Pedofilia, udienza shock: Le urla di un bambino e il giudice sordo

 

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(DIRE) Roma, 25 nov. – In occasione della giornata dedicata ai diritti dei minori, “il Tribunale per i minorenni di Roma convoca LGM, il bambino di otto anni conteso fra l’Italia e gli Stati Uniti e noto alle cronache americane con ampi servizi su Fox e Cbs. Qui, nonostante i pianti e le urla disperate del minore, confermate da testimoni presenti all’accaduto, il giudice obbliga LGM a vedere il padre non tenendo in alcuna considerazione l’evidente stato di choc del minore. Testimoni dell’accaduto affermano di avere sentito le urla e i pianti fin nei corridoi del Tribunale: una scena d’altri tempi”. E’ quanto si legge in una nota di Manuela Antonelli, la mamma del bambino conteso, e dei suoi legali.

“Questo e’ il diritto all’ascolto sancito dalla Convenzione internazionale di New York applicato da alcuni giudici del Tribunale per i minorenni di Roma- si sottolinea nella nota-. Il bambino motiva l’inutile e disperato tentativo di sottrarsi alla vista del padre con il ricordo di passate violenze sessuali e il giudice, anziche’ approfondire tali gravissime affermazioni, decide di portare LGM nuovamente in casa famiglia, vietando inspiegabilmente il rapporto fra la madre, i parenti della madre e il minore. Tale incredibile decisione e’ stata presa contro il parere del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni che consigliava il collocamento del minore presso la madre e nonostante una approfondita consulenza tecnica disposta dallo stesso Tribunale dove si legge che ‘il bambino ha bisogno della madre e sconsiglia di tenerlo stabilmente separato dalla stessa’”.

Il padre del bambino e’ americano “e violando tutte le elementari regole di rispetto e privacy ha attivato su Internet una campagna di disinformazione e denigrazione della madre e della giustizia italiana, in numerosi siti, oltre all’esatta indicazione del nome e cognome del figlio ha inserito filmati che lo ritraggono senza alcuna precauzione. I commenti americani sui siti e su youtube sono desolanti: in uno di questi si legge “non comprate nulla dall’Italia e non andateci in vacanza, l’Italia e’ peggio dell’Iran”.

I legali della madre, la signora Antonelli, hanno ricusato il giudice che ha firmato l’ordinanza e annunciano reclamo presso la Corte d’Appello e un esposto al Consiglio superiore della Magistratura“Il bambino non vuole tornare in casa famiglia, dove, ha dichiarato in sede di consulenza tecnica d’ufficio, di avere subito atti di bullismo da parte di bambini piu’ grandi. Lo si portera’ via con la forza? Si fara’ violenza a un bambino che urla la sua disperazione costringendolo a separarsi dalla madre? Ci sono pressioni esterne che stanno condizionando i giudici?”.

La madre “rompe il silenzio e chiede aiuto ai media italiani perche’ si occupino con spirito di verita’ e nel rispetto dei diritti dei bambini di questa terribile vicenda, chiedendo pero’ di non diffondere immagini e il nome di suo figlio. La madre chiede aiuto a tutte le associazioni che in Italia si occupano della tutela dei minori perche’ a suo figlio non sia fatta ancora violenza”. (Wel/ Dire) 10:56 25-11-09

Ecco un articolo del 7 settembre  2009

PARLA LA MAMMA DI L., 8 ANNI. “IL PADRE, AMERICANO, NON SI È MAI OCCUPATO DI LUI”.

(DIRE – Notiziario Minori) Roma, 7 set. – Manuela Antonelli non molla e
continua la sua battaglia per proteggere il figlio, L., di 8 anni. Per
questo, con il suo legale, l’avvocato Mario Occhipinti, diffonde una nota
nella quale diffida il padre del bambino, Michael McCarty, americano, dal
mettere in atto campagne menzognere in una vicenda che vede in atto una contesa familiare fra Italia e Usa per il ragazzino, nato quanto i due
genitori erano gia’ separati e affidato dal Tribunale per i minori ai nonni
materni. Il padre accusa la madre di aver rapito L., la madre accusa il
marito di averlo molestato.

“Da oltre un mese- spiegano la mamma e il legale- la campagna mediatica diffamatoria e denigrante ad opera dell’ex marito viola i diritti alla privacy del minore. Il Tribunale per i minorenni di Roma con decreto del 2 settembre 2009 ‘ordina a Michael McCarty di eliminare immediatamente tutti i siti internet realizzati che trattano della vicenda e mostrano foto del minore…'”. Inoltre, “la strumentalizzazione e la pubblicita’ che deriva da tali iniziative lede la sana crescita del bambino”.

La signora Antonelli, nel marzo 2007, allora affidataria esclusiva, e’ tornata a casa in Italia per tutelare la salute psicofisica del minore. Il suo diritto-dovere a farlo e’ stato confermato dalla sentenza della Convenzione dell’Aja dal Tribunale per i Minorenni di Roma del 26 giugno 2007. “Il signor McCarty conosce e ha sempre conosciuto la residenza della signora e del minore. C’e’ infatti un caso giudiziario in corso nei Tribunali italiani che richiede la riservatezza e la discrezione necessari, tenendo conto della delicatezza della vicenda di cui e’ vittima un minore”.

Infine, la nota precisa che McCarty “non ha mai vissuto con il bambino insieme alla sua ex moglie fin da prima della nascita del bambino, essendo gia’ la coppia separata di fatto. E’ poco piu’ che un padre biologico, che
non ha mai realmente e concretamente messo in atto i suoi doveri di padre. Ha mostrato improvvisamente interesse nei confronti del figlio dopo che la signora Antonelli l’ha denunciato per abuso sessuale sul minore. Dal mese di
marzo 2007 non versa alcunche’ a titolo di concorso nel mantenimento del figlio”, chiude la nota.

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