IL SUICIDIO DI COLLINI, CONDANNATO PER TANGENTI E REATI SESSUALI

Collini, il re degli appalti per lui anche accuse sessuali

Note di Wildgreta:

…….Anche la madre del ragazzino – moglie di un politico trentino – interrogata dagli inquirenti aveva detto di non avere mai commesso atti sessuali sul figlio: «A Collini bastavano i miei racconti e io inventavo»

Di seguito troverete due articoli del 2008 e del 2009 relativi alle accuse di istigazione alla prostituzione, all’incesto e altri orrori venuti alla luce mentre, indagando su tangenti negli appalti di opere pubbliche in Trentino, Collini venne intercettato.Fu così che casualmente emersero le perverse inclinazioni sessuali dell’uomo che, in ogni caso ad oggi, aveva già chiuso i conti con la giustizia patteggiando pena e risarcimenti per le tangenti e per i reati sessuali.Chi lo conosceva, definisce quindi assolutamente inaspettato il gesto estremo con cui Fabrizio Collini ha deciso di porre fine alla sua avventura terrena.

Tangenti Trento: suicida imprenditore Collini

Condannato a 2 anni e 3 mesi e a risarcimento 8 mln

14 ottobre, 22:21

GENOVA, 14 OTT – L’imprenditore di Trento Fabrizio Collini, 56 anni, recentemente coinvolto in un’inchiesta della procura trentina su presunte tangenti in appalti pubblici, si è suicidato gettandosi da un viadotto dell’A26. Secondo quanto appreso, l’imprenditore avrebbe abbandonato la sua Audi in un parcheggio nell’area di servizio del Turchino sull’A26 e si è recato a piedi sul viadotto dal quale si è gettato. Sulla macchina l’imprenditore ha lasciato alcune lettere indirizzate ai suoi due figli e ai suoi due avvocati di Trento.

LEGALE, NESSUNO SE L’ASPETTAVA – Incredulità e stupore, oltre che tristezza per l’accaduto viene espressa da uno dei legali di Fabrizio Collini, l’imprenditore trentino che si è tolto la vita in Liguria. “Nessuno se l’aspettava – ha affermato stasera Marco Stefenelli – né io, né la collega Monica Baggia, che mi ha dato la notizia e ha avvertito i familiari. L’aveva sentito martedì e ieri l’ha visto un collega di Milano. Non riusciamo a crederci. Sappiamo che ha lasciato un biglietto per noi, di cui però non conosciamo ancora il contenuto, oltre che parole per i familiari”.

A TRENTO AVEVA PATTEGGIATO – Con un patteggiamento a due anni e tre mesi di reclusione, l’imprenditore trentino Fabrizio Collini, 58 anni, aveva chiuso il 15 aprile scorso i suoi conti con la giustizia nell’ambito dell’inchiesta Giano Bifronte della Guardia di finanza di Trento su presunte tangenti in appalti pubblici in Trentino. La sentenza era stata pronunciata dal giudice Carlo Ancona, che aveva accolto l’ipotesi di pena concordata dalla difesa dell’imprenditore e dalla Procura. Le accuse nei confronti di Collini erano di corruzione e turbativa. L’imprenditore aveva anche definito il risarcimento dei danni: 8 milioni di euro (allo Stato) erano stati pagati dalla Collini spa e da Fabrizio Collini in persona; 560.000 euro era invece il danno risarcito alla Provincia di Trento; 100.000 euro erano andati all’Istituto de Tschiderer di Trento e infine 60.000 euro all’Air della Rotaliana. Nei mesi precedenti Collini aveva già patteggiato un anno e due mesi di reclusione per i reati sessuali, contestati collateralmente all’inchiesta sugli appalti pubblici.

Collini, il re degli appalti
per lui anche accuse sessuali

17 SETTEMBRE 2008

di Luca Petermaier

Collini, il re degli appalti per lui anche accuse sessuali

TRENTO. Chi ha ascoltato le intercettazioni telefoniche e ambientali ha parlato di colloqui da brivido: Fabrizio Collini, notissimo e stimato imprenditore, che chiede ad una prostituta di avere rapporti incestuosi con il figlio di lei e le ordina, dietro compenso in denaro, di narrarglieli nel dettaglio. Tutto questo con l’unico scopo, per Collini, di provare eccitamento «ai fini della masturbazione». Sono parole usate dal procuratore Dragone che ha spiegato come, di fronte a queste circostanze, l’intera inchiesta sulle tangenti abbia subito un’accelerazione improvvisa.

E così, un’indagine partita nel novembre dell’anno scorso e che procedeva su binari solidi e definiti è stata portata allo scoperto in modo inatteso per mettere fine a quei (presunti) abusi su un sedicenne.

Le carte dell’inchiesta, però, non si fermano a quel singolo episodio. Parlano di un’altra richiesta simile avanzata sempre da Collini ad un’altra prostituta che, in questo caso, si sarebbe rifiutata. Anche la prima donna – dopo aver accettato dietro compenso l’incestuoso gioco erotico – si sarebbe tirata indietro rispetto alle successive richieste dell’imprenditore. Ma ormai era troppo tardi per fermare gli arresti. Le ordinanze cautelari erano già state chieste e benché l’intera inchiesta ruotasse attorno fatti del tutto diversi come presunte tangenti e corruzioni diffuse, non c’era altro tempo da perdere.

Di tutto l’impianto accusatorio messo in piedi contro Collini, paradossalmente potrebbe rivelarsi proprio questa l’accusa più pesante, quella di atti sessuali con minori. Le pene del codice vanno da cinque a dieci anni e la legge non prevede alcuna ipotesi di patteggiamento.

