RIGNANO, PEDOFILIA: IL PDL CRITICA GIOVANARDI, I GIORNALI NO

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di Wildgreta

Ecco tutto quello che è uscito sulla conferenza stampa organizzata a sostegno degli indagati per pedofilia a Rignano Flaminio, il 22 ottobre 2009. Troverete i comunicati di Barbareschi e Mussolini che si dissociano da Giovanardi, nonchè i pregevoli pezzi del Corriere della Sera e Il Tempo, che ormai più che articoli di cronaca, sono delle vere e proprie “odi” agli indagati. Il 30 ottobre inizierà l’udienza preliminare e speriamo che i vari aspiranti al Premio Pulitzer che abbiamo in Italia, e che hanno decretato la fine dell’inchiesta già un anno e mezzo fa, siano impegnati in  altre vicende giudiziarie più importanti di quelle che riguardano gli abusi sui 22 bambini dell’asilo Olga Rovere.

RIGNANO: A. MUSSOLINI, SCIOCCANTE INIZIATIVA GIOVANARDI

E’ gravissimo che il sottosegretario, Carlo Giovanardi, abbia partecipato a un incontro in favore degli imputati nel processo per il delitto di pedofilia in corso a Rignano e abbia affermato che le maestre sono condannate soltanto dalla testimonianza di piccoli. Il tutto a pochi giorni dal pronunciamento del giudice”. Lo dice Alessandra Mussolini (Pdl), presidente della commissione bicamerale per l’Infanzia, che aggiunge:Si tratta di una iniziativa intollerabile. In piu’, non dare valore alle testimonianze dei bambini va contro tutti i principi sanciti dalla Convenzione sui diritti del fanciullo di New York. Se passasse questa aberrazione sarebbe vanificata ogni indagine per i reati di pedofilia. E’ scioccante che un sottosegretario con delega alla famiglia possa prendere le parti degli imputati contro i bambini.(la repubblica 23 ottobre 2009)

Caso Rignano, Luca Barbareschi si dissocia da Giovanardi

L’ On. Luca Barbareschi si dissocia dalla posizione dell’ ex ministro Giovanardi, attuale sottosegretario con delega alla famiglia , in merito all’ indagine della magistratura sugli abusi nell’asilo di Rignano. Barbareschi, Presidente della Fondazione Onlus omonima (www.fondazionelucabarbareschi.it) che da anni si batte contro la pedofilia e gli abusi sui minori , mette in guardia da qualsiasi forma di negazionismo nei confronti di quella che invece va definita “una grave piaga sociale.” “Ritengo inammissibile e inopportuno che un rappresentante della maggioranza di governo , soprattutto nel caso difficile, delicato ed esemplare di Rignano, prenda posizioni a favore di una parte” dichiara il deputato del Pdl ,Vice-Presidente della Commissione Telecomunicazioni e Trasporti. Il caso di Rignano può e deve essere risolto dalla magistratura che ne ha tutte le competenze, mettersi al di sopra di essa rischia di essere un abuso”.(fonte Fondazione Luca Barbareschi)

COMUNICATO DE “LA CARAMELLA BUONA”

PRESENZA LA CARAMELLA BUONA A RIGNANO FLAMINIO

La presenza de La Caramella Buona Onlus alla conferenza del 22 ottobre a Rignano Flaminio E’ doveroso precisare il motivo che vede i rappresentanti de La Caramella Buona Onlus alla conferenza del 22 ottobre a Rignano Flaminio.

Sono sempre più numerosi gli inviti che l’Associazione riceve da ogni parte d’Italia, con richieste di organizzare e/o presenziare a conferenze, dibattiti, convegni sul tema degli abusi. Facciamo il possibile per portare la nostra voce e l’ultradecennale esperienza ovunque, considerando anche il particolare impegno che, dal 2003, vede l’Associazione attiva in procedimenti penali a carico di pedofili seriali. Crediamo fermamente in una seria e concreta opera di informazione corretta e formazione qualificata, destinate al pubblico di genitori, di educatori e di professionisti.

Per questi ultimi, organizziamo da anni momenti formativi specialistici: il riconoscimento dei segni di abuso (per pediatri e operatori sanitari), la lettura dei segnali di disagio e presunto abuso (per psicologi, psicoterapeuti e operatori sociali), le tecniche di audizione del minore e l’attendibilità della testimonianza (per avvocati, operatori di polizia, investigatori ) Questo con un obiettivo certo e indiscutibile: l’accertamento della Verità nei casi di pedofilia.

