Umberto I, Montaguti sul ritrovamento dei feti:All’interno la massoneria è forte

Umberto I, frodi e abusi d’ufficio: anche Montaguti tra i 20 indagati

Inchiesta della procura di Roma sulla gestione del Policlinico Umberto I e dell’università La Sapienza. È un nuovo filone di indagine rispetto a quello relativo alla ristrutturazione dei tunnel dell’ospedale

Sono complessivamente una ventina le persone indagate nell’inchiesta della procura di Roma sulla gestione del Policlinico Umberto I e dell’università La Sapienza. Tra loro c’è anche il direttore generale del Policlinico Ubaldo Montaguti. Massimo riserbo sulla tranche di inchiesta in cui è coinvolto il manager. Si è appreso, tuttavia, che non riguarda l’ultimo filone aperto, quello della ristrutturazione delle gallerie ipogee.

Gli accertamenti, affidati al pubblico ministero Maria Cordova, sono partiti alcuni anni fa in seguito alla denuncia di un candidato ad un concorso per una cattedra universitaria.

Nelle more di quell’indagine sono emerse altre fattispecie che hanno determinato le nuove tranche di accertamenti. Oltre a quella sui lavori di ristrutturazione dei tunnel (indagati per frode due collaboratori di Montaguti e la società affidataria dell’appalto) ci sono i filoni relativi agli appalti, al conferimento e gestione degli incarichi (tra questi quelli relativi alle cattedre della Sapienza e le consulenze) e ai bilanci. Gli indagati sono coinvolti in questi filoni di indagine per ipotesi che, a seconda delle posizioni, vanno dalla frode all’ abuso d’ufficio fino al falso.

“Stanno indagando su di me da quando sono arrivato al Policlinico, la cosa non mi scandalizza, vedremo di cosa si tratta”. Lo ha detto il direttore generale del policlinico Umberto I, Ubaldo Montaguti, a proposito delle indagini della magistratura sul nosocomio romano. Montaguti ne ha parlato a margine della sua audizione in Commissione al Senato riguardo al ritrovamento di feti nei sotterranei dell’Umberto I avvenuto alcuni mesi fa. “All’interno del policlinico a Massoneria è presente ed è forte”, ha continuato Montaguti sottolineando anche che tra i mille medici dell’ospedale ce ne sono trecento che dal mio punto di vista non dovrebbero stare neppure al nosocomio di Rocca Priora, perchè non fanno ricerca, didattica e assistenza”.

(La Repubblica 23 giugno 2009)
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