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SARAH SCAZZI: IL GIORNO DELLA VERITA’ PER SABRINA

Il giorno della verità per la difesa e l’accusa di Sabrina
di MIMMO MAZZA

AVETRANA – Ci sono i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari per tenere Sabrina Misseri in carcere con l’accusa di aver sequestrato e ucciso la cugina Sarah Scazzi? La domanda da stamattina sarà all’attenzione del tribunale del riesame, chiamato a vagliare il ricorso presentato dagli avvocati Vito Russo ed Emilia Velletri contro l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Martino Rosati lo scorso 21 ottobre. Direttamente in udienza il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il sostituto Mariano Buccoliero depositeranno i nuovi elementi emersi nei confronti di Sabrina (che ha chiesto di essere presente in aula), a partire dal verbale dell’interrogatorio a cui Michele Misseri, padre di Sabrina, è stato sottoposto venerdì scorso.

Ma nel faldone dovrebbero confluire anche due ulteriori testimonianze – pare particolarmente incisive – contro la giovane, una nuova ricostruzione di quel 26 agosto – a partire dall’orario del delitto che sarebbe avvenuto in un lasso di tempo doppio rispetto a quello ipotizzato in un primo momento – mentre non dovrebbero invece esserci trascrizioni di intercettazioni telefoniche e ambientali. Si parla anche di un elemento molto importante, un atto di inchiesta emerso addirittura prima del ritrovamento del telefonino di Sarah – consegnato ai carabinieri da Michele Misseri il 29 settembre – e ritenuto decisivo per le indagini, anche se si tratta di una indiscrezione e come tale va riportata sulla quale peraltro non trapela null’altro.  Continua a leggere

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Delitto di via Poma: il grande imbarazzo del datore di lavoro di Simonetta Cesaroni Salvatore Volponi

fonte:http://oknotizie.virgilio.it/info/51651a31a7bfc01e/delitto_di_via_poma_il_grande_imbarazzo_del_datore_di_lavoro_di_simonetta_cesaroni_salvatore_volponi_-_2_.html

Il processo a Raniero Busco probabilmente è il frutto di pressioni esterne affinchè si facesse un processo che dimostrasse che il caso di Simoneta Cesaroni riguardava soltanto suoi rapporti personali e che solo casualmente il delitto avvenne all’interno di uffici in uso al Sisde, secondo la tesi contenuta nel libro di Salavatore Volponi “Io Simonetta e……..”, edito dallo stesso Sisde

Senonchè l’inmiziativa si è rivelata un autogol perchè il processo sta evidenziando ancora di più le responsabilità dei funzionari del Sisde in quel delitto.

Tanti erano già prima i tasselli che legavano il delitto al Servizio Segreto Civile molto ben condensati in un’interrogazione parlamentare che presentò il deputato leghista Erminio Boso nel 1996.

Questi vigente il primo governo Prodi in un’ interrogazione presentata al Presidente del Consiglio e ai ministri dell’ Interno e della Giustizia nel 1996 ripercorreva una serie infinita di vicende legate al delitto del 7 agosto del ‘ 90, all’austriaco Roland Voller, arrestato per depistaggio, alle attivita’ di societa’ di copertura del Sisde, allo scandalo dei fondi neri degli stessi servizi segreti culminato con gli arresti di Maurizio Broccoletti Michele Finocchi Riccardo Malpica, Rosa Soprrentino, Antonio Galati, Gerardo De Pascale e di altri funzionari del Servizio. L’ interrogazione manifestava il sospetto, che l’ inchiesta sull’ omicidio di via Poma era stata pesantemente condizionata da manovre e depistaggi. Messi in atto – come confessò il commissario del Falminio Antonio Del Grande – dal capo della Polizia Vincenzo Parisi e da suo genero il vicequestore Sergio Costa. Continua

Travolta e la morte del figlio «Tentai tutto per salvarlo»

24 settembre 2009

L’attore John Travolta cercò «disperatamente» di far riprendere conoscenza a suo figlio Jett (16 anni), quando il 2 gennaio scorso il ragazzo fu colto da un attacco apoplettico; ma Jett, che soffriva di autismo, morì comunque.

A ricordarlo in tribunale è stato lo stesso attore, chiamato a parlare come testimone davanti alla Corte Suprema delle Bahamas, dove si celebra il processo a carico di due persone che, da quella tragedia, cercarono comunque di trarre profitto. I due accusati sono un ex senatore delle Bahamas, Pleasant Bridgwater (49 anni) e un ex infermiere, Tarino Lightbourne (47), che devono rispondere di avere cercato di ricattare l’attore chiedendogli di pagare 25 milioni di dollari se voleva evitare non meglio precisate «dichiarazioni pubbliche». L’attore denunciò a suo tempo il tentativo di estorsione.

Nel corso dell’udienza, Travolta ha dovuto suo malgrado rivivere gli ultimi attimi della morte del figlio, riferendo alla Corte come lui, appena rientrato nella stanza, vide il giovane Jett a terra nel bagno e cercò di rianimarlo, facendogli anche la respirazione bocca a bocca; l’attore era accompagnato dalla moglie, l’attrice Kelly Preston.