I guai per Collini, però, non si fermano qui, anzi. Contro di lui – 56 anni, residente a Milano e socio insieme a Sergio e Paolo della Collini costruzioni spa – ci sono le accuse di corruzione e turbativa d’asta per gli appalti del tunnel dell’acqua potabile di Mezzolombardo e della ristrutturazione della sede dell’ex Istituto per sordi, da trasformare in un centro sanitario di eccellenza. Quale sarebbe stato il meccanismo dei raggiri? Da un lato Collini avrebbe promesso soldi o favori (lauti incarichi di progettazione) a chi era deputato alla stesura delle gare d’appalto. Dall’altro avrebbe ottenuto degli aggiustamenti nelle procedure (come la modifica del criterio di aggiudicazione dal massimo ribasso a quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa) che gli avrebbero consentito maggiore facilità nell’aggiudicarsi le gare.

Gli inquirenti, però, sospettano che Collini – ieri visitato in cella dagli avvocati Marco Stefenelli e Monica Baggia – si sia mosso anche in altri modi. Ad esempio – ma l’ipotesi è ancora oggetto di verifica – ottenendo premi non dovuti per la fine anticipata dei lavori. In pratica, nel progetto esecutivo si dichiarava che i lavori sarebbero dovuti terminare – mettiamo – in 120 giorni, ben sapendo, in realtà, che 100 giorni erano più che sufficienti. In questo modo Collini, che consegnava l’opera in anticipo, otteneva ingenti premi dall’ente appaltante.

Oggetto di verifica sono tutte le opere più rilevanti realizzate dalla Collini negli ultimi anni. Chi viaggia per il Trentino non può non aver notato le grandi targhe o i cartelloni con il nome «Collini» affissi sulle opere ultimate – come la nuova galleria di Cadine – o in prossimità di lavori ancora in corso, come il cantiere per la variante di Moena.

Sotto la lente della procura, ad esempio, è finito ora anche l’appalto per il nuovo casello di San Michele. La Collini spa si è aggiudicata l’opera con un forte ribasso, ma in seguito è intervenuta una variante di cui è stata depositata la relazione e che fa lievitare i costi, relazione redatta da uno dei soci dell’Arca, la società di progettazione di cui fa parte il fratello di Grisenti.

FONTE:http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2008/09/17/news/collini-il-re-degli-appalti-per-lui-anche-accuse-sessuali-1513993

Atti sessuali, altri guai per Collini

Meno di una settimana fa la posizione dell’imprenditore Fabrizio Collini, in carcere dal 17 settembre scorso per due diverse ordinanze – una per l’inchiesta sugli appalti pilotati e l’altra per presunti reati a sfondo sessuale – si era alleggerita.L’accusa per i presunti abusi sessuali su minori in concorso con la sua amante si era infatti ridimensionata – si tratterebbe al massimo di istigazione dopo che il figlio della donna a cui l’imprenditore aveva ordinato un incesto (questo emergeva dalle intercettazioni), aveva negato di avere subito atti sessuali. Anche la madre – moglie di un politico trentino – interrogata dagli inquirenti aveva detto di non avere mai commesso atti sessuali sul figlio: «A Collini bastavano i miei racconti e io inventavo». Ma dagli atti dell’inchiesta emergono nuovi particolari su un presunto secondo episodio, nel quale si sarebbe tentato di coinvolgere un minore di 14 anni e incontri omosessuali fra donne, per i quali l’imprenditore è accusato di istigazione alla prostituzione.

Anche in questo caso Collini avrebbe chiesto alla donna – un’amica non trentina – di soddisfare una sua fantasia sessuale. La richiesta, che evidentemente avrebbe fruttato alla donna un compenso economico – prevedeva che l’amante, con la figlia minorenne, si recasse da un’amica per un incontro «a tre». Anche in questo caso l’imprenditore non avrebbe partecipato direttamente: le due donne gli avrebbe poi dovuto raccontare al telefono di questo incontro, stuzzicando i suoi appetiti sessuali. Se nel primo caso le fonti di prova della procura si basavano soprattutto sulle intercettazioni telefoniche, dalle quali era emersa l’ipotesi di un incesto, questa seconda richiesta non sarebbe andata a buon fine grazie all’intervento degli inquirenti.

I finanzieri avrebbero bloccato la donna e la figlia minorenne quando queste stavano per salire a casa dell’amica che doveva essere coinvolta nel gioco erotico. Su questo secondo episodio – per il quale è indagata anche la madre della bambina – l’accusa è di tentata violenza sessuale: per gli inquirenti la fantasia telefonica sarebbe andata a buon fine se la donna non fosse stata bloccata prima di salire a casa dell’amica. Ovviamente nessuno, al momento, può sapere se avrebbe realmente coinvolto la minore in questo gioco perverso o se si sarebbero poi limitate a raccontare oscenità mai successe. Sul fatto la difesa – sostenuta dagli avvocati Marco Stefenelli e Monica Baggia – si limita ad osservare che non vi è prova che l’istigazione abbia avuto alcuna realizzazione ed è pronta a dare battaglia. Ma Collini non si sarebbe limitato a solleticare le sue fantasie sessuali con racconti telefonici: in un paio di circostanze avrebbe pagato alcune donne perché avessero rapporti sessuali tra di loro. Incontri omosessuali per i quali l’imprenditore è accusato di istigazione alla prostituzione.

L’Adige OTTOBRE 2009

 

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