Morto il cardiochirurgo Marcelletti:Un anno fa l’arresto per truffa e peculato

Videomessaggi hard con minorenne, le accuse e il pentimento

Il cardiochirurgo Carlo Marcelletti era stato arrestato il 6 maggio 2008 a Palermo perchè accusato di concussione, truffa, abuso d’ufficio e produzione di materiale pedopornografico. Il gip gli aveva imposto la detenzione domiciliare, e vi era rimasto per quasi sette mesi, fino a quando a novembre i difensori ne avevano ottenuto dai giudici la revoca, ma lo obbligavano a firmare tre volte alla settimana negli uffici della polizia giudiziaria. In seguito a questa inchiesta giudiziaria, che è ancora in corso, l’autore del primo trapianto di cuore italiano su un bambino era stato sospeso temporaneamente dall’incarico di direttore dell’unità Operativa di Cardiochirurgia Pediatrica dell’ospedale Civico di Palermo e dall’albo dei medici-chirurghi di Roma, revocata con la scarcerazione. I pm di Palermo gli avevano contestato una serie di truffe, peculati, alcuni episodi di concussione e il reato di produzione di materiale pedopornografico. Marcelletti ha sempre detto di aver «rispetto per la magistratura» e diceva che: «chiunque valuterà nel merito la mia posizione, si ricordi che ho dedicato tutta la vita a curare i bambini».

Durante gli interrogatori ai quali era stato sottoposto, il cardiochirurgo sarebbe stato consapevole della gravità delle condotte che gli venivano contestate: quelle relative alla malasanità – la mancata fatturazione dell’attività svolta intramoenia e le richieste di denaro ai genitori dei piccoli pazienti, che avrebbe dovuto operare, in cambio di un trattamento ospedaliero di favore – ma soprattutto quella relativa alla produzione del materiale pedopornografico.

Marcelletti, secondo gli inquirenti, si sarebbe scambiato, per mesi, videomessaggi hard con la figlia minorenne di una sua amante. Vicenda, si legge nel provvedimento, di cui il medico, disponibile a risarcire il danno morale causato alla minore, si sarebbe pentito.

I colleghi: un uomo amato e odiato

■ Morto il cardiochirurgo Marcelletti

■ Videomessaggi hard con minorenne, le accuse e il pentimento

«Ha dato molto alla cardiochirurgia infantile, anche se ha avuto una vita travagliata». Questo il commento del cardiochirurgo del Bambino Gesù, Roberto Di Donato alla notizia della morte di Carlo Marcelletti, avvenuta oggi a Roma, all’Ospedale san Carlo di Nancy. Di Donato faceva parte, insieme a Giuseppe Mazzera, Di Carlo, Cosimo Squitieri, Tonino Corno che nel 1986 fecero il primo trapianto di cuore in Italia ad un bambino. «Marcelletti è stato amato e odiato – dice Di Donato -. Tanta gente gli deve molto, me compreso. Provo gratitudine per averlo incontrato e aver imparato da lui». Alessandro Nanni Costa, direttore del centro nazionale trapianti, non ha voluto fare commenti se non per dire che «un grande rispetto è dovuto all’uomo e alla persona».

Il Mattino 5 maggio 2009

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