Verità alla quale l’Associazione può contribuire stimolando un sano e civile dibattito, una continua crescita professionale di coloro i quali sono tenuti a valutare, distinguere, decidere. Verità che viene accertata indiscutibilmente dagli organi preposti, polizia giudiziaria e magistratura, nel massimo rispetto della loro piena indipendenza operativa e di giudizio. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Sen.

Carlo Giovanardi ha chiesto a Roberto Mirabile, presidente de La Caramella Buona Onlus e alla Dott.sa Roberta Bruzzone, direttore scientifico della stessa e presidente dell’Accademia Internazionale di Scienze Forensi, di partecipare alla conferenza in oggetto come esperti obiettivi e portatori di una vasta casistica processuale e investigativa, trattando l’argomento in generale, come sempre dalla parte delle vittime ma senza esprimersi sul caso di Rignano Flaminio, fornendo altresì utili informazioni sulla lotta alla pedofilia e sulle possibilità di prevenzione adottabili da esporre a quanti vorranno partecipare.

Non è (cattiva) abitudine dell’Associazione prendere parte a dispute su “falsi” o su “veri” abusi : l’accertamento spetta a chi di dovere, come prima specificato, soprattutto quando è in corso un procedimento giudiziario. Dobbiamo altresì precisare che obiettiamo del manifesto stampato apparso a Rignano Flaminio, del cui contenuto veniamo a conoscenza solo oggi, lunedì 19 ottobre: così presentato, non è in effetti chiaro quale sia l’apporto richiesto all’Associazione.

Roberto Mirabile http://www.caramellabuona.org

Sintesi dell’intervento de “La Caramella Buona” alla conferenza del 22 ottobre 2009

“….A dibattito concluso e dopo gli interventi dei vari Parlamentari, il Presidente de La Caramella Buona Onlus ha presentato rapidamente l’Associazione, le finalità e gli obiettivi raggiunti per quest’anno, soffermandosi sui processi intrapresi negli ultimi anni, al fianco delle piccole vittime, a carico di pedofili recidivi tutti regolarmente portati a termine con condanna degli imputati a diversi anni di carcere.Ovviamente un accenno anche all’attuale processo a carico di un sacerdote di una parrocchia romana, procedimento penale in cui La Caramella Buona è stata riconosciuta ancora una volta parte civile e difensiva grazie anche al nostro Presidente Onorario l’Avv. Nino Marazzita. Il Presidente Mirabile ha infine concluso affermando con forza che la pedofilia rappresenta il peggior reato e pertanto contro i pedofili non deve esistere alcuna attenuante ma solo la certezza della pena, l’isolamento e il monitoraggio una volta usciti di galera. La parola è poi passata alla dott.sa Roberta Bruzzone, esperta criminologa, Direttore scientifico de La Caramella Buona e Presidente dell’Accademia internazionale di Scienze forensi la quale, in particolare, ha illustrato la complessità nell’individuare, nei casi di pedofilia, la giusta strada da percorrere per il raggiungimento della verità data la delicatezza dell’argomento e delle vittime coinvolte. A proposito delle vittime, quindi dei bambini, la dott.sa Bruzzone, pur non entrando nei meriti della vicenda di Rignano Flaminio, ha voluto specificare, contrariamente a quanto espresso in un intervento poche ore prima durante il dibattito, che i bambini, nonostante la tenera età e una sviluppata fantasia del tutto naturale, possono essere reputati testimoni attendibili ma chiaramente devono essere altresì sostenuti da un valido aiuto, da professionisti seri in grado di compiere i giusti passi, nel pieno rispetto della sensibilità del minore e delle linee guida vigenti in tal materia.( http://www.caramellabuona.org)

