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Pedopornografia: Italia al quinto posto in UE.35mila bambini vittime

Minori; Italia al quinto posto in Ue per consumo pedopornografia +188% in 4 anni.

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Minori; Italia al quinto posto in Ue per consumo pedopornografia +188% in 4 anni. 35mila i bambini coinvolti nella ‘rete’

Roma, 20 nov. (Apcom) – Sono oltre 35mila i bambini vittime della pedofilia sul web, e la dimensione della pedofilia online dal 2006 a oggi è praticamente raddoppiata. Non solo: se l’Europa si attesta epicentro assoluto della pedofilia on line con oltre il 90% dei bambini sfruttati di razza europea, in questa triste classifica l’Italia si piazza al quinto posto tra i paesi che consumano più pornografia minorile. I dati sono resi noti da Telefono Arcobaleno proprio in concomitanza con la Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenze. “Ogni giorno – spiega Giovanni Arena, presidente e fondatore di Telefono Arcobaleno – l`equipe informatica dell`associazione, segnala in media 120 nuovi siti pedofili e scopre 7 nuovi bambini prigionieri di questo turpe mercato sul web e meno del 2%, ad oggi, è stato identificato”. L’86% dei materiali pedofili è allocato in Europa, i due terzi dei clienti sono europei e i consumatori italiani di pornografia minorile sono praticamente triplicati in quattro anni, con un incremento del 188% rispetto al 2004: ‘meglio’ dell’Italia fanno Germania, Stati Uniti, Russia e Regno Unito.

Apa

Pedofilia online: 16 arresti in Australia

Nell’ambito di un’operazione internazionale in 92 paesi
(ANSA) – SYDNEY, 2 GIU – E’ salito a 16 il numero di uomini arrestati in Australia per reati legati a distribuzione e possesso di materiale pedopornografia. Gli arresti sono avvenuti nell’ambito di un’operazione internazionale di polizia che, iniziata in Germania lo scorso dicembre ed estesa a 92 paesi, ha identificato oltre 9.000 potenziali trasgressori. I 16 finora arrestati in Australia sono imputati di un totale di 44

Reggio Emilia, Pedofilia: cento foto nel computer dell’imprenditore

Imprenditore indagato per pedofilia: cento foto nel pc

L’agghiacciante contenuto è stato trovato in alcuni computer dalla polizia postale. Per l’uomo, che si è sempre professato innocente, è scattata la denuncia e il conseguente procedimento penale
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4 marzo 2009. CENTO FOTO. Cento scatti. Cento bambine. Cento bambine nude in pose hard. Questo l’agghiacciante contenuto trovato all’interno di alcuni computer di un imprendore della Bassa dalla polizia postale di Reggio a seguito di una perquisizione.

È IL DICEMBRE del 2003 quando gli agenti si presentano sia a casa che in azienda dell’imprenditore con un mandato di perquisizione e sequestro in mano. È stato da poco firmato dai colleghi della Polposta di Torino che, da qualche mese, stavano monitorando l’attività web di alcuni soggetti in Italia. Tra questi anche il reggiano.
I poliziotti sanno già cosa troveranno: materiale pedopornografico. Dall’azienda e dalla abitazione vengono posti sotto sequestro tutti i computer disponibili. Passati al vaglio dai tecnici, gli hard disk portano a galla un centinaio di foto con minorenni in pose inequivocabili, oltre a tantissime altre fotografie pornografiche.
Per l’uomo, che si è sempre professato innocente, è scattata la denuncia e il conseguente procedimento penale.

IERI MATTINA, in tribunale, è cominciata la discussione. Assente l’imputato, in sua vece è presente l’avvocato difensore. Il giudice ha ascoltato il capo della polizia postale di Reggio e un ispettore, coloro i quali, all’epoca, hanno eseguito il sequestro.
I poliziotti hanno raccontato tutto l’iter dell’indagine.
Dal canto suo, l’avvocato difensore ha obiettato sulla reale paternità di quelle foto da parte del suo assistito: secondo la difesa, infatti, non si può affermare con certezza che siano foto acquisite dall’imputato perché ritrovate nel computer aziendale che poteva essere utilizzato da qualsiasi dipendente.

LA POLIZIA ha fermamente rigettato questa ipotesi spiegando che il materiale è stato scaricato tramite un programma a pagamento con username e password (‘dialer’) e che lo stesso tipo di materiale pedoporno è stato poi rinvenuto nel computer sequestrato a casa dell’imputato e quindi sotto sua diretta disponibilità.
Il processo è stato rinviato al 22 luglio quando verranno ascoltati gli agenti della Postale di Torino.

