Iniziato il processo a Don Ruggero “Per violenze sessuali su 7 ragazzini”

Si è aperto davanti ai giudici della VI Sezione penale di Roma il processo a Don Ruggero Conti, l’ex parroco della Chiesa della Natività di Maria Santissima di Selva Candida, alle porte della capitale, accusato di atti sessuali con minorenni e prostituzione minorile, continuati e aggravati, in relazione a violenze compiute su sette ragazzini che gli erano stati dati in custodia tra il 1998 e il 2008.

In Aula e lungo i corridoi di piazzale Clodio sono presenti molti parrocchiani, certi dell’innocenza del sacerdote. Decine i ragazzini presenti, frequentatori dell’oratorio di Selva Candida. Questa mattina indossavano delle magliette bianche con una scritta rossa: “Don Ruggero ti vogliamo bene”. Tutti, però, hanno dovuto togliere le t-shirt prima di entrare nel palazzo di giustizia.

Il tribunale presieduto da Luciano Pugliese ha accolto la costituzione di parte civile dei genitori di alcuni minori presunte vittime del sacerdote, dell’associazione onlus ‘Caramella buona’, che si occupa della lotta alla pedofilia, e di Mario Staderini, esponente dei radicali.

Presente in aula anche lo stesso don Ruggero, ancora detenuto in carcere dove è tornato su disposizione del gip Carmine Castaldo sulla base del decreto emesso dal governo in materia di sicurezza il 18 marzo scorso anche alla luce del ‘no’ del gip alla scarcerazione dello stesso sacerdote all’esito di una perizia che aveva giudicato le sue condizioni di salute non incompatibili con il carcere. Il 16 settembre precedente gli erano stati concessi gli arresti domiciliari.

Inizialmente, il 30 giugno scorso, era finito in carcere, mentre stava organizzando con l’oratorio il viaggio per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù di Sidney che si è tenuta dal 12 al 21 luglio 2008. Secondo l’accusa, il sacerdote negli ultimi dieci anni avrebbe ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure, tra l’altro, nell’oratorio e nei campeggi estivi.

Nel corso delle indagini successive all’emissione della misura cautelare sarebbero emersi altri casi di abusi che risalirebbero fino a venticinque anni fa e che si sarebbero svolti a Legnano quando ancora non era stato ordinato sacerdote e insegnava educazione sessuale. Fatti ormai prescritti e per i quali la procura non potrà quindi procedere, ma le presunte vittime saranno comunque citate come testimoni nel caso di un eventuale processo. Il parroco ha sempre respinto le accuse contestategli.

Sono sette gli episodi di abuso imputati al sacerdote, tutti coinvolgono minori di sesso maschile; di questi, in due casi il prete avrebbe anche indotto i ragazzi a “compiere e/o subire gli atti sessuali in cambio di denaro e di altra utilità, in genere capi d’abbigliamento”.

Secondo la ricostruzione dell’accusa i fatti si sono svolti tra il 1998 e il maggio del 2008. Il sacerdote, stando al capo d’imputazione, per compiere gli abusi avrebbe approfittato dei situazioni di ‘debolezza’ o di difficoltà familiare in cui si trovavano i piccoli. In un caso un minore era stato affidato al prete dalla madre, in difficoltà economiche, perché si prendesse cura del figlio e lo aiutasse a superare i problemi dovuti alla perdita del padre.

E proprio in questo caso il sacerdote avrebbe abusato del minore per circa quaranta volte in cambio di danaro (dai dieci ai trenta euro per ogni singola prestazione) o di abiti. Anche nel secondo caso in cui il pm contesta il reato di prostituzione minorile il prete avrebbe indotto un ragazzo a subire atti sessuali in cambio di denaro (dai dieci ai cinquanta euro) per circa quattro o cinque volte al mese, invitandolo anche a fermarsi di notte nella sua abitazione.

Secondo l’accusa, inoltre, il prete avrebbe abusato di un altro minore, approfittando dei momenti che passavano da soli con la scusa di impartirgli gratuitamente lezioni private attinenti alla preparazione al primo anno scolastico dell’istituto professionale per geometri. In un altro caso, infine, le violenze sarebbero avvenute dopo che il prete aveva invitato il ragazzino nella sua abitazione, in seguito ad un litigio che il minore aveva avuto con un giovane che frequentava la parrocchia e terminato con lesioni evidenti.

In due episodi le violenze sarebbero avvenute anche durante i campi estivi organizzati dal prete a Santa Caterina Valfurva (Sondrio) o in Trentino, tra l’altro, mentre gli altri partecipanti al campo erano a fare un’escursione.

(La Repubblica 16 giugno 2009)
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37 thoughts on “Iniziato il processo a Don Ruggero “Per violenze sessuali su 7 ragazzini”

  1. Li ho letti tutti e sono rimasta molto colpita. Tre articoli su Il Giornale per demolire un altro prete, la reiterazione del concetto di complotto, le vittime che non esistono, le famiglie che parlano bene di don Ruggero, eccetera. Ma qui è arrivata una testimonianza terribile, di cui forse tutti si sono dimenticati. La riproporrò, insieme a tutti questi articoli che, come sempre accade, escludono l’esistenza delle vittime.
    Sarà d’accordo con me, che un minimo di equilibrio, da parte degli organi di stampa, sarebbe auspicabile.

