Clinica Santa Rita: ecco le intercettazioni shock

Santa Rita, in aula le intercettazioni choc
In aula a Milano le telefonate che hanno incastrato i vertici della clinica Santa Rita. “Qui ci sono i criminali”

di Oriana Liso

Intercettazioni choc. Quelle che Pier Paolo Brega Massone, l´ex primario di chirurgia toracica della clinica milanese Santa Rita, ascoltava fissando un punto lontano dell´aula bunker di piazza Filangieri mentre risuonava la voce di una sua collega: «Se controllano le cartelle, lo sai che il principe di queste cose è Brega Massone… lui (il proprietario della clinica, Pipitone) non può far venire a lavorare dei banditi che poi ci fanno finire sui giornali… altro che truffa, questi sono criminali».

Parole intercettate dai militari della guardia di finanza nel luglio 2007, prima e subito dopo che nella clinica arrivassero gli arresti e i sequestri per una delle più brutte pagine della sanità lombarda. Perché il processo in corso riguarda non solo le truffe al sistema sanitario, ma anche, forse soprattutto, le lesioni ai pazienti finiti in sala operatoria per aumentare gli stipendi dei medici, pagati in base alla produttività.

I pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano hanno spiegato che «questo ascolto è un modo per capire come da un´indagine asettica si è passati ad aprire spazi investigativi che non immaginavamo». È stato il colonnello della finanza Cesare Maragoni a ripercorrere le tappe dell´inchiesta. «Alcuni casi sono davvero sconcertanti, non giustificati… è una cosa terribile, che bisogno c´era di intervenire subito, il malato non scappa…», dice in una telefonata con Pipitone il consulente nominato dalla stessa clinica per esaminare la montagna di cartelle cliniche sequestrate. Operazioni non necessarie, dannose.

In una telefonata del luglio 2007 una funzionaria e l´ex primario di Ortopedia, Scarponi, parlano di un chiodo: la confezione è stata aperta per sbaglio. «Costa 445 euro», si lamenta la funzionaria: non si può buttare via. La soluzione la trova il medico: «Lo rimpianto su un altro paziente anziano, un 90enne: che aspettativa di vita può avere…». Quel paziente – spiegherà in aula Maragoni – entrerà in clinica altre sette volte per le infezioni, prima di morire. «Delle 569 persone morte nei reparti di riabilitazione di tutta la Lombardia nel 2005, il 13 per cento è in quello della Santa Rita», calcola la Finanza. (La Repubblica 18 febbraio 2009)

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