Rignano Flaminio: On. Carlo Giovanardi a difesa dei sospetti pedofili

di: Antonio Rispoli

RIGNANO FLAMINIO – Senz’altro molti ricorderanno gli episodi di sospetta pedofilia di Rignano Flaminio, e la “scuola degli orrori”, come è stata soprannominata. Tre insegnanti ed altre due persone accusate di atti di pedofilia su bambini molto piccoli, tra i 4 e i 9 anni. E oggi, ad una settimana di distanza dall’udienza preliminare, l’onorevole Carlo Giovanardi, Sottosegretario con delega alla Famiglia, parteciperà al convegno dal titolo eloquente: “Falsi abusi a Rignano Flaminio”, organizzato dall’associazione Ragione e Giustizia, nata a sostegno degli indagati. Inizialmente a questo convegno era stata invitata anche l’associazione “La Caramella Buona”, nata per tutelare i diritti dei minori; ma in un secondo momento la stessa ha emesso un comunicato nel quale sosteneva che l’invito che avevano ricevuto non conteneva alcuna indicazione sul tema del convegno e che loro avevano accettato solo perchè pensavano si trattasse di parlare degli abusi sui bambini. Saputo l’argomento del convegno, si sono dissociati dal nome del convegno e hanno detto che parleranno solo degli abusi sui bambini in generale. Non è la prima volta che Giovanardi entra nella vicenda di Rignano Flaminio dalla parte degli imputati, pur non essendo nè imputato, nè legale di nessuno dei sospettati. Per esempio a luglio scorso ha fatto scalpore uno scambio di querele che ha avuto con l’avvocato Taormina, legale di alcuni dei genitori dei minori che avrebbero subito gli abusi. Taormina ha querelato Giovanardi per avere accusato i suoi clienti di avere montato il caso e di avere mentito davanti ai PM; Giovanardi ha risposto con una querela contro Taormina e contro l’Associazione Genitori di Rignano Flaminio (Agerif) per diffamazione. E pochi giorni prima, come testimonia sul suo blog bambinicoraggiosi.com Roberta Lerici, esponente dell’Italia dei Valori che segue da vicino la vicenda, il sottosegretario Carlo Giovanardi aveva pensato bene di invitare gli accusati di Rignano Flaminio a guardare i tre video, girati dai genitori di alcuni bambini, quando hanno denunciato i fatti. Si tratta di video che si resero necessari all’epoca perchè non erano creduti e i Carabinieri non volevano accettare le loro denunce; e sono depositati agli atti del processo. Il punto inquietante è che l’Onorevole Giovanardi ha più volte sostenuto che la pedofilia è un fenomeno più mediatico che reale e che nelle scuole è qualcosa di inesistente. Posizione che è contrastata anche dal suo collega di partito Luca Barbareschi, che ieri ha fatto un comunicato stampa nel quale mette in guardia da qualsiasi forma di negazionismo della pedofilia e sostiene che mettersi sopra la magistratura, che deve agire liberamente, sarebbe un abuso. (Julie News 21 ottobre 2009)

PEDOFILIA: RIGNANO; GIOVANARDI, LE MAESTRE SONO INNOCENTI

(ANSA) – VITERBO, 22 OTT -;Dalle indagini non è emerso alcun elemento concreto a carico delle maestre. Qui non c’é stato alcun abuso in danno degli alunni della scuola materna. E’ evidente che i bambini sono vittime di suggestione”. Lo ha detto il sottosegretario con delega alla Famiglia Carlo Giovanardi. intervenendo a Rignano Flaminio (Roma) al convegno organizzato dall’associazione “Verità e giustizia”, costituito due anni fa in difesa della insegnanti della scuola materna Olga Rovere, accusate di aver compiuto atti di pedofilia su 24 allievi. Secondo Giovanardi, se il gup del tribunale di Tivoli dovesse rinviare al giudizio gli indagati, oltre alle tre maestre una bidella e il marito di una delle insegnanti, “non si farebbe altro che protrarre per anni la sofferenza delle persone ingiustamente accusate e dei degli stessi bambini coinvolti. Per questo – ha aggiunto – lancio un appello affinché si ponga subito fine a questa vicenda”. “Questa assemblea – ha aggiunto – l’affetto e la stima espressi dalle famiglie di Rignano verso le insegnanti e la scuola in cui operavano, sono la prova della loro innocenza. E le famiglie che le hanno denunciate devono essere contente, perché è la dimostrazione che i loro figli non hanno subito alcun abuso”. Le insegnanti indagate hanno inviato un messaggio scritto che è stato letto tra gli applausi dalle circa 270 persone presenti nel teatro Paladino di Rignano. (ANSA).

Roma - Incontro blindato, a fine mese la parola al giudice

A Rignano va in scena l’«assoluzione» delle maestre

Giovanardi alla folla: vittime di una trappola

RIGNANO FLAMINIO (Ro­ma) — Il teatro è pieno pie­no, non si trovano posti a se­dere. Verrebbe da dire che Ri­gnano Flaminio è tutta qui, se soltanto fuori non fosse rima­sta l’altra metà di questo pae­se ferito. Va in scena un pro­cesso al contrario oggi pome­riggio al teatro Palladino. Va in scena l’Innocenza della ma­estre di Rignano, per la regìa dell’associazione Ragione e giustizia. Lo ricordate? Successe tut­to tre anni fa. Il 12 ottobre 2006, per l’esattezza. Nella scuola materna di questo pae­sino alle soglie di Roma entra­no i carabinieri con l’indice puntato contro le maestre Sil­vana, Marisa, Patrizia: avete molestato vostri bambini del­l’asilo.