  2. Vorrei chiederLe se l’equilibrio che Lei auspica da parte degli organi di stampa sia esistito prima della pubblicazione dei tre articoli che Le ho segnalato. Per quello che posso ricordare io, prima del rinvio a giudizio di don Ruggero Conti vi é stato un solo articolo che si possa definire “possibilistico” sulla sua innocenza. Tutti gli altri articoli erano o meramente tecnici, ossia riferivano fatti di cronaca senza commenti aggiunti, o apertamente colpevolisti sin dal primo momento. Io questo non lo chiamo equilibrio.

  3. L’equilibrio non c’è neanche nel modo di commentare gli articoli che vengono segnalati a questo blog (ma non solo a questo). Anzi, la tendenza è di minimizzare tutto quello che viene segnalato a discolpa di don Ruggero e, al contrario, enfatizzare tutto quello che va contro l’accusato.
    Comunque aspettiamo e io sono fiduciosa che la verità verrà fuori.

  4. E’ passato più di un anno da quando don Ruggero Conti fu arrestato, da quando furono scritti i primi articoli di giornale al riguardo, da quando su questo blog si iniziò a discutere in merito.
    Per essere più precisi, si inizio a discutere in merito alla sua colpevolezza, e la discussione, tuttora in corso, ha sin dall’inizio coinvolto numerosissime persone, colpevolisti o innocentisti, che conoscevano don Ruggero o che non lo avevano mai visto, riflessivi o aggressivi. Qualche centinaio di post a dimostrare che l’argomento colpevolezza di don Ruggero era molto interessante per molti.
    Tutto qui e tutto bene? A mio avviso solo in parte.
    Recentemente, ossia subito prima e subito dopo l’inizio del processo, sono usciti alcuni articoli su quotidiani e riviste, che tendono a ribaltare l’ottica sino a qui seguita dai media, ossia vogliono discutere in merito all’innocenza di don Ruggero e non in merito alla sua colpevolezza.
    Qual’è stata la risposta delle centinaia di persone che per un anno si sono battute da una parte e dall’altra, anche col coltello fra i denti, su questo blog? Lo zero assoluto, a parte i quattro brevi post del fesso che scrive, ed un post di Wildgreta.
    Mi viene da pensare alle code che quasi sempre si formano su strade ed autostrade quando vi è un incidente; molti, spero non tutti, rallentano nella speranza di vedere il sangue, o meglio ancora i corpi.

  5. Segnalo articolo su Tempi.it del 2 Luglio 2009. Intervista a don Fortunato Di Noto, che difficilmente si può definire amico dei pedofili.
    Saluti

  6. Gentile Gianni Casti, in quell’articolo don Di Noto commette un errore.Ovvero parla di carta di Noto e protocollo di Venezia che , a suo avviso, non sarebbero stati seguiti negli interrogatori delle presunte vittime di don Ruggero. Peccato che quei due protocolli siano fatti per i minori, soprattutto i bambini molto piccoli. C’è un solo minorenne fra coloro che hanno denunciato don Ruggero. Voleva che facessi un articolo sugli errori di don Di Noto? Voleva che dicessi che ha ragione Marazzita quando afferma che don Di Noto non ha titoli per intromettersi nel caso giudiziario che riguarda don Ruggero? Voleva che scrivessi che don Di Noto non conosce neppure il caso di Rignano Flaminio eppure continua ad esprimere giudizi? Se pensa che possa essere utile, questo articolo lo faccio. Se poi, mi chiede se sia utile parlare dei 3 o 4 articoli usciti su Il Giornale a difesa di don Ruggero, le rispondo che non è di alcuna utilità. Si ricordi che proprio qui è arrivata una terribile testimonianza di una persona che non aveva sporto denuncia (non so se lo abbia fatto in seguito) e che, purtroppo non ho dimenticato. Per quello che riguarda le tante persone che hanno difeso don Ruggero su questo blog, ha ragione a domandarsi come mai siano sparite. Me lo sono chiesto anch’io.
    Sono certa, comunque, che nel processo la verità verrà fuori. A proposito, secondo lei il comune di Roma si è costituito parte civile o no? Io non sono riuscita a capirlo.

  7. Gentile Wildgreta,
    per più di un anno, pur convinto dell’innocenza di don Ruggero Conti, ho partecipato al dibattito su questo blog difendendo in più di un’occasione la Sua posizione, sostenendone la sostanziale imparzialità pur nella delicatezza dell’argomento trattato.
    Ora mi consenta di darLe un consiglio: non pubblichi questo mio intervento, perché nel prosieguo è mia intenzione dimostrare la assoluta parzialità della posizione che Lei ha deciso di tenere dall’inizio del processo.
    Quindi, sapendo che queste mie parole saranno lette solo da Lei, affermo che il suo ultimo intervento è parziale, fazioso e vacuo. In altre parole, colpevole di consapevole ed affermata malafede.

