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Omicidio Meredith Kercher: per la Cassazione è evidente la colpevolezza di Rudy Guede

28/04/2008

Nelle motivazioni della sentenza che ha confermato la carcerazione viene spiegato che la partecipazione dell’ivoriano è “evidente ed indiscutibile”Per la Corte di Cassazione è “evidente ed indiscutibile” la partecipazione di Rudy Guede all’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa lo scorso novembre a Perugia.
A questa conclusione sono arrivati i supremi giudici nella sentenza depositata oggi, nella quale spiegano perché, all’inizio del mese, hanno confermato la custodia in carcere per l’ivoriano indagato per violenza sessuale e omicidio volontario aggravato insieme all’americana Amanda Knox e al pugliese Raffaele Sollecito.
Per la Corte di Cassazione, Guede ha preso parte ‘coscientemente e volontariamente all’azione omicidiaria’, visto che dalle sue stesse dichiarazioni si apprende che era presente nell’appartamento della vittima “prima, durante e dopo l’omicidio”.
Con la studentessa inglese, inoltre – fanno notare i giudici – il giovane si era intrattenuto anche “con rapporti sessuali incompleti” per i quali non è stato possibile stabilire se ci sia stato consenso o meno.
In ogni caso, viene sottolineato, non è fondamentale che sia già stabilito se Guede abbia partecipato al delitto “come autore o coautore materiale, mandante o istigatore”, ma che come detto vi abbia preso parte, motivo sufficiente a rendere legittima la prosecuzione della sua carcerazione cautelare.
La Cassazione ha evidenziato anche che l’ivoriano ha reso “dichiarazioni indiscutibilmente false” (quelle nelle quali raccontava che uno sconosciuto sarebbe entrato nell’abitazione mentre lui era in bagno, uccidendo la Kercher), elemento questo che “aggrava gli indizi a suo carico”, visto che fornire agli inquirenti un alibi falso costituisce per la legge un altro “indiscutibile indizio di colpevolezza”.

Tam Tam 28 aprile 2008

MEREDITH: PROSSIMA MOSSA PM CONFRONTO AMANDA, RAFFAELE, RUDY

(AGI) – Perugia, 21 apr. – Potrebbe essere fissato nei prossimi giorni il confronto all’americana tra Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guede. Un momento che verra’ filmato e registrato, per fissare indelebilmente mimica facciale, gesti, toni della voce dando l’opportunita’ agli inquirenti di vagliarli piu’ e piu’ volte. Sarebbe la prima volta che i tre principali indagati per l’omicidio volontario di Meredith Kercher, avvenuto nella notte tra il primo ed il due novembre 2007, si troveranno di fronte; ognuno con la propria verita’.
In comune il ribadire la propria innocenza, sebbene Rudy nell’ultimo interrogatorio (il primo sostenuto con il PM) ha praticamente puntato il dito contro Raffaele (riconducendolo all’autore materiale del delitto) ed Amanda (della quale avrebbe asserito di avere udito la voce provenire da fuori dell’abitazione). E’ inoltre ufficiale la querela nei confronti di Panorama e di TeleNorba presentata alla Procura della Repubblica di Perugia dai congiunti di Meredith Kercher tramite il proprio legale Francesco Maresca che ha chiesto di procedere per i reati perseguibili d’ufficio e per quello di oltraggio alla memoria dei defunti. Ad essere considerato oltraggioso l’articolo del settimanale in cui, anticipando i contenuti della perizia medico-legale si sosteneva che Mez fosse ubriaca (la circostanza sabato e’ stata notevolmente ridimensionata durante l’incidente probatorio di sabato scorso, in quanto i periti del Gip avrebbero parlato, ma non scritto nella relazione, di non sussistenza dello stato di ubriachezza ma di risultati condizionati da un errore nella conservazione dei reperti). (AGI) – Perugia,  TeleNorba e’ stata invece denunciata per avere trasmesso le immagini, filmate nel primo sopralluogo della polizia scientifica nella casa degli orrori, in cui si vedeva il corpo nudo della studentessa e la ferita alla gola. Tuttavia, l’incidente probatorio di sabato scorso non ha contribuito a fornire maggiori certezze e i dubbi aperti restano parecchi. Soprattutto in relazione alla compatibilita’ tra le ferite al collo della vittima ed il coltello sequestrato a casa di Raffaele (su cui e’ stato isolato il Dna di Meredith ed Amanda e del quale i periti del Gip hanno scritto che ‘non e’ incompatibile’ come arma del delitto) e sulla violenza sessuale. Su tale punto se per i periti della difesa non emerge, per quelli dell’accusa si concretizza in una serie di ecchimosi da costrizione su diverse parti del corpo. Sebbene sia particolarmente atteso ed auspicato un qualche fatto nuovo ed eclatante, la sensazione e’ che l’inchiesta, che resta indiziaria, stia per vivere le ultime battute, foriere di una richiesta di rinvio a giudizio dei tre giovani attualmente in carcere (Amanda e Rudy in quello di Perugia, Raffaele a Terni, in una cella accanto a quella di Roberto Spaccino, rinviato a giudizio per l’omicidio della moglie Barbara Cicioni). L’accusa era, fin dall’imminenza del fatto, e rimane ancora oggi convinta di avere in mano elementi sufficienti per ritenere di avere individuato i responsabili della morte di Mez (i congiunti della studentessa, venerdi’ e sabato a Perugia per assistere all’incidente probatorio, hanno auspicato che ‘il o i responsabili’ dell’orrendo delitto paghino per quanto fatto ad una studentessa e figlia modello, amata dai familiari ed oltraggiata da chi ne ha messo in discussione la personalita’).

