Erba: Olindo ribadisce la sua innocenza, i dubbi di Azouz, la pista straniera. Stasera la sentenza.

Erba, Marzouk shock: ha dei dubbi sugli assassini della sua famiglia

La difesa si affida alla moglie del “siriano”.Gli avvocati: «I coniugi ci hanno ringraziato»
Ieri sono stati nuovamente in carcere, a trovare Rosa Bazzi e Olindo Romano. Il pool di avvocati della difesa ha salutato per l’ultima volta gli imputati prima della sentenza, che dovrebbe giungere oggi nel tardo pomeriggio.

Strage di Erba: Olindo ribadisce la sua innocenza, stasera la sentenza

di Wildgreta

Davvero tanti i colpi di scena in questa terribile storia.L’ultimo stamattina, quando un misterioso personaggio avrebbe comunicato ai genitori di Azouz che gli assassini non sono i coniugi Romano. I giudici non danno peso e si ritirano. Grande attesa per la sentenza, visto che il dubbio, negli ultimi mesi, si è insinuato in questa storia la cui sentenza sembrava certa sin dall’inizio. Di seguito tutto quello che di importante è successo oggi.

Un’ultima udienza caratterizzata da colpi di scena quella di stamane al processo di Erba. Spunta  un misterioso personaggio che avrebbe comunicato ai genitori di Azuz che gli attuali Imputati al processo per la strage di Erba non sono quelli che hanno commesso gli omicidi. La notizia è spuntata fuori come un macigno quando Azuz Marzouk è stato chiamato dal giudice per testimoniare sui fatti di cui si era venuti a conoscenza mediante un fax inviato da un uomo che ha raccolto le dichiarazioni del tunisino durante il tragitto di ritorno, dopo l’ultima udienza, verso il carcere di Vigevano dove è attualmente detenuto per spaccio di droga.


Il tunisino ha ammesso che ha appreso la notizia da un colloquio telefonico con i genitori ma ha anche sottolineato di non dargli peso in quanto unici colpevoli per la morte dei suoi cari sono Olindo e Rosa. Azuz ha, piuttosto, espresso preoccupazione per le minacce ricevute dai suoi genitori dallo sconosciuto.
Sarà questo un tentativo di Azuz di allungare i tempi processuali e allontanare la data della sua espulsione dall’Italia, come sostiene il Pm Astori?

Subito le richieste di approfondimento sull’argomento da parte della difesa ma la corte le ha respinte ritenendo le dichiarazioni di Azouz “evanescenti e prive di spunti investigativi”.
La Corte non ha ritenuto di doversi soffermare più di tanto suoi nuovi fatti ritirandosi in camera di consiglio.

Ma un altro colpo di scena verso le 11 e 30, Olindo chiede di fare un’altra dichiarazione alla Corte. Dichiara di nuovo di amare sua moglie e che entrambi sono disposti a fere di tutto l’uno per l’altra, si amano come dal primo giorno e sono innocenti. Esprime tutto il suo rammarico per la sofferenza che provano i parenti delle vittime della strage ma ribadiscono ancora una volta la loro innocenza e la loro personale sofferenza.

Dall’aula si sono alzate le voci di familiari e del pubblico gridando “assassini vergognatevi”.

I giudici sono ora in camera di consiglio per emettere la sentenza o un’ordinanza con cui accolgono le richieste di prova della difesa, compresa quella di una perizia psichiatrica per i due imputati. La decisione è attesa per questa sera.
Olindo Romano e Rosa Bazzi hanno preferito non essere presenti e sono stati riaccompagnati nel carcere di Como dove sono detenuti.
Italia news.it 26 novembre 2008

La difesa si affida alla moglie del “siriano”.Gli avvocati: «I coniugi ci hanno ringraziato»