    E’ parziale, perché riguardo a don Di Noto Lei estrapola da un intero articolo solo alcune incomplete posizioni, per dimostrare che chi scrive (per difendere la giustizia, non don Ruggero) non ha diritto di esternare opinioni in merito. Non giudizi, opinioni. Piuttosto suggestivo, come punto di vista: io, Lei e qualsivoglia altro cittadino possiamo scrivere ciò che vogliamo al riguardo, e don Di Noto, riconosciuto non da me ma da tutti come esperto a livello internazionale nella lotta contro la pedofilia, non ha diritto di scrivere che le indagini su don Ruggero presentano dei punti oscuri. Non ne ha il diritto avendo preso visione dei verbali delle indagini stesse, (così come ha preso visione di quelli di Rignano Flaminio), cosa che dubito fortemente Lei abbia fatto. E’ del tutto pretestuoso affermare, come ha fatto Lei riprendendo quanto dichiarato dall’avv. Marazzita, che la Carta di Noto ed il Protocollo di Venezia non siano metodologie di indagine applicabili a questo caso giudiziario. Tutt’al più, come afferma nell’articolo lo stesso don Noto “…non sono modalità di indagine vincolanti, però andrebbero seguite.”
    Sostenere che alla data degli interrogatori la maggior parte delle presunte vittime fosse maggiorenne nulla toglie al fatto che, come afferma don Noto nell’intervista, “…servono anche persone che conoscono questo campo delicato di indagine. Per evitare, soprattutto, di porre domande suggestive ai ragazzi.” I quali ragazzi, all’epoca dei presunti abusi, erano minori, ed in quanto tali, secondo il più elementare buon senso, dovrebbero essere ascoltati.
    Cosa vi è, mi domando, di lesivo della dignità e della personalità delle presunte vittime, siano esse minorenni o meno, in questo? Cose vi è di ostativo al corretto procedere delle indagini?
    Cosa vi è di fazioso ed ingiusto nel sostenere che “…andrebbe ricostruita la genesi del primo sospetto: da cosa è cominciato tutto. È stato fatto? E sono state verificate eventuali influenze tra le dichiarazioni dei ragazzi? E le modalità e le entità di diffusione della notizia dei presunti abusi, sono state controllate?”
    Questo Suo punto di vista è ancora più suggestivo, dato che nell’intervista è lo stesso don Di Noto ad affermare: “Non ho nessuna autorità per parlare? È vero, infatti le mie sono solo domande su alcune procedure usate in quest’inchiesta. Tutti hanno l’autorità per dichiarare qualunque cosa, mentre il sottoscritto non ha neppure libertà di porre delle domande?”
    Mi domando se Lei si sia presa la briga di leggere per intero quest’intervista.

    E’ fazioso. Lei mi scrive : “Se poi, mi chiede se sia utile parlare dei 3 o 4 articoli usciti su Il Giornale a difesa di don Ruggero, le rispondo che non è di alcuna utilità.”
    Si rende conto che questa Sua affermazione è farneticante, se prima non chiarisce in modo inequivocabile cosa Lei intenda per “utilità”? Se per Lei è utile tutto e solo ciò che serve a buttare benzina sul rogo di don Ruggero, allora la Sua affermazione cessa di essere farneticante ed assume un senso preciso. A Lei interessa solo dimostrare la colpevolezza dell’imputato, ed il ruolo di moderatore da Lei assunto nell’ultimo anno è solo una patetica, tragica farsa prima di tutto verso se stessa, poi in parte verso quel centinaio di fessi che hanno perso tempo a scrivere su questo blog. Scrivo in parte perché spesso chi ha scritto si è confrontato con altri e non con Lei.
    Se invece l’utilità ha un altro significato, allora pubblichi sul blog tutti gli articoli che Le ho segnalato, e lasci che siano altri a decidere se quanto è in essi riportato sia utile o interessante.
    Magari si troverebbe a dover gestire altri duecento post, se non ha paura di farlo.

    E’ vacuo. Ossia vuoto, povero di contenuti. Con tutto il rispetto dovutoLe, chi se ne frega se “proprio qui è arrivata una terribile testimonianza di una persona che non aveva sporto denuncia (non so se lo abbia fatto in seguito) e che, purtroppo non ho dimenticato.”
    Se da Lei (a casa, in redazione, in altro luogo?) è arrivata (di persona, per lettera, per telefono?) una testimonianza, cosa ha tale testimonianza, soprattutto se poi non seguita da denuncia, di tanto speciale rispetto a tutto il caso da indurLa a voler seppellire sotto silenzio ogni testimonianza di segno contrario? E’ vacuo sostenere: “Sono certa, comunque, che nel processo la verità verrà fuori.” se poi Lei è la prima a cercare di nascondere elementi che potrebbero (forse, ipotesi, ma perché averne paura?) portare alla verità. E’ totalmente vacuo interessarsi dello squallido dettaglio se il Comune si sia o meno costituito parte civile.

    Gianni Castellucci

  8. L’equilibrio non c’è mai stato e purtroppo non ci sarà mai.
    Fa più rumore (e pubblicità) un articolo con una presunta testimonianza di violenza da parte di un prete, che un articolo che cerca di mettere un po’ d’ordine in tutto quello che è accaduto, prendendo in considerazione altre situazioni venute fuori non da invenzioni giornalistiche sull’onda emotiva del primo momento (…. centinaia di violenze…. quantità di materiale pedo-pornografico che neanche un capannone avrebbe potuto contenere… abusi risalenti all’infanzia di don Ruggero e via dicendo… non dimentichiamo anche quella della sospensione di don Ruggero avvenuta due anni prima che non è assolutamente rispondente a verità ma che ormai è data per assodata) ma che analizzano gli atti del processo ora pubblici e accessibili.

    Capisco che chi non conosce la situazione ha più difficoltà a comprendere e capire tutto quello che sta succedendo e quindi a dare un giudizio imparziale, ma da qui a sostenere che si è imparziali ce ne vuole.