La procura indaga sui conti di Meredith Kercher

Poco prima di essere uccisa, verso le 22, la ragazza inglese aveva chiesto di verificare il suo conto corrente bancario anche se pochi giorni prima aveva prelevato i soldi per l’affittoForse l’inchiesta sulla morte di Meredith Kercher ha imboccato una strada che potrebbe aiutare a definire, se non i responsabili, almeno il movente.
La madre della studentessa inglese ha, infatti, detto di avere saputo che poco prima di essere uccisa la figlia aveva prelevato dei soldi ( 200- 250 euro) per pagare l’affitto e di non sapere che fine abbia fatto il denaro e se sia stato rubato alla figlia.
Su questi la donna e la figlia sono state sentite questa sera dal pubblico ministero Giuliano Mignini.
La richiesta di sentire i congiunti è venuta dopo che dalle indagini condotte dalla squadra mobile di Perugia era tra l’altro emerso che, la sera – intorno alle 22 -dell’omicidio, Mez aveva verificato i movimenti sul suo conto corrente utilizzando il telefono cellulare.
La donna ha detto di non sapere che fine abbia fatto quel denaro e se sia stato rubato alla

figlia.

tAM TAM 18 APRILE 2008

Nuove verità sul delitto di Mez

7 aprile 2008

ROMA – Nuove indiscrezioni nella ricostruzione della morte di Meredith Kercher rischiano di rimettere in discussione indagini svolte sinora.

Secondo i periti nominati dal giudice di Perugia, infatti, la studentessa ha avuto una lunga agonia. L’esame dei reperti, però, non consente di stabilire l’ora della sua morte. Dalle 21, quando la giovane tornò a casa, potrebbe essere accaduto anche dopo dieci ore.

La perizia solleva nuovi dubbi anche perché ci sono altri elementi, ritenuti determinanti dall’accusa, che non trovano conferma nei nuovi accertamenti. Arma, ferite, dinamica del delitto: il collegio dei consulenti non avvalora, anzi in alcuni casi smentisce, i risultati raggiunti dal professor Luca Lalli, il medico legale che per primo esaminò il cadavere e poi svolse l’autopsia. La relazione sarà consegnata e discussa durante l’udienza fissata per il 19 aprile. Le accuse contro Rudy Hermann Guede, Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono l’omicidio volontario e la violenza sessuale.

