Garlasco: PC di Stasi spento all’ora del delitto. Sparisce l’alibi

IL DELITTO DI GARLASCO
«Computer spento all’ora del delitto»
Anna Mangiarotti
La perizia dei Ris toglie l’alibi ad Alberto
La difesa: «Il Pc toccato da troppe mani»

GARLASCO. Delitto Poggi: filtrano nuovi elementi dalle analisi dei Ris. Primo: la sera prima della morte di Chiara Poggi, nessuna foto porno è stata aperta sul computer del fidanzato Alberto Stasi, accusato del delitto. Quindi, non è per questo che i due ragazzi hanno litigato. E la mattina dopo – il 13 agosto 2007 – non c’è attività fra le 10.37 e le 11.57 sul pc che Alberto sostiene invece di aver usato fino a mezzogiorno, a casa sua, per completare la tesi.
«Il tempo per uccidere». Quindi: se Chiara come sostiene l’accusa è morta fra le 11 e le 11.30, cade il perno per l’alibi di Alberto. La prima e più corposa (88 pagine) relazione dei Ris analizza il contenuto dell’hard disk del pc di Stasi, indagato anche per possesso e diffusione di immagini pedopornografiche. Premessa: per il movente del delitto, si era ipotizzata (mai ufficialmente) anche la scoperta da parte di Chiara di un segreto di Alberto che lei avrebbe minacciato di rivelare. E come causa scatenante di un’ultima lite, la visione delle foto hard la sera prima del delitto, trascorsa insieme nella casa dei Poggi in via Pascoli, dove poi Chiara è stata uccisa. Secondo i Ris è certo che quella sera le foto e i filmati pedoporno non sono stati aperti. «Anche perché erano arrivati per caso sul pc di Alberto – dice il suo avvocato Giuseppe Colli – che le aveva cancellate già mesi prima». Ribadisce poi che «sul contenuto originale del pc per almeno 20 giorni dopo il delitto c’è stata un’attività non ufficiale dei carabinieri, e questo ha falsato il materiale». Su questo punto ci sarà battaglia all’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio per Stasi che inizierà il 24 febbraio.
Orari sul pc da verificare. Secondo i Ris, il pc di Alberto la mattina del 13 agosto è stato acceso alle 9.36. Dalle 23.34 del 12 agosto alla mattina del 13 alle 9.36 non c’è attività sul computer. Alle 9.57 è stato aperto un programma per modifiche delle immagini. Subito dopo Alberto avrebbe guardato un’anteprima su un filmato porno. E ancora alle 10.05 Stasi – che archiviava immagini hard con diciture fittizie tipo “cose militari” – ha guardato un video porno, con immagini di adulti. Ma ci sarebbe una discrepanza, pare di un’ora, fra l’orario registrato dal computer e quello reale. Anche su questo lavoreranno i consulenti informatici della difesa e quello della parte lesa, rappresentata dall’avvocato Gianluigi Tizzoni. Ancora: per i i Ris alle 10,17 «viene registrata su Internet Explorer l’apertura o chiusura del file della tesi. Poi non ci sono poi tracce di un utente che interagisce con il pc». E in mattinata «non esistono file temporanei che identificano la digitazione di nuove parti di testo con salvataggio».
«Foto pedoporno salvate». Si ribadisce che «sono stati individuati file e foto pedoporno condivisi su Internet», questo successivamente al 22 ottobre 2006, data di installazione di E-mule. E ancora: «Le copie sull’hard disk evidenziano la volontà di usufruirne successivamente».
(La PROVINCIA PAVESE 13 gennaio 2009)

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