    Io non sono imparziale e lo dico chiaramente, don Ruggero è un carissimo amico, mio, dei miei figli, dei mie genitori, di tutta la mia famiglia e quindi ho le mie certezze.

    Io non chiedo l’imparzialità a chi è coinvolto in prima persona in questa vicenda.

    Chiedo l’imparzialità a chi dichiara di essere imparziale e al di sopra delle parti.

  9. Comunque, nell’udienza di oggi il Tribunale ha respinto l’istanza del Comune di Roma a costituirsi parte civile.

  10. Ero presente all’udienza e solo per definire la situazione del Comune si sono perse quasi due ore. La richiesta è stata giustamente respinta. Il Comune ora ha impugnato la decisione e questo purtroppo causerà ulteriore perdita di tempo in una vicenda che già si preannuncia lunga di per se. E tutto questo sulla pelle di una persona che è in carcere nonostante ancora non ci sia niente di definitivo a suo carico. Trovo molto triste e sintomo di piccolezza il voler a tutti i costi far entrare la politica e tutto quello che la circonda in qualsiasi vicenda si muova in Italia….

  11. non commento la questione di don Ruggero da mesi, ormai, per una semplice ragione: io sono uso a confrontarmi con i fatti, e di fatti non ce ne sono stati da mesi, appunto. Tranne quello, non trascurabile e vergognoso al contempo, che Ruggero è tornato in carcere a seguito del decreto sicurezza, nato sull’onda emotiva suscitata daila violenza alla caffarella, e gli autori dello stupro sono fuori. Se non intercorre nulla, Ruggero, invece, dovrà attendere l’aggiornamento del processo a suo carico in galera fino al 1 ottobre. Seguo comunque la vicenda di Ruggero attraverso la stampa ma, soprattutto, con contatti epistolari con Ruggero stesso, e personali con i suoi familiari ed amici, qui a Legnano. A proposito di Legnano, ritengo un vero peccato che il PM abbia deciso di lasciar perdere il presunto caso di pedofilia segnalato dalla “terribile testimonianza” giunta a questo blog, dalla mia città. Si vedrebbe finalmente l’attendibilità di questo testimone. Questo perchè, purtroppo, quando verrà scagionato Ruggero, rimarrà sempre il dubbio in chi oggi è “colpevolista a prescindere”, sulla sua integrità morale. Ma, tant’è, è anche vero che rasenta quasi l’impossibile che un “colpevolista a prescindere” guardi i fatti e non ciò che la sua testa ha già deciso. Una osservazione: ho letto che un esponente del partito radicale, consigliere comunale a roma, si è costituito parte civile contro Ruggero. Cioè…fatemi capire…i radicali, tempo fa, hanno condotto una battaglia per i diritti dell’uomo, schierandosi al fianco di saddam hussein, giudicato responsabile di stragi nei confronti di cittadini inermi e dittatore sanguinario dal tribunale iracheno, ma sono adesso, sempre loro, i radicali, contro una persona la cui colpevolezza è ben lungi dall’essere provata ed è rinchiusa lo stesso in via precauzionale in carcere finoaquandononsisa… ma ci facciano il piacere!!!
    Non sarà che, agli occhi di quel partito, la vera colpa di Ruggero è quella di essere sacerdote di Santa Romana Ecclesia?
    Agli occhi di quel partito e agli occhi di molti altri, si intende, colpevolisti a prescindere

  12. Per Mammatip. Non sarebbe triste e meschino se la politica fosse alta, cioè capace di porre in essere leggi “giuste”; ma non mi sembra proprio questo l’intento dei nostri politici (tutti, o quasi, compresi) in questa nostra triste e meschina epoca. D’altronde ci dicono che li abbiamo eletti noi…
    Per fortuna pare che la “querelle” tra Alemanno a Staderini, esempio preclaro di politica bassa, anzi infima, non possa ulteriormente dilazionare i tempi del processo. Intanto, per la ritrascrizione degli sms oggetto delle indagini il nostro “detenuto in attesa di giudizio” (ma quanti anni sono passati dal film di Albertone?) trascorrerà un estate, la seconda, al fresco.

    Per Ayeyebrazo. Concordo con Lei sul voler ragionare sui fatti più che sulle chiacchiere, però a mio avviso qualche fatto si è verificato, subito prima e subito dopo il processo. Sono usciti almeno due articoli citanti fatti (una testimonianza che potrebbe avvalorare l’ipotesi, per me probabilissima, di complotto), o opinioni difficilmente discutibili sui punti oscuri delle indagini. Ho segnalato per tempo a questo blog detti articoli, e Wildgreta ha scritto che a suo avviso il discutere su di essi sarebbe stato inutile. Anche questo è un fatto.
    Per il resto, pienamente d’accordo con Lei.

