In 90 contro Amanda. Spunta superteste. I PM:proveremo patto omicida

La rivelazione: ho visto Mez con i 3 imputati prima del delitto. I pm: proveremo il patto omicida

DAL NOSTRO INVIATO
PERUGIA – Ci saranno gli studenti, i professori, gli amici della vittima e degli imputati. Ci saranno i poliziotti, i consulenti, molti cittadini di Perugia. E ci sarà anche un nuovo testimone che l’accusa vuole portare al processo che comincerà il prossimo 4 dicembre per dimostrare che i presunti assassini di Meredith Kercher si frequentavano e così avvalorare la tesi di un patto omicida. L’uomo sostiene infatti che due giorni prima del delitto vide Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guede uscire dal cancello di via della Pergola insieme alla stessa Mez. Ai giudici dovrà però spiegare come mai abbia deciso di raccontarlo soltanto un anno dopo. Nella «lista testi» presentata ieri mattina dai pubblici ministeri ci sono novanta nomi. Persone che si chiederà alla corte d’assise di interrogare per ricostruire che cosa accadde prima e dopo la sera del primo novembre 2007 quando la giovane inglese fu uccisa con tre coltellate alla gola. In aula la partita tra le parti si giocherà proprio sulla loro credibilità. E dunque sarà fondamentale capire per quale motivo alcuni siano rimasti in silenzio per tutti questi mesi, nonostante l’inchiesta fosse costantemente al centro dell’attenzione di giornali e televisioni anche stranieri. Comprendere come mai quest’uomo, che secondo i magistrati può imprimere la svolta decisiva al dibattimento, non abbia finora ritenuto importante rivelare quello che dice di aver visto. «Sono quasi certo che fosse il 30 ottobre 2007 – è scritto nel verbale che ha compilato qualche settimana fa -, io stavo passeggiando in via della Pergola e ho visto uscire dal cancello della villetta i quattro ragazzi. Sono sicuro che ci fosse Rudy perché lo conoscevo già di vista e dopo aver visto le foto sui giornali ho riconosciuto anche gli altri». L’uomo ha una quarantina d’anni, sostiene di aver riferito ad alcuni amici quello che aveva visto già nella prima fase delle indagini, ma di aver deciso di non presentarsi perché non era sicuro che fosse determinante per l’esito dell’inchiesta. La procura non contesta la premeditazione del delitto, ma ritiene comunque che l’obiettivo era convincere Mez a partecipare ad un gioco erotico. Un festino poi degenerato e finito con la sua uccisione. Finora non è stata trovata alcuna prova sull’esistenza di un legame precedente di Rudy con gli altri due. Certamente l’ivoriano – già condannato a trent’anni di carcere per violenza sessuale e omicidio – conosceva Amanda e Meredith, ma non avrebbe mai visto prima Raffaele. E soprattutto non è stato rilevato alcun contatto per giustificare il fatto che i tre fossero andati insieme a casa delle straniere per violentare e poi uccidere l’inglese. Il nuovo teste sarebbe invece in grado di provare questo legame. Ma finora è stato inspiegabilmente nascosto. Non è l’unico. Come lui, altri sei individui – tre uomini e tre donne – hanno deciso soltanto adesso di rivelare circostanze e dettagli che potrebbero rivelarsi utili per accertare la verità. O quantomeno per confermare il valore di testimonianze già acquisite. C’è una ragazza che sostiene di essere stata svegliata da un grido, proprio come la signora che abita di fronte alla villetta, e dunque potrebbe aiutare a fissare l’ora della morte. Altre due dicono di aver sentito qualcuno che scappava, confermano chi ha raccontato di aver notato la fuga degli assassini. Un commerciante giura di aver visto Amanda alle 7,45 del 2 novembre nel suo negozio di alimentari, mentre lei ha sempre raccontato che a quell’ora dormiva a casa di Raffaele. Un poliziotto ha rintracciato una segnalazione di qualche anno fa al prefetto di Bari nei confronti dello stesso Sollecito come «assuntore abituale di sostanze stupefacenti ». C’è infine l’avvocato del testimone albanese Kokomani che vuole avvalorare il ricordo del suo cliente. Toccherà ai giudici stabilire chi, tra tutti loro, possa davvero aiutare a scoprire l’identità di chi ha ucciso Meredith.

Fiorenza Sarzanini
22 novembre 2008

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