Rignano Flaminio: tutto quello che i bambini avrebbero inventato e che tanta gente ha già dimenticato

DAL SITO http://www.bambinicoraggiosi.com

di Roberta LERICI

Leggo oggi sulla pagina di roma del quotidiano La Repubblica, un articolo dal titolo:” Rignano, nessuna prova: fu solo psicosi”(lo trovate in fondo) . Dal titolo sembrerebbe la risultanza di un indagine, ma leggendo l’intero articolo si evince che si tratta di una dichiarazione dei legali della difesa degli indagati di Rignano Flaminio che hanno sempre sostenuto l’assoluta inconsistenza delle accuse e l’assoluta non credibilità dei bambini di Rignano. Oltre a ricordare a chi legge che quelle testimonianze ritenute “fantasiose” dalla difesa, hanno valore di prova in un eventuale processo, sottolineo il fatto che nell’articolo vengono citate solo quattro o cinque frasi tratte dalle testimonianze dei bambini. Penso, quindi, di fare cosa gradita a chi non ha tempo per fare lunghe ricerche, riportando una sintesi delle dichiarazioni dei bambini di Rignano Flaminio, pubblicate qua e là nel tempo. Loro hanno affermato di aver vissuto ad un’età compresa fra i tre e i cinque anni, queste cose. Buona lettura….

I racconti dei bambini di Rignano Flaminio

Fonti: quotidiani, ordinanza di custodia cautelare, incidente probatorio, perizie.Note: gli stralci delle testimonianze dei bambini sono riportati senza un ordine preciso, le lettere che indicano le iniziali dei minori sono di fantasia e messe a caso, perché non è importante “chi ha detto cosa”ma quali cose sono state rese pubbliche tra quelle dette finora da una decina di bambini di Rignano Flaminio. Bambini che narrano fatti vissuti in un’età compresa tra i tre e i cinque anni.

RIGNANO/ DRAMMATICA TESTIMONIANZA DI UN BIMBO: DOPO LA PUNTURA CI METTEVANO IN UNA VASCA E CI SPINGEVANO LA TESTA SOTT’ACQUA

Roma, 14 feb. – “Ci legavano al letto e ci facevano le punture sul pisellino”.

“Nella brutta scuola, in una stanza buia, mi costringevano a fare brutti giochi”, ha raccontato il piccolo che ha anche riferito come i “brutti giochi”, cui avrebbero partecipato altri bambini, si sarebbero svolti anche nella casa di una maestra. “Dopo le punture sul pisellino ci mettevano nella vasca da bagno e spingevano la nostra testa sotto l’acqua”. Il bimbo ha nominato tutte e quattro le maestre indagate (Patrizia Del Meglio, Assunta Pisani, Silvana Candida Magalotti, Marisa Pucci) nell’ambito di questa vicenda. Rispetto al marito della Del Meglio, l’autore tv Gianfranco Scancarello, ha detto che era “un uomo alto e con la barba” e che lo chiamavano “Gerry Scotti”.

APCO 14 FEBBRAIO 2008——————————————————————-

“Una “scuola delle cose brutte” e ancora qualche ricordo delle “cose belle”. La parziale novità di un percorso “fuori dalla scuola” compiuto con gli occhi chiusi, forse con un “cappuccio sulla testa”. Ma per tutti i ricordi, le parole, la diagnosi è chiara: sono frutto di uno stress post trauma.” “Quando andavo all’asilo mi menavano, mi dicevano cose brutte oppure mi portavano dentro una casa che era di una maestra. Noi passavamo sotto la palestra poi c’erano delle scalette – si legge in un passaggio del corposo dossier consegnato stamane al gip di Tivoli Cecilia Angrisano – salivamo le scalette, uscivamo da una porta nera, attraversavamo la strada e arrivavamo a casa della maestra io e i miei amici”.

