Torino, indagini su Giuliano Soria: il giallo dei festini hard

Il giallo dei festini hard e il re del Grinzane
L’ex maggiordomo straniero: «Mi ha molestato». Sul professore anche sospetti di «malversazione»

Gli amici scrittori: «Tipo difficile, ma accuse inverosimili»
TORINO – Sul decreto di perquisizione c’è scritto «violenza sessuale» e «malversazione ». Sono i due reati ipotizzati contro il professor Giuliano Soria, 63 anni, fondatore e presidente del Premio Grinzane Cavour, e intellettuale torinese fra i più noti in Italia e all’estero. Violenza contro almeno un ragazzo che dice di poter provare tutto. Malversazione per aver usato a piacimento i finanziamenti che l’Associazione ha da sempre ricevuto da banche, amministrazioni pubbliche, enti italiani ed europei. Una marea di soldi. Fin qui, appunto, le ipotesi sulle quali stanno lavorando i magistrati della sezione «fasce deboli» della procura torinese. Dalla quale arrivano però ripetuti inviti alla «prudenza», a «tenere molto basso il profilo di questa vicenda».

Il professore, giura chi lo accusa, avrebbe organizzato festini a sfondo sessuale nella sua bella casa con vista sulla Mole Antonelliana, serate durante le quali sarebbero avvenute le molestie che hanno convinto la procura ad avviare l’inchiesta. Nitish, un ragazzo originario delle isole Mauritius, sarebbe la presunta vittima e il punto di partenza delle indagini. Lavorava per il presidente del Grinzane, Nitish. Una sorta di maggiordomo- tuttofare che faceva qualche lavoretto anche per il Grinzane, che per un certo periodo ha assistito la madre di Soria e che però ha chiuso i suoi rapporti con lui in malomodo, avviando contro il presidente anche una causa di lavoro. È sul racconto di Nitish che per adesso fa perno questa storia giudiziaria ancora tutta da scrivere. Il ragazzo ha raccontato di aver subito dal patron del Premio talmente e tali angherie, soprattutto approcci sessuali, da aver deciso di prendere delle contromisure assieme ad almeno altri due extracomunitari che, come lui, sarebbero stati vittima di soprusi e delle attenzioni erotiche di Soria.

La «controffensiva» sarebbe consistita nel videoregistrare di nascosto alcuni degli incontri- reato: almeno uno dei festini a luci rosse organizzati a suo dire dal professore ed episodi che mostrerebbero anche scene di maltrattamenti. E poi, nelle dichiarazioni agli inquirenti, il ragazzo avrebbe dato dettagli della casa e delle abitudini intime del suo datore di lavoro per accreditare la sua versione. L’inchiesta è nata sì dalle dichiarazioni di Nitish ma il giorno in cui lui rivelò i dettagli sulle molestie sessuali (qualche settimana fa) in realtà stava facendo una deposizione relativa alla sua causa di lavoro e stava dando agli inquirenti indicazioni anche sul presunto impiego illecito dei fondi che l’Associazione Grinzane avrebbe ottenuto per iniziative pubbliche ma che avrebbe utilizzato a scopi privati. Da qui il filone delle indagini sulla malversazione: l’ipotesi di viaggi ed eventi in Italia e all’estero per politici, giornalisti, e amici con partner al seguito. Lui, il professore, grida al complotto e da ieri è introvabile. La sola cosa che è disposto ad ammettere è che ha un caratteraccio, che qualche volta con i suoi collaboratori è stato intrattabile. Il resto, giura, è «una colossale fandonia».

Corriere della Sera Giusi Fasano
(Ha collaborato Marco Bardesono)
15 febbraio 2009

Le indagini su giuliano soria e le presunte molestie
Gli amici scrittori: «Tipo difficile, ma le accuse sono inverosimili»
Vattimo: una vendetta. Perissinotto: non è persona da bassezze. Fruttero: il colpevole non è mai il maggiordomo

DAL NOSTRO INVIATO
TORINO – Si va dall’«inverosimile » al «non credibile». Gli enfant-prodige e gli amici scrittori torinesi di Giuliano Soria semplicemente non ci credono. L’idea che il professore usi senza criterio i soldi del Grinzane Cavour o, peggio ancora, che sia coinvolto in violenze sessuali, non è contemplata nel giudizio sul Soria che loro conoscono. «Sa, lui è un uomo di grande iniziativa, che accentra molti finanziamenti sul Premio. C’era da aspettarsi che qualcuno prima o poi l’accusasse» ipotizza il filosofo Gianni Vattimo. Dice che quando ha saputo di cos’è accusato l’amico ha «fatto un salto sulla sedia». Poi ci ha pensato e ha deciso che «probabilmente qualcuno si sta vendicando per il fatto che il suo Grinzane è diventato troppo potente. La storia del cameriere francamente mi fa un po’ ridere. Con tutte le possibilità economiche proprio il cameriere?».

Alessandro Perissinotto, scrittore noir che con Al mio giudice aveva vinto il premio Grinzane Cavour del 2005, riflette sul carattere di Soria: «Non mi sembra il tipo da bassezze come molestie sessuali. C’è da dire una cosa, però: è una persona che ti devi sforzare di prendere dal verso giusto altrimenti rischi lo scontro perché non ha un carattere facile, come lui stesso ripete. Però alla fine chi lo capisce davvero impara a volergli bene nonostante in un paio di occasioni mi sia io stesso trattenuto dal prenderlo a maleparole. Di lui una grande stima, nel suo settore è un gigante, burbero ma infaticabile».

Un altro premiato Grinzane prende le difese del patron: Giuseppe Culicchia, 44 anni, scrittore, autore di Tutti giù per terra, il libro che vinse il premio esordiente nel 1995 e che divenne poi un film. «È vero, è famoso come irascibile. Ma ognuno ha i suoi difetti e la mia esperienza con lui è stata positiva. Quello di cui l’accusano? È una cosa così delicata… io d’istinto non mi sarei mai aspettato di sapere una cosa del genere, non ci credo. Dopodiché c’è un’inchiesta che stabilirà cos’è vero e cosa no».

E chissà che dalla storia giudiziaria non nasca un giallo: «È uno spunto interessante- la butta lì lo scrittore Carlo Fruttero -. Soria l’ho visto solo due volte e adesso vengo a sapere di queste accuse… si presta a un racconto, sì. Partendo dalla regola fondamentale: in un giallo il colpevole non può mai essere un maggiordomo».

Giusi Fasano
Corriere della sera 15 febbraio 2009

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