Istruttore d’arti marziali arrestato per pedofilia

Venerdì 17 Luglio 2009

«Mi ha costretto ad avere rapporti sessuali con lui fin da quando avevo meno di 14 anni. Me ne ha fatte di tutti i colori, ho vergogna a raccontare».

Quando i carabinieri hanno raccolto la denuncia di quel giovane vicentino, che ha più di vent’anni e che vive di lavoretti saltuari, stentavano a credergli. Gli accertamenti compiuti finora hanno portato a ritenere che avesse riferito la verità. Per questo, al termine di un’indagine delicata e riservata, coordinata dal pm Antonella Toniolo, hanno notificato ad Alessio Gelicrisio, 47 anni, l’ordinanza di custodia in carcere per reati pesantissimi. È accusato di violenza sessuale su minorenni, prostituzione minorile e corruzione di minorenne, durati negli anni.

Gelicrisio, che a dispetto del cognome è nato e cresciuto in città, lavora come operaio ed è istruttore di arti marziali in un centro di Sovizzo, era in carcere quando i carabinieri del radiomobile della compagnia di Vicenza gli hanno consegnato il provvedimento. Era stato infatti arrestato dagli stessi militari sabato scorso quando, nel corso di una perquisizione per trovare materiale inerente all’indagine, avevano sequestrato anche altro. In concreto, 6 piante di marijuana e 36 grammi di hashish; oltre a questo, katane, pistole a salve, manette e un distintivo dei carabinieri con la sua foto. A cosa gli servisse questo materiale è ancora da comprendere, ma di fatto era stato arrestato per la droga.

In casa, però, erano stati trovati film, cassette, e svariate fotografie e video. Visionando quel materiale – che ora dovrà essere analizzato da un perito incaricato dalla procura – gli inquirenti hanno compreso che il racconto del ragazzo era drammaticamente reale. Si trattava di immagini squallide, che documentavano atteggiamenti sessuali con protagonisti il giovane che aveva sporto denuncia, ma anche altri ragazzi.

Non solo. I militari, una volta avviate le indagini, avevano iniziato ad ascoltare Gelicrisio per comprendere in che rapporti fosse con altri giovani, e dal tenore delle telefonate intercettate il quadro che è emerso era assai pesante.

Nel contempo, gli inquirenti dall’esame dei tabulati telefonici sono riusciti ad identificare un secondo giovane vicentino, che in caserma ha confermato come, fin dalla tenera età, Gelicrisio lo avesse indotto a compiere atti sessuali nel mentre veniva fotografato o filmato. In cambio, l’operaio gli dava soldi o, come nel suo caso, sostanze stupefacenti. Di qui l’accusa di prostituzione minorile, perché induceva quei giovanissimi ad avere rapporti con lui dietro un compenso. Uno scenario drammatico, che ha spaventato le famiglie dei ragazzi, le quali si sono rivolte agli avv. Cesare Dal Maso e Carolina Casagni per farsi tutelare.

Le indagini sono in pieno svolgimento. Altri sviluppi potranno venire dall’interrogatorio di Gelicrisio, che è assistito dall’avv. Federico Gobbato e che dovrebbe essere sentito in questi giorni.

I carabinieri stanno cercando in primo luogo di identificare altre presunte vittime, alcune delle quali si vedono nelle immagini. Non solo; c’è da capire che uso abbia fatto l’operaio di quel materiale, e il timore è che possa averlo in qualche maniera diffuso.

Infine, sono in corso verifiche sulla sua attività di istruttore (la palestra è ovviamente estranea a qualsiasi accusa), che lo portava a contatto con giovani. Ha cercato di adescarne anche durante le lezioni, l’accusato di pedofilia?

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