    Saluti

    Gianni Castellucci

  13. Salve, vi leggo, e faccio una mia considerazione…vado oltre a quello che potrebbe essere la mia “sensazione” sulla presunta innocenza o colpevolezza di don ruggero…e, ho letto, appena battuto, l’articolo da voi citato.
    Chi è don di noto, che cosa fa don di noto, quali sono gli strumenti che ha per combattere questo male, più o meno lo sappiamo tutti…come in molti sappiamo che grazie a don di noto, alla sua associazione, la sua pluri-partecipazione alla stesura di protocolli che dovrebbero, attraverso linee guida, vedi la carta di noto e non solo, si adopera per centrare la metodologia ideale per far si che vi sia giustizia e tutela in ambi le parti in procedimenti così delicati.
    Vogliamo riconoscere che è un paladino a difesa dei minori?…certo, lo penso. Come possiamo riconoscere che, nel tempo grazie al suo lavoro e agli strumenti che gli sono stati concessi ha scovato centinaia di maiali appollaiati in rete a vendere e/o a scaricare materiale pedoporno.
    Ma, purtroppo, c’è anche da riconoscere, ed è già successo in passato, che quando in un qualsiasi procedimento entra una figura “ecclesiastica”…il buon don fortunato tira il freno a mano!!!
    Ora, non mi aspetto e non pretendo imparzialità nel suo pensiero…ma, quello che sicuramente mi aspetto da un addetto ai lavori, da uno che guarda il dolore in faccia nella sua quotidianità è non leggere un ragionamento del genere!!!…a mio avviso indelicato!!!…un ragionamento che vanifica tutto quello che di buono ha fatto!!!

    “…Ragiona Di Noto: «Da una parte c’è don Ruggero, un armadio d’uomo, dall’altra tre adolescenti, all’epoca, di circa 14 anni. Gli adolescenti oggi sono molto più smaliziati di un tempo. Possibile che nessuno si sia accorto di nulla? Ma che erano, sotto sonniferi? Sarebbe plausibile se si trattasse di bambini piccoli, che non comprendono il significato di certi atti, ma non in questo caso, e non in una camerata, dove si avverte il minimo rumore. E poi per svincolarsi da un atto orale basterebbe un morso… Insomma ho seri dubbi su questa versione. Come su un’altra affermazione della stessa vittima: dice di essere passata, la settimana successiva, in camera di don Ruggero. Ma come, ha subìto abusi da un uomo che fa schifo, che fa cose schifose, perché poi si apparta con lui? Perché non scappa? Perché non lo prende a calci?…”

    Ho letto, conosciuto e condiviso il dolore di alcune vittime…accertate!!!..e, vi è un comune denominatore nelle loro “storie”…la paura, la vergogna di ribellarsi anche per molti anni, subendo nel silenzio!!!

  14. ho letto tutti gli articoli citati. Finalmente qualcuno che ha reso noto di che pasta è fatto l’accusatore di Ruggero. Svelata la genesi delle scritte contro Ruggero di cui si è parlato anche su questo blog: basta pagare e c’è gente che venderebbe la propria madre. Per il resto, attendo il seguito di questo processo, partito con premesse che in uno Stato giuridicamente evoluto non sarebbero state neppure prese in considerazione.

  15. Per sprunz.
    Le considerazioni di don Di Noto sul caso di don Ruggero si basano sulla lettura delle trascrizioni degli interrogatori. Se in questa lettura ha trovato delle incongruenze, delle mancanze, delle aree di dubbio, perché non dovrebbe parlarne? Sempre a titolo personale, si è posto ed ha posto delle domande perfettamente lecite e logiche, domande che anche gli inquirenti si sarebbero dovuti porre, e che evidentemente non si sono posti. Non dimentichiamoci, a differenza di quanto possano credere in molti, che un magistrato inquirente ha il dovere di cercare e verificare tutti gli elementi connessi al caso, non solo quelli che avvalorino le tesi dell’accusa. Questo almeno in teoria.
    Inoltre mi sembra veramente spropositato il Suo giudizio secondo il quale don Di Noto avrebbe esposto “ un ragionamento che vanifica tutto quello che di buono ha fatto!!!”.
    In quest’ottica, se don Ruggero risultasse colpevole i suoi avvocati difensori dovrebbero essere processati come complici e le centinaia di persone che affollano le udienze del processo processate come fiancheggiatori.

  16. Mi permetto di inserirmi nella discussione dicendo che don Di Noto commette un errore nella disamina del caso don Ruggero. Il primo è quello di dire che non è stata seguita la Carta di Noto, che nasce per interrogare i minori ed è un protocollo non obbligatorio.Pur avendo partecipato alla sua stesura, don Di Noto non ricorda che è nata per i bambini, e non per gli adulti. Chi lo ha intervistato non conosceva questo particolare e quindi non ha detto nulla. Ma se, come dice Giannicasti, don di Noto ha letto gli atti, come mai non si è accorto che si tratta di adulti e non di bambini? E’ un dubbio legittimo che, sinceramente, sarebbe dovuto venire a tutti.Nell’intervista, inoltre, don di Noto afferma che il suo interesse per il caso “don Ruggero”nasce dalle lettere in sua difesa che ha ricevuto. Qui, devo dire, mi trovo d’accordo con Spunz solo parzialmente.Infatti in altre occasioni, don di Noto è intervenuto a favore di sacerdoti, è vero.Ma anche a favore di laici accusati di pedofilia.In generale, credo che bisognerebbe far lavorare la magistratura, o almeno dovrebbe farlo chi non è direttamente coinvolto in un caso giudiziario. Un conto è fornire informazioni, un conto esprimere pareri.Le informazioni fornite da don Di Noto nell’intervista sono errate in quanto i magistrati non dovevano seguire alcun protocollo fra i due citati (Carta di Noto e Protocollo di Venezia) e se una critica parte da un presupposto sbagliato, come fa ad essere corretta?