Le analisi sono però terminate e la maggior parte dei quesiti posti dal giudice ha già una risposta. Secondo gli specialisti, Meredith è stata colpita con cinque o sei coltellate: due delle quali sono definite importanti. La più piccola è quella che avrebbe provocato una forte emorragia, ma non la morte della giovane. E questo avrebbe spinto il suo assassino a stringerle il collo fino all’asfissia. Nuovi esami potranno forse accertare quanto tempo sia passato tra una coltellata e l’altra, si ritiene comunque che dal primo colpo al decesso possa essere trascorsa almeno mezz’ora. Come già dichiarato dal dottor Lalli, i nuovi periti non confermano che la studentessa sia stata stuprata. Parlano di un rapporto non completo, ma non sono in grado di dire se sia stata costretta a subirlo. Anche perchè, a differenza di quanto era stato stabilito in sede di autopsia, sono convinti che la giovane fosse completamente ubriaca.

Dubbi forti riguardano, anche, l’arma del delitto. Il coltello trovato a casa di Sollecito con il Dna misto di Meredith e Amanda sulla punta, è considerato solo compatibile, mentre non si può escludere che le lame utilizzate fossero più di una. 

(Cac/Dire)

Omicidio Meredith Kercher: nessuna conferma dell’ipotesi di uccisione con due coltelli

Le cose si chiariranno solo all’udienza del 19 aprile, quando si svolgerà l’incidente probatorio disposto dal Gip sulle cause e le modalità della morte
Non ha trovato conferme ufficiali la notizia riportata oggi da vari organi di stampa circa la possibilità che Meredith Kercher sia stata colpita con due coltelli diversi.
Solo i prossimi giorni saranno utili per definire la perizia medico-legale disposta dal gip di Perugia, con la formula dell’incidente probatorio, sulle cause e le modalità della morte della giovane inglese.
Un esame che si svolge in contradditorio tra le parti e quindi con la partecipazione anche dei consulenti indicati da accusa, difesa e dalla famiglia della studentessa.
L’udienza è in programma il 19 aprile prossimo.

Meredith: il supertestimone, le immagini shock e il precoma etilico

Sabato 05.04.2008 13:00

“Da Piazza Grimana erano partiti gli ultimi autobus diretti in discoteca, erano passate da poco le 23. La notte di Ognissanti ho visto Amanda e Raffaele nei pressi del campetto di basket, si abbracciavano, parlottavano e di tanto in tanto guardavano di sotto, in direzione della villetta”.

E’ il racconto in esclusiva di quello che viene definito il “supertestimone dell’omicidio di Perugia” con cui il quotidiano locale “Il Giornale dell’Umbria” diretto da Giuseppe Castellini (già nei mesi scorsi ospite di Porta a Porta con la giornalista che ha firmato la maggior parte degli articoli sul caso e dove aveva parlato dell'”approfondita inchiesta giornalistica” portata avanti dalla testata) è uscito stamani in edicola. Una notizia che oltre a determinare un’impennata nelle vendite del giornale, praticamente introvabile, sembra aggiungere tasselli al giallo che da cinque mesi è alla ribalta delle cronache nazionali ed internazionali.

    

Il super testimone, un 60enne, dichiarerebbe di avere visto prima di essersi allontanato dalla piazzetta antistante l’Università per Stranieri (dove è, appunto il campetto di basket che lui cita e che si trova nelle vicinanze della casa di via Sant’Antonio n.d.r.), sono i due ragazzi con atteggiamento sospetto (presumibilmente innervositi da fatti appena avvenuti; i due hanno dichiarato agli inquirenti di non essersi mai mossi dalla casa del Sollecito la sera del delitto) che dopo avere controllato la casa degli orrori sarebbero stati raggiunti da una terza persona (che dichiara di non saper riconoscere).

