Posillipo, Trovato morto il «re del grano»

L’imprenditore Francesco Ambrosio ucciso con la moglie. Sono stati colpiti con un bastone

ote la città di Napoli: i corpi senza vita di Francesco Ambrosio, 77 anni, e della moglie sono stati ritrovati dal figlio in una villa in ristrutturazione, in via Discesa Gaiola, a Posillipo.

UCCISI A COLPI DI BASTONE – Secondo l’esame dei cadaveri, sembra che sui corpi non vi siano segni di proiettili o di coltellate. Un crimine efferato: è così che la polizia definisce il duplice omicidio verificatosi a Napoli. Le vittime, Francesco Ambrosio e la moglie, sono stati ritrovati con il cranio sfondato, molto probabilmente sono stati colpiti con un bastone. Ritrovata anche una finestra rotta e disordine in casa, molti gli oggetti rovistati.

IPOTESI RAPINA, MA SONO APERTA ANCHE ALTRE PISTE – La scoperta dei cadaveri è stata fatta poco prima delle ore 8 da uno dei figli della coppia. Franco Ambrosio e la moglie Sacco erano già morti. La villa, in parte in ristrutturazione, era tutta a soqquadro. Questo particolare fa ritenere agli investigatori che i coniugi Ambrosio siano rimasti vittime di una tentata rapina, ma non sono escluse altre piste. La discesa Gaiola, uno dei luoghi più incantevoli di Napoli dal quale si gode lo scenario del Golfo, è stata completamente isolata dagli agenti dell’Ufficio di prevenzione
generale della questura e del commissariato di Posillipo per consetire agli investigatori di lavorare in tutta tranquillità. Sono al lavoro anche i vigili del fuoco alla villa degli Ambrosio. Gli scalatori dei pompieri effettueranno dei rilievi sul terreno roccioso a picco sul mare antistante la villa dove sono stati uccisi i coniugi Ambrosio. Il loro compito sarà di trovare eventuali tracce di rapinatori che potrebbero avere avuto accesso alla villa dal mare. Alla residenza degli Ambrosio si accede infatti sia dal cancello al numero 36 di Discesa Gaiola, sia da un accesso privato via mare della villa stessa. I due accessi non erano sorvegliati.

CONDANNATO IN PRIMO GRADO A NOVE ANNI DI RECLUSIONE – Ambrosio era l’ex proprietario dell’Italgrani, azienda leader negli anni ’80 nel settore cerealicolo, ed era stato coinvolto in un crac da circa 1000 miliardi per il quale lo scorso anno era stato condannato a 9 anni di reclusione in primo grado. Secondo quanto si è appreso, non si esclude che il duplice omicidio sia l’esito di un furto.

Le luci e le ombre del “re del grano”

La biografia di Franco Ambrosio, 77 anni, Cavaliere del lavoro, condannato per bancarotta fraudolenta

Nella biografia di Franco Ambrosio, 77 anni, sposato con Grazia, due figli, Massimo e Mauro c’è anche il titolo di Cavaliere del lavoro, come pure l’accostamento nelle rivelazioni del pentito di camorra Pasquale Galasso al clan Alfieri, per rapporti tra la cosca e l’imprenditore. Ambrosio, origini contadine e intuito per gli affari, era un self made man che aveva costruito un impero economico sull’import-export di cereali, tanto da essere definito il re del grano.

È il 1960 quando, appena ventottenne, crea l’Italgrani, sede a Gianturco, nella periferia industriale di Napoli; dieci anni dopo nasce la holding Ambrosio con 450 miliardi di fatturato. Nel 1980 il bilancio di Italgrani supera i mille miliardi, cifra che diventerà quasi una costante. Nel 1993, il gruppo che faceva capo all’imprenditore e alla sua famiglia contava cinquanta società sparse nel mondo, con rapporti stabili in America, Francia, Spagna, Argentina, Russia.

Tra le amicizie più costanti nella vita di Ambrosio, quella con Paolo Cirino Pomicino.I primi problemi per il gruppo arrivano proprio a ridosso della tangentopoli partenopea, e ad ottobre 1999 il fallimento decretato dal tribunale. Ma anche quattro indagini, arresti – compresi quelli del figlio Mauro – rogatorie internazionali con la Svizzera (una dell’11 maggio 1999 e l’altra dell’8 febbraio 2000), perché i magistrati napoletani sono convinti che molto denaro dell’Italgrani è stato dirottato su conti esteri, circa 800 milioni di franchi svizzeri, attraverso conti elvetici e l’intermediazione di un finanziere di Bolzano.


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Le prime inchieste giudiziarie non lo fermano, e Ambrosio prende persino in affitto i suoi ex uffici. È l’imprenditore milanese Benito Benedini a rilevare nel 2005 l’Italgrani e tutte le società del gruppo per 150 milioni di euro, attraverso la società «Progetto Grano», costituita per l’occasione, accollandosene i debiti. Infine, la sentenza di primo grado il 27 giugno dell’anno scorso, emessa dalla sesta sezione del tribunale di Napoli, presidente Sergio Aliperti: a Franco Ambrosio nove anni di reclusione per associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta. Il pm Vincenzo Piscitelli aveva chiesto otto anni e sei mesi di carcere.

15 aprile 2009

Corriere della Sera 15 aprile 2009

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