Pedofilia, Trento: arrestato ex catechista

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EX CATECHISTA CON IL VIZIO DELLA PEDOFILIA: ARRESTATO

Nello stesso filone d’indagine culminato con l’arresto del 37enne, risultano monitorati altri soggetti, tra cui ulteriori “insospettabili” salentini.

Foto raccapriccianti in compagnia di bambini e bambine, cd, dvd, dischetti e memorie dai contenuti raccapriccianti. Un 37enne di Veglie è stato arrestato questo pomeriggio a Giustino, comune montano in provincia di Trento con circa seicentonovanta anime, dove, da un paio di mesi si era trasferito per svolgere l’attività di animatore in una struttura alberghiera in questa stagione invernale. In mattinata gli agenti della polizia postale, guidati dall’ispettore Luigi Toma, avevano bussato alla porta di casa a Veglie, con esito negativo.

Le successive indagini estese a livello nazionale si sono concluse nel primo pomeriggio, poco dopo le 14, con un paio di manette strette ai polsi del 37enne dai carabinieri di Giustino con la pesante accusa di pedofilia. Ed ora è stato confinato nel penitenziario di Trento. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta dal pubblico ministero Maria Cristina Rizzo, (magistrato che si occupa di reati a sfondo sessuale) è stata firmata dal gip del Tribunale di Lecce, Ercole Aprile, il quale, per il materiale “assai scottante” a detta degli stessi inquirenti – ha ritenuto di emettere l’ordine di carcerazione con una misura restrittiva in carcere. Una storia ancor più sconcertante, se si considera che il 37enne, in passato, a Veglie, comune di residenza, aveva esercitato l’attività di catechista.

Le indagini vennero avviate nei primi mesi del 2007, quando il computer del salentino finì sotto controllo presso il centro nazionale di polizia postale. L’input, perché scattassero ulteriori accertamenti. Da quanto accertato, il 37enne attraverso Internet avrebbe condiviso con una fitta rete di cybernauti corposo materiale pedo-pornografico, e avrebbe abbordato attraverso le chat bambini e bambine anche minori di 14 anni, impegnati in squallidi giochetti poi scaricati su cd e dvd.

Nello scorso mese di maggio, gli agenti della polizia postale effettuarono una perquisizione nell’abitazione dei genitori del salentino – dove lo stesso risiede – sequestrando il pc direttamente dalla sua camera da letto, cd, dvd, dischi e diverse memorie. L’intero materiale venne affidato da un ingegnere informatico che ne esaminò il contenuto, trovando anche una decina di foto nelle quali il presunto pedofilo sarebbe stato immortalato in compagnia di bambini, alcuni locali, altri di fuori provincia, impegnato in squallidi “giochi erotici”. Nello stesso filone d’indagine culminato con l’arresto del 37enne, risultano monitorati altri soggetti, tra cui ulteriori “insospettabili” salentini.

Lecce Prima 12 febbraio 2008

Pedofilia, Arresto Helmut Mair: Almeno 20 vittime. Forse anche una bambina di due anni e mezzo

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Helmuth Mair, 45 anni, di Chiampo, arrestato dai carabinieri

Molestie a 20 ragazzini e anche a una bimba?
IL CASO. Sarà interrogato domani in carcere l’altoatesino di Chiampo arrestato dai Cc
Gli inquirenti vogliono far luce su un inquietante episodio

Un nuovo caso di pesanti molestie su minorenni. È quello che stanno cercando di chiarire i carabinieri che venerdì mattina hanno ammanettato l’altoatesino Helmuth Mair, 45 anni, originario di Bressanone (Bolzano), ma residente a Chiampo in via Bellini 26. È accusato di fabbricazione e detenzione di materiale pedopornografico oltre che di prostituzione minorile e di violenza sessuale nei confronti di una ventina di ragazzi fra i 13 e i 18 anni. Le vittime sarebbero perlopiù di origine extracomunitaria, residenti fra Chiampo, Arzignano e Montecchio Maggiore.
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Pedofilia,Vicenza. Arrestato produttore filmati pedopornografici


VALDAGNO (6 febbraio) – Produttore e fruitore di materiale pedopornografico: è una delle accuse mosse dai carabinieri della Compagnia di Valdagno a Helmuth Mair, 46 anni, residente a Chiampo (Vicenza), che è stato posto in stato di fermo.

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