(segue… Meredith era in precoma etilico quando è morta)

Ovviamente, nessun commento da parte della Polizia (nell’articolo si parla di dichiarazioni rilasciate dall’uomo ai carabinieri e non nell’imminenza del fatto ma nei giorni successivi ed anche che dopo che lo stesso avrebbe contattato i cronisti del quotidiano il racconto in esclusiva sarebbe rimasto blindato per più di due mesi), né da parte dei legali degli indagati che domani mattina saranno davanti al Gip Claudia Matteini per l’udienza con incidente probatorio sui PC ed ancora il 19 aprile per il deposito della perizia su cause, ora della morte, compatibilità della ferita al collo di Meredith con la presunta arma del delitto e sussistenza della violenza.

PRECOMA ETILICO – Anche Panorama contribuisce al tam tam mediatico, anticipando che la relazione peritale disposta dal Gip ed ancora da depositare, parlerebbe di una Meredith ad un passo dal coma etilitico (‘un modo per ucciderla due volte’ tuona sempre dalle pagine di un quotidiano locale Nicodemo Gentile, uno dei difensori di Rudy Guede, mentre l’avvocato della famiglia Kercher, Francesco Mararsca, preferisce non commentare) ed anche che l’orma insanguinata repertata nella casa degli orrori, attribuita a Raffaele Sollecito, sarebbe (come peraltro affermato dai consulenti di parte del neo ingegnere barese) attribuibile a Rudy Guede.
   
Un modo per appesantire la posizione del 21enne ivoriano, all’esito delle rivelazioni filtrate dall’interrogatorio avuto con il PM dove Rudy avrebbe parlato di presenza nella casa di Amanda e Raffaele, quest’ultimo con un ruolo determinante, addirittura avvicinabile a quell’italiano dai capelli castani, l’assassino di Meredith, che lo aveva ingiuriato ed aggredito, ferendolo ad una mano. Affermazioni alle quali tuttavia si contrapporrebbe la perizia a firma di Carlo Torre, redatta per conto della difesa di Amanda Knox e gia’ agli atti da tempo.

Secondo l’esperto, medico legale di fama nazionale, il killer avrebbe tenuto il mento di Meredith con la sinistra e sferrato il colpo con la destra. Ebbene, tale dinamica nella maggior parte dei casi provoca lesioni al palmo di chi impugna l’arma in quanto il sangue la farebbe scivolare.
   
Nelle foto che da Coblenza sono arrivate sul tavolo di Giuliano Mignini, il PM che coordina le indagini, appare Rudy appena arrestato con la mano ferita (segni non piu? visibili al sua arrivo in Italia due settimane dopo). Tagli provocati da chi o da che cosa’. L’ennesimo mistero destinato a scatenare l’ennesima battaglia tra periti in un giallo lungi dall’essere chiuso.  

LE IMMAGINO CHOC E LA POLEMICA – Immagini choccanti del cadavere di Meredith Kercher, la studentessa inglese trovata uccisa in casa a Perugia il 2 novembre scorso, sono state mandate da Telenorba7 in una trasmissione di approfondimento. Le immagini sono quelle girate dalla Polizia scientifica il 2 novembre, quando venne esaminato per la prima volta il luogo dell’omicidio dov’era ancora il cadavere. E immediata è stata la reazione, da Londra, della famiglia della giovane. La sorella di Mez si è detta “sconcertata e turbata” dalla scelta di mandare in onda le immagini.

Affari Italianiè venuto in possesso del video integrale e della sequenza cruenta delle immagini del cadavere di Meredith. Ma proprio per il forte contenuto delle immagini choccanti e violente, ha preferito non pubblicare per intero il filmato. Specie dopo che l’Ordine dei giornalisti della Puglia ha acquisito il video mandato in onda per prendere eventuali provvedimenti, dopo che alcuni telespettatori hanno protestato per il contentuo delle immagini. Affari ha fatto una selezione delle foto dell’efferrato delitto e le mostra ai lettori per completezza dell’informazione. Le immagini sono comunque sconsigliate ad un pubblico sensibile.

