Marcelletti:arresti revocati, vuole tornare dai suoi piccoli pazienti

Il tribunale del riesame di Palermo ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per il cardiochirurgo Carlo Marcelletti, accusato di concussione, truffa, abuso d’ufficio e produzione di materiale pedopornografico. Il collegio ha imposto al medico l’obbligo di firma per tre volte alla settimana alla polizia giudiziaria in qualunque città risieda o sia domiciliato. “Ora il mio obiettivo – ha detto Marcelletti – è tornare a fare quello che ho fatto per tutta la vita”
La procura aveva dato parere favorevole alla revoca degli arresti domiciliari suggerendo la misura del divieto di dimora a Palermo. Ma il tribunale ha deciso la scarcerazione di Marcelletti accogliendo l’istanza del suo avvocato, Roberto Tricoli. Il medico era agli arresti domiciliari dal 6 maggio scorso: il gip l’aveva autorizzato a trasferirsi, da Palermo, nella sua abitazione in Umbria. Nonostante il parere favorevole della procura, però, il magistrato non aveva accolto l’istanza di scarcerazione. Contro il provvedimento di rigetto della revoca dei domiciliari gli avvocati di Marcelletti hanno fatto appello davanti al tribunale del riesame.

“SEI MESI DURISSIMI” “Sono emozionatissimo, ho le mani congelate. Abbiamo atteso con tanta ansia questa decisione: sono stati sei mesi durissimi. Solo chi ha la sfortuna di vivere una vicenda simile può capire quanta sofferenza si prova”. Lo ha detto all’ANSA il cardiochirurgo Carlo Marcelletti commentando la decisione del tribunale del Riesame di Palermo che oggi ha revocato la misura degli arresti domiciliari a cui il medico era sottoposto dal 6 maggio scorso. “In questo periodo – ha aggiunto Marcelletti che, dopo l’arresto, è stato sospeso dall’Ordine dei medici dall’esercizio della professione – il tormento più grosso è stato stare lontano dai piccoli pazienti”. “Ora il mio obiettivo – ha proseguito – è tornare a fare quello che ho fatto per tutta la vita: Palermo mi è rimasta nel cuore, non so se tornerò, comunque i giudici non hanno imposto alcun divieto di dimora in nessuna città italiana”. “Io e i miei avvocati – ha concluso – abbiamo sempre rispettato la magistratura e continueremo a farlo. Spero solo che chiunque valuterà nel merito la mia posizione si ricordi che ho dedicato tutta la vita a curare i bambini”.

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