Mez, il nodo del processo blindato.La famiglia chiede le porte chiuse

I parenti di Meredith Kercher vogliono il processo a porte chiuse, Amanda e Raffaele – tramite i rispettivi legali – fanno invece sapere che non hanno interesse a blindare l’udienza e la procura non avrebbe ancora sciolto la riserva
 
Perugia, 3 dicembre 2008 – La famiglia di Meredith chiede il processo a porte chiuse, Amanda e Raffaele – tramite i rispettivi legali – fanno sapere che non hanno interesse a blindare l’udienza e la procura non avrebbe ancora sciolto la riserva.

Si deciderà il 16 gennaio se il primo vero momento pubblico di una delle inchieste più seguite dalla stampa internazionale si trasformerà in confronto ‘segreto’. Domani l’avvocato Francesco Maresca che assiste i Kercher sarà a Perugia per depositare nelle mani del presidente della Corte, Giancarlo Massei, l’istanza per sollecitare il dibattimento a porte chiuse o in subordine la rotazione all’interno dell’aula tra cronisti o, ancora, la possibilità che il processo sia seguito a distanza tramite un circuito interno che trasmetta l’audio e il video in un’altra stanza. Richiesta, in tal senso, viene anche dall’Unione dei cronisti dell’Umbria che si fa portavoce dell’esigenze della stampa internazionale di garantire una corretta informazione della vicenda penale.

Ma tutto è rimandato alla prima udienza quando, sentite le parti processuali, il presidente Massei e la Corte terranno in considerazione due articoli del codice di procedura penale. Il primo, il 470 disciplina l’udienza e prevede, tra l’altro che “per ragioni di ordine il presidente può disporre, in casi eccezionali, che l’ammissione nell’aula di udienza sia limitata ad un numero determinato di persone”. Il 472 stabilisce che il dibattimento relativo ai delitti di riduzione in schiavitù, violenza sessuale, anche di gruppo “si svolge a porte aperte” a meno che non si tratti di minori.

“Tuttavia – è scritto ancora nel codice – la persona offesa può chiedere che si proceda a porte chiuse anche solo per una parte di esso”. In questo caso i diritti di Meredith, stuprata e uccisa, secondo la ricostruzione della procura, possono essere esercitati dalla famiglia. L’altro nodo da sciogliere riguarda le riprese televisive. E anche su questo aspetto si dovrà pronunciare la Corte.

Gli imputati potranno chiedere di non essere ripresi, così come i testimoni. Il versante dell’accesso al palazzo di giustizia e alla sicurezza è invece compito della procura generale. Ma il processo per l’omicidio di Mez comporterà anche problemi organizzativi. L’aula degli Affreschi infatti potrebbe rivelarsi insufficiente ad ospitare le parti processuali, i giornalisti e il pubblico. All’udienza preliminare furono oltre cento i cronisti di tutto il mondo accreditati a palazzo di giustizia.

Erika Pontini

lA NAZIONE 3 DICEMBRE 2008

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...