ACCUSATO DI STUPRO ASSOLTO PERCHE’ SI DICHIARA IMPOTENTE


di Wildgreta

Un settantaseienne tormenta una sessantenne.Erano amici, ma lui forse voleva qualcosa di più di una semplice amicizia, e così un giorno si sarebbe avvicinato alla donna commettendo abusi sessuali.La nostra legge considera violenza sessuale anche i toccamenti, quindi non c’è bisogno che vi sia penetrazione per commettere un reato.E allora come mai è stata tenuta in considerazione una perizia medica che certificava l’impotenza dell’uomo? Ecco i fatti:

ACCUSATO DI STUPRO ASSOLTO PERCHE’ SI DICHIARA IMPOTENTE

MELEGNANO 03/11/2009 – Una sentenza che non passerà inosservata e potrà suscitare nuove polemiche. Accusato di violenza carnale e minacce ai danni di una donna di oltre sessant’anni, impegnata come perpetua parti time,un 76enne residente in un paese alle porte di Melegnano è stato assolto per rito abbreviato dal gip Andrea Pirola. La difesa attende il deposito delle motivazioni del verdetto anche se per ora sembra esclusa l’ intenzione di denunciare per calunnia la sedicente vittima. I due, lui, stimato, conosciuto in paese e con famiglia, lei, pensionata, perpetua per una delle parrocchie del paese, erano amici da molti anni. Non è chiaro se vi fosse anche dell’affatto, fatto sta che a un certo punto, nel 2007, l’amicizia si interrompe bruscamente con un litigio. Sarebbe stata la donna in particolare, sostiene la procura, a non voler più incontrare l’attempato amico e a non rivolgergli più la parola. Il motivo sfugge. Ma, secondo la querela presentata dalla pensionata, lui non si sarebbe rassegnato. Dapprima avrebbe chiesto chiarimenti, poi si sarebbe trasformato quasi in uno “stalker”, reato non contestato in quanto non previsto all’epoca dei fatti, cercando di avvicinarla persino mentre lei faceva le pulizie in parrocchia. Alla fine, questo sosteneva la pubblica accusa, un giorno il 76enne sarebbe riuscito ad avvicinarla a tradimento e avrebbe commesso abusi sessuali. La difesa, contestando radicalmente la ricostruzione dei fatti, ha puntato su alcune testimonianze, non facili da reperire vista la delicatezza del contesto, e su una perizia medica, con la quale è stato sostenuto che l’uomo fosse già da diversi anni impotente. Da qui l’assoluzione “per non aver commesso il fatto”, estesa anche all’accusa di minacce. Chiara Keller

CRONACAQUI 3 NOVEMBRE 2009

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