  17. Per wildgreta.
    Se io o Lei venissimo interrogati oggi su di un fatto accaduto ieri, daremmo una versione di un certo tipo. Se sullo stesso fatto venissimo interrogati nuovamente tra dieci anni, pensa che le nostre versioni sarebbero sostanzialmente eguali alle precedenti? Ritengo decisamente di no, per una ragione molto semplice: su quel fatto avremmo riflettuto per dieci anni, ed anche senza nessuna influenza di terzi la nostra memoria si sarebbe a poco a poco alterata, alcuni particolari si sarebbero sfocati, altri avrebbero preso maggiore rilevanza, altri sarebbero spariti del tutto, altri ancora si sarebbero aggiunti ex novo. E tutto ciò senza la minima malizia o malafede o intenzione di mentire. Semplicemente, dieci anni di vissuto alterano la mente e la memoria di chiunque, è inevitabile.
    E questo può succedere a me ed a Lei, adulti quando il fatto è successo, adulti tra dieci anni.
    Quanto può a maggior ragione deformarsi la memoria di un minore in dieci anni?
    Tutto questo per dire che l’intervista a don Di Noto, se letta asetticamente, avulsa dal contesto del caso specifico, contiene certamente considerazioni fuori luogo. La Carta di Noto ed il Protocollo di Venezia, che come comunque già evidenziato dallo stesso don Di Noto gli inquirenti non hanno l’obbligo di seguire, sembrano non azzeccarci quasi nulla, visto che la maggior parte degli interrogati è maggiorenne.
    Ma se teniamo presente e condividiamo in linea di massima quanto ho scritto sopra, e consideriamo il caso specifico di don Ruggero e dei suoi accusatori, quale strada hanno gli inquirenti per poter verificare rigorosamente l’attendibilità degli interrogati, se non quella di riportarli all’epoca presunta dei fatti ed all’età che gli stessi avevano a quell’epoca, utilizzando appunto, per quanto consentito dalla legge, i due strumenti suggeriti da don Di Noto?
    Per ogni altra via si avrebbero per i fatti oggetto delle indagini testimonianze ormai talmente deformate dal tempo da risultare scarsamente attendibili. Il tutto, ripeto e ribadisco, anche dando per certa la buonafede dell’interrogato e di chi interroga.

  18. Guardi, il problema è che le procedure di ascolto del minore sono una cosa, quelle dell’adulto un’altra. Il minore viene messo in una stanza piena di giochi con una psicologa, mentre il Gip, gli avvocati e i periti seguono tutto al di là di un vetro.La psicologa ha una cuffia, dalla quale ascolta eventuali domande degli avvocati che poi lei dovrà porre al bambino. Nel frattempo il bambino gioca, disegna, parla di tutt’altro, perchè non va forzato.Come ricorda l’avvocato Marazzita nell’intervista, non è permesso portare uno psicologo negli interogatori degli adulti. Ma la cosa più importante è che per gli adulti la legge non prevede alcuna procedura di interrogatorio simile a quella che esiste per i bambini.Quindi, a prescindere da ciò che uno pensa, la cosa è inattuabile.
    Riguardo ai ricordi, le assicuro che gli abusi si ricordano per tutta la vita.Sono uno di quei ricordi indelebili, come dimostrano le testimonianze di centinaia di adulti che le hanno scritte, riportate, diffuse senza che ci fossero in ballo processi o persone da accusare.Lo hanno fatto per parlare del loro dramma che, purtroppo, dura tutta la vita.

  19. Presunti abusi, Wildgreta, presunti. Altrimanti tutto il processo (e tutto questo blog) non avrebbero alcun senso. E quindi presunti ricordi.

  20. Gli abusi sono presunti fino a sentenza, i ricordi, se mi permette sono patrimonio personale di ogni persona e , nel momento in cui persone adulte testimoniano contro qualcuno, si assumono la responsabilità di quanto affermano.Oltre a calarsi nei panni dell’accusato, bisognerebbe calarsi ogni tanto nella parte di chi ha deciso di denunciare un abuso, Deve raccontare fatti, particolari, riscostruire situazioni non certo piacevoli. Lei crede che sia così facile ingannare? E come mai la maggior parte degli abusi non viene denunciata per la vergogna? Io capisco che lei sia dalla parte di don Ruggero, ma ogni tanto pensi anche alle persone che in un’aula di tribunale devono raccontare fatti e circostanze penose. Inoltre ci vorrebbe una valida ragione per inventare tutto e fin qui, sinceramente, questa finora non è emersa.Naturalmente, vedremo come prosegue il processo.Mi permetto di ricordarle, però, che in tutti i casi di abusi su più persone, l’accusato ha gridato al complotto.Anche all’istituto Provolo di Verona hanno gridato al complotto, poi si è scoperto che era tutto vero.
    Ma questo discorso lo abbiamo già fatto.