“…..Interrogata in merito a chi la picchiasse, la bambina più grande ha riferito che a “menarla erano tutti: Patrizia (potrebbe essere l’insegnante Patrizia Del Meglio, uno degli indagati, ndr), l’incappucciato, il marito e la maestra”. In merito alle modalità con cui veniva portata a casa della maestra, la bambina ha poi riferito: “C’era un bidello che si chiamava Giulio a cui le maestre chiedevano se erano pronte le scatole. Ci mettevano lì dentro. Arrivati in palestra uscivamo dalle scatole per andare dalle maestre cattive”.

(Fonte Il Tempo, Il Messaggero)

——————————————————————-

“Dice che sono successe ‘cose bruttissime’ all’interno della scuola ‘brutta’, in una stanza in fondo, ma poi non vuole descriverle”. Così l’avvocato Franco Merlino, legale di parte civile, spiega l’andamento dell’incidente probatorio con la testimonianza della seconda bambina presunta vittima di abusi all’asilo ‘Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, alle porte di Roma. I legali sono usciti dal Tribunale di Tivoli per pochi minuti poco prima delle 13, quando c’è stata una breve sospensione dell’udienza.
Come spiega l’avvocato, la bambina ha detto che all’interno della scuola sono accadute “cose faticose. Non le voglio raccontare, se le sente mia madre…”. Riguardo alle maestre, invece, la piccola ha finora detto che la sua si chiama Marisa. Poi avrebbe fatto riferimento al ‘gioco delle statue’.

(fonti “Il Tempo, Il Messaggero, La Stampa)
——————————————————————-

I racconti che avrebbero reso alle psicologhe legali non si discosterebbero molto da quelli di altri due bambini. I minori, che presenterebbero traumi da abuso, faticando a entrare in particolari avrebbero raccontato storie di uomini incappucciati e di un gioco in cui avrebbero dovuto indovinare l’identità delle persone mascherate; una bambina avrebbe fatto riferimento a una «scuola nuova», dove alcuni partecipanti al «gioco dei sacchi neri e dei sacchi vuoti» sarebbero stati trasportati a opera di alcune «maestre cattive».
Una bimba avrebbe anche fatto i nomi di alcune insegnanti, non tutti riconducibili a quelli degli indagati. Un’altro minore avrebbe raccontato di dolori subiti alle parti intime.

Un bimbo ha raccontato:”Ci buttavano dentro l’acqua nudi e ci facevano male”, indicando le maestre “Patrizia, Silvana, Marisa, Anna, Marina e basta”. Gli ultimi due nomi non sono mai entrati nell’indagine, mentre i primi tre sembrano far riferimento alle insegnanti indagate….”Andavamo a casa loro con un pulmino giallo, come quello con cui vado a scuola a Santa Marinella” (fonti Il Tempo- Corriere della Sera)
—————————————————————–

IL «CASTELLO CATTIVISSIMO» – Drammatico il racconto della bimba, che ha parlato «del castello cattivissimo» e ha mimato i giochi attraverso i quali si sarebbero materializzati gli abusi. Secondo chi ha assistito all’audizione, la piccola ha indicato una terza persona, di nome Maurizio, che partecipava ai giochi. Ovvero, il gioco della Tigre (guinzaglio messo al suo collo e giro intorno a un tavolo), il gioco della piscina (bambini, alcune maestre e Maurizio in una vasca) e il gioco del pelouche sulle proprie parti intime. «La bambina – ha riferito l’avvocato di parte civile Franco Merlino – ha mimato giochi che sono devastanti, con un impatto duro per chi ha ascoltato». «Ora gli abusi non sono più presunti – ha aggiunto – si è cercato di dimostrare il complotto contestando anche il lavoro dei periti, ma oggi sono stati descritti luoghi e persone specifici». «Faccio l’avvocato da quasi quarant’anni – ha commentato invece Carlo Taormina – ma la sofferenza trasmessa oggi da questa bambina mi ha veramente colpito».(Fonte APCOM E Quotidiani)

CONTINUA A LEGGERE

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...