A inizio anno, sulla morte di Jett si erano rincorse le voci più diverse, soprattutto legate al rifiuto imposto dalla “chiesa” di Scientology (cui Travolta appartiene) delle cure psichiatriche che, forse, avrebbero potuto aiutare il ragazzo; si disse anche che, alla luce di questi fatti, l’attore avrebbe pensato di abbandonare Scientology, non potendolo fare perché l’associazione sarebbe in possesso di alcune «notizie riservate» sulla sua vita privata.

John Travolta testimonia nel processo per la morte di suo figlio Jett

BAHAMAS – John Travolta ha testimoniato davanti alla Supreme Court delle Bahamas nel processo a carico di due persone che cercarono di trarre profitto dalla tragedia della morte del figlio Jett. Il 2 gennaio scorso, il ragazzo, 16 anni, fu colto da un attacco apoplettico: Travolta cerco’ disperatamente di fargli riprendere conoscenza, ma il ragazzo che soffriva di autismo, mori’ comunque. I due sotto processo, un ex senatore delle Bahamas, Pleasant Bridgwater, e un ex infermiere, Tarino Lightbourne, devono rispondere di aver cercato di ricattare l’attore chiedendogli di pagare 25 milioni di dollari per evitare il rilascio di indefinite ”dichiarazioni pubbliche”. Un tentativo di estorsione che a suo tempo, l’attore denuncio’. (RCD)

23 Settembre 2009

GARLASCO:«Perizia a favore di Alberto? Per noi non cambia nulla»

di Stefano Zurlo

MilanoUna perizia, l’ennesima, potrebbe dare spessore all’alibi di Alberto Stasi. Giuseppe Poggi, il papà di Chiara, non si scompone: «Per noi non cambia nulla. Non vogliamo commentare notizie ancora prive di fondamento», dice in un’intervista concessa al settimanale Gente. Anticipazioni, indiscrezioni rilanciate dai giornali, nuovi scenari. Alberto e Rita Poggi non partecipano a questa rincorsa continua e ragionano sui tempi lunghi. Come sempre: «A noi interessa solo la verità: sapere chi ha ucciso Chiara e perché».

I genitori della ragazza ammazzata il 13 agosto di due anni fa nella sua abitazione di Garlasco vogliono ancorare una volta per tutte le proprie convinzioni e le proprie lacrime ad una sentenza. Non possono esserci altre soluzioni. E il finale della vicenda è ancora aperto. Tante, troppe perizie ancora in svolgimento, molte certezze ballerine, un andirivieni di ipotesi, date e numeri che fanno a pugni. Meglio raffreddare gli animi ed esercitare la virtù della pazienza. Certo, il papà e la mamma di Chiara si sono progressivamente convinti che il fidanzato di Chiara non la raccontasse giusta. E hanno sposato la tesi della colpevolezza di Alberto. Ora, gli esperti spiegano che il giovane avrebbe acceso il suo computer alle 9.36 e l’avrebbe spento solo alle 12.20. Orari che scagionerebbero Alberto, perché il pm Rosa Muscio ha sempre collocato la morte di Chiara fra le 10.30 e le 12. Dopo la telefonata che da sempre è uno dei pochissimi punti fermi di questa storia: quella che Alberto riceve dai genitori sul fisso di casa alle dieci meno cinque.

Ma gli accertamenti sono ancora in corso, molti dati sono ancora fluidi, molte tessere devono ancora andare al loro posto. «Anche se queste indiscrezioni fossero confermate – spiega l’avvocato di parte civile, Gian Luigi Tizzoni – non vorrebbe dire nulla. Un computer portatile si può spostare ovunque. E fra l’altro la sera prima dell’omicidio, Stasi è andato proprio a casa della fidanzata con il pc per scaricare le foto delle vacanze». In realtà, Tizzoni non ha mai creduto fino in fondo alla tesi della morte di Chiara fra le 10.30 e mezzogiorno. E questo per la più banale delle ragioni: come mai Chiara disinserisce l’allarme di casa alle 9.10 e poi resta tappata nella villetta per ore, con le tapparelle abbassate e senza telefonare a nessuno? Una risposta potrebbe arrivare dalla nuova perizia che anticiperebbe il decesso verso le 10. In prossimità con quella finestra temporale di ventisei minuti, fra le 9.10 e le 9.36, che resta scoperta nell’alibi di Alberto. Ma sono solo ipotesi. Continua a leggere

DAVID CARRADINE: SECONDA AUTOPSIA ESCLUDE IL SUICIDIO

CARRADINE: NON È SUICIDIO. AL VAGLIO TUTTE LE TESI

Cultura e Spettacolo

La seconda autopsia ha escluso il suicidio. Ora la famiglia si scaglia contro una “setta segreta di arti marziali” su cui Carradine stava indagando.

La seconda autopsia eseguita negli Stati Uniti dell’attore David Carradine ha escluso la tesi del suicidio. Michael Baden, l’anatomopatologo forense che ha condotto l’operazione ha infatti reso noto che “ci sono diversi elementi che portano a una simile conclusione ma non posso essere più specifico, devo valutare tutte le informazioni che ancora attendo dalla Thailandia”.