Cerano venti mamme e venti papà sul piede di guer­ra. Gli accusatori? Proprio i piccoletti. Soltanto loro, però. «La testimonianza più as­surda: si sa che i bambini so­no gli unici esseri al mondo che mentono senza davvero sapere di mentire. E lo fanno con facilità, soprattutto se sti­molati dagli adulti». Modesto Mendicini è un pediatra: spet­ta a lui l’arringa di questo pro­cesso. Il sottosegretario alla fa­miglia Carlo Giovanardi ci è venuto apposta da Roma, per seguirlo, insieme ad altri par­lamentari del Pdl. Dirà poi Giovanardi, in un un fuori onda: «Gesù, non vorrei mai finire in una simile trappola giudiziaria. Queste maestre condannate soltanto dalla testimonianza di picco­li » . Nel suo intervento sul pal­co il sottosegretario ce l’aveva messa tutta per pacificare gli animi di questo paese che da quando i carabinieri sono en­trati nella scuola materna non è stato mai più lo stesso: «Ma non è fantastico se qualcuno finalmente capisse non tanto, e non solo, che queste mae­stre non sono dei mostri. Ma, soprattutto, che questi bambi­ni non hanno subito degli or­ribili soprusi che si porteran­no dietro tutta la vita?».

Inuti­le. Nelle ultime file le mamme e i papà dei bambini denun­cianti mormorano. Impreca­no. Vogliono soltanto giusti­zia. La loro giustizia. Anche le maestre colleghe delle accusa­te per tutto il pomeriggio si sono affannate a proclamare l’innocenza di queste donne, inutilmente. Inutilmente, per­lomeno, per i genitori dei pic­coli e di chi ancora vuole cre­dere soltanto a loro, alla sto­ria delle maestre pedofile e di tutti quegli orribili abusi. «Ma è assurdo: si sa che la pedofilia al femminile non esi­ste ». Tocca alla maestra Ma­ria, Maria Onesti, la sintesi di questo psicodramma di pro­vincia: «Lo sappiamo chi è sta­to a trasformare queste tre po­vere donne in mostri e stre­ghe. Sono stati quelli venuti da fuori: da Formello, da San­t’Oreste, l’onda anomala di Sa­xa Rubra…». Loro, i genitori forestieri, dalle file in fondo alla sala, ora ascoltano muti. Ma la ten­sione in sala è palpabile, in tanti hanno paura che esplo­da. Per questo nel piccolo tea­tro sono arrivati molti carabi­nieri, sono tre anni che que­sto paese si è trasformato in una pentola a pressione. Adesso siamo arrivati alla resa dei conti. Il prossimo 30 ottobre sarà il giudice del­l’Udienza preliminare a deci­dere se rinviare a giudizio op­pure no le maestre di Rigna­no. Loro, gli imputati (c’è an­che il marito di una maestra fra loro) oggi pomeriggio han­no preferito non esserci. Han­no mandato un messaggio, piuttosto. Lo ha letto per loro Emanuela Scatolini, una colle­ga. Un’autodifesa accurata, ma non certamente esaustiva. In quel messaggio non c’era scritto, ad esempio, che nei loro racconti i piccoletti di Rignano Flaminio avevano puntato le loro accuse contro un «uomo nero». E che per questo il benzinaio cingalese Khelum Weramuni Da Silva si era trovato dentro un carcere, senza nemmeno il tempo di capire perché. Adesso è fuori, Khelum. Fuori dal carcere e da un incu­bo. Da sempre gli uomini neri sono i cattivi dei sogni dei bambini, eppure in prigione ci era finito senza alcuna re­mora. Suggerisce il pediatra Mendicini: «Succede che sto­rie simili si montino per iste­ria collettiva: ricordiamoci di Mc Martin, in California. Ven­nero tutti assolti, ma dopo sei anni di tragedie».

Alessandra Arachi

CORRIERE DELLA SERA 23 ottobre 2009

Il Caso Rignano Flaminio “Noi, mostri innocenti”

Le maestre si difendono dalle accuse dei genitori dei bambini della materna. Gli abitanti sono divisi fra innocentisti e colpevolisti, ma un solo pensiero li unisce: “Ormai il paese non si ripreenderà più”.

Un’immagine-simbolo del L’inchiesta giudiziaria sui presunti abusi nella scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio comincia nel luglio 2006, con le denunce di alcuni genitori. Gli indagati vennero arrestati il 24 aprile 2007 e scarcerati il 10 maggio. Nell’estate 2007 comincia il lungo incidente probatorio. Il 13 gennaio 2009 la chiusura delle indagini, con la richiesta di rinvio a giudizio per le maestre Silvana Magalotti, Patrizia Del Meglio e Marisa Pucci, l’autore tv Gianfranco Scancarello e la bidella Cristina Lucerti. Archiviata la posizione di un’altra maestra, Assunta Pisani, e del benzinaio cingalese Kelum Weramuni Da Silva. Il 30 ottobre comincia l’udienza preliminare davanti al gup di Tivoli.

