PEDOFILIA, ISTITUTO PROVOLO: VESCOVO VERONA, CONTRO DI NOI UNA MONTATURA

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CONTRO DI NOI ACCUSE GENERICHE

di Wildgreta

Mi dispiace per il vescovo di Verona, ma le accuse non mi sembrano affatto generiche. Anzi, direi che sono molto circostanziate. La Chiesa, come tutte le istituzioni in cui  ci sia il sospetto di abusi di qualsiasi tipo, dovrebbe lottare per la verità, qualunque essa sia. Certo, definire 60 persone adulte ” inattendibili”, è davvero un atto di grande coraggio. Un coraggio che, questo sì, fa paura.

PEDOFILIA: MONS. ZENTI (VERONA), CONTRO DI NOI MONTATURA FATTA DI ACCUSE GENERICHE

Adnkronos) – La vicenda, secondo la ricostruzione della Curia scaligera, avrebbe origine da un contenzioso tra l’Istituto ”Antonio Provolo” e il gruppo di ex allievi, a causa di uno sfratto esecutivo che il Tribunale ha emesso ai danni dell’associazione, la quale, pur occupando uno stabile dell’Istituto, non ha mai contribuito con un pur minimo affitto. Sul tavolo delle rivendicazioni anche la licenza per la gestione di un bar nella tenuta ”I Cervi” di San Zeno di Montagna di proprieta’ dell’Istituto, revocata da quest’ultimo all’associazione.

”Appare almeno singolare – ha detto mons. Zenti – che i presunti abusati facciano parte di una sola associazione, mentre nessun elemento e’ emerso dai membri dell’Ente nazionale sordi, molto piu’ numerosi”. Per mons. Zenti, ”le accuse dell’associazione sordi Antonio Provolo sono infamanti, anche perche’ tirano in ballo un mio predecessore, mons. Giuseppe Carraro, del quale e’ in corso la causa di beatificazione”.

Tra i sacerdoti accusati dalle testimonianze dei membri dell’associazione c’e’, infatti, il vescovo veronese che resse la diocesi dal 1959 al 1978. ”Respingo inoltre l’accusa che, pur essendo a conoscenza di quanto e’ avvenuto nell’Istituto, questa curia sia stata reticente”, ha aggiunto mons. Zenti. (segue)

MONTATURA FATTA DI ACCUSE GENERICHE (Adnkronos) – La vicenda, secondo la ricostruzione della Curia scaligera, avrebbe origine da un contenzioso tra l’Istituto ”Antonio Provolo” e il gruppo di ex allievi, a causa di uno sfratto esecutivo che il Tribunale ha emesso ai danni dell’associazione, la quale, pur occupando uno stabile dell’Istituto, non ha mai contribuito con un pur minimo affitto. Sul tavolo delle rivendicazioni anche la licenza per la gestione di un bar nella tenuta ”I Cervi” di San Zeno di Montagna di proprieta’ dell’Istituto, revocata da quest’ultimo all’associazione.

”Appare almeno singolare – ha detto mons. Zenti – che i presunti abusati facciano parte di una sola associazione, mentre nessun elemento e’ emerso dai membri dell’Ente nazionale sordi, molto piu’ numerosi”. Per mons. Zenti, ”le accuse dell’associazione sordi Antonio Provolo sono infamanti, anche perche’ tirano in ballo un mio predecessore, mons. Giuseppe Carraro, del quale e’ in corso la causa di beatificazione”.

Tra i sacerdoti accusati dalle testimonianze dei membri dell’associazione c’e’, infatti, il vescovo veronese che resse la diocesi dal 1959 al 1978. ”Respingo inoltre l’accusa che, pur essendo a conoscenza di quanto e’ avvenuto nell’Istituto, questa curia sia stata reticente”, ha aggiunto mons. Zenti. (segue)

PEDOFILIA: VESCOVO VERONA, NON ABBIAMO PAURA DELLA VERITA’

(Adnkronos) – Il vescovo di Verona ha definito la vicenda una ”strumentalizzazione, infamante nei confronti di preti realizzata con testimoni improvvisati e inattendibili. Chiedo prove, non racconti inverosimili. Altrimenti, sono banalita’ costruite con mentalita’ aberrante ed e’ aberrante che Dalla Bernardina (presidente dell’associazione sordomuti ‘Antonio Provolo’ e che ha portato alla luce la vicenda) strumentalizzi questi sordomuti”. E comunque, nonostante i dubbi espressi, il vescovo di Verona ha assicurato: ”Come Chiesa non andiamo mai in prescrizione: e’ un caso di coscienza, anche dopo 50 anni bisogna riparare. Se ci verra’ presentata una denuncia circostanziata, cosa non ancora avvenuta, saremo severissimi”. Da parte sua, il responsabile dell’ufficio stampa della Diocesi di Verona, mons. Bruno Fasani ha concluso: ”Sostenere che 25 preti su 26 praticavano la sodomia e altro e’ inverosimile, neanche una casa di tolleranza avrebbe potuto reggere questo ritmo ed e’ impossibile che non trapelasse niente”.
(Red-Dac/Gs/Adnkrono

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4 thoughts on “PEDOFILIA, ISTITUTO PROVOLO: VESCOVO VERONA, CONTRO DI NOI UNA MONTATURA

  1. Ridicolo mons. Fasani. I preti che hanno attrraversato la struttura in mezzo secolo saranno stati centinaia, altro che 26. Forse quello è il numero dei preti odierni. Che ridicolo tentativo mistificatorio.

  2. Stranamente non hanno ancora usato la parola “complotto”, ma sono certa che fra poco entrerà trionfalmente anche in questa storia.

  3. Il vescovo ha parlato di montatura, legata alla vicenda dell’affitto di un locale della Curia. Locale che, secondo i sordi, sarebbe stato offerto in affitto a soli 200 € per tacitare il tutto (fonte Conferenza Stampa On. Turrco 23/01/2009).

    E’ ridicolo paventare un complotto di 67 sordi per avere un locale in fitto. Un locale che, tra l’altro, l’associazione dei sordi non vuole.

  4. Su qualche sito cominciano ad apparire commenti contro le persone che hanno denunciato. Chissà se faranno anche una fiaccolata…

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