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PAPPALARDI:PER ARCHIVIAZIONE GIP PRENDE TEMPO

Gravina In Puglia Informa

Fratellini Pappalardi: il gip chiede tempo
Rinviata la decisione in merito alla richiesta di archiviazione del p.m. Lupo
giovedì 5 febbraio 2009

Il giudice del Tribunale di Bari Giulia Romanazzi si è riservata la decisione sulla richiesta di archiviazione proposta dal p.m. Antonino Lupo riguardo l’inchiesta su Filippo Pappalardi, padre di Francesco e Salvatore, i due fratelli scomparsi il 5 giugno del 2006 e trovati senza vita il 25 febbraio 2008 in un casolare abbandonato. Filippo Pappalardi è indagato per abbandono di minori seguito da morte.
La decisione è giunta al termine di una udienza a porte chiuse. Sulle posizioni di Lupo anche il legale di Pappalardi, l’avvocato Angela Aliani, mentre Danilo Penna, avvocato di Rosa Carlucci, ha sostenuto la necessità di andare in giudizio. Penna ha sostenuto che “ci sono spazi sufficienti per processare Pappalardi per abbandono di minore e maltrattamenti in famiglia” e ha chiesto di verificare la presenza di elementi di reato ipotizzabili a carico dei proprietari dell’edificio abbandonato all’interno del quale i fratellini morirono.
“Il pm ha difeso l’imputato”, ha detto invece l’avvocato Aliani ai giornalisti presenti davanti all’Aula di udienza.
Potrebbero ora passare settimane o forse mesi prima della decisione del gip.

Gravina, un video accusa il padre Filippo Pappalardi,padre dei due fratellì trovati morti in un pozzo

– LA LOTTA DELLA MADRE

La polizia: abbiamo la prova, Filippo Pappalardi ha mentito
MARIA CORBI
GRAVINA (BARI)
Ciccio e Tore riposano insieme, nel cimitero di Gravina, ma non c’è pace per loro. Un video della polizia dimostrerebbe che il padre, Filippo Pappalardi, ha mentito e che quindi alcune delle motivazioni contenute nella richiesta di archiviazione da parte del pm Antonino Lupo alla gip Giulia Romanazzi contengono in sé un vizio di giudizio. Perché, il pm nelle sue 19 pagine, giustifica il suo operato, e la sua decisione di arrestare Pappalardi, buttando, in pratica, la croce addosso alla polizia che avrebbe fatto errori, se non addirittura falsi. Accusa da cui la polizia si difende con un video, registrazione di telefonate, fax.

Ma andiamo con ordine: a convincere il magistrato del coinvolgimento, in qualche modo, di Filippo Pappalardi nella scomparsa dei suoi figli era stata soprattutto la circostanza del ritardo con cui l’uomo aveva riferito alla polizia dell’avvistamento dei bambini in piazza quattro Fontane (dove il super teste minorenne ha detto di aver visto Ciccio e Tore «salire sulla macchina del padre»), poche centinaia di metri dal casolare dove sono stati trovati morti. «Questo ufficio aveva ritenuto che tale colpevole ritardo del Pappalardi avesse contribuito a sviare le indagini», spiega il pm. Continua a leggere

PAPPALARDI: “VOGLIO UNA VITA TRANQUILLA”

ALL’INDOMANI DELLE MOTIVAZIONI CON CUI LA CASSAZIONE HA STABILITO CHE FILIPPO PAPPALARDI FU ARRESTATO INGIUSTAMENTE, IL PAPA’ DI CICCIO E TORE, I FRATELLINI SCOMPARSI IL 5 GIUGNO 2006 E TROVATI MORTI A GRAVINA IN UN POZZO A GRAVINA LO SCORSO 25 FEBBRAIO, HA DICHIARATO DI VOLER TORANRE  a FARE UNA VITA NORMALE. Continua a leggere