«Ci hanno ringraziato», si limitano a dire. Aggiungendo un laconico: «Pensiamo che si immaginino la condanna». I sorrisi di soddisfazione post-arringhe, nel quartier generale della difesa, hanno lasciato il posto alla tensione. Non espressa a parole, ma dai lunghi silenzi che seguono a ogni domanda.
Gli avvocati, nell’ultima udienza a loro dedicata, hanno provato a ribaltare un percorso che sembra segnato per le prove pesanti raccolte dalla Procura. Eppure qualche speranza è rimasta, legata alle richieste presentate alla Corte d’Assise. Oltre alla perizia, una sembra essere quella maggiormente auspicata: è l’esperimento giudiziale da compiere con i “siriani” – o meglio, solo con la moglie, Heba Baddoura – che aveva rilasciato agli inquirenti dichiarazioni utili al teorema della difesa. Davanti ai carabinieri di Erba, il 15 gennaio 2006, quattro giorni dopo la strage, la donna che abitava sotto l’appartamento della mattanza disse: «Alle 18.30 circa è rientrato mio marito. Ho sentito dei passi, ma molto leggeri, provenire dall’appartamento della Castagna». Affermazioni poi confermate di fronte ai pm della Procura di Como, nel verbale di sommarie informazioni del 20 dicembre 2006: «L’assenza di rumori dal piano di sopra è continuata fino al rientro di mio marito, intorno alle 18.30. È più o meno in quel momento che si sono cominciati a sentire dei rumori nell’appartamento di Raffaella».
Solo che in quei locali, secondo la Procura, a quell’ora non avrebbe dovuto esserci nessuno. Mentre per la difesa i presunti killer erano già entrati nell’appartamento di Raffaella. Da qui la speranza di ripetere l’esperimento giudiziale, per la verità già realizzato ma, come ha detto l’avvocato Pacia in aula, con il marito di Heba Baddoura, ovvero Abdelkarim Khalouf.
«Se la donna dovesse confermare quello che ha già ribadito più volte – ha aggiunto il legale dei Romano – questo processo sarebbe già finito. Ma l’esperimento giudiziale questa volta dovrebbe essere garantito».
In aula, la difesa aveva puntato proprio sulla ricostruzione alternativa della strage, quella del commando poi fuggito dal balconcino di casa Castagna che dà su via Diaz. Per questo erano stati inseriti nella lista dei testimoni Fabrizio Manzeni e Ben Brahim Chemcoum, il primo escluso, il secondo non trovato. Manzeni, uscito alle 20.20 per scuotere la tovaglia, notò tre persone (riconosciute come possibili extracomunitari) con un cellulare in mano «gesticolare» e scendere da via Diaz verso piazza Mercato proprio nell’ora in cui si sarebbe consumata la strage. Posizione confermata da Ben Brahim che era proprio in piazza Mercato.
Nessuno dei due, però, è stato sentito in aula. Di loro si ricordano solo le sommarie informazioni raccolte dai carabinieri di Erba.
«Quando c’è in gioco la vita di due persone non si può trascurare nulla», ha detto Pacia in aula. Oggi si saprà se la sua richiesta verrà accolta.

Corriere di Como 26 novembre 2008

 Erba, Marzouk shock: ha dei dubbi sugli assassini della sua famiglia
Mercoledì 26 Novembre 2008 14:38
COMO – Giallo sulla strage di Erba. Nel giorno in cui il pm Astori e gli avvocati della difesa avrebbero dovuto avanzare le rispettive repliche e la corte di sarebbe dovuta ritirare per emettere la sentenza, Azouz Marzouk ha avanzato dei dubbi circa la ricostruzione della strage. Nei giorni scorsi, durante un trasporto tra il tribunale di Como ed il carcere di Vigevano, dove Marzouk è detenuto, il tunisino ha confidato ad una guardia carceraria di nutrire forti dubbi sulla responsabilità dei coniugi Romano. Interrogato dal giudice, Marzuok, pur riconfermando di essere convinto che ad uccidere sua moglie, suo figlio, sua suocera ed una vicina di casa siano stati Olindo e Rosa, ha raccontato che i suoi genitori, residenti in Tunisia, avrebbero ricevuto la visita di un uomo, tunisino anch’egli, che ha rivelato loro che i responsabili della strage non sarebbero gli imputati. Ha chiesto, senza ottenerlo, il numero di telefono di Marzouk, attualmente in carcere, per poterlo contattare direttamente e rivelargli i veri assassini della sua famiglia.
Marzouk, che ha dichiarato di aver chiesto ai suoi avvocati di recarsi in Tunisia per tranquillizzare i suoi genitori, ha rimesso in discussione l’esito di un processo che sembrava già scritto con la condanna all’ergastolo per i Romano.

Tutti gli articoli sulla Strage di Erba dall’inizio su www.wildgreta.blogspot.com

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