Don Luciano Massaferro: il mistero del computer scomparso

di Wildgreta

Nella foto l’on Buttiglione, che ieri ha annunciato un’interrogazione parlamentare per sapere perchè don Luciano sia stato arrestato “senza prove”. La Procura,però, pare sbigottita dall’intervento della curia in difesa del sacerdote.La pagina dei f an di “don Lu” su Facebook è già presente, a quando la nascita di un comitato di sostegno con magliette, e gadget come per don Marco Baresi? (www.donmarcobaresi.it)

Il Secolo XIX

Contro don Luciano il mistero del computer
il sacerdote accusato di abusi sessuali

Da quindici giorni in carcere per le accuse di una ragazzina I vescovi lo difendono, i magistrati cercano un quarto pc

dal nostro inviato
Savona. A incastrare don Luciano Massaferro, il prete di Alassio sospettato di pedofilia, sarebbe il candore assoluto della vittima. Una dodicenne con qualche problema di personalità, secondo gli psicologi, ma per nulla animata da spirito di vendetta o di rivalsa, magari alimentato da uno sgarbo o dalla scarsa considerazione del sacerdote. Anzi. La bambina avrebbe raccontato tutto al Gaslini, senza sollecitazione alcuna, nell’ambito di un colloquio più generale. E spiegato per filo e per segno cosa sarebbe successo per tre volte, in motorino, in canonica e nell’orto di don Luciano, senza abbandonarsi alla morbosità. Cosciente di aver fatto qualcosa di torbido. In più, la famiglia non ha mai pensato di sporgere querela o costituirsi parte civile. Viene dunque a mancare l’eventuale movente della vendetta o il tentativo di estorcere denaro.
Non solo. C’è un tecnico elettronico che conosce i segreti telematici di mezza Alassio. Il tecnico avrebbe assistito il prete ad avviare il software di ben quattro computer, dei quali uno è misteriosamente scomparso. La magistratura di Savona sospetta che nella memoria ci sia materiale compromettente e spiega così la reticenza di don Luciano: il quale ha ammesso l’esistenza di un solo pc. Un computer era stato affidato a volontari cattolici. Un altro ad amici. Il quarto?
E tuttavia la prolungata carcerazione del parroco di Alassio, sono quindici giorni, nelle ultime ore ha sollevato molte polemiche. L’Avvenire, il quotidiano dei vescovi, ha pubblicato domenica un furente intervento firmato da Eraldo Ciangherotti, leader di Federvita: don Luciano, questo il succo dell’intervento, è in galera senza alcuna prova. Contro di lui c’è solo la parola di una ragazzina adolescente in difficoltà, con una famiglia non molto serena alle spalle. Vero?
I magistrati non aprono bocca. Ma tra di loro si sfogano. E non avrebbero apprezzato per niente la linea di Avvenire che, per difendere un sacerdote, liquida con una sentenza molto frettolosa la bambina e la sua famiglia. I sostituti procuratori G. B. Ferro e Alessandra Coccoli non lo ammetteranno mai, ma di fronte alla violenza della difesa – la bambina mente, liberate il don – sono rimasti sbigottiti.
Di certo l’intervento pubblicato da Avvenire ha modificato le percezioni del caso don Luciano, sia ad Alassio che ad Albenga dove risiede il vescovo. Mario Oliveri, all’inizio molto cauto, ha chiesto conto alla magistratura di un’indagine troppo lunga e basata su poco. Motivo del dietrofront? «Mi sembra che i lati oscuri che sin dall’inizio circondavano la vicenda non siano ancora stati chiariti. E mi sembra che siano state tratte delle conclusioni troppo affrettate».
Intanto ha deciso di scendere in campo a spalleggiare la Curia Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc. «Incredibile», ha dettato Buttiglione alle agenzie, «che un sacerdote ma anche un semplice cittadino possano ritrovarsi in carcere sulla base di una semplice accusa, senza alcun riscontro». Buttiglione ha annunciato un’interrogazione parlamentare.
Ieri un’ennesima veglia di preghiera si è tenuta a Borghetto Santo Spirito. Di certo non solo ad Alassio don Luciano risulta amato. A sua difesa, chi gli è vicino spiega che anche in caso di cedimento alla natura umana non avrebbe avuto bisogno di esercitare violenza alcuna: le occasioni, donne adulte e consenzienti, non gli sarebbero mancate. E mai in otto anni il sacerdote ha manifestato attenzioni morbose sulle ragazzine. In settimana, sulla sua libertà, si pronuncerà il tribunale del riesame. La procura ha spiegato che la reclusione era obbligatoria.
P. Cr.

Advertisements

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...