  21. Questo discorso lo abbiamo già fatto, è vero, ma fino al punto in cui Lei ha deciso che la pubblicazione di certi articoli fosse inutile. E guarda caso, questi articoli trattavano proprio dell’ipotesi di complotto e delle motivazioni che potrebbero spingere una o più persone ad inventarsi abusi subiti sino a dieci anni prima. Le ricordo inoltre che all’inizio di questa discussione, più di un anno fa, ayeyebrazo ha scritto: “Un mio amico che lavora in America mi ha riferito che circolano messaggi pubblicitari di avvocati che, rivolgendosi a famiglie con bimbi, dicono senza mezzi termini “vuoi dei soldi? Manda tuo figlio in parrocchia”. Anche allora, nessun commento.
    Il Suo ragionamento di calarsia anche nei panni delle presunte vittime oltre che in quelli degli accusati è ineccepibile, ma si può, e forse si deve poter tranquillamente ribaltare; se è possibile ipotizzare che un sacerdote commetta reiteratamente violenza su più minori, perché non si può ipotizzare che più ex-minori si accordino tra loro per poter estorcere, o in seconda istanza ottenere come risarcimento grosse somme di denaro da un sacerdote, dalla parrocchia, dalla Curia, dal Vaticano?
    Pensare che il male possa esistere solo in determinati ambienti è proprio di persone o ingenue, o con forti preconcetti, o in malafede.

  22. Guardi, non siamo in America e la mentalità degli italiani è molto diversa.inoltre ritengo che gli inquirenti non siano dei fantocci messi lì a prendere denunce e ad arrestare il primo che passa.Le accuse devono essere riscontrate e lo si fa soprattutto se gli accusatori sono persone adulte, ovvero in grado di mentire coscientemente e di agire con un movente.Persino nel processo a don Giorgio Carli, è stato sottolineato che le descrizioni dei luoghi e dei fatti erano di una precisione assoluta e che ciò che affermava la ragazza che lo aveva denunciato era supportato proprio dai riscontri trovati dagli inquirenti. Anche a Rignano Flaminio, i luoghi descritti dai bambini dai 4 ai 10 anni, sono stati individuati proprio grazie alla descrizione che loro ne avevano fatto.Gli articoli li inserirò, non si preoccupi, bisogna documentare tutto. Sa perchè non credo che un gruppo di ragazzi decida di inventare una storia del genere per incastrare qualcuno? Perchè siamo in Italia, la giustizia è lentissima, e affrontare un processo di questo tipo può impegnare anche dieci anni della tua vita. Inoltre, anche la presunta parte lesa deve spendere moltissimi soldi. Secondo lei gli accusatori dei sacerdoti sono tutti ricchi? Gli articoli li inserirò, non si preoccupi, bisogna documentare tutto.

  23. Gianni lascia perdere è tempo e fiato sprecato…. stasera siamo al solito posto per don Ruggero, ti aspettiamo, a te e a chiunque voglia far sentire al nostro amico la presenza costante di chi gli vuole bene, e siamo proprio tanti.
    Ciao
    Emanuela

  24. Per mammatip
    Per questa sera cercherò di esserci, ti ringrazio di avermelo ricordato. Per quanto invece riguarda il tempo ed il fiato sprecati, non posso essere d’accordo con te. Non dimentichiamoci che questo blog si propone di combattere la pedofilia, e chi può non essere d’accordo con questo scopo? Inoltre, a differenza di altri blog con lo stesso scopo dichiarato, cerca di ascoltare e coinvolgere tutti, senza voler assunere atteggiamenti giustizialisti o forcaioli, che su altri blog diventano, ti assicuro, talmente disgustosi da chiedersi se il rimedio non sia peggiore del male.
    Wildgreta non ha questo atteggiamento. Certo, è dalla parte delle vittime, e chi potrebbe non esserlo? Solo che certe volte dà già per scontato chi siano le vittime e chi i carnefici.
    Per Wildgreta.
    Riallacciandomi a quanto scritto sopra per mammatip, credo che anche Lei sia convinta del fatto che nella lotta alla pedofilia io sono assolutamente suo alleato. Sono però convinto che questa lotta sia più efficace se chi la porta avanti sia in grado di mostrarsi imparziale e, in un certo senso, distaccato dai simgoli casi. Una lotta portata avanti col cuore che spinge, ma con il cervello che guida.
    E la mia domanda del post precedente su chi possano essere effettivamente le vittime e chi i carnefici non trova risposta efficace nel fatto che Lei scriva che non siamo in America (ne è proprio certa?), nel ritenere che gli inquirenti non siano dei fantocci (la stragrande maggioranza no, ma sono tutti uomini soggetti all’errore, e l’errore più frequente è seguire la via più facile). Non è efficace, per dimostrare che le testimonianze delle vittime sono attendibili, citare altri casi recenti. Lei stessa sarebbe in grado di citare altrettanti casi nei quali le testimonianze sono state giudicate da non verificabili a volutamente inventate. Non è efficace affermare che la giustizia in italia è lentissima e costosa. Lei ed io non ci imbarcheremmo certo in un’impresa del genere, ma non tutti sono così riflessivi, informati e forse eticamente a posto come noi. Si ricordi, l’ho già scritto, che oltre a don Ruggero io conosco molti dei personaffi di questa triste storia.
    Gianni Castellucci

  25. Vedremo, io non conosco i protagonisti del caso, quindi mi baso sulla quantità enorme di casi giudiziari di cui ho letto le sentenze, le storie.Comunque, non mi viene in mente un caso analogo o simile in cui sia emerso che gli accusatori avevano inventato tutto, come scrive lei.Le dispiacerebbe ricordarmeli? Grazie, e le assicuro che è sempre un piacere parlare con lei, anche se non sempre siamo d’accordo.Del resto, se non ci fossero divergenze di opinione, tutto sarebbe molto meno interessante.

  26. Dimenticavo: in America è molto comune intentare cause, da noi no.In questo senso, l’Italia è molto diversa dall’America.

