Brescia, Storie di posseduti e torture: una «santona» sotto inchiesta

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Una veduta di Lumezzane

LUMEZZANE. Una 53enne valgobbina avrebbe gestito una setta che ha agito per vent’anni

Diciotto avvisi di garanzia per ipotesi di reato pesanti: si va dal sequestro di persona alle violenze su soggetti minori

16/05/2010

Emerge una realtà incredibile dai risultati di un’inchiesta giudiziaria arrivata, per ora, alla comunicazione di una serie di avvisi di garanzia. Un caso presentato dal settimanale «Panorama» e che riguarda Lumezzane (ma non solo) perchè la principale protagonista del caso sollevato risulta residente in Valgobbia. Sotto la lente una storia che sembra arrivare direttamente dal Medioevo, fatta di tante vicende di presunti «posseduti» dal demonio sottoposti, con la scusa della «purificazione» e del salvataggio dell’anima», a trattamenti e regimi di vita paragonabili a torture.

Dagli accertamenti sarebbero emersi casi di lavaggio del cervello, botte, lavori forzati per i minori, trattamenti di isolamento attuati per mesi in mini stanze buie e preghiere ininterrotte. Senza pensieri e parole, considerati «sintomi di possessione».

Non è finzione ma la storia, presunta per ora, di una realtà parallela che per 20 anni si sarebbe sviluppata in alcune mini «comunità» sparse tra Muscoline, Gavardo, Prevalle, Caino e Manerba, grazie a una setta guidata da una donna di 53 anni di Lumezzane, appunto, che si definisce una santona. Una persona conosciuta per i suoi presunti poteri taumaturgici. Una «guaritrice» dai metodi originali, la quale stando alle verifiche fatte dai carabinieri adescava i suoi pazienti disegnando scenari di terrore.

Dai racconti dei testimoni sentiti per questa vicenda emergono resoconti di segregazioni e violenze che non avrebbero risparmiato minori e persone malate. Qualche citazione? Bambini trascinati sotto la doccia fredda, picchiati con bastoni e cinture, rinchiusi in stanze senza luce o legati per giorni, costretti a mangiare il proprio vomito o gli esecrementi: «Ci diceva che il diavolo si ribellava alla forza del cibo positivo – dice una testimonianza -; quindi bisognava farlo ingoiare a forza ai bimbi anche se vomitavano, perchè in caso contrario sarebbero stati posseduti dal male».

Ci sarebbe anche chi è stato costretto a lavorare gratis dall’alba alla sera: «Non ci pagava (la santona) perchè diceva che di lì a poco ci sarebbe stata una terza guerra mondiale, e bisognava costruire un bunker solo per i più meritevoli – avrebbe raccontato uno dei seguaci -. Poi mi disse che i miei genitori erano stufi di me e volevano mandarmi in istituto, Per proteggermi mi rinchiuse per tre mesi in un bagno di casa sua».

Dopo aver vagliato il rapporto dei carabinieri, il pm Alberto Rossi ha firmato avvisi di garanzia per 18 indagati. Che dovranno rispondere di associazione per delinquere, sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia o verso minori e abuso dei mezzi di correzione.

Il magistrato ritiene di essere di fronte a «una organizzazione malavitosa che ha adescato, soggiogato e sfruttato persone indifese, centinaia di adulti e bambini, per creare un impero economico e arricchirsi, facendo leva sulla molla religiosa».

E la principale accusata? Convocata dai giudici ha respinto tutti gli addebiti. [FIRMA]

Mara Rodella

Brescia Oggi 16 maggio 2010

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