IL CONTENUTO – Il conduttore del programma ha avvisato gli spettatori che si trattava di immagini “forti” e per dieci secondi è stato tenuto sullo schermo un cartello nel quale si sconsigliava la visione ad un pubblico non adulto e a persone che ritenevano di non poter sopportare immagini “forti”.Il filmato dura due minuti e mezzo circa. Il cadavere è a terra, accanto al letto, coperto da un piumone bianco, dal quale spunta un piede della ragazza. Poi viene tirato su il piumone e nelle immagini mandate in onda si vede il corpo dalla testa fino alla pancia. Si vede la gola squarciata, sulla quale si sofferma la telecamera. Gli occhi della ragazza sono coperti con una mascherina. Successivamente gli investigatori voltano il cadavere: nel filmato si vede quindi la schiena della ragazza, sporca di sangue. Nel corso della trasmissione di Telenorba, dedicata ai delitti irrisolti e al modo con cui oggi vengono condotte le indagini, è stato anche rivelato che la parte del reggiseno di Meredith Kaercher su cui è stato trovato il Dna di Raffaele Sollecito, lo studente barese in carcere per l’omicidio, è stato scoperto dalla polizia scientifica il 2 novembre, nel corso del primo sopralluogo eseguito nella stanza della vittima. E’ stato però repertato solo nel secondo sopralluogo, compiuto il 18 dicembre, nel quale il pezzetto di reggiseno appare in evidente stato di deterioramento.

Il filmato trasmesso da Telenorba mette in evidenza che il pezzo di reggiseno è stato contaminato fra il primo e il secondo sopralluogo. Nelle immagini girate dalla Polizia scientifica il 2 novembre il pezzetto di reggiseno è bianco, mentre in quelle successive è sporco e collocato in un posto differente dal primo. Si è parlato anche della impronta di scarpa impressa nel sangue della vittima, che secondo la Procura di Perugia apparterrebbe a Sollecito. Dopo il secondo sopralluogo si disse che l’impronta era scomparsa, probabilmente evaporata: dalle immagini emerge chiaramente che quella e altre impronte furono cancellate dagli stessi agenti durante la campionatura delle tracce ematiche. 

Libero News 5 aprile 2008

Il giallo di Perugia, Meredith in precoma etilico quando è morta

PERUGIA (3 aprile) – Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia nel novembre scorso, era in precoma etilico quando è morta. E’ quanto emergerebbe dall’esame chimico-tossicologico disposto dal gip di Perugia Claudia Matteini. A darne notizia il settimanale “Panorama” nel numero in edicola venerdì. La perizia, che sarà consegnata nelle prossime settimane, ha evidenziato una concentrazione di 2,3 grammi di alcol per litro nel sangue, quasi il sestuplo rispetto a quanto rilevato inizialmente. Nelle prime analisi fatte il valore era infatti di 0,43 grammi per litro. “Panorama” svela inoltre che la polizia scientifica potrebbe confermare la compatibilità dell’impronta insanguinata trovata nella camera di Meredith con quella di Rudy Guede. Nell’appartamento dell’ivoriano è stata trovata una scatola vuota di scarpe Nike, modello “Outbreak 2”. Inizialmente l’impronta era stata attribuita a Raffaele Sollecito.

La reazione del legale della famiglia Kercher «Non so queste anticipazioni da chi provengano e come provengano – ha detto l’avvocato l’avvocato Francesco Maresca -. Posso dire soltanto che certi comportamenti stanno dilagando veramente verso il basso».

Amanda, Raffaele e Rudy in carcere. Il primo aprile la 1/a sezione penale della Cassazione ha deciso che Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guede, accusati dell’omicidio devono in carcere.