre Fedele: Rivoluzione e giustizia delle suore-coraggio

FILIPPO DI GIACOMO
Le cose vecchie non sono ancora morte, quelle nuove ancora non nascono e in questo interregno succedono molte cose dolorose. Gramsci, pessimista con la ragione ed ottimista per volontà, guardava così i confusi anni di inizio Novecento. E sperava nel meglio. Invece anche coloro che dovrebbero accorgersi delle cose nuove che stanno accadendo in questa nostra porzione di secolo preferiscono, al contrario di Gramsci, essere ottimisti con la ragione e pessimisti con la volontà. E sperano nel peggio. E, per non smentirsi, pensano che, soprattutto per le questioni della Chiesa, tale esercizio debba limitarsi al dire e al fare del Papa e di un altro paio di importanti ecclesiastici.L’undici marzo scorso si è svolta a Cosenza la prima udienza del processo a Padre Fedele Bisceglia, ex frate cappuccino, e al suo segretario Antonio Gaudio, accusati di violenza sessuale nei confronti di Tania Alesci, una suora residente nella «Oasi francescana» fondata dall’ex religioso nel capoluogo bruzio. Nella settimana della festa delle donne, nessuno si è accorto che a Cosenza, quel giorno, si stava operando una vera rivoluzione. Suor Tania si è presentata in tribunale accompagnata dalla sua superiora generale, un’ancora giovane religiosa che non ha avuto alcuna remora a definire la sua sfortunata consorella «una donna coraggiosa, alla quale abbiamo sempre creduto e alla quale sempre assicureremo il nostro affetto, il nostro appoggio e la nostra solidarietà».

Il prossimo 9 aprile, alla ripresa del processo, deporranno le consorelle di Suor Tania. Per poter andare in tribunale a difendere la dignità umana e femminile della loro amica e sorella nella fede, le religiose hanno dovuto combattere, con lei e per lei, una lunga battaglia. E’ stata infatti la Cassazione, il 29 novembre del 2007, a rivalutare sia le dichiarazioni sia il quadro accusatorio scaturito dal racconto della vittima. La suora è stata la prima a parlare di un contesto dove le umiliazioni sessuali a danno delle ospiti sembravano apparire all’ordine del giorno. Gli atti accusatori contengono i nomi di una decina di ospiti dell’Oasi costrette a soddisfare le manie sessuali del Bisceglia con atti ottenuti, se non proprio estorti, in cambio di favori per necessità esistenziali urgenti. Un modo di vivere e di agire, a quanto pare, neanche tenuto nascosto dall’interessato: nel 1995, già noto per numerose apparizioni in tv, era stato addirittura ospite dell’Erotica Tour, la fiera itinerante dell’erotismo.

Quando suor Tania ha iniziato a raccontare, è sembrato che i dettagli di quei giorni bui avessero preso il sopravvento per scacciare via le cose importanti, le violenze subite, le umiliazioni che le erano state inflitte come donna e come consacrata. Tanto che nel maggio del 2006, al momento del rilascio del Bisceglia arrestato il 23 gennaio di quell’anno, i giudici del tribunale della libertà sono stati costretti a dichiarare le sue accuse come inattendibili. E qui entrano in campo le consorelle di suor Tania che, senza lasciarsi intimorire dalla grande risonanza mediatica della decisione giudiziale, l’hanno sostenuta durante i lunghi mesi necessari perché la corte di Cassazione annullasse la decisione del tribunale della libertà e i Cappuccini decidessero prima di sospendere a divinis il loro confratello e poi di dimetterlo dall’Ordine.

Probabilmente, pur con la discrezione suggerita dal caso, sono state incoraggiate ad agire anche dalle autorità della curia romana. Ma è altrettanto certo che non sono state sostenute da quell’associazionismo femminile cattolico che è sempre pronto a scendere nella vasta e comoda piazza dove si gridano i grandi principi e si raccolgono ampi successi mediatici. A Cosenza un piccolo gruppetto di suore ha scelto il sentiero tortuoso, e così solitario, dei diritti e della legalità a favore di tutti e di tutte. Tania e le sue sorelle, come tante, fanno la storia senza far rumore.

La Stampa 18 marzo 2008

Prima udienza del processo a carico di Padre Fedele

11/03/08 – Cosenza

E’ stata rigettata la questione preliminare sulla incompetenza funzionale e territoriale sollevata, nel dibattimento iniziato oggi, dalla difesa di padre Fedele ed Antonio Gaudio. La richiesta di incompetenza funzionale e territoriale è stata rigettata perché il magistrato dei Tribunale dei minorenni di Catanzaro non risulta nel ruolo di indagato. L’udienza sta ora proseguendo con la richiesta dell’ammissione delle prove da parte del pm Curreli
I difensori di Padre Fedele Bisceglia e del suo segretario Antonio Gaudio, accusati di violenza sessuale nei confronti di una suora, sono pronti ad affrontare il dibattimento con “animo sereno e con fiducia”. I difensori di Padre Fedele, gli avvocati Eugenio Bisceglia e Franz Caruso, al termine della prima udienza del processo hanno detto: “non eravamo d’accordo con un processo a porte chiuse perché pensiamo non potesse esserci nessun pregiudizio. Ma non ci meraviglia questa decisione perché processi del genere si svolgono a porte chiuse. Affronteremo il dibattimento con animo sereno e fiducioso”. I difensori di Antonio Gaudio, gli avvocati Roberto Loscierbo e Tommaso Sorrentino, hanno evidenziato che “il processo è stato incardinato, la vera istruttoria inizierà dal 9 aprile in poi. Sicuramente sarà un processo lungo ma siamo certi che attraverso il vaglio dibattimentale proveremo l’assoluta innocenza di Gaudio”.
Il legale della suora che avrebbe subito le violenze sessuali da padre Fedele Bisceglia e dal suo segretario Antonio Gaudio, l’avvocato Marina Pasqua, ritiene che lo svolgimento del processo a porte chiuse è importante per “tutelare la riservatezza della vittima”. “Il dibattimento a porte chiuse – ha aggiunto – è importante anche per evitare che un’eccessiva attenzione possa turbare la serenità dello svolgimento del processo”. La delegata del centro antiviolenze ‘Roberta Lanzino, Roberta Attanasio, che si e’ costituita parte civile ha ricordato che “il valore politico della nostra costituzione di parte civile é significativo perché non intendiamo lasciare da sola la suora in questo processo. Non è la prima volta che il centro Lanzino si costituisce

parte civile in tali processi. Questa mattina abbiamo fatto un appello affinché ci si accosti a questo processo non con morbosità. Affronteremo il dibattimento con serenità, sperando che sia un clima condiviso da tutti. Abbiamo sostenuto la suora nella sua richiesta di processo a porte chiuse proprio per creare un ambiente più sicuro e tranquillo lontano da telecamere e morbosità. La nostra presenza sarà sempre accanto alla suora affinché vengano rispettate tutte le sue richieste”. “Siamo soddisfatti da questa prima udienza – ha affermato il legale del centro Lanzino, avv. Giorgia De Gennaro -. Sono state accolte le nostre richieste, in primis quella di tutelare la suora”.

Articolo del 2007:

Processo a Padre Fedele. Scoperto film porno: “Il diavolo in convento”

Articolo di oggi, 11 marzo 2008:

Padre Fedele:”La suora è stata comprata”