Morso sul seno di Simonetta Cesaroni Perizia sui denti dell’ex fidanzato

L’OMICIDIO DI VIA POMA
Proseguono le indagini sulla morte della ragazza uccisa il 7 agosto del 1990: verranno sovrapposte le impronte dei denti di Raniero Busco con quelle lasciate sul seno sinistro dall’assassino

* Via Poma, i risultati delle nuove analisi:”Non confermate tracce del fidanzato”

Simonetta Cesaroni (foto Ansa) Roma, 16 dicembre 2008 – Continuano le indagini sul delitto di Simonetta Cesaroni. La Procura di Roma ha disposto una nuova consulenza medico legale per cercare di attribuire con chiarezza chi abbia ucciso la ragazza che fu trovata cadavere il 7 agosto del 1990, in un appartamento ad uso ufficio in via Poma.

Dopo gli accertamenti sulle tracce di sangue presenti sul luogo del delitto gli inquirenti vogliono avere una risposta rispetto ai segni del morso che fu lasciato, secondo l’ufficio dell’accusa quasi sicuramente al momento della morte, su un seno della vittima. Per questo i pm Roberto Cavallone e Ilaria Calò, nei giorni scorsi, hanno affidato a due medici legali ed a due chirurghi dentisti il rilevamento dell’arcata dentaria dell’ex fidanzato di Simonetta, Raniero Busco.

Chi indaga vuole capire se è possibile sovrapporre l’impronta dei denti di Busco con le immagini del seno sinistro e del morso, così come sono ricavabili dalle foto scattate al momento dell’autopsia e del ritrovamento del cadavere. Busco è stato coinvolto nella nuova inchiesta a causa di una traccia di saliva riscontrata sul corpetto che aveva indosso Simonetta. I consulenti hanno avuto 60 giorni di tempo per rispondere a tutti i diversi quesiti posti dai pm Calò e Cavallone; a anche a quelle domande che sono state fatte dalla difesa, riguardo in particolare, alla difficoltà di restituire un attendibile grado di compatibilità tra un immagine, che ha due dimensioni, ed un rilievo che ne ha tre. Inoltre nel corso del tempo, i denti si spostano seppure per alcuni millimetri, lungo l’arcata dentaria.

Dalle tracce ematiche, sinora, non c’è stato alcun elemento a carico di Busco, vista la impossibilità di attribuire alcuno dei rilievi di sangue presenti nell’appartamento. L’uomo, che è indagato per omicidio volontario è assistito dall’avvocato Paolo Loria. A piazzale Clodio si mantiene il più stretto riserbo sui tempi per una definizione dell’inchiesta. Si vuole attendere questo ulteriore esame.

Simonetta lavorava negli uffici dell’Associazione italiana alberghi della gioventù e fu massacrata da 29 coltellate, tutte profonde diversi centimetri e tutte mirate verso zone vitali: cuore, carotide, giugulare. La vittima, però al momento dei colpi, era quasi sicuramente esanime. Quando viene ritrovato, dopo l’allarme della sorella e dei genitori di Simonetta, il cadavere è riverso sul pavimento, in una pozza di sangue. Il corpo è seminudo, ma non ha subito violenza carnale.

L’assassino ha portato via quasi tutti gli indumenti. Il cadavere viene ritrovato con indosso solo la canottiera di seta e i calzini. Il reggiseno è arrotolato intorno al collo e le scarpe sono disposte in ordine in un angolo della stanza. Due grossi ematomi all’altezza dei fianchi rivelano che Simonetta, con ogni probabilità, è stata tenuta con forza sul pavimento.

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