La famiglia non ha mai creduto al suicidio o a un gioco autoerotico finito male, e ha chiesto l’intervento dell’FBI.

Secondo milioni di fans Carradine sarebbe stato ucciso. Una notizia confermata da Keith Carradine, che li ha ringraziati per le molte lettere di sostegno.

Settimana scorsa il legale della famiglia, Mark Keragos, aveva avnzato l’ipotesi di un complotto ordito da una setta segreta di arti maziali su cui David stava indagando.

Molti dubbi sono sorti dopo la pubblicazione della foto del corpo di Carradine nella camera d’albergo. Una parrucca in testa, una rete da pesca intorno al corpo, il collo, i genitali e le mani legati a una corda. Ma come avrebbe potuto legarsi le mani? È questo il quesito che da giorni sta preoccupando la sua famiglia.

(CNR media – 13/06/09)

GB:MUORE SUORA CROCIFISSA PER UN ESORCISMO

https://i0.wp.com/www.ilparanormale.com/articoli/29193.jpg

(immagine tratta da “www.ilparanormale.com”)

Una suora muore a causa di un esorcismo , padre Daniel dice che la morte della suora  era giustificata.

Secondo la Polizia Rumena , una suora rumena è morta dopo essere stata legata ad una croce,      e lasciata da sola per tre giorni in una stanza fredda di un convento. Alcuni membri del convento del nord est della Romania affermano che Maricica Irina Cornici era posseduta e che la sua crocifissione faceva parte del rituale di un esorcismo. La suora è stata trovata morta sulla croce mercoledì, dopo che alcune consorelle avevano chiamato l’ambulanza.Ora un prete e quattro suore sono accusati di omicidio dovuto all’imprigionamento. La polizia dice che la suora di 23 anni, alla quale erano stati

A Romanian nun has died after being bound to a cross, gagged and left alone for three days in a cold room in a convent, Romanian police have said. Members of the convent in north-east Romania claim Maricica Irina Cornici was possessed and that the crucifixion had been part of an exorcism ritual. Cornici was found dead on the cross on Wednesday after fellow nuns called an ambulance, according to police. A priest and four nuns were charged with imprisonment leading to death. Orphan Police say the 23-year-old nun, who was denied food and drink throughout her ordeal, had been tied and chained to the cross and a towel pushed into her mouth to smother any sounds. A post-mortem is to be carried out, although initial reports say that Cornici died from asphyxiation. I don’t understand why journalists are making such a fuss about this Father Daniel Local media reports that the young woman had arrived at the remote convent three months before, having initially gone there to visit a friend and opted to stay. She grew up in an orphanage in Arad, in the west of Romania. Mediafax news agency said Cornici suffered from schizophrenia and the symptoms of her condition caused the priest at the convent and other nuns to believe she was possessed by the devil. “They all said she was possessed and they were trying to cast out the evil spirits,” police spokeswoman Michaela Straub said. Father Daniel who is accused of orchestrating the crime is said to be unrepentant. “God has performed a miracle for her, finally Irina is delivered from evil,” AFP quoted the priest as saying. “I don’t understand why journalists are making such a fuss about this. Exorcism is a common practice in the heart of the Romanian Orthodox church and my methods are not at all unknown to other priests,” Father Daniel added. If found guilty of killing Cornici, Father Daniel and the accused nuns could face 20 years in jail.

Crucified nun dies in ‘exorcism’
Father Daniel

Father Daniel says the nun’s death was justified

A Romanian nun has died after being bound to a cross, gagged and left alone for three days in a cold room in a convent, Romanian police have said.

Members of the convent in north-east Romania claim Maricica Irina Cornici was possessed and that the crucifixion had been part of an exorcism ritual.

Cornici was found dead on the cross on Wednesday after fellow nuns called an ambulance, according to police.

A priest and four nuns were charged with imprisonment leading to death.

Orphan

Police say the 23-year-old nun, who was denied food and drink throughout her ordeal, had been tied and chained to the cross and a towel pushed into her mouth to smother any sounds.

A post-mortem is to be carried out, although initial reports say that Cornici died from asphyxiation.

I don’t understand why journalists are making such a fuss about this
Father Daniel

Local media reports that the young woman had arrived at the remote convent three months before, having initially gone there to visit a friend and opted to stay.

She grew up in an orphanage in Arad, in the west of Romania.

Mediafax news agency said Cornici suffered from schizophrenia and the symptoms of her condition caused the priest at the convent and other nuns to believe she was possessed by the devil.

“They all said she was possessed and they were trying to cast out the evil spirits,” police spokeswoman Michaela Straub said.

Father Daniel who is accused of orchestrating the crime is said to be unrepentant.

“God has performed a miracle for her, finally Irina is delivered from evil,” AFP quoted the priest as saying.

“I don’t understand why journalists are making such a fuss about this. Exorcism is a common practice in the heart of the Romanian Orthodox church and my methods are not at all unknown to other priests,” Father Daniel added.

If found guilty of killing Cornici, Father Daniel and the accused nuns could face 20 years in jail.