Pedopornografia, Lombardia: tutte le operazioni degli ultimi 3 giorni

Milano | 20 dicembre 2008
Un uomo arrestato e 20 indagati in Lombardia in un’operazione contro la pedopornografia

Venti persone indagate e perquisite. Un uomo arrestato. Questo e’ il bilancio dell’operazione denominata ‘RAZORBACK’ condotta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni della Lombardia in accordo con la Polizia elvetica ed e’ stata diretta a colpire una rete di utenti che hanno diffuso filmati a carattere pedopornografico mediante le modalita’ peer-to-peer utilizzando, quale elemento comune, i server denominati appunto ‘Razorback’.L’uomo arrestato e’ stato sorpreso mentre condivideva in rete tre filmati a carattere pedopornografico.

Pedofilia on-line  cinque arresti
18 dicembre 2008

 Collegati a “e-Mule”, il più noto sistema di condivisione dei file, hanno scaricato la discografia dei Buena vista social club, noto gruppo cubano. Ma anziché musica, all’interno hanno trovato una “pedo-collection” con file distinti in base all’età dei bambini (dai tre ai dieci anni) ritratti in pose hard. È quanto è successo ad alcuni internauti che si sono rivolti alla polizia postale di Bologna.

Così dopo mesi di indagini a livello nazionale, sono state arrestate cinque persone, indagate 33 e sequestrati circa 10 mila tra foto e video, definiti dalla polizia «particolarmente scabrosi». L’inchiesta è partita l’estate scorsa e ha permesso di arrestare in flagranza di reato cinque uomini, tutti incensurati sui 30-40 anni e residenti nelle province di Ferrara, Reggio Emilia, Mantova, Vicenza e Reggio Calabria.

Due di loro, al momento dell’arresto, stavano scambiando materiale pedopornografico, gli altri avevano un’ingente quantità di video e foto. Complessivamente quelle rintracciate sono circa 10 mila. Una mole enorme di materiale che, vista anche la crudezza delle immagini, ha fatto scattare l’arresto (provvedimento facoltativo e deciso di volta in volta dalla procura tanto che, secondo gli investigatori bolognesi, un sesto arresto è stato chiesto ai magistrati di Como ma negato).

Altre 33 persone – da diciottenni a pensionati, residenti in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna – sono state indagate sempre per il reato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Perciò per mesi gli agenti della polizia postale, coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Di Giorgio della procura di Bologna, hanno prima scandagliato la rete per cercare di conoscere il contenuto del file chiamato “Buenavista social club” (non sempre all’etichetta del documento corrispondeva il materiale hard), poi fatto una scrematura tra quanti avevano già scaricato quel materiale o lo stavano facendo e quanti lo condividevano.

In effetti, come hanno spiegato gli agenti, in fase di download di un file, si può cambiarne il nome. Un escamotage seguito dai più scaltri per evitare guai con la giustizia, ma non da tutti. Alcuni infatti avevano nel loro computer la “pedo-collection” in originale. E all’interno volti e corpicini di bambini ignari. Intanto a Eboli è stato arrestato un uomo di 69 anni, A. R. che per due anni aveva costretto ad atti di libidine una bambina di appena 5 anni, che frequentava l’asilo da lui gestito. L’accusa è di aver sottoposto, dall’autunno del 1999 al febbraio del 2001, a ripetuti e continui atti sessuali la minorenne. I carabinieri hanno dato esecuzione a una sentenza di condanna per pedofilia a 5 anni e 6 mesi di reclusione passata in giudicato.
Il Tempo 17 dicembre 2008

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