Fratellini Gravina, Cassazione: non c’erano indizi contro Pappalardi

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I supremi giudici – bocciando nettamente l’operato della Procura di Bari – sottolineano che nei confronti di Pappalardi non c’erano «specifici elementi dimostrativi del suo coinvolgimento»

ROMA – Non c’era nessun «grave indizio di colpevolezza» che potesse giustificare la custodia cautelare di Filippo Pappalardi, il padre dei due fratellini di Gravina Ciccio e Tore scomparsi il 5 giugno 2006 e trovati morti in una cisterna nel centro del paese lo scorso febbraio. Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni – appena pubblicate – con le quali spiega perchè lo scorso 27 maggio ha deciso di annullare senza rinvio l’ordinanza di custodia in carcere emessa dal Gip di Bari il 26 novembre 2007 e quella confermativa della misura detentiva disposta, il 13 dicembre 2007, dal Tribunale della libertà di Bari.  Continua a leggere

FRATELLINI GRAVINA: RIASCOLTATO BABY-TESTIMONE

PRIMA DI CHIUDERE A GIORNI L’INCHIESTA A CARICO DI FILIPPO PAPPALARDI, IL PAPA’ DI CICCIO E TORE, I RAGAZZINI DI 13 E 11 ANNI DI GRAVINA TROVATI MORTI LA SERA DEL 25 FEBBRAIO SCORSO IN FONDO AD UNA CISTERNA DELLA COSIDDETTA CASA DELLE CENTO STANZE, IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI BARI EMILIO MARZANO E IL PM INQUIRENTE ANTONINO LUPO HANNO VOLUTO ASCOLTARE ANCORA UNA VOLTA IL BABY-TESTIMONE, ORA QUINDICENNE, CHE NELL’AGOSTO DEL 2006 RIVELO’ ALLA POLIZIA DI AVER VISTO LA SERA DELLA SCOMPARSA VERSO LE 21 I DUE FRATELLINI IN AUTO CON IL PADRE IN PIAZZA DELLE QUATTRO FONTANE. Continua a leggere

Elezioni, R. Lerici IDV “Con le parole del vescovo di Gravina, io chiudo la mia campagna elettorale”

