Garlasco, i Poggi:”Saremo in aula per Chiara”

“Saremo in aula per Chiara”
I Poggi stanno leggendo gli atti: “Terribile ma necessario”. L’Udienza dal Gip è fissata al 24 febbraio

GARLASCO. «Hanno ucciso nostra figlia: stiamo leggendo gli atti dell’inchiesta che deve trovare il colpevole. E’ difficile farlo. Ma dobbiamo, aspettando il processo». Rita Poggi, la mamma di Chiara, il marito Giuseppe e il figlio Marco hanno ricevuto tutti i documenti dal loro legale, l’avvocato Gianluigi Tizzoni.

Ci sono le foto fatte dopo il delitto, nella casa dove Chiara è morta. La relazione del medico legale che dice con quanti colpi alla testa è stata massacrata, a che ora è morta. C’è la perizia dei Ris sul computer di Alberto Stasi – all’epoca fidanzato di Chiara e unico indagato – che demolisce l’alibi del ragazzo (sostiene di aver usato tutta la mattina il pc a casa sua), e mostra le fotopedoporno salvate nell’hard-disk.

Ma anche quella della difesa, che ne smentisce ogni valore e conferma l’alibi. Ci sono le perizie e controperizie su tracce di sangue e impronte sulla scena del crimine: la casa dove Chiara ha vissuto per anni con la sua famiglia, e dove i Poggi sono tornati ad abitare dopo il dissequestro. Si parla anche delle scarpe di Alberto, assolutamente pulite dopo aver trovato il corpo. Per l’accusa un grave indizio a suo carico, per la difesa senza alcun valore.

In quei documenti, centinaia di pagine, c’è insomma tutta la ricostruzione del dramma che ha cambiato per sempre la vita dei Poggi. Li stanno esaminando pagina per pagina, a un mese dall’udienza preliminare fissata il 24 febbraio: il gup Stefano Vitelli dovrà decidere se mandare a processo l’unico indagato Alberto Stasi, 25 anni. «Vorremmo essere presenti in aula, ma su questo ascolteremo i consigli del nostro legale». Sarà terribile, ammette Rita Poggi «sentire ricordare quel giorno, quando ci hanno tolto Chiara in quel modo». Era il 13 agosto 2007, un lunedì. Tranne Chiara, i Poggi erano in vacanza in Trentino.

Ma l’udienza preliminare «è anche un’ulteriore tappa nella ricerca della verità, l’unica cosa che ora ci sta veramente a cuore – dice Rita – Anche se questo non servirà, l’ho detto purtroppo mille volte, a restituirci nostra figlia». Questi giorni, che separano i Poggi dall’appuntamento in tribunale a Vigevano, passeranno anche esaminando le relazioni depositate in procura dai consulenti di accusa e difesa, e dagli esperti nominati dagli stessi Poggi come parte lesa. Mamma Rita – come sempre da un anno e mezzo – non entra nel merito degli atti d’indagine. «Ma ho sempre avuto molta fiducia nei magistrati. Devo averne. Perché voglio sapere chi ha ucciso mia figlia».

(22 gennaio 2009)

Advertisements

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...