RIGNANO FLAMINIO – A tre anni dallo scandalo, Rignano Flaminio prova a ripartire. Lo fa mettendoci la faccia. Quelle delle colleghe e degli amici degli indagati che il prossimo 30 ottobre compariranno davanti al gup del Tribunale di Tivoli, che dovrà decidere sul rinvio a giudizio richiesto dal pm Marco Mansi nei confronti delle tre maestre Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, dell’autore tv Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio, e della bidella Cristina Lucerti. I capi d’imputazione sono pesanti: violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di soggetto incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza. Accuse infamanti che hanno spaccato in due, tra innocentisti e colpevolisti, un’intera comunità. Accuse alle quali sempre meno gente crede, a Rignano. Ci mettono la faccia le ex colleghe delle maestre indagate.

Nunzia Pellegrino, Luciana Salvi, Emanuela Scattolini e le altre insegnanti della scuola materna Olga Rovere – dove sarebbero stati compiuti abusi sessuali su 19 bambini tra il 2005 e il 2006 – non usano mezzi termini per ribadire la loro incrollabile convinzione: a Rignano non è mai accaduto nulla; nessun caso di pedofilia, né dentro né fuori dalla materna. Per ribadirlo, con l’associazione «Ragione e giustizia», hanno organizzato una conferenza, ieri pomeriggio, all’interno del teatro comunale «Paladino». C’è mezza Rignano Flaminio, quella innocentista. Duecento posti a sedere esauriti e altre decine di persone in piedi: giovani, anziani, colleghi, amici e semplici conoscenti degli indagati. In platea anche politici: il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, i senatori Pdl Compagna e Stefano De Lillo, il deputato Udc Luciano Ciocchetti, il consigliere comunale Fabio Di Lorenzi; tutti lì per dare solidarietà agli indagati e fiducia nella giustizia.

Il pediatra Modesto Mendicini, scettico sin dalla prima ora, parla di «bambini suggestionati dai genitori», di psicosi collettiva e di autosuggestione che avrebbe influenzato indagini e perizie. Insomma, nessun abuso è mai stato compiuto alla materna Olga Rovere, anche perché – ammonisce – «i bimbi lo avrebbero subito raccontato, invece ogni confessione è stata indotta dagli adulti. Eppoi, in un paese dove tutti conoscono tutti come avrebbero fatto gli indagati a far uscire i bimbi da scuola?». Tesi sostenute con forza dalle amiche e colleghe delle maestre indagate, che sciorinano orari e circostanze della vita quotidiana alla materna: nessuno avrebbe potuto compiere indisturbato quegli atti senza farsi scoprire. E giù via attestati di stima, narrazioni di episodi di vita quotidiana, aneddoti familiari e privati. Per dire solo una cosa: gli indagati sono innocenti. Quegli stessi indagati che per bocca della maestra Scattolini leggono un comunicato all’assise innocentista riunita. «Continuiamo a confidare nella giustizia – scrivono – Noi siamo sempre rimasti al nostro posto. Tutto quello che abbiamo costruito è andato distrutto. Ora lottiamo per un nuovo giorno che veda fatta giustizia».

La loro vita «è stata stravolta» dall’attribuzione «di un reato mostruoso mai compiuto». Adesso aspettano il 30 ottobre. Aspettano che un giudice li svegli da un incubo; magari rileggendo la sentenza con cui il Riesame li ha scarcerati il 10 maggio 2007: «Non esistono gravi indizi di colpevolezza». Ma Rignano ormai non è più la stessa. C’è ancora chi non crede all’innocenza degli indagati, anche se sono la minoranza. Ieri ignoti hanno sparso vermi in teatro per evitare lo svolgimento della conferenza. Rignano è un paese segnato. «Non si vende più una casa», confessa un imprenditore. «Avevo un’azienda con 15 dipendenti, ora sono solo due», gli fa eco un secondo. Un tempo centro residenziale sulle dolci pendici della Flaminio. Oggi paese degli orrori. È l’effetto-mostro. «Rignano non si riprenderà più. Così come tutte le persone coinvolte: bambini, genitori, indagati, famiglie degli indagati. Resteremo tutti segnati per sempre», chiosa un passante sotto la pioggia.

dall’inviato Daniele Di Mario IL TEMPO 23/10/2009

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