DI Roberta Lerici

E’ stata un’esperienza faticosa ma bella, per me che non avevo idea di cosa volesse dire essere “candidati”. Ho conoscuto molte persone, e in tanti mi avete scritto per sostenere questa battaglia a favore dei bambini.Non so se sarete in tanti a votare per l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro che mi ha offerto questa possibilità. Ma spero che sarete in tanti ad aiutarmi a difendere i bambini comunque vadano le cose.
Vi ricordo che per votare per me, non bisogna mettere il mio nome, ma fare solo una croce sul simbolo DI PIETRO-ITALIA DEI VALORI (Trovate tutto sul volantino sul sito). Il fatto che qualcuno reputi Di Pietro solo un “giustizialista” è profondamente sbagliato. Io credo che la legalità sia l’unica strada da percorrere affinchè la politica possa riacquistare credibilità ai nostri occhi. Il concetto di legalità è ampio e abbraccia tanti aspetti della nostra vita. Se un concorso non è truccato, lo vinceranno i migliori, e saranno i migliori ad occupare posti in cui si richiede capacità. Se un primario è nominato dai politici, potrebbe non essere il migliore, e la salute dei cittadini potrebbe essere messa a repentaglio. Se un appalto è truccato, il lavoro costerà dieci volte di più e magari sarà fatto male. Questa è la legalità che dovrà impedire situazioni incredibili come quella dei rifiuti in Campania.Ma la legalità è anche non candidare persone che abbiano in corso processi o siano stati condannati. Di Pietro è stato l’unico a richiedere il certificato penale a tutti i candidati. Credo che questo sia un segnale importante da dare ai cittadini. Ho conosciuto il capo della segreteria politica di Di Pietro, Stefano Pedica, più di un anno fa, perchè mandai una mail a DI Pietro quando nessuno si interessava della situazione della scuola Olga Rover, in cui una preside aveva sbattuto fuori i genitori dalla scuola ed era impossibile avere un colloquio con le maestre. Naturalmente, sono state altre istituzioni contattate a risolvere poi la situazione (l’Ufficio Scuola della Regione Lazio, il Ministro Fioroni, la Bicamerale Infanzia, ecc.), ma Stefano Pedica mi ha ricevuto subito, e ha ipresentato interrogazioni parlamentari, proposte di legge, ha diffuso i dossier sui casi di pedofilia nelle scuole che io avevo raccolto e di cui nessuno parlava. Hanno dimostrato, insomma, di avere a cuore la tutela dell’infanzia.
“Abbiamo cominciato questa battaglia insieme e vorrei che la continuassimo insieme”
E’ stato questo il modo in cui l’italia dei valori mi ha chiesto di candidarmi al senato. Io sono rimasta sorpresa, non me lo aspettavo.
Ho accettato dopo averci pensato qualche giorno, perchè non sapevo cosa fare. Ora sono contenta, perchè in questa campagna elettorale, sono stati davvero in pochi a parlare di tutela dei bambini in modo approfondito. Come ho già avuto modo di dire, non basta dire che si vole combattere la pedofilia o lanciare slogan di condanna. Ci vogliono programmi di prevenzione, provvedimenti specifici, di cui, nelle poche occasioni che ho avuto, ho parlato forse soltanto solo io.
La tutela dell’infanzia è un’emergenza nazionale, questo devono ricordarlo tutti, a prescindere da chi vincerà le elezioni. E forse, l’unica persona che è riuscita a fare un discorso serio sull’infanzia in questi giorni di parole lanciate alla gente come caramelle, è monsignor Paciello, vescovo di Gravina, ai funerali di Francesco e Salvatore, i fratellini.
Ed è con le sue parole che io “chiudo la mia campagna elettorale” :
“Dobbiamo amare i bambini”
“Laggiù, Francesco e Salvatore certamente hanno invocato aiuto, hanno sperato fino alla fine che qualcuno li sentisse; ma, tutti e due, e specialmente il più piccolo, Salvatore di nome, morto perché voleva essere salvatore di fatto del fratello, hanno fatto l’esperienza più dolorosa della solitudine vera, dell’abbandono senza speranza.
Vorrei raccogliere quelle grida, quelle invocazioni e da questa Cattedrale farle rimbalzare lì dove si decidono le sorti del nostro Paese e dei nostri paesi. Tanti potenziali Ciccio e Tore, cioè ragazzi che, usciti di casa corrono rischi e pericoli di cui non sono coscienti, ce ne sono stati, e ce ne saranno nelle nostre città.
Non voglio strumentalizzare la morte dei fratellini, per lanciare anatemi; ma non dobbiamo permettere che la morte di Ciccio e Tore, lasci il mondo come si trova.

CRO – Studio Aperto: lettere di Ciccio e Tore per tornare dalla mamma


Roma, 10 apr (Velino) – “Studio Aperto”, il tg di Italia1 diretto da Giorgio Mulé nell’edizione delle 12.25, ha parlato dei fratellini di Gravina. “Fateci stare con la mamma”, sono le parole che Ciccio e Tore provarono a scrivere anche al giudice per convincerlo: “Egregio Signor Giudice noi vogliamo stare con la mamma perché ci manca tanto. Ci siamo stancati di stare con papà. Mandaci da lei o lo facciamo noi”. “Cara mamma – scrive Ciccio in una cartolina spedita – io e Salvatore non vediamo l’ora di tornare a casa tua per sempre, così la famiglia è tutta unita”, “Ti vogliamo un enorme di bene anche se non ci viene più a trovare. Ci siamo stancati di stare con papà”. Il servizio è andato in onda oggi giovedì 10 aprile nell’edizione delle 12.25 di “Studio aperto”. Lo rende noto l’ufficio stampa di Mediaset.