Delitto di Perugia. I familiari di Amanda lanciano la raccolta fondi online per la difesa

venerdì 21 novembre 2008
Amanda Knox, accusata dell’omicidio di Meredith Kercher, è ancora in carcere. Per pagare la sua difesa, lunga e costosa, i genitori lanciano il sito “Amanda Knox Defence Found”: raccolta fondi per chi crede nell’innocenza della ragazza.
di Cecilia Dalla Negra

IL SITO – Amanda sorridente. Amanda bambina, con le trecce bionde e il pallone in mano. Amanda che suona la chitarra e festeggia il suo settimo compleanno con un berretto di cartone in testa e i palloncini colorati. E ancora, Amanda che balla con il cuginetto e che si laurea, con le gote arrossate e la toga blu, un po’ impacciata. Non un filo di trucco sul volto, abiti semplici, sorriso pieno. Il ritratto tipico della brava ragazza americana, dedita allo studio e alla famiglia, su cui sono state “costruite menzogne”, “pronunciate cattiverie”, condotte “persecuzioni” legali. È l’operazione messa in piedi dai familiari della Knox – “Foxy Knoxy” come la chiamano impietosamente i tabloid d’oltreoceano – accusata insieme a Raffaele Sollecito e Rudy Guede (già condannato a 30 anni di reclusione con rito abbreviato) dell’omicidio della giovane Meredith Kercher, conosciuto alle cronache come “il delitto di Perugia”, e avvenuto nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre del 2007. Un processo lungo, difficile, e che minaccia di avere di fronte ancora molta strada prima di giungere a una soluzione definitiva. E le spese per pagare la difesa degli avvocati, si sa, aumentano vertiginosamente giorno dopo giorno. I parenti di Amanda hanno già messo in vendita tutto quello che era vendibile per pagare le spese processuali e i numerosi viaggi fra Seattle e Perugia. Ma ancora non basta. Per sostenere le spese, e convincere il mondo che su Amanda in questi mesi siano state dette “solo menzogne” , è nata allora l’idea del “defence found”, sito internet di sostegno alla ragazza dal quale è possibile fare donazioni. Di denaro, ovviamente, ma anche di “miglia gratuite” delle diverse compagnie aeree per i suddetti viaggi della famiglia verso l’Italia. La notizia è del Corriere della Sera online, che rimanda con un link al portale inaugurato dai familiari di Amanda. In homepage la foto della laurea, che si staglia fra le testimonianze di amici e parenti, pronti a descrivere la giovane come la persona più buona, dolce e altruista del mondo. Un ritratto un po’ differente insomma dall’idea che l’opinione pubblica può essersi fatta in questi mesi, considerato che è accusata, con Sollecito e Guede, della barbara uccisione della compagna di appartamento, che avrebbe pagato con la vita il suo rifiuto a prendere parte ai giochetti erotici dei tre.

LE TESTIMONIANZE – “Le cose che sono state scritte di Amanda dai giornali sono l’esatto opposto di quello che è lei: qualcuno su cui sai di poter sempre contare, onesta, sincera, e capace di dare tutto di sé”, dice ad esempio la zia, Janet Huff, sotto una foto di Amanda da lei scattata. David “Dj” Johnsrud invece la considera “una delle migliori amiche che abbia mai avuto” descrivendola come “generosa e pronta a occuparsi del prossimo prima che di se stessa”. Racconta di quando aveva bisogno di un aiuto e poteva trovarlo in Amanda, o di come lei comprasse panini per regalarli ai senzatetto. Poi c’è Madison, l’amica del cuore, che parla della “la presenza di Amanda nella mia vita, che ha avuto un’influenza positiva”. “Non ho mai conosciuto nessuno che abbia la sua gentilezza e Seattle è ancora più grigia senza di te”, le dice, concludendo il suo pensiero. “Sono state dette solo sgradevoli bugie” su di lei secondo nonna Elizabeth, che descrive quella in atto in Italia come “un’ ingiusta e tragica persecuzione”.

IMMAGINI A CONFRONTO – Amanda la dolce, l’onesta, la generosa. Amanda la compassionevole e misericordiosa. A Seattle, insomma, sono convinti della sua innocenza, e che in Italia sia in corso una sorta di “persecuzione” nei suoi confronti. Ma anche che “la verità saprà vendicarla”. D’accordo, va bene, non che ci si possa aspettare una descrizione diversa dai suoi stessi parenti e amici. Ma per portare avanti un’opera di persuasione delle masse contro l’idea che sia stata lei a uccidere la povera Mez, come sostenuto dall’accusa, ci vuole ben altro. Non è semplice smontare l’immagine di una giovane un po’ “arzilla”, che in quella notte d’inizio novembre non solo sarebbe stata protagonista di un festino erotico con Sollecito e Guede, che conosceva da una manciata di giorni, ma che avrebbe anche partecipato attivamente all’omicidio di Meredith di fronte al suo rifiuto di prendere parte alla baldoria. E nonostante i pianti, le pagine di diario, il comportamento da detenuta modello e il volto pulito che mostra, puntuale, durante ogni udienza, le accuse che le sono rivolte hanno un peso difficile da alleggerire. Una presunta assassina, che non avrebbe esitato a colpire una coetanea con particolare ferocia per il solo aver detto “no, grazie” a proposte quantomeno discutibili. Nonostante le lodi tessute da amici e parenti, che non perdono la speranza di rivederla libera, convincere la pubblica opinione – e soprattutto i giudici – della sua innocenza non è facile. La prossima udienza del processo, intanto, è attesa per il 4 dicembre, quando il dibattimento arriverà in Corte d’Assise e si confuteranno le accuse a carico di Amanda e Raffaele per omicidio e concorso in violenza sessuale. Nel frattempo chi sosterrà l’innocenza di Amanda potrà scegliere di dare il proprio contributo, versando soldi nei due conti che sono ben visibili sul suo portale. Separati, come i genitori della ragazza, che su questo punto non sembrano aver trovato un accordo. La parola resta come sempre alle aule di tribunale e a quello che i giudici decideranno.
Cecilia Dalla Negra

( Fondazione italiani venerdì 21 novembre 2008 )

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