  27. Per Wildgreta.
    Per rispondere alla Sua richiesta, Le segnalo il sito http://www.falsiabusi.it, dova non c’è’ che l’imbarazzo della scelta. Per quanto riguarda le differenze tra l’America e l’Italia, la principale è che negli Stati Uniti l’esercizio della giustizia è volto in primo luogo al soddisfacimento delle parti, in Italia al raggiungimento della verità. Per questo alcune Diocesi americane, avendo risarcito con somme milionarie le vittime di alcuni preti molto probabilmente colpevoli, hanno loro evitato la prigione. Ma, e mi ripeto sino a divenire noioso, Lei ed io ragioniamo, sentiamo e conosciamo in un certo modo. Altri forse no.

  28. Bè, sarebbe meglio non informarsi su un sito gestito dal padre di una persona condannata per abusi sui bambini di una scuola materna, se permette. In ogni caso, casi simili a quello di don Ruggero, non sono presenti su quel sito. Infatti, le condanne definitive riportate, sono essenzialmente per casi di abusi familiari. Gli altri casi presentati come “falsi”, in realtà non sono giunti in cassazione o addirittura non hanno neppure iniziato l’iter processuale e, se la legge non è un’opinione, bisogna attendere.Inoltre, il caso Modena, presentato come falso, conta una decina di condanne che non sono riportate sul sito. Le consiglio di informarsi su siti i cui gestori non siano direttamente coinvolti in casi giudiziari, altrimenti si rischia di convincersi che la pedofilia non esiste e che il “96% dei casi di pedofilia denunciati sono falsi”, come affermano gli eminenti esperti e guru del sito in oggetto, naturalmente senza citare le fonti di tali deliranti statistiche.

  29. Per Wildgreta.
    Per quanto riesco a capire, nel Suo intervento Lei afferma che un abuso, per essere dichiarato falso, deve arrivare alla conclusione dell’iter giudiziario. Tutti i casi nei quali le autorità inquirenti, dopo avere svolto le indagini preliminari, ritengono non esservi gli estremi per un rinvio a giudizio, non esistono. E quindi non possono avvalorare le “deliranti” ipotesi di complotto che sempre accompagnano le misere difede dei preti pedofili. Come possono esservi complotti se chi complotta non esiste per definizione?
    Vada a leggersi Il Giornale di oggi, pag. 17, poi ne riparliamo.

  30. segnalo che sul Giornale di oggi, a pag 17, c’è un interessante articolo su don Claudio, accusatore di don Ruggero. Non c’è che dire, proprio un bel tipo affidabile quel don claudio.
    Ricordo, se ce ne fosse bisogno, che a causa di quel personaggio, Ruggero è ancora in galera..

  31. Per ayeyebrazo
    “Gli articoli li inserirò, non si preoccupi, bisogna documentare tutto.” Così ha scritto Wildgreta recentemente.
    Peccato che i detti articoli siano tratti da Tempi del 9 Giugno, Tempi del 25 Giugno, Giornale del 28 Giugno, Tempi del 2 Luglio. Oltre ovviamente agli ultimissimi, troppo “recenti” per essere utili. Peccato che da oltre un anno gli articoli per così dire “colpevolisti” siano stati pubblicati al massimo entro tre giorni dalla loro uscita.
    Peccato che le “testimonianze” contro don Ruggero siano state considerate immediatamente utili, e sia stata data loro la massima risonanza.
    Peccato che wildgreta si dichiari ancora imparziale.
    Saluti

  32. caro giannicasti
    pazzesco, qui si sostiene che il Giornale fa disinformazione (vai a leggere la sezione dedicata) e si pubblicano i suoi articoli manomettendoli a proprio uso e consumo, senza neppure riportare quello più recente del 22 u.s., in cui il prode don claudio tenta di corrompere uno che, spero, entri nel novero dei testimoni, durante il processo a carico di Ruggero. Don claudio gli ha offerto 5ooo euro per uscire di scena, dopo che gliene aveva offerti già 300, in precedenza, per incendiare l’auto a Ruggero ed aiutarlo a costruire le prove circa la presunta sua pedofilia..
    Non riuscendo neppure stavolta ad averla vinta, don claudio si è fatto aiutare da un altro individuo e ha tentato di mandare fuori strada il malcapitato, speronandolo con la propria auto. Tutto denunciato ai carabinieri, prima che alla stampa.
    Come detto nell’altra sezione del blog, l’unico modo per sostenere che il Giornale mente è quello di smentire i fatti che racconta.
    E’ meglio ragionare su fatti che rincorrere teoremi.
    Per il resto, caro giannicasti, voi che siete più vicini di noi, qui a Legnano, continuate a sostenere Ruggero con la vostra presenza fattiva. Lui vi sente, lo sa ed è aiutato moltissimo a portare la croce che gli sta sulle spalle

  33. errata corrige. L’articolo cui facevo riferimento non è del 22 , ma del 20 luglio, pagina 17 in cronache.

  34. Gentile,Ayeyebrazo io non ho manomesso alcun articolo, in quanto non lo faccio mai.Quindi, se ho incollato male o ho trovato una versione diversa dell’articolo in questione, mi mandi i link che secondo lei sono giusti e pubblicherò anche quelli.Comunque la disinformazione riguarda Rignano e chiunque può controllare che ciò che scivo corrisponde a verità.Quando si criticano gli articoli, si dovrebbe prima leggerli.

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